Trovati 15 documenti.
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Ulisse : l'arte e il mito / catalogo a cura di Gianfranco Brunelli ... [et al.]
Silvana, 2020
Abstract: Quanti Ulisse! E quante Odissee! Il protagonista dell'Odissea è il più antico e il più moderno personaggio della letteratura occidentale. Egli getta un'ombra lunga sull'immaginario dell'uomo, in ogni tempo. L'arte ne ha espresso e reinterpretato costantemente il mito. Raccontare di Ulisse ha significato raccontare di sé, da ogni riva del tempo, e raccontarlo utilizzando i propri alfabeti simbolici, la propria forma artistica, attribuendogli il significato del momento storico e del proprio sistema di valori. Dall'Odissea alla Commedia dantesca, da Tennyson a Joyce e a tutto il Novecento, di volta in volta, Ulisse è l'eroe dell'esperienza umana, della sopportazione, dell'intelligenza, della parola, della conoscenza, della sopravvivenza e dell'inganno. È "l'uomo dalle molte astuzie" e "dalle molte forme".
L'Italia immaginata : iconografia di una nazione / a cura di Giovanni Belardelli
Marsilio, 2020
Abstract: ll racconto iconografico di una nazione fa parte dell'identità di un popolo come le parole dei poeti e le ricorrenze storiche. Dai francobolli ai monumenti, dai volantini politici alle opere d'arte, in ogni epoca le comunità nazionali mettono in scena e adattano l'immagine che hanno di sé, riproducendola in una miriade di forme e significati diversi. In particolare, anche per rappresentare il Belpaese si è fatto spesso uso di archetipi femminili che affondano le proprie radici nell'antichità, ben prima che la moderna idea di nazione facesse la sua comparsa. Da certe raffigurazioni sulle monete greche alla Libertà che guida il popolo di Delacroix, queste immagini, benché segnate da discontinuità e battute d'arresto, hanno accompagnato alcuni dei passaggi cruciali della storia europea. Ma se in altri paesi tale evoluzione è da tempo studiata e approfondita, la debolezza del processo di unificazione in Italia ha spesso posto in secondo piano l'importanza di allegorie così potenti. Con l'aiuto della ricca e approfondita introduzione di Giovanni Belardelli, che ripercorre una storia per immagini lunga due millenni, i saggi contenuti in questo libro accompagnano il lettore in un percorso inedito alla scoperta delle «donne immaginate» che hanno impersonato l'Italia: dalle loro origini orientali alla canonizzazione della donna turrita nell'Iconologia di Cesare Ripa, dall'esaltazione risorgimentale della patria «bella e perduta» nei ritratti di Hayez all'Italia madre e guerriera della propaganda fascista, fino ad arrivare, nel secondo dopoguerra, a Miss Italia e alle dive del cinema popolare.
Gli angeli di Raffaello / Marco Carminati
Interlinea, 2020
Abstract: Questo libro illustrato svela un aspetto particolare dell'artista nel 500° anniversario con i segreti dei suoi celebri angeli, che molti ritengono un quadro a sé stante ma è in realtà un particolare di un'opera artistica più grande, La Madonna Sistina, ora custodito a Dresda, una delle opere più rappresentative del Rinascimento.
