Trovati 47 documenti.
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Le ragioni del dubbio : l'arte di usare le parole / Vera Gheno
Einaudi, 2021
Abstract: Guardiamoci intorno: quante sono le persone che intervengono nelle discussioni senza alcuna competenza specifica pensando di averla? Quanti criticano gli esperti con un "Io non credo che sia cosí" dall’alto di incrollabili certezze? Ci siamo abituati un po’ troppo a parlare e a scrivere senza fermarci prima un attimo a pensare, e rischiamo così di far sempre più danni. Perché le parole non sono mai solo parole, si portano dietro visioni differenti della realtà, tutte le nostre aspirazioni e le nostre certezze: ovvio che possano generare conflitti e fare male. Ma possono anche generare empatia e fare del bene, se impariamo a usarle meglio. Vera Gheno indaga i meccanismi della nostra meravigliosa lingua, e lo fa con la leggerezza calviniana di chi ammira il linguaggio senza peso perché conosce il peso del linguaggio. E in queste pagine, lievi ma dense, distilla un "metodo" per ricordarci la responsabilità che ognuno di noi ha in quanto parlante. Un metodo che si fonda innanzitutto sui dubbi, che ci devono sempre venire prima di esprimerci: potremmo, nella fretta, non aver compreso di cosa si sta davvero parlando, capita a tutti, anche ai più "intelligenti". Poi sulla riflessione, che deve accompagnarci ogni volta che formuliamo un concetto. E infine sul silenzio, perché talvolta può anche succedere, dopo aver dubitato e meditato, che si decida saggiamente di non avere nulla da dire.
Nottetempo, 2021
Abstract: Già Fedro ed Esopo dicevano che non siamo i soli sul pianeta ad avere un linguaggio. Certo, i loro animali parlanti erano antropomorfi, e usavano le nostre parole per scopi morali del tutto umani, eppure hanno abitato come creature dotate di logos l'immaginario occidentale, nonostante la tradizione filosofica abbia loro negato ragione e linguaggio fino agli ultimi decenni. Eva Meijer ci segnala cosa sta cambiando e ci mette in ascolto delle segrete conversazioni del mondo vivente: lo studio più profondo degli "altri animali" e un'interazione aperta, che si lascia alle spalle il discorso umano come metro assoluto di paragone, ci dischiudono nuove prospettive. In questo modo i linguaggi animali, spesso raffinatissimi e di straordinaria elaborazione, si riappropriano finalmente di significato, mentre parallelamente viene messo in discussione anche ciò che sappiamo del linguaggio in generale. Linguaggi animali racconta storie di uccelli, cani, scimpanzé, delfini, elefanti, api, orche, cavalli, polpi, formiche, topi, perfino funghi mucillaginosi, e rivela in modo chiaro e appassionante, attraverso casi concreti, come questi animali comunicano tra loro e con altre specie (inclusa la nostra), restituendo dignità e complessità di significato a quanto si riteneva puro istinto. Perché la "cultura" e la creazione di codici comunicativi non sono solo una faccenda umana e la convivenza sulla Terra richiede un'attenta diplomazia interpretativa rispetto agli altri viventi. Ciascuno con la sua intelligenza del mondo, il suo linguaggio, i suoi diritti, la sua etica e una vita degna di spazio e parola.
Erickson, 2021
Abstract: Le difficoltà di linguaggio è uno strumento operativo di immediato utilizzo, applicabile a un ampio target e ricco di suggerimenti e rinvii ad altri materiali pronti per l'utilizzo nell'intervento logopedico con bambini e ragazzi; raccoglie le conoscenze maturate dal Centro Ripamonti in anni di pratica logopedica e descrive diversi strumenti, selezionati tra quelli più efficaci nella pratica clinica, facili da mettere in pratica e generalizzare a diversi contesti e soggetti. Le attività proposte hanno l'obiettivo di migliorare le competenze e le abilità linguistiche sia a livello orale che scritto, coinvolgendo i bambini e i ragazzi in proposte che sviluppano creatività, ragionamento logico e reversibilità del pensiero. Destinato a logopedisti e neuropsicomotricisti, il volume vuole raggiungere e sensibilizzare anche il mondo della scuola, perché possa acquisire i mezzi per segnalare nei tempi opportuni criticità nell'acquisizione delle prime competenze comunicative.
