Trovati 48 documenti.
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Roma : Elliot, 2010
Antidoti
Abstract: ?Signor Presidente, l?Italia sta per essere divorata dalla mafia?, così scriveva profeticamente nel 1980 Pio La Torre in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Spadolini. Oggi, a trent?anni di distanza, possiamo prendere atto che quella previsione si è purtroppo avverata non soltanto in Italia ma anche in buona parte del resto del mondo. Nonostante le leggi sempre più severe, gli investimenti economici a livello governativo, l?impegno massiccio delle forze dell?ordine e il sacrificio di tante vite, le organizzazioni mafiose non soltanto sono ancora vive e ben radicate nel territorio, ma hanno acquisito un enorme potere sia a livello politico, in grado di condizionare le scelte dei governi, che economico, con un volume d?affari superiore al PIL di molti paesi occidentali. Come questore della Polizia francese, Jean-François Gayraud ha svolto per molti anni un lavoro di analisi delle strutture organizzative mafiose e della loro espansione mondiale. In questo libro è riuscito nell?arduo compito di tracciare una geopolitica delle nove organizzazioni più importanti ? Cosa Nostra, ?Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, Triadi cinesi, Yakuza, la mafia in Albania e in Kosovo, la maffya turca e Cosa Nostra italo-americana ? a partire dalle loro origini fino ai nostri giorni. Secondo l?autore, la criminalità organizzata mafiosa è una questione che va affrontata a livello internazionale, con la stessa urgenza con cui viene combattuto il terrorismo e con strumenti intellettuali diversi da quelli applicati finora. Le mafie, infatti, hanno ormai ampiamente superato i confini nazionali, stanno imponendo una nuova geografia dei poteri e partecipano attivamente alla disgregazione del mondo contemporaneo. Divorati dalla mafia è un viaggio nelle profondità delle organizzazioni mafiose, che descrive le origini, i cerimoniali, il modo occulto con cui vengono condotte le operazioni di corruzione, intimidazione e assassinio, le alleanze, le lotte interne, la funzione e la credibilità dei pentiti, l?infiltrazione nel mondo della politica e il loro immenso potere economico. Un?opera necessaria per comprendere fino in fondo la pericolosa ascesa di una mafia sempre più ?in giacca e cravatta? in una società dai tratti sempre più mafiosi. «Un?opera che non ha paragoni. Gayraud ha messo nero su bianco tutto ciò che dobbiamo sapere sulla mafia» «REVUE INTERNATIONALE DE CRIMINOLOGIE» «Un libro appassionante che descrive la mafia come un animale economico che ha trovato nella società lo spazio ideale per il suo appetito da predatore». NOUVEL OBSERVATEUR «Divorati dalla mafia svela la nuova faccia del potere mafioso nell?economia globalizzata». LE FIGARO «Gayraud ha lanciato un allarme: la mafia è più pericolosa del terrorismo internazionale». LA TRIBUNE
L'intrigo parallelo / Carmelo Nicolosi De Luca
Palermo : AZ Report Group, 2010
Abstract: Micidiali giudici, li chiama ai primi del Settecento il marchese di Villabianca, storico siciliano, sostenendo che si riunissero in un rifugio sotterraneo del quartiere Capo, nella parte oggi storica di Palermo. Tornano per guidare una nuova rivoluzione siciliana, in una diabolica macchinazione, così ben articolata che quando credi avere compreso tutto ti trovi alla presenza del contrario di tutto.