Viceversa : il mondo visto di spalle / Eleonora Marangoni
Johan & Levi, 2020
Abstract: Che siano solitarie o in compagnia, ignare o consapevoli di essere guardate, ribelli o ironiche, candide o sensuali, le figure di schiena parlano una lingua che ci affascina, e sono presenza costante nella storia dell'arte. La prima a voltarci le spalle è stata, in età romana, la Flora di Stabia, ponte simbolico tra il mondo di profilo degli antichi egizi e la pittura italiana del Trecento, epoca in cui i soggetti di schiena fanno la loro comparsa. Ricorrenti nel corso del Rinascimento perlopiù come parte di scene collettive, diventano protagonisti nel Seicento, grazie alla pittura fiamminga. E se in Giappone le geishe da tempo immemore nascondono il volto lasciando scoperto il collo, chiave d'accesso all'intimità carnale, è nell'Ottocento che in Occidente l'inquadratura sulla nuca comincia a stringersi, fino a diventare Leitmotiv pittorico e letterario pari a quello delle Rückenfiguren, icone della contemplazione romantica. Nel Novecento il mondo visto da tergo offre visioni eccentriche e dirompenti e propone un nuovo punto di vista sull'arte e i suoi spettatori. Eleonora Marangoni ha scelto le sue figure di schiena attraverso i secoli, mescolando letteratura e fotografia, cinema e pittura, video art e fumetto. Di queste presenze, che accosta per associazione o isola nella loro iconicità, evoca il carattere simbolico e la cifra poetica, per mostrarci come il potere di tali immagini nasca da quello che non dicono, dall'inesauribile esercizio dell'immaginazione che sono capaci di innescare.
Il bene e il male : Dio, arte, scienza / Giulio Giorello, Vittorio Sgarbi
La Nave di Teseo +, 2020
Abstract: Un filosofo della scienza, Giulio Giorello, e uno storico dell'arte, Vittorio Sgarbi, si confrontano con il mistero di Dio, in un incontro appassionato tra arte, scienza e filosofia. Dalla Trinità di Masaccio all'Urlo di Munch, passando per i capolavori di Piero della Francesca, Lorenzo Lotto, Andrea Mantegna e Caravaggio, i due autori raccontano come l'arte cristiana ha rappresentato il volto di Dio, il suo corpo. Incrociano così le intuizioni e le domande della scienza moderna, da Galileo a Newton, e le riflessioni della filosofia e della poesia, da Spinoza a Leopardi, a Nietzsche: il corpo di Dio è soggetto alla gravità come qualsiasi altro corpo mortale? Dio è morto? In un confronto laico, ribelle e sorprendente, Giorello e Sgarbi non trascurano i temi etici più attuali: il rapporto tra scienza e Stato, tra medicina, corpo e anima, l'eutanasia, i dogmi della politica e i pericoli di una democrazia affidata ai social, il valore della verità nell'arte e nella scienza. E, insieme, danno vita a uno straordinario esercizio di spirito critico, nel nome della bellezza e della libertà di pensiero.
Dadò, 2020
Abstract: Partendo dal tema iconografico - caro alla Storia dell'Arte - delle Madonne allattanti si approda a quello della storia sociale dell'antico costume del baliatico. L'argomento comune è quello dell'allattamento, affine agli interessi della Fondazione Pro-Senologia che ha patrocinato la ricerca. Il testo segue l'evoluzione delle numerose Madonne allattanti delle valli della Svizzera italiana, segnalando molteplici percorsi che invitano a scoprire il territorio. Nella seconda parte del volume la ricerca iconografica cede il passo a quella che riguarda la storia sociale, per integrare le ragioni devozionali della diffusione del culto della Virgo lactans con circostanze collettive che da sempre spettano alle donne.
Galla Placidia : ostaggio, regina dei Visigoti, imperatrice d'Occidente / Gabriele Galanti
Diogene multimedia, 2020
Abstract: Le vicende della vita di Galla Placidia, nota al grande pubblico per il celebre Mausoleo a Ravenna, sono simili alla trama di un romanzo o di un film: nel corso di peregrinazioni lungo migliaia di chilometri (da Roma alla Calabria, poi verso la Francia e la Spagna) prigioniera dei Visigoti, si innamora del loro re, lo sposa e diviene la regina di questo popolo - lei, figlia di un imperatore romano. Pochi anni dopo diventa imperatrice e regge l'impero per anni. Vicende pubbliche e passioni, molto forti, private. Una trama da romanzo. Il volume è corredato da 30 ampie foto a colori.