Che cos'è la linguistica clinica / Gloria Gagliardi
Roma : Carocci, 2021
Bussole. Linguistica ; 632
Abstract: Parafrasando la celebre definizione di David Crystal, la linguistica clinica applica teorie e metodi linguistici all'analisi e al trattamento dei disturbi della lingua parlata, scritta e segnata. Che cosa significa in concreto? Quale può essere il ruolo del linguista all'interno di gruppi multidisciplinari che studiano tali patologie? Il volume fornisce una panoramica di questa disciplina in forte espansione, sia presentandone i principali aspetti metodologici sia illustrandone le applicazioni cliniche alla luce degli studi più recenti.
Il Mulino, 2021
Abstract: Parole vecchie e nuove, stili di scrittura, format rigidi dei documenti, acrobazie sintattiche, tecnicismi diffusi, gergo criptico, forme verbali desuete, abuso di maiuscole, continue citazioni di norme, rimandi cervellotici ad altre leggi, adozione spesso impropria di termini stranieri. Le istituzioni comunicano – e spesso non comunicano – secondo modi espressivi che ne rivelano la storia e sui quali, a sua volta, la storia lascia le proprie tracce. Storici delle istituzioni, costituzionalisti, magistrati, consiglieri parlamentari, studiosi di comunicazione indagano in questo libro le continuità e i cambiamenti del discorso pubblico lungo la storia d’Italia.
Crocrò / Stéphane Servant, Simone Rea
La Margherita, 2021
Abstract: Sì, bisogna proprio dirlo, Crocrò era un coniglio alquanto bizzarro. Non aveva le tipiche lunghe orecchie bianche. Anzi, non le aveva proprio. Non aveva nemmeno la classica coda a batuffolo. Anzi, non l'aveva proprio. Non aveva neppure il solito musetto da coniglio. Il suo era stranissimo, con un'enorme bocca al centro. In più, l'unica parola mai uscita dalla sua enorme bocca era stata: "Crocrò!". I suoi genitori, quindi, decisero di chiamarlo proprio così: Crocrò.
La nuova manomissione delle parole / Gianrico Carofiglio ; a cura di Margherita Losacco
Feltrinelli, 2021
Abstract: Rosa Luxemburg diceva che chiamare le cose con il loro nome è un gesto rivoluzionario. In un'epoca come la nostra, quando la democrazia vacilla e la sfera pubblica deve contenere i canali labirintici dei social, l'uso delle parole può produrre trasformazioni drastiche della realtà. Attraverso il linguaggio si esercita il potere della manipolazione e della mistificazione. Perciò le parole devono tornare a aderire alle cose. Manomissione, certo, significa danneggiamento. Ma nel diritto romano indicava la liberazione degli schiavi. Questo libro si misura con tale ambivalenza: del nostro linguaggio indica le deformazioni, ma anche la possibilità delle parole di ritrovare il loro significato autentico. È la condizione necessaria per un discorso pubblico che sia aperto e inclusivo. La manomissione delle parole era apparso nella sua prima edizione undici anni fa. Era un'altra epoca e, allo stesso tempo, era l'inizio di questa epoca. Il linguaggio era quello dell'ascesa di Berlusconi, che è divenuta la premessa di nuove manomissioni. Perciò il testo è stato storicizzato e aggiornato, con le nuove torsioni della lingua prodotte dall'avanzata populista. Sono sei i pilastri del lessico civile che questa guida anarchica e coraggiosa riscopre: vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta, popolo. A partire da queste parole chiave Gianrico Carofiglio costruisce un itinerario profondo e rivelatore attraverso i meandri della lingua e del suo uso pubblico. In un viaggio libero e rigoroso nella letteratura, nell'etica e nella politica, da Aristotele a Bob Marley, scopriamo gli strumenti per restituire alle parole il loro significato e la loro potenza originaria. Salvare le parole dalla loro manomissione, oggi, significa essere cittadini liberi. Le parole, nel loro uso pubblico e privato, sono spesso sfigurate, a volte in modo doloso, altre volte per inconsapevolezza. Un libro politico che segnala le ferite del nostro linguaggio, ma indica anche le strade possibili della sua liberazione.
