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× Data 2020
× Soggetto 1937

Trovati 5 documenti.

Sabotaggio
Libri Moderni

Pérez-Reverte, Arturo <1951->

Sabotaggio / Arturo Pérez-Reverte ; traduzione di Bruno Arpaia

Rizzoli, 2020

Abstract: È la primavera del 1937, in Spagna infuria la guerra civile e l’Europa è spazzata dai venti di un nuovo conflitto mondiale. A Parigi, babele di avanguardie artistiche, esiliati e cospiratori, imperversa con il suo fascino Lorenzo Falcó, spia senza scrupoli al servizio dei franchisti e intramontabile seduttore. L’hanno inviato qui con un duplice incarico: fare in modo che Léo Bayard, famoso pilota francese e uomo di mondo noto alle cronache per il suo sostegno al movimento repubblicano spagnolo, finisca ucciso dai suoi stessi compagni; e per impedire a ogni costo che un dipinto a cui Picasso sta lavorando, l’opera più attesa del momento, raggiunga l’Esposizione universale, dove i repubblicani sperano di ottenere l’attenzione e l’appoggio della comunità internazionale. Per mettere in atto il suo doppio sabotaggio Falcó si finge un collezionista d’arte, calandosi così in una realtà che, nonostante le ombre incombenti, ancora ondeggia tra i tavolini dei caffè e la carta da parati dei salotti letterari.

Il pretore di Cuvio
Libri Moderni

Chiara, Piero <1913-1986>

Il pretore di Cuvio / Piero Chiara ; a cura di Mauro Novelli ; introduzione di Enrico Ghidetti

Mondadori, 2020

Abstract: Un pretore cinquantenne attrae, con il prestigio delle sue funzioni e le virtù di una virilità inconsueta, le donne di ogni età e condizione di un piccolo paese della Valcuvia. Erotismo e peccati di provincia nella spassosa narrazione di un grande affabulatore.

Debre Libanos 1937
Libri Moderni

Borruso, Paolo <1959->

Debre Libanos 1937 : il più grave crimine di guerra dell'Italia / Paolo Borruso ; prefazione di Andrea Riccardi

Laterza, 2020

Abstract: Tra il 20 e il 29 maggio 1937 ebbe luogo, in Etiopia, il più grave eccidio di cristiani mai avvenuto nel continente africano: nel villaggio monastico di Debre Libanos, il più celebre e popolare santuario del cristianesimo etiopico, furono uccisi circa 2000 tra monaci e pellegrini, ritenuti ‘conniventi’ con l’attentato subito, il 19 febbraio, dal viceré Rodolfo Graziani. Fu un massacro pianificato e attuato con un’accurata strategia per causare il massimo numero di vittime, oltrepassando di gran lunga le logiche di un’operazione strettamente militare. Esso rappresentò l’apice di un’azione repressiva ad ampio raggio, tesa a stroncare la resistenza etiopica e a colpire, in particolare, il cuore della tradizione cristiana per il suo storico legame con il potere imperiale del Negus. All’eccidio, attuato in luoghi isolati e lontani dalla vista, seguirono i danni collaterali, come il trafugamento di beni sacri, mai ritrovati, e le deportazioni di centinaia di ‘sopravvissuti’ in campi di concentramento o in località italiane, mentre la Chiesa etiopica subiva il totale asservimento al regime coloniale. L’accanimento con cui fu condotta l’esecuzione trovò terreno in una propaganda (sia politica che ‘religiosa’), che andò oltre l’esaltazione della conquista, fino al disprezzo che cominciò a circolare negli ambienti coloniali fascisti ed ecclesiastici nei confronti dei cristiani e del clero etiopici, con pesanti giudizi sulla loro fama di ‘eretici’, scismatici. Venne a mancare, insomma, un argine ad azioni che andarono oltre l’obiettivo della sottomissione, legittimate da una politica sempre più orientata in senso razzista. I responsabili di quel tragico evento non furono mai processati. Nell’immediato dopoguerra, ragioni diverse, sia da parte italiana che etiopica, ne favorirono la rimozione. Questo libro ricostruisce questa vicenda dolorosa e dimenticata dalla memoria storica italiana.

Intrigo ad Asmara
Libri Moderni

Ballario, Giorgio <1964->

Intrigo ad Asmara : la quinta indagine del maggiore Aldo Morosini nell'Africa orientale italiana / Giorgio Ballario

Edizioni del Capricorno, 2020

Abstract: Gennaio 1937. Non è più la piccola, afosa e sonnolenta Massaua a fare da cornice alla nuova avventura del maggiore Aldo Morosini. Dopo la proclamazione dell'impero, Morosini entra a far parte della nascente Polizia dell'Africa Italiana (PAI) e, insieme al maresciallo Barbagallo, si trasferisce nella sfolgorante Asmara, all'epoca la città più bella, dinamica e moderna del Continente Nero. Non sono inizi facili. Quasi subito, infatti, il maggiore s'imbatte nel caso di una ragazza meticcia seviziata e strangolata che, si scopre, frequentava come prostituta d'alto bordo gli ambienti altolocati della capitale eritrea. E mentre indaga, Morosini si trova anche a dover gestire le pressioni di un agente dell'OVRA, la polizia segreta del Duce, al quale deve prestare aiuto per controllare le presunte infiltrazioni comuniste nella colonia in sostegno alla resistenza antitaliana in Etiopia. Tra femmes fatales, agenti segreti, giornalisti impiccioni, ribelli etiopi e cospiratori in uniforme, Morosini si trova invischiato in un intrigo scivoloso, che sembra coinvolgere anche le alte sfere militari. E, in una corsa contro il tempo, dovrà provare a sventare un attentato ordito contro il viceré Graziani nella nuova capitale dell'impero: Addis Abeba.

Il re di Varsavia
Libri Moderni

Twardoch, Szczepan <1979->

Il re di Varsavia / Szczepan Twardoch ; a cura di Francesco M. Cataluccio ; traduzione di Francesco Annicchiarico

Sellerio, 2020

Abstract: Gangster, giocatori d’azzardo, politici corrotti, rivoltosi: “Il re” di Szczepan Twardoch è un noir storico, che si staglia dallo sfondo della Varsavia anni Trenta. 1937: la Polonia ha raggiunto l’indipendenza da appena vent’anni e già le mire espansionistiche di Hitler stanno diventando una minaccia. La democrazia polacca è fragile e Varsavia è lacerata: fra atei e credenti, fra cristiani ed ebrei, fra cospiratori comunisti e nazionalisti di estrema destra, fra borghesi facoltosi e miseri frequentatori delle bettole. Chi di fatto si arricchisce dal disordine generale è la gang di Kum Kaplica, padrino della malavita e aspirante “re” della città, che ha fra i suoi scagnozzi anche Kuba Szapiro, un pugile ebreo totalmente privo di scrupoli. È proprio Szapiro a uccidere il padre di Moshe, il narratore di questa storia, che, una volta rimasto solo e indifeso, si ripara sotto l’ala dell’assassino di suo padre, cominciando il suo percorso d’iniziazione nella malavita. Mentre esplode l’antisemitismo e il governo è sul bordo del collasso, ha inizio la vicenda picaresca di Moshe e di tutti gli altri, in un collage di azioni frenetiche e di dettagli accuratamente ricostruiti. “Il re” di Szczepan Twardoch è uno dei romanzi più coinvolgenti della letteratura polacca degli ultimi anni, dove erotismo, violenza e orgoglio compongono il ritratto di una città in cui nessuno è davvero innocente.