Trovati 34 documenti.
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Rubbettino, 2016
Abstract: L'Antimafia dei tragediatori è scoperta. È finita. Chi sono, da dove vengono e perché stanno crollando le icone e i «miti» dell’Antimafia. Imprenditori, giornalisti, magistrati, associazioni sono travolti da inchieste giudiziarie e dalla questione morale. Hanno costruito carriere, accumulato potere, fatto affari. Nei salotti televisivi e sui giornali erano i nuovi eroi. Sempre pronti a dividere il mondo tra buoni e cattivi, puliti e collusi. Per anni sono stati intoccabili: o con loro o con la mafia. Una trasfigurazione della realtà nella quale si perde il confine tra mafia e antimafia. È una storia che viene da lontano con risvolti politici e sociali e per la prima volta è raccontata da un protagonista in maniera diretta, senza ipocrisia e omertà.
Milano : Angeli, 2016
Sociologia ; 777
Parla il numero uno di Cosa Nostra / Serge Ferrand-D'Ingraodo
Bonfirraro, 2016
Abstract: «Si entra nella mafia come soldato, per i soldi, e si tace per dieci, venti, trent’anni, il seguito dipende dalla qualità del lavoro effettuato». Silenzio, parla il Lupo. Il Capo dei Capi. Quello vero. E interviene a spiegare “La mafia”. Quella vera. Quella che tiene in ostaggio un’intera regione e si alza ancora in latitudine, così come la famosa linea della palma. La bassezza, la schifezza umana in nome di quel potere, sotterraneo e viscido come topo di fogna, ma ben arroccato a saldi e solidi principi in nome dell’onore. Ferrand, l’autore, è un giornalista francese che, mai pago dei suoi successi, approda in Sicilia, alla ricerca dello scoop del secolo. Lo trova, irritante e tracotante, e gli si rivela segretamente, celandosi però dietro una metafora ferina. Da quel momento inizia un dialogo, incalzante e insistente, che si trasforma quasi in alterco, sulle mostruosità di un’organizzazione potentissima, che ha necessità di ammettere che non esiste per poter operare, capace di annullare la sua stessa essenza per comandare. Nell’intervista al numero Uno di cosa nostra, l’autore ripercorre tutte le tappe più importanti che hanno segnato col sangue gli ultimi decenni della storia d’Italia: gli anni di piombo, l’uccisione del generale Dalla Chiesa, l’attentato a Falcone e Borsellino, la corruzione che è collusione dilagante, riconducendo tutto sempre a un’unica, terribile, inaccettabile logica. Ci sono, disseminati, alcuni indizi. Evidenziarli è compito del lettore e degli addetti ai lavori. Una narrazione secca, che alza via via il suo ritmo in maniera febbrile. Uno stile nuovo per la saggistica italiana, abituata troppo spesso a sillogismi comuni e benpensanti: rivelazioni forti, INEDITE, insostenibili, inaccettabili. Un libro sulla mafia, sul suo “capo”. Per conoscerla fino in fondo, per capire. Per prendere coscienza di una realtà senz’altra via d’uscita. Inquietante.
I preti e i mafiosi : storia dei rapporti tra mafie e Chiesa cattolica / Isaia Sales
Rubbettino, 2016
Abstract: Sono duecento anni che esistono le mafie in Italia. Se non sono state ancora sconfitte vuol dire che i motivi del loro successo non sono stati completamente individuati. Il libro affronta il tema delle responsabilità della Chiesa cattolica e dei suoi esponenti nell'affermazione delle organizzazioni mafiose, esaminando l'apporto culturale che direttamente o indirettamente la dottrina della Chiesa ha fornito al loro apparato ideologico. Come spiegare il fatto che in quattro cattolicissime regioni meridionali si siano sviluppate alcune delle organizzazioni criminali più spietate e potenti al mondo? Come spiegare che la maggioranza degli affiliati a queste bande di assassini si dichiarino cattolici osservanti? Che rapporto c'è tra cultura mafiosa e cultura cattolica? E perché questo rapporto non è stato mai indagato in sede storica e, invece, è sempre smentito o sottovalutato? Il libro parla di tutto questo, senza intenti scandalistici. La convinzione dell'autore è che senza il sostegno culturale della Chiesa le mafie non si sarebbero potute radicare così profondamente nel Sud del nostro Paese. Il successo di queste organizzazioni criminali rappresenta dunque un insuccesso della Chiesa cattolica ma, al tempo stesso, senza una Chiesa realmente e cristianamente antimafiosa la lotta per la sconfitta definitiva delle mafie sarà ancora lunga.