Lindau, 2021
Abstract: Se ogni totalitarismo porta la propaganda all'estremo livello di tensione, il regime nazista ne fece un uso assoluto. Prima e dopo la conquista del potere, durante la guerra, e pure nelle sue tragiche battute finali. Nella Berlino in fiamme dell'aprile 1945, assediata dalle truppe dell'Armata Rossa, con il Terzo Reich ridotto a un nodo di strade, la macchina propagandistica di Joseph Goebbels, seppellito nel bunker sotto la Nuova Cancelleria, insiste con il suo canto di veleno. Lo fa attraverso l'ultimo giornale del regime, il «Panzerbär» («l'orso corazzato»), distribuito a mano e gratuitamente, quando ormai tutto è perduto e solo la paranoia di Hitler intravede un futuro diverso. Pubblicato dal 22 al 29 aprile 1945 nella voragine creata dalle granate e in mezzo al frastuono dei carri armati sovietici, racconta una realtà della guerra completamente falsificata, incitando i berlinesi a un'estrema e impossibile resistenza e condannandoli a un infimo e scontato sacrificio. Mari ricostruisce e indaga l'intera vicenda di questo foglio propagandistico per valutarne il significato, il linguaggio, le caratteristiche meramente giornalistiche e il suo impatto sull'opinione pubblica, mettendo sistematicamente a confronto realtà e narrazione. Nel volume sono anche riprodotti per la prima volta tutti gli otto numeri del giornale - compreso il primo, quasi introvabile - e sono pubblicate le traduzioni dei principali articoli.
Carocci, 2021
Abstract: Fake news, linguaggio d'odio, bolle di filtraggio, echo chambers , bots, haters, trolls: il libro nasce dall'esigenza di fornire una risposta concreta alla devastante crisi del dibattito pubblico contemporaneo. Guardando a tale dibattito dal punto di vista della linguistica, dopo una riflessione generale sul suo stato, sulle sue difficoltà e sulle complicazioni create dalla rivoluzione digitale, si offre una serie di indicazioni utili per orientarvisi in maniera rapida, evitando di subire o riprodurre involontariamente manipolazioni linguistiche e discorsi fallaci; per decidere senza sforzo a quali dibattiti vale la pena partecipare; per avere la consapevolezza necessaria per usare al meglio i canali, le tecniche e le pratiche di cui si dispone; e per sviluppare una sensibilità semiotica generale con cui analizzare la comunicazione non verbale, fatta di immagini e video, che si sta diffondendo in rete.
Imola : Cue Press, 2021
I saggi del cinema
Abstract: Secondo Burch, il linguaggio del cinema non è un mezzo 'naturale', da sempre implicito nella tecnologia della macchina da presa e, con il passare del tempo, scoperto e portato alla luce. Al contrario, il cinema ha una storia economica e sociale, ed è il prodotto di un momento storico e di un luogo ben precisi: le società occidentali capitalistiche in cui nacque alla fine del diciannovesimo secolo. L'autore prende in esame il cinema delle origini, nel quale le tecniche, come la posizione e i movimenti della macchina da presa, le luci, il montaggio, la sincronizzazione del suono, non erano ancora state perfezionate e traccia un profilo rigoroso e appassionante di questo linguaggio, mettendo in luce come l'illusione di realtà che ci dà il cinema sia ancora oggi raggiunta con gli stessi mezzi di cent'anni fa.