I volti del potere : alle origini del ritratto nell'arte dell'Oriente antico / Paolo Matthiae
Einaudi, 2020
Abstract: Questo libro propone un'innovativa ricostruzione storica dei fondamenti, delle implicazioni e delle trasformazioni della rappresentazione dei volti e delle maschere del potere nelle grandi civiltà orientali antiche, entro i vincoli dell'espressione visiva imposti dalle diverse ideologie. Da sempre le grandi civiltà preclassiche dell’Oriente mediterraneo, dall’Egitto alla Mesopotamia, dall’Anatolia alla Siria all’Iran, sono state fonte d’ammirazione per l’imponenza colossale di celebri opere architettoniche, dalle Piramidi di Giza alla Torre templare di Babilonia al centro cerimoniale di Persepoli. Questa dimensione monumentale ha contribuito da sola a definire agli occhi dell’Occidente l’elemento distintivo e il limite fatale di tutta l’arte orientale antica, cioè la sua immutabilità e ripetitività ossessiva e straniante. Risalente a una sorta di età preistorica, l’espressione artistica di quelle civiltà, cosí dedita al meraviglioso, sarebbe stata del tutto estranea al rapporto con la Storia, che con le sue costanti trasformazioni sarebbe divenuta prerogativa fondamentale ed eccellenza dell’arte greca, romana e tardoantica. In realtà, nella prospettiva di Paolo Matthiae, proprio il ritratto, forma espressiva realistica e quindi storica tra tutte, costituí fin dagli inizi del III millennio a.C. una dimensione specifica di tutte le culture artistiche dell’Oriente antico. «Il ritratto è usualmente considerato un genere che, fin dalla civiltà etrusca, ha percorso tutta la storia dell’espressione artistica del mondo occidentale e che non ha conosciuto che rarissimi, inconsistenti e accidentali precedenti nel mondo orientale antico d’Egitto e d’Asia. Questo giudizio è non soltanto inaccettabilmente sommario, ma soprattutto non è per nulla corrispondente alla realtà, in quanto forme di rappresentazione che, pur molto approssimativamente, possono definirsi di ritratto, concepite e realizzate in relazione a definite visioni della natura – umana, divina o divinizzata – dei detentori del potere come maschere create in un complesso processo di comunicazione visiva di eccezionale rilievo per le società di quasi tutte le realtà statuali storiche – urbane, territoriali, nazionali, imperiali – dell’Oriente antico, sono ben documentate, con infinite varietà, lungo tre millenni di storia. Nelle pagine che seguono, per l’attenzione prestata alla restituzione dei collegamenti tra le opere artistiche e le concezioni dei ruoli istituzionali dei personaggi raffigurati, il tema del “ritratto” è trattato nella prospettiva di una sempre piú avanzata storicizzazione dell’arte dell’Oriente antico».
L'Annunciazione a Maria nell'arte d'Oriente e d'Occidente / Francois Boespflug, Emanuela Fogliadini
Jaca book, 2020
Abstract: L'Annunciazione a Maria non è l'unica annunciazione riportata dalla Bibbia, ma è senza dubbio quella che ha conosciuto una fortuna eccezionale nella storia dell'arte cristiana, al punto da essere fonte d'ispirazione per un patrimonio di immagini di ineguagliabile ricchezza. Un patrimonio accumulato dalle origini dell'arte cristiana ai giorni nostri e sviluppatosi su tutti i supporti e in tutti i formati, in Oriente come in Occidente, e in tutte le regioni del mondo unite dall'annuncio della Buona Novella, di cui l'Annunciazione è, per così dire, la "porta d'accesso". Gli autori hanno selezionato un campione rappresentativo di opere d'arte tra quelle che hanno ritenuto più belle, più rappresentative, più finemente concepite e più degne di attenzione e contemplazione. Ciascuna di esse è riprodotta a piena pagina e dettagliatamente descritta da un testo di commento, attraverso il ricorso alle fonti storiche che ricostruiscono i loro committenti e destinatari, la loro produzione e la loro funzione. Alcune delle opere, molto recenti, hanno il merito di suggerire al lettore come la lunga storia della traduzione e della trasmissione del Vangelo in immagini, allo stesso tempo fedeli e creativamente innovatrici, continui nel tempo, ben lungi dall'essere compiuta.