La Chiesa e la mafia : viaggio dentro le sagrestie di Cosa Nostra / Vincenzo Ceruso
Roma : Newton Compton, 2010
Universale storica Newton ; 102
Abstract: Sicari in crisi mistica e teologi con la lupara in mano, ecclesiastici infedeli e assassini devoti, padrini che citano il vangelo prima di far uccidere e sacerdoti come padre Puglisi, che muoiono su ordine di Cosa nostra, per non aver tradito quello stesso vangelo. Questo libro racconta la storia del "tenebroso sodalizio" del mafiosi con preti e religiosi. Un'inchiesta sulla mafia sub specie ecclesiae: attraverso i palazzi arcivescovili e le chiese di campagna, tra una festa popolare e la processione di un santo patrono, lungo le chiese della desolata periferia di Palermo e le navate dello splendido duomo normanno di Monreale, Cosa nostra è una confraternita criminale con le sue tradizioni e i suoi segreti. Per il mafioso, battesimi, cresime, matrimoni e ogni altro genere di sacramenti non fanno parte di un cammino di fede ma entrano in un sistema di alleanze e di giochi di potere interni alla consorteria. Le vie delle sagrestie, allora, si intrecciano con quelle dell'eroina e la religione diventa uno strumento funzionale alla morte e al predominio criminale. Il giudice Giovanni Falcone diceva che "entrare a far parte della mafia equivale a convertirsi ad una religione", e per questo introdursi nelle sagrestie di Cosa nostra equivale a conoscere i dogmi e i riti di questa setta violenta e spietata. Per conoscere la mafia dall'interno. E per affrettarne la sconfitta.
Milano : Il Saggiatore, 2010 (stampa 2009)
Abstract: Questo libro è nato da un incontro tra uomini divisi in tutto: nascita, formazione, valori. Da un lato Pino Arlacchi, uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno mafia, dall'altro Antonino Calderone, mafioso di spicco della «famiglia» di Catania e poi grande pentito. In un rifugio messo a disposizione dalla polizia, Calderone ha deciso di ricordare. E raccontare. Quando uscì nel 1992 Gli uomini del disonore ebbe un grande successo. Faceva conoscere le gerarchie di Cosa Nostra, le sue lotte intestine, le trame diaboliche dei suoi capi, la sua storia tormentata. La storia di un mondo in cui tutti sono nello stesso tempo amici e nemici di tutti, professano lealtà e sono pronti all'inganno più subdolo, progettano congiure e imboscate, tradiscono e uccidono senza rimorsi. Era la prima volta che la mafia veniva descritta dal suo interno, la prima volta che veniva descritta la vita quotidiana dell'uomo d'onore, le sue amicizie, gli odi, gli affetti di un'esistenza dominata dalla paura di essere uccisi e dalla necessità di ammazzare. Il libro viene oggi ripubblicato con una nuova postfazione di Pino Arlacchi. Lo studioso, tra gli artefici della legislazione antimafia italiana degli anni ottanta, autore del progetto esecutivo della Dia, ripercorre passo dopo passo la sfida a Cosa Nostra, condotta in prima persona insieme a Chinnici, Falcone e Borsellino: dal tempo degli omicidi di La Torre e Dalla Chiesa alle confessioni di Buscetta, dagli anni della strategia stragista a oggi.
I giudici = Excellent cadavers / regia di Ricky Tognazzi
Cecchi Gori Home Video, 2010
Abstract: Dalla fine degli anni '70 al maggio 1992, la storia di Giovanni Falcone e del suo lavoro di giudice in prima linea contro la mafia in Sicilia
Nelle mani giuste / Giancarlo De Cataldo
Torino : Einaudi, 2010
Abstract: Dall'autore di Romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull'epoca in cui siamo tuttora immersi. L'epoca segnata dalle stragi di mafia. Sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle. O forse no. Si tratta di consegnare l'Italia nelle mani giuste. Delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari. Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare. Mentre le vite e i destini si consumano, e la speranza si rifugia nel cuore stesso dell'inferno. In seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire surreale, in seguito Stalin Rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternità dell'idea. Era stato lui a suggerirla o il mafioso? O ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi elementi di valutazione dei quali disponevano? O era stata la disperazione a impossessarsi delle loro menti? Sta di fatto che a un certo punto l'idea si materializzò. Aveva la forma inconfondibile della Torre di Pisa. Il riflesso cangiante della Cupola di San Pietro nelle meravigliose ottobrate romane. L'eleganza composta e distaccata della Loggia de' Lanzi. Aveva il volto desiderabile della pura bellezza. Era la bellezza. La bellezza rovinata. La bellezza corrotta. Era l'Italia, in fondo.