Lo stile dell'abuso : violenza domestica e linguaggio / Raffaella Scarpa
Treccani, 2021
Abstract: Tra i tanti punti di vista dai quali si analizza il fenomeno della violenza domestica nessuno è stato più sottovalutato del linguaggio. Eppure, l'uso delle parole, la loro combinazione, lo “stile del discorso” costituiscono invece il mezzo fondamentale di cui l'abusante si avvale per ridurre e mantenere la donna in uno stato di continua soggezione e soccombenza. Attraverso una trattazione che ridiscute criticamente i concetti di potere e violenza a partire dal loro rapporto con la lingua e lo studio di un ampio corpus di casi raccolti in più di vent'anni di ricerche, l'autrice ridefinisce la violenza domestica elaborando nuove categorie interpretative, ne illustra i meccanismi occulti ancora ignoti e descrive per la prima volta il complesso sistema linguistico che sta alla sua base. Dimostrandoci che l'analisi linguistica dello “stile dell'abuso" non è altro che una "macchina della verità".
Minerva, 2021
Abstract: "Tragedia maturata" e "brancolano nel buio", "pecora nera" e "la vicenda si tinge di giallo", ma anche "nella misura in cui" e "la riunione si svolge presso", poi ancora "misura shock", "stringere la cinghia", "si sono portati sul posto, pistola alla mano" e poi cascate di parole inglesi come vision, mission, know-how, fashion, look, e l'ultimo dilagante "lock-down" . Sono alcuni tra i tanti luoghi comuni o frasi fatte che leggiamo sui giornali o ascoltiamo alla radio o in tv. Qualche volta aiutano a capire meglio le notizie, altre volte invece appesantiscono e sviano, rallentano il racconto, portano distrazione, travisano il significato. Fabrizio Binacchi, giornalista di lungo corso, di carta stampata e televisione, ha raccolto espressioni da luogo comune e parole stereotipate, tic verbali e frasi fatte commentandole con ironia, mettendosi dalla parte del lettore e del telespettatore. Ricorda anche episodi personalissimi, come quella discussione al Tgl con Paolo Frajese sulla parola "esu-bero" che il conduttore non voleva pronunciare e quella chiacchierata con Federico Scianò sulla differenza tra "parole croccanti" e "parole flaccide". C'erano frasi fatte e parole stereotipate anche nelle cronache dei grandi giornali italiani appena nati nella seconda parte dell'Ottocento, come racconta nel suo contributo "storico" il professor Angelo Varni: ci si imbatte nelle "inevitabili" aggettivazioni come "efferato delitto", "onesta franchezza" e "sinistro crepitare delle fucilate". Come dimenticare, poi, i luoghi comuni dell'informazione sanitaria? Su questo aspetto il neurochirurgo professor Pasquale De Bonis elenca curiosità e stereotipi in campo medico-chirurgico e spiega le reazioni del nostro cervello. La giornalista Camilla Ghedini, infine, illustra nell'introduzione come la parola giusta al posto giusto è indice di correttezza e anche di bellezza.
Parlare con una tigre... e altri animali / testi di Jason Bittel ; illustrazioni di Kelsey Buzzell
DeAgostini, 2021
Abstract: Hai mai desiderato parlare con una tigre? Oppure discutere con un ghepardo? O conversare con uno yak? Scopri le stranezze di oltre 100 animali chiacchieroni e tutti i modi meravigliosi con cui comunicano tra di loro. I pesci fanno le puzzette, i fenicotteri ballano il tango e i vermocani luccicano. La natura, a volte, ha maniere davvero buffe di mandare un messaggio...
