Trovati 35 documenti.
Trovati 35 documenti.
L'amore è una cosa semplice / Tiziano Ferro
Milano : Kowalski, 2012
Abstract: Ho passato tanti anni a chiedermi perché non ho mai smesso di scrivere questi quaderni. Adesso lo so: perché amo la mia vita e non voglio rischiare di dimenticarlo mai. Si conclude così il lungo diario che nel 2010 Tiziano Ferro sceglie di aprire ai fan, trovando una difficile misura tra sincerità e pudore, malinconia e spensieratezza, entusiasmo e disincanto. Era il 20 febbraio, la vigilia dei suoi trent'anni e di una nuova stagione della vita da affrontare finalmente a viso aperto. Questo nuovo diario riprende la cronaca dei giorni proprio lì dove si era interrotta per raccontare dal di dentro l'esperienza catartica della scrittura, la nascita di un disco e la sofferta ricerca - su una strada non sempre lineare - dell'equilibrio interiore. Ma soprattutto, la conquista di una nuova, esaltante, decisiva consapevolezza: l'amore è una cosa semplice. Il caro diario di Tiziano Ferro, due anni dopo. Non c'è più l'urgenza di scoprire le carte. C'è la scoperta di una nuova emozione. E c'è la continuità del rapporto fra musica e vita, fra musica e scrittura. Come se i due mondi si rispondessero.
Una specie di solitudine : i diari / John Cheever ; traduzione di Adelaide Cioni
Feltrinelli, 2012
Abstract: John Cheever era un uomo pieno di contraddizioni: amava la moglie e i figli, ma si sentiva profondamente solo; amava le donne, ma amava anche gli uomini; si odiava perché aveva il vizio di bere, ma per gran parte della vita non riuscì a smettere; era un grande scrittore, ma la sua sensibilità era così pronunciata da limitarlo come persona. In queste pagine ci è data la possibilità di seguirlo in un dialogo serrato con se stesso, di starlo ad ascoltare mentre cerca di capire e registrare le infinite variazioni della luce e del suo intimo sentire. Qui la scrittura di Cheever è totalmente libera, folgorante, una fonte di infinita poesia e struggenti considerazioni sulla natura dell'amore, del sesso, del desiderio e della vita.
In attesa di istruzioni : come sono sopravvissuta al primo anno di vita di mio figlio / Anne Lamott
De Agostini, 2012
Abstract: Una mattina, verso le quattro, mi sono svegliata di soprassalto e mi sono resa conto di essere molto, molto incinta. Non che sia la prima donna al mondo ad avere un figlio. A trentacinque anni. Senza un uomo al suo fianco. E con un passato prossimo pericolosamente borderline. Ma avendo il dono di saper dire l'indicibile, in questo delizioso diario Anne Lamott ci racconta con spiazzante sincerità quello che nessuno ha mai rivelato con altrettanta ironia e freschezza: la meraviglia di trovarsi un bambino da crescere (Si può sapere da dove sei uscito? Come hai fatto ad arrivare fin qui?), il senso di aver infranto per sempre un muro di solitudine, le nottatacce e i pannolini sporchi, la scrittura che bussa alla porta e il suo continuo mescolarsi con il magma dell'esistenza, la variopinta tribù di amici e vicini di casa, Dio, la fede, i repubblicani e l'America di Bush, gli uomini (nel senso dei maschi), la vita e la morte, e cosa pensare di tutto questo in attesa di capirci di più, in attesa di ulteriori istruzioni.
BUR, 2012
Abstract: Una scrittrice straordinariamente prolifica, uno dei circoli letterari più esclusivi del Novecento, un diario che annota fedelmente opinioni, sensazioni, pensieri sui propri libri e su quelli degli altri, sugli autori classici e sugli amici più cari. Da questa miscela, che non ha avuto uguali nella storia letteraria, sgorga un flusso inarrestabile di domande e risposte, preziose e sorprendenti. Virginia Woolf si muove, con il suo stile inimitabile, tra conferenze, saggi e illuminanti pagine di diario, spiegando con limpida chiarezza un classico, stroncando James Joyce e forse Ernest Hemingway, riflettendo sulle strategie migliori per costruire un personaggio o per descrivere un paesaggio. Divise in tre sezioni - Leggere, Scrivere, Pubblicare - queste pagine ci consentono di entrare nell'officina di una narratrice prodigiosa e, al contempo, ci restituiscono il ritratto di una donna innanzitutto libera.
