Trovati 214 documenti.
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Piemme, 2025
Abstract: Andrea non è una persona normale, decisamente. È uno che corre, innanzittuto, e non si ferma mai: a piedi, in bicicletta, a nuoto, con il sole e con la pioggia, da solo o in mezzo a centinaia di persone. È anche uno che non si arrende, uno di quelli che se si mette in testa una cosa la porta a termine in qualunque condizione, senza accampare facili scuse o senza cercare scorciatoie. È uno che non ha rimpianti, sicuramente, che non ha mai perso l’occasione per sfidare se stesso, alla ricerca di stimoli sempre nuovi. E poi, certo, rischiavamo di dimenticarcelo: Andrea Pusateri a quattro anni ha perso una gamba in un incidente. In questo libro, Andrea racconta la sua storia. Altri, al suo posto, avrebbero messo al centro della narrazione la gamba che non ha. Lui no: perché non è ciò che manca a definire l’essenza di una persona, ma ciò che c’è. È da qui che hanno origine la forza e fiducia che lo hanno sempre accompagnato, dai primi timidi esperimenti in bicicletta alle grandi gare di Coppa del mondo, fino alle ultime esperienze da Ironman: nel racconto che Andrea fa di sé emerge il ritratto di un ragazzo che ha fatto di un limite una virtù, trasformandolo nel motore silenzioso che ha mosso tutti i suoi passi, cercando ogni volta nuovi traguardi da superare. Senza dimenticarsi, nello stesso tempo, degli altri, di chi di fronte alle sue stesse difficoltà non riesce a reagire, ai quali Andrea dedica pagine piene di forza, disincanto e ironia. Per far scoprire che il mondo, se uno vuole, è a portata di mano. Basta allungarla.
Nutrire la belva / Al Alvarez ; traduzione di Luca Bernardi
Solferino, 2025
Abstract: Ogni pagina di questo libro sa di avventura, di amicizia, di entusiasmo per la vita, anche quando questa coincide, per destino e per elezione, col nutrire la belva che si ha dentro. Nella biografia dello scalatore Mo Anthoine di Al Alvarez ricorrono parole che raramente si incontrano nella letteratura di montagna: piacere, amici, pub, sigarette. All’epica connaturata a queste narrazioni qui si affianca e a tratti si sostituisce un registro edonistico, affabile, ironico e antieroico, che raggiunge il culmine nell’avventura all’Old Man of Hoy, quando Mo conduce una cordata cui partecipa lo stesso Al, già avanti con gli anni e per giunta fuori forma. Non che l’alpinismo sia preso sottogamba, o che manchino le avventure da manuale, o quelle in cui si tocca l’estremo, come la traversata dell’Ogre insieme a Doug Scott e Chris Bonington, in cui la tragedia è sventata per un soffio. Ma l’arrampicare di Mo è guidato da un principio diverso: quello della sicurezza, prima di tutto (in virtù del quale diventa un designer di ineguagliabile attrezzatura da montagna) e quello del divertimento. «In gergo alpinistico, un’epopea è una catastrofe sfiorata che un lieto fine rende un’ottima storia da raccontare»: ecco, nel suo caso nessuna montagna è così importante da meritare il rischio supremo. Perciò quella di Mo è stata una figura affascinante, eterodossa nel mondo muscolare dei rocciatori, e proprio questo rende il suo alpinismo un’indimenticabile lezione di vita. Come indimenticabile è il racconto che ne fa l’amico Al, scalatore dilettante ma abbastanza avvezzo al mondo della nmontagna da conoscerne le insidie, i pericoli, le grandezze come pure i compromessi e le piccole viltà. Il suo ritratto di Mo è da leggere tutto d’un fiato, sia dagli appassionati di montagna sia da coloro che amano le grandi storie e i grandi uomini.