Garzanti, 2021
Abstract: Il linguaggio pubblico non è mai stato così vuoto e aggressivo. Per questo è il momento di scoprire le riflessioni di Orwell raccolte in "La politica e la lingua inglese" (1946), uno scritto ormai classico che pare anticipare le considerazioni svolte venti anni dopo da Calvino sull'«antilingua» che corrompe l'italiano, e che nel suo «catalogo di frodi e travisamenti» prefigura la deriva dei social network. Per Orwell dallo stravolgimento delle parole alla manipolazione il passo è breve, come dimostra l'altro testo qui incluso: "I principi della neolingua" nasce come appendice del capolavoro 1984 ed enuncia, come scrive Massimo Birattari nella prefazione, le regole di una lingua «concentrazionaria, soffocante, terroristica». A più di settant'anni di distanza, da queste pagine limpide e feroci risuona ancora un monito che è rischioso ignorare: «la lingua diventa brutta e imprecisa perché i nostri pensieri sono stupidi, ma a sua volta la sciatteria della lingua ci rende più facili i pensieri stupidi».
Lingua madre / Maddalena Fingerle
Italo Svevo, 2021
Abstract: Paolo Prescher, bolzanino di lingua italiana, è ossessionato dalle parole che si sporcano. Dopo la morte del padre, si trasferisce a Berlino dove lavora come bibliotecario. Ma il ritorno a Bolzano, al bilinguismo, e la nascita del figlio lo fanno ripiombare tragicamente nella mania della lingua.
Erickson, 2021
Abstract: La Prova di Comprensione Grammaticale con Oggetti (PCGO) permette, in contesto clinico, di individuare precocemente atipie di sviluppo, fornendo così elementi utili alla pianificazione di un eventuale trattamento abilitativo e riabilitativo. La prova è rivolta a bambini di età compresa tra i 18 e i 48 mesi e prevede l'utilizzo di oggetti tridimensionali familiari per valutare la capacità di comprendere frasi semplici. Il bambino viene esposto a frasi di complessità crescente e invitato a riprodurre le azioni richieste attraverso un set di oggetti facilmente reperibili. Questa modalità è adeguata alle caratteristiche del bambino piccolo o con disturbi del neurosviluppo. Il volume è completato dalla presentazione delle caratteristiche psicometriche e di casi clinici.
Il dizionario di Maqiao / Han Shaogong ; traduzione di Patrizia Liberati e Maria Rita Masci
Einaudi, 2021
Abstract: Fine anni Sessanta, è la Rivoluzione culturale: milioni di studenti vengono trasferiti dalle città alle campagne per lavorare la terra spalla a spalla con i contadini. L'esperienza li trasforma, mettendoli a contatto con una vita dura e povera, e con una cultura eterodossa e semiprimitiva. Il viaggio di uno di loro, il «giovane istruito» Han Shaogong, si fa fonte inesauribile di riflessioni e suggestioni. I personaggi e le storie che poco per volta si uniscono a formare un unico affresco sono dei piú vari: il nullafacente Ma Ming, un taoista che vive al di fuori della società; il cantante dongiovanni che si scopre, alla sua morte, essere privo degli organi genitali; la «donna-sogno», considerata veggente perché in grado di indovinare i numeri della lotteria; la mucca Padron Hong, ritenuta la reincarnazione di un latifondista; un cane giallo; la pioggia. Il mondo con cui l'autore deve fare i conti è spesso percepito come spiazzante, perché il suo linguaggio si contrappone alla lingua ufficiale. Molti termini hanno significati diversi o addirittura contrari: «sveglio» significa «stupido», «addormentato» è sinonimo di «intelligente» e chiamare qualcuno «scienziato» equivale a dargli dello «scansafatiche». Man mano che le vicende si affastellano, anche lo sguardo dell'autore subisce una metamorfosi: lo straniero, il giovane intellettuale pieno di pregiudizi, finisce per diventare un memorialista nostalgico, determinato a risalire alla fonte dell'essenza culturale del suo popolo per gettare nuova luce sulla tradizione e sull'identità nazionale. Dalla voce di uno dei piú importanti narratori cinesi contemporanei, un romanzo dalla struttura originalissima che è insieme entusiasmante esperimento formale e riflessione poetica sulla lingua; considerazione filosofica sull'impossibilità di creare un linguaggio normalizzato e universale; e infine memoria storica di culture e popoli ormai scomparsi attraverso il loro modo di comunicare.