Solitudine bianca : la mia lunga strada al Nanga Parbat / Reinhold Messner
Priuli & Verlucca, 2012
Abstract: Nel 1970 Reinhold Messner compie un'impresa storica: la salita del Nanga Parbat. Oltre al successo, però, conosce anche la sua più grossa sconfitta e il suo più grande dramma: suo fratello Günther muore tragicamente sotto una slavina (e saranno trent'anni di critiche, dubbi e attacchi, perché solo nella primavera del 2001, grazie al test del DNA, si potrà constatare che l' incidente a Günther è effettivamente avvenuto alla base della parete, dopo la traversata compiuta insieme, come Reinhold ha sempre sostenuto). Da allora Messner è tornato più volte sulla Montagna nuda, finché nel 1978, proprio lì, riesce nel più audace progetto della sua carriera: il raggiungimento della vetta in solitaria. In nessun altro luogo per lui si intrecciano così strettamente trionfo e tragedia come sul Nanga Parbat.
Giuro che non mi sposo / Elizabeth Gilbert
BUR, 2012
Abstract: ... e vissero felici, divorziati e contenti. Doveva finire così l'irripetibile favola di Elizabeth Gilbert e del suo Felipe. Alla fine di Mangia prega ama li avevamo lasciati sulla spiaggia di Bali, innamoratissimi e decisi a non sposarsi mai più. Un primo matrimonio rovinosamente fallito per ciascuno era più che sufficiente: d'ora in avanti avrebbero celebrato l'amore a modo loro, senza bisogno di riti ufficiali, senza vincoli e senza il rischio di future complicazioni legali. Insieme, avrebbero vissuto ciascuno la sua vita; avrebbero continuato a viaggiare e lavorare come prima, con Philadelphia come base e il passaporto sempre in tasca. Ma i solerti agenti del Dipartimento per l'immigrazione e la sicurezza dell'aeroporto di Dallas avevano in mente un finale diverso. Per loro, il brasiliano Felipe, con i suoi frequenti andirivieni tra l'America e il resto del mondo, era solo un altro ospite indesiderato, sospettato di risiedere clandestinamente nel Paese e come tale punibile con l'espulsione. Solo le nozze con la sua americanissima e recalcitrante fidanzata avrebbero potuto consentirgli di rimettere piede legalmente negli Stati Uniti. Elizabeth Gilbert riprende il racconto da dove l'aveva lasciato per affrontare il tema controverso e affascinante del grande sì in tutte le sue sfumature e implicazioni. E così facendo torna a mettere in scena le inquietudini, le paure, gli slanci e i desideri nascosti suoi e di tutte le donne.
Terre di mezzo, 2012
Abstract: A Bercianos non si manda via mai nessuno. Ogni anno migliaia di persone si mettono in cammino sugli antichi percorsi verso Santiago e verso Roma. E ogni notte, per loro, si aprono le porte di ostelli e rifugi storici, dove si pratica l'antica ospitalità a donativo. A gestire questi moderni hospitali (aperti dalle parrocchie, dalle municipalità o dagli ordini religiosi) centinaia di volontari, che dedicano due settimane o alcuni mesi della loro vita ad accogliere gente da tutto il mondo. In questo diario si racconta come si diventa hospitaleros e quel che accade in giorni densi di incontri, commozione e sorprese.
Torino : Einaudi, 2012
Abstract: Nel dopoguerra gli ex deportati si trovarono immersi in un dolore che rifiuta l'espressione narrativa, nel tentativo di rimuovere un'esperienza inquietante. Alla paura di non essere creduti e al senso di colpa per essersi salvati, si aggiungono il rifiuto degli editori, storici, mass media di ascoltare e di far conoscere quanto era accaduto nei campi di concentramento. Ciò ha determinato un vuoto di conoscenza soprattutto per quanto riguarda i deportati politici e i lavoratori coatti, ai quali è dedicata questa ricerca. Eppure, i deportati politici italiani furono oltre trentamila, il 90% dei quali non tornarono; mentre altri centomila italiani civili (ignari cittadini, sospettati di antifascismo, renitenti alla leva, detenuti comuni) furono precettati o rastrellati e trasferiti nel Reich dopo l'armistizio e utilizzati come manodopera nella produzione bellica. Dopo il lavoro di Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945, Mario Avagliano e Marco Palmieri ricollegano le memorie individuali per restituire un'altra pagina di storia italiana al pubblico dominio.