Tre cani enormi (e qualche umano) / Markus Zusak ; traduzione di Chiara Brovelli
Piemme, 2025
Abstract: Reuben, che sembra più lupo che cane; Archer, che mordicchia fino a distruggere il tappeto buono e poi ti guarda con aria innocente, come a dire: «Be', è colpa tua». E Frosty? Demolisce casa e poi si accuccia accanto a te, tenero e tranquillo, mentre chiami il falegname per chiedere un preventivo. Il risultato? Caos totale. Tra risate, imprevisti e danni permanenti al giardino, la catastrofe sembra inevitabile. Eppure, proprio in mezzo a quella confusione, accade qualcosa. I fallimenti diventano lezioni, il disordine si trasforma in un terreno fertile per crescere e, sopra ogni cosa, esplode un amore così intenso da rendere impensabile tornare indietro. Tre cani enormi (e qualche umano) è un memoir ironico e spietato, che racconta lo scompiglio, i legami che ti cambiano e quella bellezza disordinata che solo un animale può portare nella tua vita. Una lettera d'amore agli errori più belli e a chi ci aiuta a commetterli.
Bompiani, 2025
Abstract: Per il New York Times Book Review tra i dieci libri migliori del 2024 Pubblicato in ungherese nel 1950, Crematorio freddo non venne subito tradotto nel resto del mondo a causa del maccartismo, della guerra fredda e dell'antisemitismo. Oggi questa gemma sepolta è apparsa in quindici lingue e prende finalmente il posto che le spetta tra le grandi opere della letteratura sull'Olocausto. Quando József Debreczeni arrivò ad Auschwitz nel 1944, se gli fosse stato detto di andare a sinistra la sua aspettativa di vita sarebbe stata di quarantacinque minuti. Invece fu mandato a destra: quel che seguì furono dodici orribili mesi di prigionia e lavori forzati per poi finire nel Crematorio freddo, come veniva chiamato l'ospedale del campo di Dörnhau, dove i prigionieri troppo deboli per lavorare venivano lasciati morire. Debreczeni riuscì a sopravvivere e volle mettere su carta le sue esperienze stilando uno dei più duri e potenti atti d'accusa contro il nazismo mai scritti. Questo libro di memorie, reso con la prosa precisa e non sentimentale di un giornalista straordinario, chiede a chi legge di immaginare esseri umani in circostanze impossibili da comprendere.
Libera : storia di Anna / Alessandra Ziniti
Fuori scena, 2025 (stampa 2024)
Abstract: Anna è una donna in fuga, e il suo vero nome non lo sapremo mai. Da oltre un decennio lotta per sfuggire alla sua famiglia, che occupa i vertici della criminalità calabrese e non le perdona la sua scelta di libertà. Dopo l'assassinio del marito - una «lupara bianca» - Anna è rimasta sola con le sue due figlie, decisa a proteggerle da un destino già scritto. Senza segreti da rivelare, lo Stato non può offrirle protezione; per lei, legalmente, il cambio di identità non è possibile e la sua libertà rimane appesa a un filo. Questa è la storia straordinaria di una donna che ha rischiato tutto per conquistarsi un futuro diverso: per quattro volte l'hanno trovata, per quattro volte lei e le sue figlie hanno dovuto abbandonare ogni cosa e ricominciare da capo. Ogni giorno è una battaglia, ma in don Luigi Ciotti e nella rete di «Libera» Anna ha trovato un'ancora di salvezza. È stata proprio la volontà di sostenerla nella sua ricerca di una nuova vita ad aver aperto la strada allo sviluppo del programma «Liberi di scegliere», che oggi offre sostegno a donne e minori in fuga dalle famiglie mafiose. Grazie a questo fondamentale supporto, oggi la figlia maggiore di Anna studia per diventare giudice penale minorile e difendere giovani con storie simili alla sua. Un racconto di coraggio, resistenza e libertà: la testimonianza unica di un mondo incredibile e sconosciuto, svelato per la prima volta. Persone come Anna, secondo la legge, non hanno nulla da offrire allo Stato per guadagnarsi la sua protezione. La loro, sottolinea don Ciotti, è però una testimonianza fondamentale: «Anche se non incide sul piano giudiziario, è preziosissima su quello simbolico: dà un esempio, traccia una strada, può seminare dubbi fecondi nei contesti dove avviene. Crea uno strappo dentro il tessuto compatto della subcultura mafiosa».
