Trovati 4 documenti.
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L'uomo preistorico in frammenti / Yves Coppens
Jaca Book, 2016
Abstract: Conosciuto a livello internazionale come scopritore di fossili umani che hanno contribuito a far progredire enormemente la paleoantropologia, come quello di "Lucy", "Australopithecus afarensis" rinvenuto in Africa orientale nel 1974, Yves Coppens è anche un abile, brillante prefatore e conferenziere. Questo libro raccoglie e organizza in un vero e proprio trattato i suoi "frammenti". "I 'frammenti' - scrive lo stesso Coppens - sono stati accuratamente scelti e organizzati in temi legati agli uomini fossili di cui mi sono sempre occupato, che ho spesso cercato, a volte trovato, e ai prodotti artigianali o artistici (o entrambi) del loro ingegno; è un vero libro di paleoantropologia e di preistoria che fa una panoramica degli argomenti di cui queste discipline si occupano. Al di là dei fatti sempre citati e spesso illustrati, spero che il lettore, e soprattutto il giovane lettore, trovi in questi testi la passione della ricerca, la rilevanza dei risultati e l'eleganza delle dimostrazioni, in altre parole quello spirito scientifico che mi ha sedotto, che ho vissuto e che tutt'ora continuo a vivere".
Bollati Boringhieri, 2016
Abstract: Per gli antichi egizi le rane nascevano direttamente dal Nilo. La cosa era data per scontata e non creava scandalo alcuno. In effetti il "mistero" dell'origine della vita nel mondo antico non era poi così misterioso: i vermi nascevano dal terreno e gli insetti dai tronchi marcescenti, tanto che Aristotele dava per scontato che la vita provenisse spontaneamente dalla materia inanimata. Creare la vita dalla non-vita divenne un problema (anche teologico) solo in tempi relativamente recenti, dopo che Francesco Redi, nel XVII secolo, aveva dimostrato che ciò che è vivo deriva esclusivamente da ciò che è già vivo, negando risolutamente, e sperimentalmente, la generazione spontanea. Tutto deve nascere da un uovo, Omne vivum ex ovo. E allora com'è nata la vita all'inizio dei tempi? Nel corso dei secoli il tentativo di rispondere a questa domanda si è intrecciato con alcuni dei progressi scientifici più rivoluzionari, tra cui la scoperta del microscopio di van Leeuwenhoek, la teoria dell'evoluzione di Darwin, la ricostruzione della struttura del DNA da parte di Watson e Crick e la creazione dei primi composti organici in laboratorio ad opera di Stanley Miller. Oggi, in un'epoca di grande sviluppo dell'ingegneria genetica e delle esplorazioni spaziali, alcuni scienziati pensano di essere sul punto di poter creare la vita a partire da elementi non viventi.
Dal Big Bang alla cellula madre / Ernesto Di Mauro, Raffaele Saladino
Il Mulino, 2016
Abstract: Quando e dove è iniziata la vita? E a cosa somigliavano le prime forme di vita? Interrogativi che l’uomo si pone da sempre, per i quali, pur in mancanza di risposte definitive, si possono avanzare alcune ipotesi. Come quella che colloca l’origine della vita intorno a 3,8 miliardi di anni fa, in un contesto riconducibile a uno di questi ambienti: brodo primordiale, campi geotermali, siti di impatto meteoritico. Certo è che le tessere del più grande e affascinante dei puzzle restano RNA, amminoacidi, protogeni, protocellule.
Il problema della genesi nella filosofia di Husserl / Jacques Derrida ; a cura di Vincenzo Costa
2. ed.
Jaca Book, 2016
Abstract: Ecco la prima opera di Jacques Derrida. Scritta nel 1953-54, quando era studente di Filosofia all'École Normale Supérieure di Parigi, propone una lettura dell'opera di Husserl che assume come filo conduttore il tema della genesi. Si trattava allora di analizzare le difficoltà e i rimaneggiamenti provocati nel pensiero del fondatore della fenomenologia dalla presa in considerazione del tempo, del divenire e della storia, tanto nella costituzione del soggetto trascendentale quanto nella produzione intenzionale del senso dei suoi oggetti, e in particolare degli oggetti scientifici. Oltre a permetterci di ricostruire aspetti filosofici e persino filosofico-politici della Francia del tempo, quest'opera annuncia anche la problematica e lo stile delle questioni "decostruttrici" che Derrida svilupperà nelle sue numerose opere tra il 1962 e il 1990.