Sellerio, 2012
Abstract: Nel settembre del 1944 Hans Fallada fu internato nel manicomio criminale di una cittadina prussiana per un atto di violenza compiuto durante una forte ubriacatura. Nel corso della reclusione, l'autore decise di stendere il diario della sua vita sotto il nazismo. E lo fece, di nascosto dai suoi carcerieri, vergando fogli con una specie di crittografia, in uno stile concitato e drammatico, a compilare un fascicolo che avrebbe intitolato: L'autore non gradito. Le mie memorie dei dodici anni sotto il terrore nazista. Era stato un romanziere di grande successo, l'avvento di Hitler aveva spezzato la sua carriera, e la sua vita e il suo stesso equilibrio, con una serie ininterrotta di vessazioni e umiliazioni ma, a differenza di tanti altri esponenti della cultura tedesca, mai aveva voluto lasciare la Germania, pur avendone avuto occasione; e adesso, intuendo la fine della guerra, voleva lasciare ai posteri la spiegazione (più che la giustificazione: non avendo nessuna colpa) del suo rifiutato esilio, o meglio: del suo esilio in patria. E questo libro, rimasto inedito a lungo tra le carte dell'autore, e pubblicato in Germania solo nel 2009. Fallada fa i conti con se stesso e racconta dal basso la vita nella dittatura, in una miniatura quotidiana ma in cui balenano di continuo i grandi personaggi come protagonisti di un romanzo, con dialoghi immaginati e monologhi interiori.
Tanto tu torni sempre : Ines Figini, la vita oltre il lager / Giovanna Caldara, Mauro Colombo
Melampo, 2012
Abstract: Quando fu deportata Ines Figini aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Così finì nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück e infine in un ospedale militare, dove trascorse un anno e mezzo. Ha atteso più di cinquant'anni prima di parlare in pubblico della sua vicenda: ora la racconta in questo libro. È la storia di una famiglia ma è anche una storia di fabbriche; e di una città, Como, punto strategico per le forze nazifasciste. Di treni che partivano per mete ignote e di luoghi in cui l'umanità si divideva tra vittime e carnefici, fino a negare se stessa. È la storia di una persona a cui il lager non ha rubato l'anima e che ha ripreso a vivere. Che ogni anno torna là dove era stata reclusa. Che ricorda. E che, nonostante tutto, ha perdonato.
[Milano] : Corbaccio, 2012
Abstract: Sonam Sherpa non è andato a scuola, ma parla molte lingue e sa contare molto bene. È nato in un villaggio senza acqua corrente ed elettricità. Oggi lavora ventiquattr'ore su ventiquattro, passa la vita al telefono, quando non si sposta da un aereo all'altro. Sonam Sherpa non porta più la cesta sulla testa come i suoi genitori: oggi è un imprenditore che dà lavoro a mille e ottocento persone, è proprietario della più grande agenzia di trekking del Nepal e, con il fratello Ang Tshiring, possiede una compagnia aerea con diciassette apparecchi. Ma Sonam è anche un testimone dell'himalaysmo: è stato sposato con Pasang Lhamu, la prima donna nepalese che ha raggiunto la cima dell'Everest, e ha conosciuto tutti i più grandi alpinisti del mondo: Messner, Lafaille, Escoffier, Kammerlander, Dacher, Batard... Uomo di successo e di forti tradizioni, Sonam si pone domande che coinvolgono noi tutti. Che cosa sono il progresso, la ricchezza, la cultura, il turismo? Che cosa cerchiamo, noi ricchi stranieri, nel povero Nepal, e che cosa ci viene offerto? Sappiamo guardare? Ascoltare? Capire? Immersi in un racconto in cui incontriamo semplici escursionisti e grandi himalaysti, umili portatori e turisti provenienti da tutto il mondo, impariamo qualcosa di un'umanità che lotta, fra passato e futuro e che crede in un futuro migliore e rispettoso del pianeta.