Hate speech : il lato oscuro del linguaggio / Claudia Bianchi
Laterza, 2021
Abstract: Chi parla, soprattutto se da posizioni di autorità o in contesti istituzionali, ha una pesante responsabilità: ciò che diciamo cambia i limiti di ciò che può essere detto, sposta un po' più in là i confini di ciò che viene considerato normale, assodato, legittimo. E cambiare i limiti di ciò che può essere detto cambia allo stesso tempo i limiti di ciò che può essere fatto: ci abituiamo a una mancanza di attenzione e vigilanza sulle parole, che rende più accettabile la mancanza di vigilanza sulle azioni. Il silenzio, l'indifferenza o la superficialità con cui spesso accogliamo gli usi offensivi di altri corrono il rischio di trasformarsi in consenso, approvazione, legittimazione - e muta noi in complici e conniventi. Così il libro indaga una delle declinazioni più interessanti del tema della violenza: quello che è diventato comune chiamare hate speech ('linguaggio d'odio' o 'discorso d'odio'). Con questo termine si indicano espressioni e frasi che comunicano derisione, disprezzo e ostilità verso gruppi sociali e verso individui in virtù della loro mera appartenenza a un gruppo; le categorie bersaglio dei discorsi d'odio vengono identificate sulla base di tratti sociali come etnia, religione, genere, orientamento sessuale, (dis)abilità. Lo hate speech raccoglie usi discorsivi estremamente vari: dalla propaganda nazista alle leggi sull'apartheid, dal discorso ideologico di certe formazioni politiche fino agli esempi quotidiani di linguaggio d'odio divenuti ormai tristemente frequenti. Un tema diventato ancor più d'attualità con il diffondersi dei nuovi media: commenti sessisti, insulti razzisti e attacchi omofobici hanno trovato un ambiente ideale per esprimersi online, dove spesso mancano mediazioni, filtri o (auto)censure.
Femminili singolari : il femminismo è nelle parole / Vera Gheno
2. ed., nuova ed.
Effequ, 2021
Abstract: Sindaca, architetta, avvocata: c’è chi ritiene intollerabile una declinazione al femminile di alcune professioni. E dietro a queste reazioni c’è un mondo di parole, un mondo fatto di storia e di usi che riflette quel che pensiamo, come ci costruiamo. Attraverso le innumerevoli esperienze avute sui social, personali e dell’Accademia della Crusca, l’autrice smonta, pezzo per pezzo, tutte le convinzioni linguistiche della comunità italiana, rintracciandone l’inclinazione irrimediabilmente maschilista. Questo libro mostra in che modo una rideterminazione del femminile si possa pensare a partire dalle sue parole e da un uso consapevole di esse, vero primo passo per una pratica femminista. Tutto con l’ironia che solo una social-linguista può avere.
Codice, 2021
Abstract: Si dice sempre che gli animali non abbiano voce, eppure sono dei gran chiacchieroni. Dal nostro giardino alle foreste pluviali, dal parco sotto casa alle profondità dell'oceano, l'aria e l'acqua pullulano di messaggi. C'è chi canta come un usignolo, anche negli abissi; chi "parla" utilizzando dialetti tramandati di generazione in generazione; chi comunica danzando, chi si esibisce in un tip tap alla Fred Astaire o preferisce lo stile inimitabile di Michael Jackson. Infine c'è chi si arrangia con mosse, pose e parate, oppure odori, puzze e profumi. E, come al solito, c'è anche chi racconta una marea di bugie. In un mondo fatto di messaggi in codice, cosa bisbigliano e cosa si dicono gli animali? Gli uccelli cantano ogni volta che aprono becco? E i pesci sono davvero muti? Perché i camaleonti cambiano colore? Cosa passa per la testa di una gazzella che, inseguita da un predatore, invece di correre a più non posso inizia a saltare? I delfini si chiamano per nome? E il coccodrillo come fa? Ma soprattutto, perché gli animali mentono? Se almeno una volta nella vita vi siete fatti una di queste domande, questo è il libro per voi.