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× Data 1992
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Trovati 2 documenti.

Malattia come metafora
Libri Moderni

Sontag, Susan <1933-2004>

Malattia come metafora : AIDS e cancro / Susan Sontag ; confronto di Giovanni Jervis

Einaudi, 1992

Abstract: Un classico, ha scritto Italo Calvino, non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Cosa ci dice, oggi, questo saggio di Susan Sontag, intensissimo e intrepido come da sua cifra, pubblicato per la prima volta nel 1978? Che la malattia, nonostante l'illusione di oggettività che l'Occidente "scientifico" tende a coltivare, non è percepita né concepita secondo le sue coordinate reali, ma è una costruzione culturale, profondamente connotata in senso metaforico. La malattia non parla di se stessa, perché la facciamo sempre parlare di altro, attraverso il linguaggio figurato con cui la bardiamo nella comunicazione e nell'immaginazione. E poiché "è quasi impossibile prendere residenza nel regno dei malati senza lasciarsi influenzare dalle sinistre metafore architettate per descriverne il paesaggio", è in primo luogo ai malati che dobbiamo una resistenza e una liberazione dal cascame di queste metafore, particolarmente pericolose nel caso di malattie epocali, mitizzate (e mistificate) come "predatori malvagi e invincibili": il cancro e le epidemie infettive (peste, tbc, sifilide, Aids, e altre che potremmo aggiungere a partire dal presente). "Nel tentativo di comprendere il male 'radicale' o 'assoluto', andiamo alla ricerca di metafore adeguate", ma è solo togliendo potere a queste appropriazioni retoriche, afferma Sontag, che possiamo conoscere più a fondo la realtà della malattia e affrontarla con la necessaria consapevolezza. Oggetto dell'indagine di questo libro è l'immaginario che la società costruisce intorno alla malattia: attraverso una fitta rete di riferimenti letterari l'autrice illustra il repertorio delle metafore, cariche dei tenaci pregiudizi e dei fantasmi di antiche paure, che hanno accompagnato un tempo la TBC e che oggi ammantano l'immaginario legato al cancro e all'Aids. Per spingere il lettore, finalmente, a liberarsi dall'oscuro senso di colpa e di scandalo che avvolge la malattia, lato oscuro della vita.

Le distese interiori del cosmo
Libri Moderni

Campbell, Joseph <1904-1987>

Le distese interiori del cosmo : la metafora nel mito e nella religione / Joseph Campbell ; traduzione di Andrea Di Gregorio

Parma : Guanda, copyr. 1992

Abstract: Viaggio tra anima e ragione, psiche e universo, scienza e leggenda, Le distese interiori del cosmo" - l'ultimo libro che Joseph Campbell portò a compimento prima della sua morte - è una raccolta di saggi in cui storia, antropologia, analisi del mito, spiritualità e psicologia analitica convergono in una speculazione riccamente documentata e sempre attuale. Credenze, riti, miti, pratiche ed espressioni artistiche e letterarie di popoli, figure e culture riconducibili a epoche e aree geografiche profondamente distanti vengono qui analizzati e interpretati come espressione universale dell'immaginazione mitica - la facoltà, nella concezione dell'autore, mediante la quale la mente umana supera i propri limiti e i confini spaziali e mette la dimensione interiore in relazione diretta con l'infinità del cosmo. Seguendo un percorso mirato a coglierne analogie, divergenze, rimandi ed elementi di continuità, Campbell spazia con grandissima apertura da Nietzsche a Blake, dai testi indú alla civiltà greca classica, dai rituali navaho ai culti egizi, mostrando come in ciascuna cultura il mito sia sempre metafora creativa che nasce dal bisogno universale di spiegare la realtà e dimostrando, di conseguenza, che uno studio ragionato delle mitologie consente di superare le differenze e i contrasti tra concezioni e tradizioni lontane e di esplorare nuovi mondi.