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Trovati 8 documenti.

Processo all'articolo 4
Libri Moderni

Dolci, Danilo <1924-1997>

Processo all'articolo 4 / Danilo Dolci ; postfazione di Pasquale Beneduce

Palermo : Sellerio, 2011

Storia della colonna infame
Libri Moderni

Manzoni, Alessandro <1785-1873>

Storia della colonna infame / Alessandro Manzoni ; con una nota di Leonardo Sciascia

Palermo : Sellerio, copyr. 1981

Abstract: Con il diffondersi della peste a Milano nel XVII secolo, due innocenti furono ingiustamente accusati, processati e incriminati per essere responsabili del contagio pestilenziale tramite sostanze misteriose. L'accusa, infondata, proveniva da una donna del popolo, Caterina Rosa. Nell'estate del 1630, Guglielmo Piazza (commissario di sanità) e Gian Giacomo Mora (barbiere) vennero condannati alla pena capitale e la casa-bottega di Mora destinata alla distruzione. Una colonna venne eretta sulle sue macerie, per divenire monumento all'infamia e alla memoria. Un'opera con cui il Manzoni mette in luce l'errore dei giudici, il loro abuso di potere e, soprattutto, la totale assenza di buonsenso e comprensione.

L'affare Dominici
Libri Moderni

Giono, Jean <1895-1970>

L'affare Dominici / Jean Giono ; a cura di Ispano Roventi

Palermo : Sellerio, copyr. 2002

Abstract: Jean Giono ha organizzato in questo testo le note prese durante il processo a Gaston Dominici, accusato di aver ucciso nel 1952 Sir Jack Drummond, la moglie Ann e la figlia Elizabeth nel dipartimento delle Alpes-Haute-Provence. Il caso suscitò allora molto clamore sia in Francia, sia all'estero.

Il caso Redureau
Libri Moderni

Gide, André <1869-1951>

Il caso Redureau / Andrè Gide ; introduzione di Maurice Nadeau

Roma : Editori riuniti ; [Palermo] : Sellerio, 1997

Il caso Redureau
Libri Moderni

Gide, André <1869-1951>

Il caso Redureau / Andrè Gide ; introduzione di Maurice Nadeau

Palermo : Sellerio, 1994

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Il processo imperfetto
Libri Moderni

Messina, Rino

Il processo imperfetto : 1894 : i fasci siciliani alla sbarra / Rino Messina

Palermo : Sellerio, copyr. 2008

Abstract: Tra l'aprile e il maggio del 1894 si celebrò a Palermo, di fronte al tribunale militare di guerra, il processo contro i dirigenti dei Fasci siciliani, conclusosi con pene fino a diciott'anni di reclusione. Fu la fine di quel vasto e importante moto di lavoratori e intellettuali siciliani, uno dei primi passi, per quanto accidentato, della democrazia in Italia e che avrebbe enormemente influito sulla sua storia successiva. Epilogo cupamente repressivo per una esperienza civile chiaramente progressista e riformatrice, ingiustamente accusata da Crispi di sovversivismo rivoluzionario e antinazionale. Ma il processo, contro Giuseppe De Felice Giuffrida e gli altri membri del Comitato Centrale dei Fasci, non fu solo un atto politico di liquidazione; dimostra questa ricerca che fu un rito giuridicamente iniquo perché vistosamente viziato da illegalità, anche rispetto ai codici militari ai quali si richiamava. Il racconto si sviluppa su tre plani: uno studio introduttivo che analizza la vicenda sotto il profilo giuridico individuandone i nodi cruciali, illustrandone i nessi e spiegandone le problematicità; un commento riassuntivo delle cronache giornalistiche delle singole udienze; infine, le trascrizioni vere e proprie dei verbali di udienza, con il testo della sentenza conclusiva emessa dalla Corte di Cassazione, a seguito del ricorso.

Dieci processi
Libri Moderni

Savinio, Alberto <1891-1952>

Dieci processi / Alberto Savinio ; a cura di Gabriele Pedullà ; con 10 disegni dell'autore

Palermo : Sellerio, copyr. 2003

Abstract: Fra il 1932 e il 1935 Alberto Savinio venne invitato da una rivista di diritto, I Rostri a raccontare e a illustrare dieci processi che oggi per la prima volta vengono presentati in volume. La scelta di Savinio cadde su Socrate, Giovanna d'Arco, Tomaso Campanella, Gesù Cristo, Frine, il giudizio di Paride, Galileo Galilei, Anassagora, Luigi XVI, Landru. Si tratta, nella quasi totalità dei casi di errori giudiziari, ma se è vero che costoro sono stati condannati ingiustamente è poi così accertata l'iniquità di queste condanne? Ognuno dei grandi accusati, prima di diventare vittima della giustizia umana è stato vittima di una sua particolare forma di misticismo. E la giustizia, si chiede Savinio, non è essa stessa una forma di misticismo?

Perché ero ragazzo
Libri Moderni

Faraj, Alaa <1995->

Perché ero ragazzo / Alaa Faraj ; postfazione di Alessandra Sciurba

Sellerio, 2025

Abstract: Nell'agosto del 2015 la Libia è un paese devastato dalla guerra civile, l'Italia dista 500 chilometri, circa un'ora di volo, Alaa ha appena 20 anni. È uno studente di ingegneria, una promessa del calcio libico, alle spalle una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l'Italia, un nuovo inizio, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, è impossibile, i canali umanitari non esistono, l'unica strada è salire a bordo di un barcone con due amici, anche loro calciatori. Durante quella maledetta traversata 49 persone muoiono soffocate dentro la stiva. I giornali parlano di «strage di ferragosto». Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa afferma da anni la sua innocenza. Ha accettato il ruolo del detenuto, non accetterà mai quello del criminale. Ha scritto questo libro in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in una lingua naturalmente delicata, ironica, piena di stupore. Lo ha scritto lettera dopo lettera, inviandole ad Alessandra Sciurba, conosciuta in carcere durante un laboratorio, da anni la voce e il volto della battaglia di Alaa per la verità. \"Perché ero ragazzo\" è il racconto di un viaggio fatto di speranze e pericoli, l'indecenza delle morti per mare, l'arresto, la condanna, i primi 10 anni di carcere. Alaa Faraj ripercorre la sua storia con uno sguardo sbigottito e una paradossale fiducia nello Stato: le indagini forse frettolose, sulla base di poche testimonianze di persone sotto shock, la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicità di certi incontri, la necessità di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato. La sua battaglia per la libertà è diventata la battaglia di scrittori e artisti, attivisti come don Ciotti, giornalisti d'inchiesta, programmi Rai, Le Iene, quotidiani nazionali, un'attenzione che non accenna a scemare. Sono più di 3.000 le persone arrestate negli ultimi dieci anni in Italia come «scafisti» - nella sentenza dei giudici «l'ultima ruota di un mostruoso ingranaggio del traffico di vite umane» - ma è noto che i trafficanti, quelli veri, rimangono a casa senza rischiare, spesso agendo in continuità con le autorità del loro paese, e non solo.