La siciliana ribelle / un film di Marco Amenta
Campi Bisenzio (FI) : CG, 2010
Abstract: Novembre 1991. La diciasettenne Rita si presenta al procuratore di Palermo per vendicare gli assassini del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Da quel momento Rita, ripudiata dalla madre e minacciata dai suoi concittadini, e' costretta ad abbandonare la Sicilia
Il vento del Texas / James Reasoner ; traduzione di Marco Vicentini
Padova : Meridiano Zero, 2010
Abstract: Il vento del Texas scuote i rami degli alberi mentre le foglie cadute danzano ipnotiche nell'aria. Ritrovare Mandy, figlia di un ricco uomo d'affari di Fort Worth: questo è l'incarico di Cody. Investigatore privato, con un debole per i dipinti western di Frederic Remington, Cody è un uomo tutto d'un pezzo, l'ultima bandiera di una terra che sta cedendo il passo a cactus artificiali, discoteche e corna finte di longhorn. Mandy era la cantante di un giovane trio che si esibiva nei locali texani. Potrebbe essere scappata con Jeff, il chitarrista del gruppo, anche se Lisa, la pianista, giura di no? O invece è stata rapita? Quello che era cominciato come il più classico dei casi di persona scomparsa assume ben presto colori più crudi. Fra macabri avvertimenti e pestaggi all'ultimo sangue, Cody si ritrova a fare i conti con uno spietato gangster della mafia locale, mentre compaiono i cadaveri e le pallottole cominciano a fischiare troppo vicine. Solo l'amore per Janice gli darà la forza di sciogliere i nodi di un gioco ormai mortale. Con uno stile teso e asciutto che ricorda Tobacco Road di Erskine Caldwell e una trama fitta di tranelli e sorprese, Reasoner racconta un superbo giallo a tinte noir, pescando a piene mani dalla tradizione americana. Tratteggia un Texas intenso e spietato, molto vicino a quello di James Crumley, fondendo mito e poetica del quotidiano, onore e sofferenza, in un affresco vivido ed emozionante, intelligentemente sospeso fra ballata e melodramma.
Feltrinelli, 2010
Abstract: Un viaggio senza ritorno nei gironi infernali della storia italiana più recente. Quarant'anni di relazioni segrete e inconfessabili, tra politica e criminalità mafiosa, tra Stato e Cosa nostra. Perno della narrazione è la vicenda di Vito Ciancimino, don Vito da Corleone, uno dei protagonisti della vita pubblica siciliana e nazionale del secondo dopoguerra, personaggio discutibile e discusso, amico personale di Bernardo Provenzano, potentissimo assessore ai Lavori pubblici di Palermo, per una breve stagione sindaco della città, per decenni snodo cruciale di tutte le trame nascoste a cavallo tra mafia, istituzioni, affari e servizi segreti. A squarciare il velo sui misteri di don Vito è oggi un testimone d'eccezione: Massimo, il penultimo dei suoi cinque figli, che per anni gli è stato più vicino e lo ha accompagnato attraverso innumerevoli traversie e situazioni pericolose. Il suo racconto riscrive pagine fondamentali della nostra storia: il sacco di Palermo, la nascita di Milano 2, Calvi e lo Ior, Salvo Lima e la corrente andreottiana in Sicilia, le stragi del '92, la Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra, la cattura di Totò Riina, le protezioni godute da Provenzano, la fondazione di Forza Italia e il ruolo di Marcello Dell'Utri. Attualmente la testimonianza di Massimo Ciancimino è vagliata con la massima attenzione da cinque Procure italiane e non è possibile anticipare sentenze. Una vera e propria epopea politico-criminale per troppo tempo tenuta nascosta.