Rizzoli, 2025
Abstract: Cos'è davvero l'alpinismo? È una sfida estrema? Un modo per raggiungere la vetta a ogni costo? Oppure è qualcosa di più profondo, un'esperienza che va oltre la semplice conquista? Partendo da queste domande - che solo all'apparenza hanno delle risposte facili - Simone Moro, uno dei più grandi alpinisti contemporanei, ci offre un racconto personale e coinvolgente che intreccia memoria, critica e visione. Attraverso avventure vissute in prima persona e riflessioni senza compromessi, indaga cosa significhi oggi esplorare le grandi montagne: non solo raggiungere una cima, ma farlo con consapevolezza, preparazione e passione. Con l'esperienza di chi ha vissuto la montagna ai massimi livelli, racconta la trasformazione dell'Himalaya: terra di conquiste storiche, di imprese e avventure epiche, ma anche terra che ha visto nascere e prosperare i turisti della montagna, che comprano un pacchetto avventura, vetta compresa. Dalle imprese pionieristiche al boom delle spedizioni commerciali, Simone Moro racconta la propria visione dell'alpinismo con il tono di chi ha scelto, passo dopo passo, di seguire un percorso non scontato. Gli Ottomila al chiodo è un manifesto personale e appassionato che intreccia la storia dell'alpinismo con quella di un uomo che ha deciso di restare fedele ai suoi ideali. Tra le pagine di questo libro, Moro ci invita a seguirlo lungo creste, pareti e dentro i campi base affollati di turisti, dove l'alpinismo autentico rischia di essere dimenticato. Contro la logica del successo facile, emerge una visione limpida e radicale: quella di chi crede che l'esplorazione sia ancora possibile, purché si abbia il coraggio di non adattarsi. Il risultato è una testimonianza viva, sincera e necessaria per chi ama la montagna e i sogni difficili.
Lascio tutto e riparto da me : dove comincia la libertà / Manfredi Roesler Franz
DeAgostini, 2025
Abstract: Per anni Manfredi ha seguito il percorso che tutti, compreso lui, consideravano giusto: la facoltà di Statistica, un internship alla New York University, una fortunata carriera ad attenderlo nel mondo della data science. Eppure, quella sensazione di realizzazione e felicità che tanto si aspettava dopo ogni traguardo continuava a sfuggirgli. E mentre la sua vita scorreva, perfetta sulla carta, iniziava a crescere un dubbio: è davvero questa la mia strada? E se io volessi qualcosa di completamente diverso? Poi un giorno, durante un'escursione, la risposta arriva nel modo più brutale: un incidente in montagna, la paura concreta di non farcela. E un pensiero improvviso, nitido, impossibile da respingere: "Se oggi fosse il mio ultimo giorno, morirei infelice". Appena sei mesi dopo quell'evento, la sua vita cambia: un van invece di una casa in centro a Milano e davanti a sé un viaggio, un progetto completamente nuovo. Quando si prende una decisione del genere e si è giovani, un pizzico di incoscienza fa parte del piano, ma Manfredi sa bene che per guadagnarsi quella libertà non può partire del tutto alla sprovvista. Così, inizia a studiare videomaking e fotografia, a reinventarsi per dare un nuovo senso al viaggio stesso. Proprio la statistica gli aveva insegnato che è impossibile prevedere tutto. Quindi perché non provarci veramente? Provare a essere felice, libero. Il percorso non è stato facile. È stato guidare al buio, tra nuove paure e debolezze, per poi capire che la felicità non è la destinazione, ma un modo di camminare nel mondo. "Lascio tutto e riparto da me" è il racconto di tutte le domande che precedono un grande cambiamento e delle risposte che si trovano solo strada facendo. Il viaggio di un ragazzo, fuori e dentro se stesso, ma soprattutto un invito a mettere in discussione le certezze imposte e a trovare quel coraggio per scegliere la propria strada, anche se nessuno l'ha mai percorsa prima.