Milano : Rizzoli, 2012
Abstract: Il 25 gennaio 2011 piazza Tahrir straripa di dimostranti. È ormai chiaro che le difese del potere si stanno sgretolando, la gente si è svegliata, l'esercito interverrà. Wael Ghonim scrive su Twitter: Buongiorno, Egitto! Mi sei mancato negli ultimi trent'anni. La scintilla della rivolta l'ha accesa lui, su facebook, coordinando la protesta dalla sua pagina Siamo tutti Khaled Said, dedicata al giovane torturato e ucciso dalla polizia nel giugno 2010. La reazione dei giovani egiziani, nauseati da decenni di soprusi e sfiancati da un regime inamovibile, è quasi miracolosa. E Wael finisce in prigione, arrestato con l'accusa di fomentare il dissenso. La sua prima intervista dopo il rilascio, appena emerso dall'incubo degli interrogatori, farà il giro del mondo: in lacrime davanti alle telecamere incita i suoi connazionali a continuare a manifestare. La ribellione riprende vigore e poche ore dopo Mubarak si dimette. Non sono io l'eroe: voi siete gli eroi! grida il giovane blogger alla folla, ed è per tutti il nuovo leader del movimento. A un anno da Piazza Tahrir, Wael Ghonim racconta quei giorni, le piazze affollate, il carcere, riflette sulle proteste popolari che oggi stanno percorrendo il pianeta, ma soprattutto ci ricorda come Internet sia stata fondamentale per abbattere un potere autocratico e violento. Come è accaduto? Come potrebbe accadere ancora, con altri poteri, in altre parti del mondo?
Una stagione di felicità inattesa / Laura Munson ; traduzione di Raffaella Patriarca
Milano : Dalai, 2012
Abstract: Non sono più sicuro di amarti. Laura vacilla. Suo marito le ha appena inferto un colpo mortale. La prima reazione sarebbe quella di scagliarsi contro di lui o di crollare. Eppure, lei ci stupisce, e stupisce se stessa, rispondendogli: Non ci credo. Inizia così il lungo viaggio di Laura dentro i ricordi, le gioie e gli scogli del suo matrimonio, viaggio cui è costretta, in un certo senso, dalla crisi profonda nella quale precipita l'uomo che le sta accanto da vent'anni - l'altra metà della coppia d'oro, baciata dal sole conosciuto durante la festa di una confraternita universitaria tanto tempo prima. Il compito di Laura sembra impossibile: resistere al desiderio di abbandonarsi alla paura e allo sconforto, tentare di capire le difficoltà che sta attraversando suo marito, guardando la realtà con logica spietata. Laura ne è certa: non è il loro matrimonio a essere in discussione. La crisi è profonda, ma riguarda solo lui. Lei, il loro rapporto, non rientrano nell'equazione. Calma, determinazione a porre fine alla sofferenza e la serenità dei figli sono i mantra di Laura, che per un anno dovrà confrontarsi con i fantasmi del passato e le sofferenze del presente. Un'esplorazione del matrimonio, dei suoi compromessi, di quanto si è pronti alla sopportazione quando un rapporto, nella buona e nella cattiva sorte, prende una brutta china. Perché l'amore è anche capire e farsi da parte.
Il lungo addio : una storia vera / Meghan O'Rourke ; traduzione di Marianna D'Ezio
Firenze ; Milano : Giunti, 2012
Abstract: Meghan O'Rourke ha solo trent'anni quando la madre muore. E anche se la malattia le ha fatto riscoprire una nuova intimità fra loro e l'ha abituata all'idea della fine, non è per nulla preparata al dolore che seguirà a quella notte di Natale. Immersa nei ritmi di una città traboccante di richieste e aspettative, Meghan non riesce a trovare un modo per attenuare la propria sofferenza, né qualcuno con cui condividerla, a parte la sua analista, di cui aspetta, avida, ogni seduta. Sua madre è ovunque, è nel vento che fa muovere le foglie di una siepe, è con lei in un bar mentre beve il tè con un'amica, è nei ricordi di un'infanzia spensierata, è nel colore viola. Scandendo mese dopo mese le tappe di un anno indimenticabile, Meghan ci fa riflettere su quanto si senta solo chi soffre, soprattutto in una civiltà, quella occidentale, che ha abolito ogni rituale collettivo per superare e condividere i passaggi fondamentali dell'esistenza.