Portami rispetto / Vincenzo Gallico
Milano : Rizzoli, 2010
Abstract: Notte infuocata d'agosto. Due uomini d'onore si muovono nel buio delle colline aspromontane. Nel bagagliaio della loro Croma, un cane ringhia e cerca di scappare. Fuori, i due criminali armeggiano con dei pezzi di stoffa e un secchio pieno di benzina. Gli ordini di Don Rocco, capobastone latitante, sono stati chiari: Date fuoco al cane e fatelo correre nel bosco sopra Agatea, in pochi minuti le fiamme avvolgeranno tutto. Ma i due piromani non sono gli unici a nascondersi nell'oscurità e qualcosa, nel loro piano in apparenza semplice, è destinato ad andare storto. Così qualche giorno dopo, mentre le forze dell'ordine quantificano i danni dell'incendio, tra le ceneri vengono scoperti i cadaveri carbonizzati di due sconosciuti. Tina Romeo, la giornalista sportiva che un quotidiano di provincia ha spedito a seguire il caso, arriva sul posto convinta che si tratti dell'ennesimo tragico incidente. Non può immaginare che in un batter d'occhio si troverà al centro di una faida tra antichi rivali, di un intrigo di potere destinato a stravolgere la sua vita e quella di chi le sta intorno. L'anima nera della Calabria, dove oggi più che mai vige il diritto del più forte, trova finalmente voce in un romanzo crudele e ironico, che racconta una società senza coraggio e senza anticorpi alla mafia, in cui soltanto le parole possono ancora cambiare le cose. E forse neanche quelle.
Taci infame : vite di cronisti dal fronte del Sud / Walter Molino
Milano : Il Saggiatore, 2010
Abstract: Nei territori dominati dalle mafie, i giornalisti che indagano e denunciano diventano bersaglio di minacce, intimidazioni e aggressioni. Lavorano solitamente in testate locali, come accadeva a Mauro Rostagno o a Peppino Impastato, sono indifesi e vulnerabili, rimangono sconosciuti, finché non arrivano a subire la violenza estrema dell'omicidio. Questo libro è un reportage esemplare sulla più inquietante periferia dell'informazione italiana, quella del Mezzogiorno d'Italia, grazie al quale vengono sottratte dal silenzio e dall'isolamento persone e storie altrimenti invisibili. Tra i protagonisti di Taci infame vi sono Antonio Sisca, il giornalista calabrese che ha scoperto cinque casi di lupara bianca indicandone anche i mandanti; Dino Paternostro, cronista dell'ascesa criminale dei corleonesi; Antonio Anastasi, che ha fatto conoscere le cosche del crotonese; Carlo Ruta, a cui si devono molte delle verità sull'omicidio di Spampinato, il giornalista ucciso per aver denunciato le commistioni tra mafia e politica nella provincia di Ragusa. Chi sapeva dell'esistenza di Rostagno o Giancarlo Siani o Peppino Impastato prima che fossero uccisi? Sui cronisti vittime di mafie si sono scritti molti libri. Questo è il primo libro sulla vita dei cronisti dal fronte del Sud.
L'agenda nera : [della seconda Repubblica] / Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza
Chiarelettere, 2010
Abstract: La verità su via D'Amelio è ancora lontana perché è stata insabbiata. Un falso pentito ha retto ben sei processi e due sentenze della Suprema corte. Perché? Com'è possibile che investigatori considerati pilastri dell'antimafia abbiano dato credito a un'assurdità così clamorosa? Lo Bianco e Rizza ce lo raccontano fotografando questi ultimi 18 anni di complici mistificazioni. L'agenda nera si apre sul teatro della strage, ne ricostruisce i retroscena raccontandone, per la prima volta, le indagini, i processi, la fiera di dichiarazioni, ritrattazioni, arresti e minacce. E il ribaltone politico che ha portato alla nascita di Forza Italia. Fino alla nuova inchiesta di Caltanissetta che vede indagati alti ufficiali di polizia. In attesa degli esiti dell'indagine, una domanda che nasconde verità scomode si impone: agirono da soli? Dietro la falsa pista Scarantino, secondo i pm, potrebbe celarsi un progetto eversivo per nascondere i mandanti occulti della strage. La verità la chiedono i familiari e i cittadini che in Borsellino hanno visto il simbolo più alto delle istituzioni. Quelle stesse che probabilmente lo hanno tradito. Chiude il libro un'intervista al procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo.