Gli animali ci salvano / Alberto Brandi con Elena Giogli
Salani, 2025
Abstract: Durante una degenza ospedaliera in cui si trova a lottare tra la vita e la morte, un veterinario ripensa a tutti gli animali che in tanti anni hanno riempito le sue giornate. C’è la gattina Minni, trovata per strada e divenuta compagna di mille avventure negli anni dell’infanzia. C’è il cane Arturo, un cucciolo pelle e ossa che il suo padrone voleva far sopprimere. C’è il vitello David, fatto nascere in una stalla di montagna in una delle sue avventurose trasferte da ‘veterinario di campagna’ alle prime armi. E insieme a loro ci sono cavalli, tassi, cerbiatti, alpaca. Quel veterinario è Alberto Brandi e la sua è una vita semplice ma a suo modo straordinaria. Vive a Castiglion Fiorentino dove è conosciuto per il suo ambulatorio veterinario, ma anche per il ruolo da mediatore nel far adottare ogni anno centinaia di animali abbandonati o in cerca di una famiglia. L’idea di questo libro nasce durante il suo ricovero nel reparto Covid-19 dell’ospedale di Arezzo dove rimane per quindici giorni in terapia sub-intensiva, a causa di una polmonite bilaterale. Aggrappandosi al ricordo di questi amici speciali capisce una cosa fondamentale: nel corso della sua vita ha salvato tanti animali ma in realtà sono stati loro a salvare lui, ogni giorno. Perché gli animali sono qui apposta, sembra dirci, per salvarci e per renderci persone migliori.
Mi chiamo Marco e sono un testimone di giustizia / Marco M. e Davide Mattiello
Einaudi ragazzi, 2025
Abstract: Marco è cresciuto in un paese siciliano dove la vita è difficile; molto presto, infatti, ha dovuto confrontarsi con la realtà della mafia e dell’omertà che le permette di fare ciò che vuole. Tanto più ha dovuto scontrarsi con la criminalità organizzata in quanto suo padre non l’ha mai appoggiata né tollerata, mostrandosi come luminoso esempio per Marco e per tutta la sua famiglia, a costo di subire ritorsioni dai malavitosi. Quando Marco, appassionato di motori, ha deciso di aprire una sua concessionaria, mostrando una grande capacità imprenditoriale, ha inevitabilmente finito per attirare l’attenzione dei mafiosi locali, che hanno reso la sua vita impossibile tra minacce, intimidazioni ed estorsioni. Non potendo tollerare queste ingiustizie, Marco ha preso la coraggiosa decisione di denunciare i suoi persecutori; è diventato, così, un testimone di giustizia. E la sua vita è drasticamente cambiata: costretto ad abbandonare la sua terra, ora vive con la famiglia sotto un programma speciale di protezione, continuando a sostenere, con esemplare responsabilità, la decisione di non lasciar trionfare il male.