Attento Gegè! / Valeria Conti ; illustrazioni di Stefano Zampollo
Raffaello, 2016
Abstract: Gegè è un topo simpatico e scansafatiche che conduce una vita spensierata e piena di amici. Un giorno però tutto cambia: il terribile boss Topardo Provolone gli affida un incarico rischioso e disonesto di cui Gegè farebbe volentieri a meno! Come farà a cavarsi d'impaccio senza incorrere nella tremenda vendetta di Topardo? Attraverso un incalzante susseguirsi di colpi di scena, aiutato dall'inseparabile amico Enzo, Gegè riuscirà ad assestare un duro colpo al Clan dei Topi di Fogna. Un racconto che affronta un tema di grande importanza e attualità in modo fresco e divertente. Età di lettura: da 7 anni.
Comprati e venduti : storie di giornalisti, editori, padrini, padroni / Claudio Fava
Add, 2016
Abstract: Fare il giornalista in un Paese lacerato dalia violenza delle mafie vuoi dire mettere in conto che nel mirino di quella violenza ci puoi finire anche tu. E i giornalisti - i troppi che in questi anni hanno subito avvertimenti, minacce, scomuniche - lo sanno. Quelli che ho conosciuto, quelli che abbiamo a lungo ascoltato, ci hanno consegnato parole di solitudine più che di preoccupazione. È il ritratto di un Paese, non solo di un mestiere. Racconta un sistema di poteri (non solo mafiosi) che continuano a considerare come un fastidio ogni voce libera, ogni cronista con la schiena dritta, ogni racconto - su quei poteri e sulle loro miserie - che non si pieghi all'adulazione alla menzogna. Sono giornalisti poco conosciuti, schivi, generosi, determinati. Una silenziosa e tenace comunità di giovani cronisti che ha raccolto l'eredità più autentica degli undici giornalisti uccisi da mafie e terrorismo in Italia, certamente la più preziosa.
La vendetta : Prima famiglia : romanzo / Pietro Valsecchi
Mondadori, 2016
Abstract: New York, anni Venti. Sal Palermo, reduce dal feroce agguato che gli ha teso il rivale Di Bella, riprende più agguerrito che mai la sua ascesa tra i ranghi della criminalità organizzata. A spalleggiarlo c'è l'intraprendente Lucky Luciano, braccio destro di Masseria, che nel frattempo, fiutando la fine prossima del proibizionismo, ha orientato i propri interessi sul business della droga. Sal non tarderà a far calare la sua terribile vendetta su Di Bella e a conquistarsi finalmente una posizione di rilievo all'interno della cosca. Intanto suo fratello Frank decide di lasciare la polizia per candidarsi come procuratore. La sua missione è sgominare la corruzione che dilaga come un'epidemia in tutte le stanze del potere di New York, forze dell'ordine comprese. Quello che però non sa è che nemmeno lui è immune: la sua elezione, infatti, sarà resa possibile proprio dalle manovre di Sal, e dunque appoggiata dalla stessa malavita che Frank è intenzionato a combattere. Il giovane procuratore si ritroverà così tra due fuochi: da una parte il legame viscerale col fratello e l'istinto a proteggerlo, dall'altra il richiamo della giustizia e la fedeltà ai propri ideali. Intorno a quelle dei due fratelli maggiori si sviluppano le vicissitudini degli altri membri della famiglia: la fragile Nina crede di aver trovato la felicità sposando Angelo, un cantante segretamente innamorato di un'altra donna, e il risveglio dalle illusioni sarà per lei molto amaro; il romantico Tony, invece, non ha rinunciato al suo sogno: diventare un grande regista di Hollywood. La sua amicizia intima con Robert, che Sal proverà a ostacolare con ogni mezzo, sarà alla base del suo primo cortometraggio di successo, all'alba dell'avvento del sonoro. Con La vendetta, secondo atto della saga Prima Famiglia, la scrittura di Pietro Valsecchi si fa ancora più implacabile e cinematografica e il ritmo incalzante, di pari passo con la storia sempre più avvincente della mafia nell'America degli anni Venti. E la vicenda della famiglia Palermo raggiunge il suo apice drammatico, continuando a tenerci incollati alla pagina.