Jaca Book, 2020
Abstract: Il rapporto tra arte e architettura, nel contesto dello spazio liturgico cattolico, infiamma il dibattito tra architetti, artisti, liturgisti e fedeli. Le chiese di recente costruzione sono state oggetto di feroci critiche o difese appassionate. Il ruolo preponderante dell'architettura ha ridimensionato e talvolta cancellato la possibilità di programmi iconografici compiuti e coerenti, sostituiti da decori astratti o persino da pareti bianche. Per reagire all'impasse contemporanea della crisi dell'arte e dell'architettura per il culto, e riscoprire figure e simboli correlati allo spazio e al tempo della liturgia, un gruppo di esperti attinge alla lezione della storia passata, con particolare attenzione al Medioevo, e indaga le piu recenti esperienze in ambito italiano, francese e serbo, facendo dialogare rappresentanti del Cattolicesimo e dell'Ortodossia. L'ampiezza geografica, temporale e confessionale della riflessione e volta a porre a confronto punti di vista diversi, persino contrapposti, nell'intento di contribuire - in maniera innovativa - alla ricerca sul tema capitale dello spazio sacro e del suo corredo iconografico.
Il Natale nell'arte : d'Oriente e d'Occidente / di François Bœspflug, Emanuela Fogliadini
Jaca Book, 2020
Abstract: La nascita di Gesù, concepito misteriosamente dallo Spirito Santo nel grembo di una giovane donna vergine di nome Maria, è la pietra angolare della Buona Novella e di tutta la dottrina cristiana sul Verbo di Dio fatto uomo. Evento razionalmente inspiegabile ma fonte di grandi speranze, la Natività è stata oggetto, un secolo dopo l'altro, della contemplazione e dello stupore di sapienti e fedeli. Celebrata e rappresentata nell'arte dagli inizi del cristianesimo ai giorni nostri, ha brillato in tutte le epoche e in tutti i continenti raggiunti dalla diffusione del Vangelo. Questo libro presenta una selezione di cinquanta opere d'arte. La più antica Natività risale al IV secolo e la più recente è del 2018. Ognuna è riprodotta a piena pagina, arricchita da un commento descrittivo, che ne evidenzia il contesto storico e le fonti letterarie, teologiche e artistiche di ispirazione e interpretazione. I due autori, teologi e storici dell'arte, sono desiderosi di coinvolgere il lettore e risvegliare una viva attenzione verso ogni opera e verso gli artisti che hanno immaginato un evento del quale non si finirà mai di esplorarne la forza.
La forma del tempo / a cura di Lavinia Galli
Skira, 2020
Abstract: Il catalogo della mostra realizzata al Museo Poldi Pezzoli di Milano è il risultato di un prestigioso progetto di ricerca incentrato sul rapporto dell'Uomo col Tempo nella filosofia, nella scienza e nell'arte, dall'antichità alle soglie dell'età moderna mettendo in relazione l'iconografia del tempo con l'avanzamento tecnologico nella sua misurazione. Attraverso un percorso cronologico, dall'orologio solare a quello meccanico, dall'iconografia antica a quella rinascimentale, sono rappresentati preziosi orologi notturni italiani del Seicento in maggior parte provenienti da collezioni private, due orologi notturni del Museo Poldi Pezzoli, uno di Giovan Pietro Callin e l'altro di Wendelinus Hessler, l'originale contributo che l'Italia ha dato all'orologeria. Il volume intende dimostrare che se l'iconografia del Tempo nell'Umanesimo e nel Rinascimento si sviluppa a partire dalla filosofia e dalla letteratura, l'eccezionale fiorire di nuove iconografie che sbocciano nell'epoca Barocca è anche legata alla diffusione degli orologi come oggetti privati e come novità tecnologica che trasformò radicalmente la vita e le abitudini umane.