I preti e i mafiosi : storia dei rapporti tra mafie e Chiesa cattolica / Isaia Sales
Milano : B. C. Dalai, 2010
Abstract: Sono duecento anni che esistono le mafie in Italia. Se non sono state ancora sconfitte vuol dire che i motivi del loro successo non sono stati completamente individuati. Il libro affronta il tema delle responsabilità della Chiesa cattolica e dei suoi esponenti nell'affermazione delle organizzazioni mafiose, esaminando l'apporto culturale che direttamente o indirettamente la dottrina della Chiesa ha fornito al loro apparato ideologico. Come spiegare il fatto che in quattro cattolicissime regioni meridionali si siano sviluppate alcune delle organizzazioni criminali più spietate e potenti al mondo? Come spiegare che la maggioranza degli affiliati a queste bande di assassini si dichiarino cattolici osservanti? Che rapporto c'è tra cultura mafiosa e cultura cattolica? E perché questo rapporto non è stato mai indagato in sede storica e, invece, è sempre smentito o sottovalutato? Il libro parla di tutto questo, senza intenti scandalistici. La convinzione dell'autore è che senza il sostegno culturale della Chiesa le mafie non si sarebbero potute radicare così profondamente nel Sud del nostro Paese. Il successo di queste organizzazioni criminali rappresenta dunque un insuccesso della Chiesa cattolica ma, al tempo stesso, senza una Chiesa realmente e cristianamente antimafiosa la lotta per la sconfitta definitiva delle mafie sarà ancora lunga.
Liberaci dagli sbirri : romanzo / Gabriele Reggi
Milano : Isbn, 2010
Abstract: Spedito a far supplenze in una scuola del Sud più profondo, il protagonista di questo romanzo si accorge ben presto di essere finito in un villaggio dei dannati partorito dalla mente di Stephen King o da un B-movie italiano, più ancora che da Ignazio Silone o da Ernesto De Martino. Non solo per il tasso di mafiosità che spinge ogni giorno grandi e piccini a pregare liberaci dagli sbirri, e neppure per il caporalato che costringe tutte le donne del paese a lavorare nei campi guardate a vista da feroci kapò, ma soprattutto per il rito tribale che sembra tenere insieme la comunità: un cruento remake della crocefissione che ogni anno segna il destino del paese. Il destino del protagonista, invece, è segnato fin dal primo momento: innamorato perdutamente della donna sbagliata, la ragazza del Capo, picchiato e malconcio, progetta la grande fuga.
Un uomo d'onore / Enrico Bellavia
[Milano] : BUR Rizzoli, 2010
Abstract: Questa è la storia di un boss della famiglia mafiosa di Altofonte, consigliere rispettato di Riina e Provenzano, tra i protagonisti della mutazione dell'organizzazione a ridosso degli anni Novanta, ha avuto rapporti con esponenti dei Servizi segreti prima della strage di Capaci, ha partecipato in prima persona all'incontro tra il capo della mafia palermitana Stefano Bontate e Silvio Berlusconi. Enrico Bellavia ha raccolto la sua testimonianza e queste pagine sono un'incredibile galleria dei personaggi che il boss ha incontrato nel corso di un'esistenza spesa all'ombra di Cosa Nostra. Sembra di assistere alla rappresentazione di un mondo alla rovescia, in cui la cosiddetta innocenza della società civile si rivela per quello che è: niente altro che il risultato di un patto sotterraneo, di pacifica convivenza e comoda connivenza con la grande tela intessuta da mafia e affari.