Einaudi, 2025
Abstract: Da quando Jhumpa Lahiri si è trasferita a Roma per imparare meglio l'italiano, nel 2012, la domanda «perché l'italiano?» le è stata rivolta con insistenza, e ancor di più dopo che in questa lingua ha cominciato anche a scrivere. «Per amore» è la prima risposta, la più istintiva ma non meno vera. E come ogni amore, questo ha finito per trasformarla. Da autrice è diventata anche traduttrice, dei propri testi e di quelli altrui. Una metamorfosi personale che infonde grande lucidità e sentimento alle sue riflessioni sulle lingue e su quella preziosa attività del pensiero che consente di passare dall'una all'altra, creando nuovi innesti e prospettive. Fin da bambina, da quando le è venuto il dubbio su quale lingua usare in un biglietto per la Festa della mamma – l’inglese imparato a scuola o il materno bengali? -, Jhumpa Lahiri si è posta problemi di traduzione. Così, quando ha affrontato il rischio di tradurre le proprie parole e quelle degli altri, ha sperimentato quella particolare forma di riconoscimento di sé che spesso chiamiamo destino. Ma il destino ha i suoi snodi, è un percorso fatto di incontri fortuiti, scelte e occasioni. In questo caso, è un avvincente percorso intellettuale, una ricerca senza fine il cui racconto conferisce un andamento narrativo a questa intensa raccolta di saggi sulla traduzione e l’autotraduzione. Nei tredici testi che compongono il libro, di cui quattro nati in italiano e nove in inglese, gli incontri sono fecondi e numerosi: in primis, quello con la lingua italiana, per amore della quale Jhumpa Lahiri ha scelto di vivere metà della sua vita a Roma, e da cui tutto ha avuto inizio; poi quello con i romanzi di Domenico Starnone che l’autrice ha tradotto in inglese (Lacci, Scherzetto, Confidenza), un’esperienza nuova ed emozionante; quello con le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, un potente antidoto al confinamento della pandemia; e infine l’incontro di una vita, in un’altra lingua ancora, quello con il grande poema ovidiano, il cui argomento diventa la metafora principale per interpretare il processo traduttivo. Su tutti questi temi Jhumpa Lahiri posa il suo sguardo acuto e appassionato, uno sguardo bifronte che a ogni pagina trasmette l’urgenza di coltivare il dialogo tra lingue per creare una letteratura e una società piú aperte.
E io ti querelo : una storia della libertà di espressione in dieci processi / Caterina Malavenda
Venezia : Marsilio, 2025
Mondadori, 2025
Abstract: «Mollo tutto e vado a vivere in montagna!» Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase? E soprattutto: sappiamo davvero che cosa vuol dire lasciare la città e trasferirsi a vivere in valle ad alta quota? Davide Codazzi, in arte Modavegia, lo sa bene, perché i monti della val Gerola, nelle Alpi Orobie valtellinesi, accompagnano le sue giornate da sempre. In questo libro, Davide ci porta in alpeggio con lui e ci racconta i benefici di una vita in quota, lontano dai ritmi frenetici della città. Il suo è un diario di vita ricco di storie e immagini, ma anche pieno di spunti, esempi e ispirazioni che ci permettono di scoprire la filosofia dietro a uno stile di vita alternativo. Un libro per entrare in contatto con una dimensione diversa attraverso un racconto semplice e spontaneo, lontano dagli stereotipi, dai falsi miti e dalla retorica.
Keller, 2025
Abstract: Una città senza cimitero, una lingua con ottantadue consonanti, un porto turistico che non esiste sulle mappe, vecchi sottomarini sovietici in vendita, confini che solo un cieco può attraversare, valli perdute e litorali riconquistati, giovani radicalizzati e vecchi credenti… Ai confini dell’Europa, dai Balcani al Caucaso, si estendono spazi indefiniti, schiacciati negli ingranaggi di un’interminabile “transizione”, ma ideali per incontri improbabili e unici. Per comprendere dove si sta dirigendo oggi l’Europa è necessario avventurarsi in una storia dei confini che è al contempo racconto di viaggio e reportage sul Novecento e sul dopoguerra così come ricerca delle tracce storiche che superano i secoli, e dove incontriamo sia la Repubblica di Venezia, sia gli spettri di Tito e di Enver Hoxha, sia figure di rivoluzionari impenitenti che di personaggi pieni di inventiva.