Bolis, 2020
Abstract: Il catalogo della mostra consente di ammirare le due versioni del “Riposo durante la fuga in Egitto”, capolavori di Orazio Gentileschi. Accanto alle due opere, la prima del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la seconda di collezione privata, la mostra propone una selezione di altri dipinti, sculture, avori, incisioni sulla popolare “Fuga” tramandata dal solo Vangelo di Matteo ma protagonista dei Vangeli apocrifi. L’opportunità di una simultanea visione dei due dipinti consente anche di ripercorrere il tema iconografico della Fuga in Egitto e dei molteplici episodi ad esso collegati, mettendo a fuoco una riflessione teologica e soprattutto iconografica sul tema delle Storie dell’infanzia di Cristo attraverso i secoli, a partire dal Medioevo fino ai nostri giorni.
Silvana, 2020
Abstract: Due splendide dimore nobiliari si intrecciano a un certo punto della loro storia. Dal palazzo già dei potenti Benzoni di Crema circa trecento tavolette lignee da soffitto giungono alla fine del XIX secolo nella splendida villa Giovio della Torre di Sovico in Brianza, in quel momento abitata dalla contessa Emilia Martini e dal marito, il senatore Gerolamo Rossi. Realizzate da botteghe specializzate, le tavolette da soffitto costituivano un raffinato elemento d'arredo nelle dimore di pregio tra XV e XVI secolo. Piccoli quadri con dame, cavalieri, uomini illustri e blasoni gentilizi raccontavano la storia e gli ideali culturali e politici dei padroni di casa, spesso effigiati tra i personaggi. L'insieme ora a Sovico spicca per numero e livello formale. Eseguito intorno al 1502 da due diversi atelier, uno dei quali stilisticamente vicino alla produzione del leonardesco Bernardino de Conti, le metope si configurano come piccoli e preziosi frammenti del passato. Abiti, dettagli di moda, elaborati gioielli e fantasiose acconciature sono gli elementi di questa narrazione, insieme a stemmi nobiliari, gentiluomini e gentildonne, severi condottieri, re e imperatori.
In posa : l'arte e il linguaggio del corpo / Desmond Morris ; traduzione di Ester Borgese
Johan & Levi, 2020
Abstract: Tutte le volte che un artista si appresta a realizzare un ritratto non può fare a meno di interrogarsi sulla posa da dare al soggetto. Lo raffigurerà in piedi, seduto oppure disteso? Quale sentimento trasparirà dall'espressione del suo volto? Le mani saranno incrociate sul petto o intente a compiere qualche rito apotropaico? Certo, un dipinto ci cattura in primo luogo per la qualità della pittura e per l'identità del protagonista, ma ogni gesto, espressione o postura del corpo è in realtà la chiave di uno scrigno all'interno del quale si possono scovare tracce dei costumi di un particolare periodo storico e retaggi di culture lontane nel tempo e nello spazio. E chi meglio di Desmond Morris poteva raccogliere la sfida di raccontare una storia del linguaggio del corpo che fosse anche una delizia per la curiosità del lettore? Coniugando le sue due anime di etologo e di artista surrealista, l'autore ci guida in un singolare percorso attraverso le pose che per secoli - dalla statuaria romana fino alla cultura pop - hanno solleticato l'attenzione degli appassionati d'arte. Scopriremo così perché Napoleone aveva sempre la mano destra infilata nel panciotto e perché i sovrani erano spesso ritratti con un piede rivolto verso lo spettatore. Se poi è vero che alcuni gesti come il pugno agitato in aria hanno valore universale, una linguaccia può essere interpretata come manifestazione di una natura demoniaca o come semplice insolenza infantile a seconda dell'epoca in cui compare. Con le sue magistrali intuizioni, Morris ci racconta come gli artisti sono riusciti a dare forma nelle loro opere ai mutamenti che, nel corso dei secoli, hanno interessato gli usi e le convenzioni sociali. Nel farlo, incappa in sorprendenti somiglianze ed eterni ritorni riscoprendo gesti da tempo dimenticati e inondando di nuova luce anche i capolavori che ci sembravano più familiari.