Milano : Il Saggiatore, 2010
Abstract: Questo libro è un lungo viaggio cominciato quasi trent'anni fa. La prima immagine viene da Palermo: un altoparlante fissato al tettuccio di una piccola Fiat 127 che diffonde l'Inno alla Gioia di Beethoven e i braccianti che si scoprono il capo di fronte alla bara. Erano gli epici funerali del comunista Pio La Torre ucciso dalla mafia. Poi vennero Dalla Chiesa, Buscetta, Falcone, Riina, Provenzano, Borsellino, Andreotti, la più spaventosa catena di bombe e delitti che un paese d'Europa abbia conosciuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Era il raccolto rosso: la mietitura con sangue. I tempi in cui sembrava che stesse per venire giù tutto, ma anche che avremmo potuto vincere e liberarci di Cosa Nostra. Enrico Deaglio ha ripreso il viaggio da dove lo lasciò nel lontano 1993, per raccontare il più imprevisto secondo tempo del film. Un lungo inganno perpetrato ai nostri danni, la trattativa segreta tra i vertici dello Stato e quelli della mafia, la Seconda repubblica nata nel sangue e sugli schermi della televisione. Qui compaiono attori che nel primo tempo non si erano visti sulla scena: Ciancimino jr., Berlusconi, Dell'Utri, Gardini, Mangano, gli enigmatici fratelli Graviano e il loro killer di fiducia Gaspare Spatuzza. Misteri, trattative, soldi che hanno accompagnato l'ascesa economica e politica del crimine: ovvero le tristissime conseguenze di una lontana guerra di mafia. Questa è una storia d'Italia che era destinata a rimanere sconosciuta.
Niente per cui morire : romanzo / Enzo Russo
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: È quasi un gioco, all'inizio, l'indagine che tre alti funzionari di polizia conducono in segreto dopo avere scoperto che un loro antico informatore, sparito nel nulla da oltre vent'anni, è ricomparso a Palermo per essere subito ucciso, non si sa da chi né perché. Ma il gioco si fa ben presto inquietante e la verità sempre più sfuggente. L'uomo, infatti, inspiegabilmente, era stato protetto e foraggiato con uno speciale programma di protezione del tutto incongruo per un pesce piccolissimo come lui. E i tre amici si accorgono di essere finiti in un labirinto dove fin dall'inizio ogni loro mossa, ogni loro passo sono stati seguiti nel tentativo di neutralizzarli. Quando i primi due vengono indotti a ritirarsi, il terzo, il più esperto e autorevole, una sorta di fratello maggiore per gli altri, si rivolge al suo antico maestro, ora ai vertici dei Servizi, sperando che possa aiutarlo a capire.
Milano : Chiarelettere, 2010
Abstract: Sembra un film ma è una storia vera, e inedita, di cui pochissimo si è scritto e parlato. Un infiltrato dentro Cosa nostra negli anni delle stragi e all'inizio della Seconda repubblica. Un uomo d'onore al servizio dello Stato. Oggi le rivelazioni di Ilardo - raccolte dal colonnello Michele Riccio - sono alla base di un processo in corso a Palermo che vede come principale imputato il generale Mario Mori. Nardo parla di patti e di arresti di capimafia (In Sicilia i capi o muoiono o si vendono). Fa i nomi. Cita Marcello Dell'Utri, un esponente insospettabile di alto livello appartenente all'entourage di Berlusconi. Sembra una storia sudamericana, ma accade in Italia. Meno di venti anni fa. E oggi, dopo le rivelazioni del figlio di Vito Ciancimino, molti all'improvviso parlano. Ilardo nel 1994 nessuno lo ascolta - a parte il colonnello Riccio, che registra tutto. Ed è incredibile perché proprio l'infiltrato porterà gli uomini del Ros nel casolare di Provenzano. Perché il boss non fu arrestato? Dice Mori ai magistrati di Palermo: Non ricordo... tenga presente che io ero responsabile di una struttura quindi avevo una serie di problematiche.... E il suo vice Mauro Obinu: Abbiamo localizzato il casale... (va considerata) la difficoltà tecnica di entrare, in quanto era costantemente occupato da pastori, mucche e pecore. Risultato? Provenzano continuerà a trattare con i nuovi referenti politici della Seconda repubblica. Prefazione di Marco Travaglio.