La musica del mare / Annamaria Piccione ; illustrazioni di Alessandro Baronciani
Einaudi ragazzi, 2016
Abstract: "Infame!", ripetono gli ex amici all'uscita da scuola. "Infame!", sospira la madre tra le lacrime. "Infame", inveisce il fratello Paolo con rabbia. Rosario vive a Palermo ed è il figlio di un pentito di mafia. Alcuni mesi prima il padre ha deciso di collaborare con la giustizia ed è stato trasferito in una città del nord con una nuova identità. La famiglia però gli ha voltato le spalle e Rosario non sa più cosa pensare. A scuola gli hanno insegnato che la mafia è una cosa brutta, in famiglia sostengono il contrario. Da quando il padre si è pentito, gli amici lo hanno lasciato solo. Ed è triste giocare a pallone da soli, mangiare le arancine da soli, andare in spiaggia da soli. Poi Rosario conosce Anna. Che è a Palermo in vacanza forzata dalla nonna, che parla con l'elegante accento di Milano, che ha letto della mafia solo sui libri. Nella calda estate siciliana i due ragazzi scoprono insieme una Palermo affascinante e piena di contrasti. L'incontro col misterioso Tancredi, un ex direttore d'orchestra deluso dalla vita, rivelerà a Rosario un nuovo universo: quello della musica, che gli regalerà emozioni mai provate prima. Anna riparte, il fratello entra in una cosca, si rifanno vivi i vecchi amici: tutto sembra tornare come prima. Ma non per Rosario, lui è cambiato. Sa che può aspirare a una vita diversa, lui vuole qualcosa di più
Passaggio a Nord : la colonizzazione mafiosa / Nando Dalla Chiesa
Gruppo Abele, 2016
Abstract: La mafia fa parte integrante della storia d'Italia. Vi ha messo lunghe e larghe radici. Ma la storia lontana e recente d'Italia viene scritta ignorando la sua esistenza. Come se la mafia non l'avesse attraversata dalla nascita del Regno unitario fino a oggi. La Grande Rimozione di cui si parlerà in questo libro incomincia qui. Dai libri di storia... Questa rimozione vale esponenzialmente per il Nord, dove le organizzazioni mafiose stanno attivamente partecipando alla costruzione della storia presente, dopo averne gettato la loro parte di fondamenta nei decenni passati. Mafia, camorra e soprattutto 'ndrangheta muovono e condizionano oggi la storia civile e culturale, economica e amministrativa, politica e urbanistica, delle regioni settentrionali. Al Nord stanno anzi provando a verificare la loro capacità di produrre storia in tutto il Paese dopo averla già prodotta per tutto il Paese. Già nei partiti politici figurano e crescono a ogni livello esponenti in rapporti elettorali con i clan. Già amministrazioni comunali (sempre meno di quanto accadrebbe, a parità di condizioni, al Sud) vengono sciolte per mafia. Già settori economici rilevanti sono presidiati dalle imprese mafiose e dai clan retrostanti.
