Trovati 3 documenti.
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La cicala di Belgrado / Marina Lalovic ; [prefazione di Giorgio Zanchini ; postfazione di Gigi Riva]
2. ed.
Bottega Errante edizioni, 2024
Camera con vista ; 50
Abstract: I quartieri più veri, quelli dove frequentare le kafane (osterie) dove perdere intere giornate a parlare di politica e fratellanza, il Danubio e la Sava, le vene d’acqua che attraversano Belgrado e la trasformano in una città di mare anche se il mare non c’è. Un viaggio a piedi e in bicicletta con la sua amica d’infanzia è lo spunto per riscoprire la propria città, lasciata nel 2000, poco prima della caduta di Milosevic. La musica, il cibo, le piazze, le vie che attraversano la capitale, i bombardamenti NATO, gli anni Novanta, i personaggi incrociati e conosciuti: Lalovic ci svela l’anima di Belgrado più profonda e inedita con gli occhi di chi ha lasciato la propria città e la guarda con lucidità e malinconia, con razionalità e affetto allo stesso tempo.
Prospero editore, 2024
Geopoetica
Abstract: Belgrado, la città bianca fra Sava e Danubio, è uno di quei luoghi che sulle carte geografiche si considerano “fra oriente e occidente”. Ma Belgrado è anche un punto di incontro fra ortodossia e scisma, fra bombe della Nato e petrodollari, fra marescialli e sultani, fra imperi e protettorati, fra comunisti e terzomondisti, fantasmi e teste coronate, ponti e murales, kavane e barconi. Ritorni a Piazza Slavija è una guida fra quello che non c’è più e il molto che è rimasto. Naturalmente al sapore di pivo, šopska e rakja.
Fuga da Belgrado / Ardjan Haxhaj ; traduzione di Iris Hajdari
Nardò : Besa muci, 2024
Nadir
Abstract: Elad è un giovane commerciante di Belgrado. La sua è una vita tranquilla, agiata e felice, ha tanti amici e una moglie che ama, Sara. La Seconda guerra mondiale è alle porte e presto, per i due sposi, l’appartenenza al popolo ebraico diventa l’unica cosa importante: la ragione per cui sono costretti a lasciare tutto e a rifugiarsi in un piccolo villaggio di albanesi musulmani, tra le montagne, «alla fine del mondo». Trovano ospitalità presso la famiglia di Bajram, tra gente semplice che vive seguendo la tradizione del Kanun, il codice d’onore albanese per il quale l’ospite è sacro, indipendentemente dalla sua religione o provenienza. L’angoscia per il timore di essere scoperti, l’isolamento e il drastico cambiamento di vita mettono a dura prova la loro resistenza, soprattutto quando, con l’arrivo dell’esercito tedesco, i due sono costretti a separarsi: Sara resta a casa di Bajram ma Elad si nasconde in un luogo ancora più isolato. Qui incontra la seducente Habibe e la loro breve ma intensa relazione lo aiuta a superare la paura e gli infonde speranza. Poi la guerra finisce ed Elad e Sara possono ritrovarsi e riprendere la loro vita. Vent’anni dopo, ritornato sulle montagne per rivedere Bajram, Elad scoprirà che la sua salvezza ha avuto un prezzo che qualcun altro ha pagato per lui. Un romanzo che è, prima di tutto, il racconto di un incontro fra mondi e culture diverse, in cui il rispetto per l’uomo e per la parola data riesce ad andare oltre un destino che sembra già segnato.