Feltrinelli, 2025
Abstract: Attraverso sedici testimonianze, un’inchiesta che indaga i risvolti intimi e privati del conflitto arabo-israeliano. Due temi vitali, da sempre, per ogni essere umano vengono analizzati sullo sfondo di una terra lacerata da un conflitto a cui tutto il mondo guarda. L’amore, eternamente codificato, a volte limitato, troppo spesso impedito. Il sesso, tabù di cui si tace ma che a volte sa essere libero e liberatorio. La giornalista francese Salomé Parent-Rachdi incontra sedici persone che risiedono nelle zone di guerra, da Tel Aviv a Gerusalemme, da Nazareth alla Striscia di Gaza, per ascoltare la loro vita amorosa e sessuale. Per farci conoscere Mohammed, che ama un uomo in un paese dove Hamas uccide gli omosessuali; Jean-Marc, ebreo praticante che cerca tramite un’agenzia una donna con cui avere un figlio senza instaurare una relazione; Fathiya, che si sottopone alla fecondazione assistita con il seme del marito, ottenuto attraverso le sbarre di una prigione; Samira, regista palestinese legata a un’ufficiale dell’esercito israeliano. Risultato di tre anni di ricerca, magistralmente illustrata da Deloupy, una graphic novel coraggiosa e profonda che si è imposta in Francia come uno dei libri più interessanti e originali sul conflitto arabo-israeliano. Perché, se il privato è politico, il politico è come mai prima d’ora privato.
Gli occhi della scimmia / Krisztina Tóth ; traduzione di Mariarosa Sciglitano
Voland, 2025
Abstract: In un paese sinistro senza nome e senza tempo, dove una devastante guerra civile ha lasciato la società divisa tra gli agiati filogovernativi e una massa di poveri confinati in zone ai limiti della sopravvivenza, Giselle e il dottor Kreutzer si incontrano. La donna, sull’orlo di un crollo emotivo dopo essere stata seguita per settimane da un giovane sconosciuto, si affida alle cure dello psichiatra, e mentre la terapia la spinge a immergersi nella storia della sua famiglia, anche l’uomo rivive la propria, barcamenandosi tra l’eredità della madre appena scomparsa e la fine di un matrimonio. Un romanzo sofisticato fatto di vite che si sfiorano appena: storie di donne e uomini, mogli e mariti, madri e padri, mentre il potere e i suoi meccanismi lavorano instancabilmente per seppellire il passato.
Solferino, 2025
Abstract: Questo libro è una guida coinvolgente e sincera su un tema spesso vissuto in silenzio: la menopausa. Attraverso la sua esperienza personale, l’autrice racconta come si sia trovata ad affrontare questo cambiamento, sentendosi sopraffatta dalla mancanza di risorse e supporto. A soli 36 anni, Naomi ha ricevuto una notizia che le ha stravolto la vita: l’imminente arrivo della menopausa, proprio mentre era pronta a costruire una famiglia e concentrarsi sulla propria carriera. La diagnosi è stata un duro colpo, accompagnato da un senso di vergogna e isolamento, aggravato dalla mancanza di informazioni accessibili e di professionisti realmente preparati sull’argomento. Con il tempo però ha deciso di rompere il silenzio e trasformare la sua esperienza in una missione: creare una rete di supporto per le donne, affinché nessuna si senta sola durante questo percorso. Ispirata dalla forza delle sue nonne, e consapevole che metà della popolazione attraverserà questo passaggio, ha intrapreso un viaggio di ricerca e condivisione per scoprire come prendersi cura al meglio della propria salute. Il racconto, arricchito di approfondimenti forniti da esperti e medici, si distingue per il suo tono leggero, che ricorda una chiacchierata tra amiche. “Il coraggio di parlarne” offre informazioni pratiche e incoraggianti per vivere questa fase con consapevolezza e benessere, rompendo il tabù che spesso la circonda.
