Trovati 11 documenti.
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Milano : Lupetti, 2009
Linguaggi virali ; 5
Abstract: Milano Cina. Un'esperienza di design è la storia di un progetto, alla ricerca di un contatto tra due culture che condividono ogni giorno la stessa strada, ma che raramente si incontrano per collaborare, anzi agiscono su piani paralleli senza comunicare tra di loro. Si tratta delle due comunità, quella cinese e quella milanese, che della via Paolo Sarpi a Milano condividono marciapiedi e palazzi, divisi però da una muraglia invisibile che rende difficile qualsiasi scambio culturale. Il libro raccoglie le immagini che documentano tutto il percorso di lavóro svolto da docenti e studenti dei corsi di moda e design della NABA, fino all'allestimento delle vetrine durante la settimana del Salone del Mobile 2009, a cui hanno partecipato importanti designer e artisti, tra cui Paola Navone, Stefano Giovannoni, Alessandro Mendini, Alessandro Guerriero, George Sowden.
Architettura : : tesi di Bachelor 2009
[S.l.] : Supsi, c2009
Berlin ; New York : Sternberg, c2009
Milano : Jaca book, [2009]
Abstract: Monografia dedicata ai progetti dello studio Claudio Lucchin & architetti associati
Progetti per l'architettura della città / Valeria Pezza ; a cura di Camillo Orfeo
[Napoli] : Electa Napoli, copyr. 2009
Abstract: L'architettura possiede quella capacità di correggere il mondo reale e creare una realtà parallela che Durrell attribuisce alla grande letteratura e alla grande pittura? Può aspirare l'architetto a quel silenzio creativo in cui la realtà si ricrea e riesce a mostrare il suo senso profondo? Osservando il modo costante e quieto con cui Valeria Pezza incide di volta su determinati problemi o elementi tratti dalla realtà, per costruire con essi l'immagine di un mondo nel quale è possibile riconoscersi, la risposta sembra essere affermativa. Osservare, immaginare, progettare: è questo l'ordine dei passi necessari per giungere a definire uno scenario nel quale l'essere umano possa sentirsi libero e radicato; uno scenario capace di accogliere le risonanze del reale senza perdere il grado di idealità indispensabile per alimentare l'aspirazione collettiva a una vita migliore. Pensati in funzione della città, anche quando riguardano un singolo edificio o una porzione di tessuto urbano, i progetti di Valeria Pezza promuovono un'idea precisa, centrata sul rilancio dell'eredità storica: il punto di partenza è a volte una semplice traccia, ciò che resta di un muro che definisce un recinto, o il carattere e le dimensioni di una lottizzazione agricola: non per imitare o riprodurre il passato scrive Carlos Martí Arís nell'Introduzione - ma per esplorare la sua capacità di trasformarsi in una possibilità del presente.
Milano : BE-MA ; Bologna : BolognaFiere, [2009]
Home for Lost Ideas / [conceived and edited by Catherine Griffiths and Dan Rees]
Torino ; Berlino : Archives Books, 2009
Firenze : Alinea ; [Roma] : Sapienza università di Roma, Dipartimento di industrialdesign tecnologie dell'architettura e cultura dell'ambiente, Itaca ; [Roma] : Regione Lazio, [2009]
Abstract: In questo particolare momento dello sviluppo dell'umanità è d'obbligo avere piena coscienza e conoscenza, come architetti in quanto operatori dello spazio, delle responsabilità dirette ed indirette che ci investono nella partecipazione al processo di degrado e distruzione dell'ambiente causata dall'espandersi della città diffusa; dove la partecipazione acritica ha spesso compromesso la credibilità sociale e culturale delle nostre competenze scientifiche ed operative. Nel caso specifico dell'intervento sugli insediamenti informali della fascia periferica romana i problemi che investono la categoria in qualità di attori principali del progetto di riqualificazione ambientale ed ecoefficiente sono problemi che mettono in discussione il modello di sviluppo imposto da norme cogenti e costrittive.
Questo ponte s'ha da fare / Giuseppe Cruciani
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Cosa saranno mai tre chilometri? Passeggiando in tutta tranquillità, si percorrono in meno di tre quarti d'ora. Eppure è dalla notte dei tempi che tre chilometri di mare tengono lontana la Sicilia dal resto d'Italia. File interminabili per imbarcarsi sui traghetti, disservizi e ritardi da record: ecco come tre chilometri si trasformano in un'avventura costosa. Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare del Ponte sullo Stretto, definendolo ogni volta in un modo diverso: grande opera, ecomostro, segno del progresso, favore alla mafia, simbolo di rinascita... Mille e più attributi che hanno alzato un inutile polverone attorno a un progetto considerato l'emblema di un Paese immobile. Con Questo ponte s'ha da fare, Giuseppe Gruciani svela impietosamente scandali, cifre e retroscena dell'Italia dei cantieri bloccati, dall'autostrada Tirrenica alla metropolitana di Roma, dai treni ad Alta Velocità alla Salerno-Reggio Calabria. Ma nella classifica delle opere incompiute, il ponte resta al primo posto: la società Stretto di Messina è nata nel 1971, da allora sono stati spesi fiumi di denaro da governi di qualsiasi colore, con l'unico risultato di aver accatastato una montagna di progetti e documenti. Oggi continuiamo a chiederci se vale la pena di affrontare questa impresa, trascurando un dato incontrovertibile: tornare sui nostri passi costerebbe molto più che portare a termine il lavoro.