Scarti di famiglia : storie di separazioni conflittuali e di figli calpestati / Daniela Missaglia
Rizzoli, 2012
Abstract: Avvocato matrimonialista di lunga esperienza, Daniela Missaglia racconta in queste pagine, dure ma emozionanti, dodici storie ispirate a casi reali per lanciare un doloroso allarme: nelle separazioni conflittuali molto spesso sono i figli - piccoli o adolescenti - a pagare il prezzo più alto. Si tratta purtroppo di un fenomeno tragicamente attuale, dal momento che, in Italia, il 66,4% delle separazioni e il 60,7% dei divorzi riguardano coppie con figli e che spesso le aule di Giustizia diventano arene dove si combattono guerre per l'affidamento di bambini e ragazzi calpestando in modo brutale le loro esigenze affettive e la loro sensibilità. Con una narrazione coinvolgente che ci accompagna dentro questi vissuti, l'autrice cerca di sbrogliare i mille dubbi di coscienza che possono assalirci in situazioni simili, e di dare un senso alle sofferenze cui ha assistito. Al tempo stesso presenta personaggi vividi che simboleggiano realtà sempre più comuni nella nostra società. Donne annichilite e schiacciate da anni di conflitti matrimoniali e umiliate dal marito, come Salirne, costretta a subire violenze fisiche e psicologiche quotidiane e a lottare per dimostrare di essere una buona madre. Ma anche uomini, come il signor Mantovani, che hanno perso tutto e non possono più nemmeno svegliarsi la mattina insieme con i propri figli... E soprattutto figli cresciuti all'ombra della follia di un padre e una madre che si odiano almeno quanto si sono amati e che li usano...
Colla, 2012
Abstract: Cosa succede quando una donna di città decide di andare a vivere in campagna? Ce lo racconta in questo libro ricco di humor Ilaria Beretta che ha pensato un bel giorno di stabilirsi, dall'amata Milano, tra i vigneti del Monferrato, conciliando l'impegno di autrice RAI con il lavoro della terra. Avventure e disavventure della vita in campagna sono raccontate in tredici capitoli - uno per ogni mese dell'anno, più un altro per la misteriosa teiera grazie alla quale, scoprirà il lettore, tutto ebbe inizio - ricchi di ironia, tenerezza, amore per la Natura. In ognuno di questi tredici scorci ci sono un luogo o un lavoro agreste evocati secondo la successione delle stagioni, un animale, una pianta, un fiore: il risveglio del vigneto e del bosco, la fioritura inaspettata del giardino, la coltivazione dell'orto con i suoi imprevisti. E poi un presepe nella legnaia, la gatta giardiniera, uno strano roseto, un sambuco come amico... Racconti di vita contadina come tessere di un mosaico che ci faranno scoprire, o riscoprire, che i ritmi della natura esistono ancora e ancora sfidano l'uomo, lo costringono a essere migliore, lo incantano. Perché, come si legge nel libro, una volta provato non ne puoi più fare a meno, ne vorresti ogni giorno di più e sempre di maggiore qualità. Poi, se qualche malcapitato osa negarti la dose quotidiana, rischia almeno i tuoi fulmini. Una droga? Chiamala come vuoi, è l'effetto che fa il silenzio in campagna.