Mondadori, 2016
Abstract: "Erano passati pochi giorni dagli attentati terroristici di Parigi del 13 novembre 2015, quando ricevetti la telefonata di un vecchio amico: 'Franco, dovrei partire con la mia famiglia per una vacanza. Che dici? Annullo tutto? Dobbiamo avere paura?'. È stato dopo quella conversazione che ho deciso di scrivere questo libro. La preoccupazione del mio amico era la stessa, come dimostrano tutti i sondaggi, della maggioranza degli italiani che, di fronte alla barbarie terrorista o alla forza di intimidazione della criminalità organizzata, sempre più spesso rispondono con la paura. Che tende a trasformarsi in razzismo, xenofobia, se non addirittura in collaborazione, magari involontaria, con i mafiosi. Proprio per questo diventa una priorità spiegare perché è necessario non avere paura: continuare a uscire, viaggiare, frequentare cinema e concerti significa lottare contro i terroristi, il cui unico obiettivo è privarci delle nostre libertà. Così come denunciare chi chiede il pizzo, le imprese che alterano la libera concorrenza, i mafiosi che truccano gare d'appalto e concorsi pubblici, fidandosi dello Stato che è in grado di garantire sicurezza e protezione, significa liberarsi dalle catene con cui la criminalità organizzata tenta di imprigionare, ogni giorno, le nostre vite."
Riina family life : authorised biography / Salvo Riina
Anordest, 2016
Gangsterland / Tod Goldberg ; traduzione di Annalisa Garavaglia
Sperling & Kupfer, 2016
Abstract: Sal Cupertine è un serio professionista di Chicago, marito fedele e padre affettuoso. È famoso per la sua prodigiosa memoria, tanto che nel suo ambiente lo hanno soprannominato Rain Man, niente di personale. Anzi, il datore di lavoro apprezza moltissimo le sue doti, soprattutto la leggendaria discrezione: Sal opera con precisione chirurgica e non lascia mai tracce. Perché Sal è un killer al soldo della mafia di Chicago, il migliore . Almeno fino a quando commette il suo primo sbaglio: ammazza tre agenti dell'FBI . Un errore che sarebbe fatale per chiunque, però a Sal è offerta una via d'uscita. Scortato a Las Vegas da tre «colleghi» e convinto di essere condannato a morte, Sal si ritrova invece affidato al paterno e potentissimo boss locale. Che gli offre una nuova, specchiatissima identità: quella di David Cohen, il vice del rabbino Kales, anche lui amico degli amici. Diversi interventi chirurgici dopo, con una faccia sorprendentemente nuova – e presumibilmente insospettabile – Sal memorizza la Torah ed elargisce perle di saggezza mescolate a citazioni da Bruce Springsteen, mentre gestisce quello che sta diventando, non sempre ufficialmente, il più affollato cimitero del Nevada. Tutto sembra scorrere tranquillo, se non fosse per un agente dell'FBI che non si lascia per niente ingannare dalle apparenze. Trovare Sal è la sua missione, catturarlo una sfida all'ultimo sangue. Feroce, ironico, dark e politicamente scorretto , Gangsterland è stato selezionato fra i migliori thriller del 2014 in America. La CBS ha già opzionato i diritti per una serie televisiva.
Laterza, 2016
Abstract: Oltre i rigori del carcere duro, del 41 bis, e spesso grazie a quelli, una batteria di nuovi collaboratori di giustizia è stata pronta a raccontare tutto e il contrario di tutto. Diventando le pedine del gioco grande. Su guesta scacchiera non il falso, ma il vero apparente, il suo doppio e il suo triplo, giocano una partita torbida che ha per posta carriere, quattrini, tanti, ma soprattutto la sopravvivenza di un sistema di potere. Che si fa beffe dell'opinione pubblica e del suo disorientamento. Che fa di Cosa Nostra e delle altre mafie un mostro fiaccato ma mai morente.