I pezzi mancanti : viaggio nei misteri della mafia / Salvo Palazzolo
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Abstract: La convinzione che Cosa nostra sia stata sconfitta ha già declassato la lotta alla criminalità organizzata nell'agenda della politica e della grande informazione. Eppure, restano ancora molti misteri da svelare attorno a una lunga e drammatica pagina della storia d'Italia. Sono i 'pezzi mancanti' che Salvo Palazzolo, giornalista di Repubblica, autore di cronache scottanti apparse in questi ultimi mesi e, con Michele Prestipino, del Codice Provenzano, ha raccolto nel suo diario di cronista a Palermo: le prove sparite dopo i delitti eccellenti, i nomi di molti sicari, dei mandanti occulti e di troppi infedeli servitori dello Stato, le complicità nella politica, i patrimoni ancora custoditi da insospettabili tesorieri. Dopo ogni delitto eccellente sono scomparse prove, tracce. Così non si trovano più gli appunti di Peppino Impastato, le bobine su cui erano registrate alcune telefonate del padrino latitante Bernardo Provenzano, l'agenda del commissario Ninni Cassarà, due videocassette girate dal sociologo Mauro Rostagno, gli appunti dell'agente Nino Agostino, alcuni file del computer di Giovanni Falcone, l'agenda di Paolo Borsellino, il dossier del maresciallo Antonino Lombardo. Scomparse le prove, sono rimasti impuniti molti sicari e tutti i mandanti. Ma qualche traccia degli insabbiamenti e dei depistaggi è rimasta comunque. È spesso legata ai movimenti di misteriose talpe istituzionali al servizio di Cosa nostra: ventisette inquietanti presenze, ancora senza nome e senza volto.
Vendetta / R. J. Ellory ; traduzione di Simona Fefè
[Varese] : Giano, 2010
Abstract: Chalmette è un quartiere di New Orleans che è un eufemismo definire malfamato. In uno di questi vicoli, è in sosta una Mercury Turnpike Cruiser. In un'umida notte d'agosto, la polizia scopre il cadavere di un uomo di circa cinquant'anni. Gli esami post mortem accertano che è stato colpito alla testa e al collo con un martello e che gli è stato inciso il cuore. Lungo la schiena, sotto il collo e sopra le spalle, l'uomo presenta uno strano disegno raffigurante la costellazione dei gemelli. La polizia si appresta ad appurarne l'identità, quando l'inchiesta viene secretata e trasferita nelle mani dell'FBl. Il morto, infatti, è un ex poliziotto diventato guardia del corpo di Charles Mason Ducane, governatore dello stato della Louisiana. Accompagnava per le strade di New Orleans la figlia diciannovenne del governatore, Catherine, che è stata rapita. L'agente Schaeffer riceve la telefonata di uno sconosciuto che, con una indefinibile inflessione nella voce, gli intima di portare un certo Ray Hartmann, investigatore speciale a New York, a New Orleans nel giro di ventiquattr'ore, pena la vita della ragazza. È l'inizio di un lungo confronto tra i due uomini, il poliziotto che ha sacrificato la sua vita privata alla lotta ai Cambino e ai Genovese, i clan di Cosa Nostra che regnano a New York, e il killer che ha trascorso l'intera sua esistenza a uccidere al servizio della mafia.