Il bambino invisibile / Marcello Foa ; con Manuel Antonio Bragonzi
Milano : Piemme, 2012
Abstract: Manuel ha cinque anni e un grande cuore indomito. Un giorno, quando si squarcia il velo sui misteri più reconditi della sua giovanissima vita, risponde al richiamo che la natura intorno al suo villaggio gli lancia e fugge tra i boschi del Cile. In molti probabilmente sapevano perché non aveva una mamma, e perché vivesse insieme a un uomo che chiamava nonno ma in realtà era un estraneo. Un uomo che nascondeva un segreto sconvolgente sul passato di quel bambino e di sua madre, un segreto di cui Manuel aveva perso ogni ricordo. Quando la verità riemerge dall'oblio, Manuel decide che la sua famiglia sarebbero stati gli alberi, i ruscelli, i cespugli di frutti selvatici che tante volte lo avevano sfamato. Se il mondo degli uomini lo escludeva e lo maltrattava, la natura sembrava accoglierlo, gli uccelli cantavano la forza della vita, le fronde stormivano e i prati lo accarezzavano come nessuno aveva mai fatto. Se casa è un posto dove sentirsi protetti, lì era casa sua. Per molti mesi, anni, Manuel vive da solo nel bosco, in silenzio, mangiando frutti selvatici, imparando a cacciare dai gatti, a costruirsi una fionda, a pescare a mani nude. Un piccolo ragazzo selvaggio che coltiva dentro di sé la libertà. Niente lo avrebbe convinto a tornare nella prigione di prima, nemmeno l'inverno, nemmeno il vento gelido. Fino a quando il destino non inizia il suo lungo viaggio in cerca del bambino invisibile...
Il cerchio bianco / Jim Davidson e Kevin Vaughan ; traduzione di Franca Genta Bonelli
Piemme, 2012
Abstract: Avventura dopo avventura l'amicizia tra Mike e Jim si rinsalda. In montagna diventano una squadra affiatatissima. Fino alla scalata del Mount Reiner. Le difficoltà dell'ascesa, la solidarietà tra i due, poi la caduta di Jim in un gigantesco crepaccio. La consapevolezza di essere sepolto vivo sotto una valanga, sospeso nel vuoto, in una situazione che appare senza speranza. Mantenendo la concentrazione, Jim riesce a tirare fuori un braccio e a scavare nella neve sopra la sua testa: appena in tempo prima che l'ossigeno si esaurisca del tutto. Di lì a poco si rende conto che Mike è accanto a lui, completamente sepolto. Fa fatica a respirare e dopo alcuni istanti emette un forte rantolo, poi silenzio. Con incredibile fatica riesce a raggiungerlo. È inerte. Jim prova a fargli la respirazione bocca a bocca, a cercare segnali vitali, ma è tutto inutile. Mike è morto. Paura, terrore, disperazione. Eppure, per non gettare via l'unica chance di farcela, bisogna mantenere la calma. Sembra impossibile uscire di lì. Ogni movimento mette a repentaglio un equilibrio che già appare disperato, ogni tentativo è una lunga agonia, contro ogni logica. Eppure...
Medjugorje, il cammino del cuore : credo senza aver visto / Rino Cammilleri
Mondadori, 2012
Abstract: Tutto a Medjugorje risulta eccezionale: la durata del fenomeno delle apparizioni, le numerose guarigioni, l'interesse dei media. E, più di ogni altra cosa, l'eco suscitata nel mondo, eco che nel giro di un trentennio ha trasformato questo piccolo e sconosciuto villaggio dell'ex Iugoslavia nella meta di un milione di pellegrini l'anno. Ma cosa spinge i fedeli a intraprendere il viaggio verso una località così remota? Che cosa li induce a percorrere la dura salita del Podbrdo o quella ancora più ardua del Krizevac, talvolta persino scalzi? E, al ritorno, cosa rimane loro del cammino spirituale compiuto? Rino Cammilleri ci aiuta a comprendere questa profonda esperienza di fede offrendoci il resoconto di due pellegrinaggi che ha compiuto nel villaggio bosniaco, il primo nel 1990, sull'onda di una crisi esistenziale, e il secondo nel 2011, ricco di una sofferta maturità conquistata nel tempo. Due viaggi, quelli di Cammilleri, compiuti a distanza di un ventennio, durante il quale molte cose sono cambiate. È cambiato il clima politico dopo la caduta del muro di Berlino, la disgregazione della Iugoslavia e la fine della guerra fredda; è cambiato il villaggio, cresciuto e ormai incentrato sull'accoglienza dei pellegrini; sono cambiati i veggenti, diventati oggi degli adulti che vivono una vita quasi normale. Quella che non è cambiata è l'intensità della sua esperienza religiosa.