Per una madre : romanzo / Carmelo Sardo
Mondadori, 2016
Abstract: È agitato da onde di tempesta il mare su cui viaggia la nave che riporta in Sicilia le spoglie di don Carmelo Sferlazza, l'anziano capomafia che stava scontando una condanna all'ergastolo nel fatiscente carcere borbonico dell'isoletta di Favonio. Ad accompagnarlo a Catania per dargli l'estremo saluto ci sono i giovani figli, Agata e Antonio, cresciuti a Roma con una zia dopo che la madre, Angela, è stata brutalmente uccisa in un agguato venticinque anni prima. Il ritorno nella terra in cui sono nati cambierà per sempre i destini dei due fratelli: Agata incontra di nuovo Giovanni, ex poliziotto penitenziario e ora giornalista, conosciuto da bambina durante i colloqui in carcere con il padre, e se ne innamora perdutamente trovando in lui l'amore che ha sempre cercato. Antonio, invece, laureato in Giurisprudenza, desidera fare l'avvocato per riscattare la vita persa di quel padre che non ha mai conosciuto. E per dare finalmente una risposta agli angoscianti interrogativi che, dal giorno dell'omicidio di sua madre, tormentano le sue notti: chi l'ha uccisa? E perché? È stata davvero una vendetta trasversale di Cosa Nostra, come tutti si ostinano a ripetergli? Antonio, mosso dalla sete di giustizia, decide di rimanere in Sicilia per dare un volto all'assassino della madre. Intraprende così un'indagine personale, scontrandosi con un muro di omertà, e man mano che si avvicina alla verità tutte le sue certezze si sgretolano...
Il mondo di mezzo : mafie e antimafie / Antonio La Spina
Il Mulino, 2016
Abstract: Tutt'altro che unitario, l'universo delle mafie è composto da fenomeni disparati: dal grande contenitore delle Camorre a Cosa Nostra, dalla 'Ndrangheta, anche nelle sue articolazioni decentrate nel nostro paese o nel resto del mondo, a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, per giungere a entità autoctone completamente nuove come Mafia capitale. Ma, oltre che alle mafie, il plurale va applicato anche all'antimafia. Esistono un'antimafia istituzionale, un'antimafia sociale e da qualche tempo anche un'"antimafìa inautentica", o fasulla, come quella di personaggi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, ufficialmente aderiscono ad associazioni antimafia. Una realtà complessa, che l'autore esplora con grande energia intellettuale, nella convinzione che si possano combattere le mafie solo conoscendone in profondità le diverse dinamiche organizzative.
La mia vita all'ombra del mare / Simona Dolce
Raffaello ragazzi, 2016
Abstract: Salvatore è un bambino come tanti altri se non fosse per la realtà che lo assedia e gli gira intorno. Nel 1993 abita a Brancaccio, un quartiere di Palermo, e la storia dentro cui è immerso parla di mafia e di un prete speciale, padre Pino Puglisi. Salvatore ancora non capisce perché molti nel quartiere non vogliano bene a don Pino. Il prete gioca abilmente a calcio e per il ragazzino, i cui idoli del pallone sono Totò Schillaci, palermitano come lui, e l’olandese Ruud Gullit, questa attitudine segna parecchi punti a favore. Ma a quanto pare essere una persona straordinaria e saperci fare su un campo di calcio non sono requisiti sufficienti per essere ben voluto a Brancaccio...
Rubbettino, 2016
Abstract: Le mafie hanno sempre ucciso i bambini. Le regole per le quali donne e bambini non vanno toccati sono un falso mito. Un mito smentito dai 108 nomi racchiusi nelle storie di minori vittime innocenti di mafia contenute in questo lavoro. Storie che servono per fare e costruire memoria. Conservarla, tramandarla. Storie note e meno note che diventano veri e propri simboli della barbarie umana. Ogni nome, ogni racconto diventa parte di un dolore collettivo. Un moto di resistenza civile che nasce dal sangue innocente delle vittime e dal dolore dei loro familiari. Non esiste né un posto sbagliato, né un momento sbagliato per bambini e ragazzi vittime di mafia: un campo di calcetto, il portone di casa, la pizzeria, la piazza, l'auto dei genitori. Al posto sbagliato ci sono sempre assassini e mafiosi.
