Trovati 3 documenti.
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Il matto di Piazza della libertà / Hassan Blasim ; traduzione dell'arabo di Barbara Teresi
Utopia, 2024
Abstract: Immaginate un uomo rapito e costretto a dichiarare in video di aver commesso atroci crimini in nome della religione. Oppure un viaggio di clandestini diretti in Europa che si trasforma in una carneficina. Immaginate un soldato che, rimasto chiuso in una stanza per diversi giorni con la sua amata, per sopravvivere si nutre del suo corpo e del suo sangue. Cadaveri che parlano, lupi mannari, teste mozzate, corpi dilaniati o scuoiati, padri che avvelenano le figlie, figli che portano in valigia lo scheletro della madre, morti che scrivono romanzi, suicidi, esplosioni di autobombe, neonazisti che in Europa picchiano a sangue gli immigrati. E poi matti, matti dappertutto, e un confine labile tra il reale e l'irreale. Provate a immaginare tutto questo e altro ancora. Immagini raccapriccianti e scene da brivido, come nella migliore letteratura gotica. Ma questa non è semplicemente letteratura gotica. Questo è l'Iraq. O l'Europa dei rifugiati iracheni. Talvolta, sembra dirci Hassan Blasim in questo suo libro d'esordio, la realtà supera la finzione in orrore e crudeltà.
Quando migrano, gli uccelli sanno dove andare / Usama Al Shahmani ; traduzione di Sandro Bianconi
Milano : Marcos y Marcos, 2024
Abstract: In Iraq la dittatura ha scompaginato ogni cosa, sconvolgendo anche la famiglia di Dafer. Costretto a lasciare il lavoro all'università per sfuggire agli scagnozzi di Saddam, Dafer ha commesso il "terribile crimine" di scrivere un'opera teatrale non allineata con il regime. Tra mille peripezie, attraversando Kurdistan e Turchia, riesce finalmente a rifugiarsi in Svizzera. Ottiene il permesso di soggiorno, trova lavoro, impara il tedesco. Ma ai genitori, della nuova vita non ha mai raccontato nulla, è sempre rimasto sul vago. Perché mai? Ha qualcosa da temere, da tacere? Nel suo nuovo romanzo, Usama Al Shahmani racconta la devastazione di un'infanzia e di una giovinezza sotto la dittatura, il disastro della guerra, il tentativo di lasciarsi alle spalle esperienze traumatiche.
L'ISIS raccontato da mia madre / Younis Tawfik
Oligo, 2024
Abstract: Mosul, 2017. Gli uomini dell’ISIS lasciano la seconda città dell’Iraq dopo tre anni di barbarie. Prima, solo poche videochiamate, permesse da una connessione internet incerta, sono state l’unico fragile filo a unire Younis Tawfik, trasferitosi a Torino nel 1978 per imparare la lingua di Dante, e la sua famiglia, ostaggio del fanatismo. Dallo schermo del pc, la mamma racconta di uccisioni sommarie, segregazioni, discriminazioni. Il Paese laico e multiculturale degli anni Settanta è un ricordo lontano. L’autore, tra i maggiori esperti di Medio Oriente in Italia, mostra senza veli le ferite provocategli dal terrorismo in prima persona, mettendosi a nudo in pagine dolorose che raccontano dell’uccisione di suo fratello per mano di al-Qaida o di tutte le sofferenze sopportate dalle sue sorelle in patria; non prima, però, di avere tracciato un efficace quadro storico per comprendere le radici ideologiche e culturali dello Stato Islamico, sorto sulle ceneri del sogno pan-arabo e con l’illusione di riscattare le sconfitte dell’antico califfato abbaside.