La nave di Teseo, 2025
Abstract: Questa è una storia d'amore. Una storia d'amore vero, puro e disinteressato, quello che per diciassette anni ha unito Caleb Carr e Masha, una gatta delle foreste siberiane. Fin da bambino l'autore, figlio di due giornalisti alcolizzati parte della Beat Generation, ha trovato nella compagnia dei gatti una via di fuga dal caos e dalla violenza che regnava in casa. Da sempre i suoi compagni più fedeli non erano umani, ma felini, adottati o salvati dalla strada. Crescendo le cose non sono cambiate molto e Carr ha condiviso lunghi tratti di vita con gatti che sono stati per lui amici onesti e leali, motivo di gioia e riflessione, ispiratori e complici. Ma anche causa di paure e dolore, come quando la sua amata e anziana Soki scompare nel bosco che circonda la grande e solitaria casa che l'autore si è fatto costruire alle pendici dei monti Taconic, al confine tra lo stato di New York e il Vermont. Ed è proprio in un rifugio per gatti del Vermont che Caleb incontra Masha, una splendida e giovane gatta delle foreste siberiane, dal carattere forte e di spiccata intelligenza e sensibilità. Masha era stata crudelmente abbandonata, e già da mesi era ospite del rifugio dove aveva respinto tutti i potenziali nuovi padroni ed era diventata il cruccio e il terrore delle operatrici. Con Caleb, però, nasce subito una sintonia e Masha lo sceglie, perché: "la verità è che non siamo noi a scegliere loro, sono loro che scelgono noi." Per i diciassette anni successivi i due sono stati inseparabili, uniti da un legame che con il tempo si è fatto sempre più forte e saldo. Masha aveva reso la casa e le foreste circostanti il suo indisputato dominio e, quando le accadeva qualcosa, solo Caleb poteva aiutarla. D'altra parte, quando era Caleb a soffrire, nel corpo o nell'anima, era Masha a sapere cosa fare per alleviare i suoi dolori.
Non mi sono fatto niente : guerriglie, esodi, droghe, carcei / Maurizio "Gibo" Gibertini
Milieu, 2025
Abstract: Un’esperienza esistenziale contraddistinta da amori struggenti e da una disperata, continua ricerca di libertà e felicità nelle temperie dei decenni Settanta e Ottanta. La politicizzazione nel contesto di una Milano animata da giovani in quotidiana rivolta tra Mondo Beat, marxisti-leninisti, maoisti, anarchici... La militanza nelle organizzazioni extraparlamentari più radicali, fino all’approdo nella lotta armata. Il subentro di una crisi esistenziale risolta in avventurosi viaggi in America Latina, traffici di denaro falso e di stupefacenti, cadute nella tossicodipendenza, carcerazioni sempre più frequenti e dure. Poi il rientro in Italia, con un arresto definitivo in seguito alle dichiarazioni di ex compagni. Di seguito i processi, le condanne e i lunghi anni trascorsi nelle carceri tra violenze, lotte di resistenza, rivolte. Una narrazione diretta, asciutta, frenetica. Uno straordinario spaccato esistenziale che fa comprendere ricchezze, contraddizioni e drammi dell’ultima indimenticabile «grande rivolta».
Tau, 2025
Abstract: In vista del Giubileo del 2025, che coincide anche con i venticinque anni dalla conversione di Claudia Koll, questo libro-intervista racconta come l'incontro con Dio abbia trasformato la sua vita. Il testo nasce da un'amicizia profonda, che ha permesso un dialogo sincero, a volte complesso, mai banale, su temi cruciali e attuali. Non è solo una testimonianza della conversione di Claudia, ma anche l'opportunità per conoscere meglio la sua storia e, soprattutto, un invito a fare esperienza della misericordia e della pace di Dio.
Becco giallo, 2025
Abstract: Attraverso un viaggio nel Kurdistan iracheno, tra le strade polverose di Sulaymaniyya e di Erbil, Dov’è la bellezza? racconta la vita straordinaria di Kamaran Najm, il primo fotoreporter di guerra iracheno e fondatore di Metrography, la prima agenzia fotografica indipendente del Paese, rivelando il ritratto commuovente di un uomo che ha scelto di documentare la brutalità della guerra ma anche – e soprattutto – la smisurata bellezza della sua terra natale.