Noi che gridammo al vento / Loriano Macchiavelli
Einaudi, 2016
Abstract: Aprile 1980. Stella lascia Basilea, dove lavora all'Università, e parte all'improvviso per Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo. Appena arrivata, fa amicizia con Eva, Ditria e Vito. Ma forse non è la prima volta che li incontra. Forse doveva tornare in quella terra per scoprire l'origine degli incubi che la tormentano. Anche George, 'u miricanu, arriva a Palermo dagli Stati Uniti. Ha una missione: parlare con chi comanda - in Sicilia e non solo - di alcuni misteriosi documenti che potrebbero far vacillare la stabilità della Repubblica. Poi c'è Francesca, Ceschina per gli amici. Si aggira per i feudi attorno a Piana con una mitraglietta nello zaino, e se il primo maggio sale sempre a Portella non è per partecipare alle celebrazioni. Loriano Macchiavelli scava ancora una volta in uno dei nodi oscuri e irrisolti della nostra storia. Rievocando la madre di tutte le stragi italiane, mette in scena un pericoloso gioco di accordi tra mafia, politica e servizi segreti. E soprattutto racconta la dolorosa, umana verità di persone e luoghi violati.
Mondadori, 2016
Abstract: Palermo come Beirut. Bombe, mitra, pistole, un arsenale da guerra per lo scontro tra clan mafiosi che insanguina la città dal 1979 al 1986, con un bilancio terribile: mille morti. Una «mattanza», mentre il resto d'Italia vive l'allegra frenesia degli anni Ottanta. La «Milano da bere». E la Palermo per morire. L'escalation comincia il 23 aprile 1981, quando viene ucciso Stefano Bontade, «il falco», potente boss di Cosa Nostra. È un omicidio dirompente, che semina il panico nelle file delle più antiche famiglie mafiose, ribaltando gerarchie, alleanze, legami d'affari. Centinaia di altri morti seguiranno. Quasi tutti per mano dei corleonesi di Totò Riina e Bernardo Provenzano e dei loro alleati, i Greco, i Brusca, i Marchese: i boss in ascesa, che tramano, tradiscono, ingannano, uccidono per dominare il campo degli interessi: droga, appalti pubblici, armi, soldi. Tanti soldi. Non è solo una guerra interna alla mafia. Nel mirino dei killer, anche uomini con la schiena dritta al servizio delle istituzioni, come Piersanti Mattarella e Pio La Torre (alfieri del «buon governo» e di una politica efficace e pulita, contrapposta alle collusioni di Vito Ciancimino e alle ambiguità di Salvo Lima), Boris Giuliano, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Carlo Alberto dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Ninni Cassarà, e altri poliziotti e carabinieri, magistrati, giornalisti, medici, imprenditori che non si sono piegati alle intimidazioni. «Cadaveri eccellenti». Persone che hanno difeso la legge dello Stato contro la violenza dei boss. Dietro alcune di quelle morti l'ombra dei grandi misteri italiani. E Palermo? In troppi stanno a guardare, impauriti, indifferenti o spesso anche complici nella rete degli interessi mafiosi che inquinano politica, economia, società. Mafia vincente e ancora una volta impunita? No. Il 10 febbraio 1986, l'avvio del maxiprocesso a Cosa Nostra nell'aula bunker dell'Ucciardone segna il riscatto dello Stato. Ottenuto anche grazie alla tenacia del pool antimafia guidato da Antonino Caponnetto, con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino tra i protagonisti: magistrati competenti e coraggiosi che hanno saputo trovare prove e riscontri alle rivelazioni di «pentiti» come Tommaso Buscetta e Totuccio Contorno. Per i capi di Cosa Nostra arrivano condanne esemplari, confermate in Cassazione. La mafia è in ginocchio. E tenta la riscossa con le sconvolgenti vendette stragiste dei primi anni Novanta. In pagine intense di cronaca incalzante e documentata, con speranza e passione civile, Antonio Calabrò rende omaggio al sacrificio di chi non si è arreso e invita a non abbassare la guardia contro un'organizzazione apparentemente in parziale disarmo ma che, come affermava Leonardo Sciascia, è da temere proprio quando non spara.
Mustang Entertainment, [2016]
Abstract: Dall'omicidio del generale Dalla Chiesa al tragico attentato del giudice Borsellino, la storia di un pugno di uomini che hanno sfidato la piu' potente organizzazione criminale del mondo. La ricostruzione dei fatti che hannoportato a scardinare le fondamenta su cui e' cresciuta e prosperata la Mafia, vincendo paure ed omerta' vecchie di secoli.