Trovati 3 documenti.
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Les fleurs bleues / Raymond Queneau
[Paris] : Gallimard, copyr. 1965
2. ed
Milano : A. Mondadori, 1988
Abstract: Il Milione di Marco Polo (1254-1324) è uno dei massimi capolavori della letteratura di viaggio. Non solo per il suo valore storico, in quanto primo documento che ha dato all'Occidente l'immagine più vera di un mondo pressoché ignoto, l'Oriente, ma soprattutto per la sua attualità che si rinnova attraverso i secoli. Pur essendo, infatti, trascorsi oltre settecento anni da quando il mercante veneziano, detenuto in una prigione genovese, dettò a Rustichello da Pisa le memorie dei suoi lunghi anni di viaggio attraverso l'Asia, vive e nitide, e straordinariamente precise sono le immagini e le descrizioni che balzano dalle pagine del suo diario. Così, per esempio, insieme a Marco possiamo ripercorrere ancor oggi la leggendaria Via della Seta: l'Armenia, la Persia (cioè l'Iran), l'attuale Afghanistan, il Pamir, il deserto dei Gobi fino al mitico Catai, la moderna Cina. Tradotto in molte lingue nel corso dei secoli, utilizzato in Europa fin dal 1300 per la stesura delle prime carte geografiche, punto di riferimento per studiosi, esploratori, missionari, il Milione non ha mai cessato di affascinare e commuovere.
Romanzi / Raymond Queneau ; a cura di Giacomo Magrini
Torino : Einaudi Gallimard, copyr. 1992
Abstract: L'ironia è una delle caratteristiche principali delle opere di Queneau, unita a una sperimentazione rigorosa: se è vero, allora questo libro è esemplare. C'è un solo episodio, con un unico personaggio, ma ci sono 99 modi per raccontarlo, 99 esercizi di stile sempre nuovi e sorprendenti, che passano in rassegna ogni genere letterario, dal dramma alla lirica giapponese, e tutte le figure retoriche. È un gioco lessicale, è l'autore che si diverte a giocare con le parole, a frammentarle, a ricostruirle, a strutturare e destrutturare la sintassi, l'intera impalcatura del linguaggio scritto. Ma quella che poteva essere una vuota esercitazione accademica fine a se stessa, grazie al genio di Queneau assume una forma tanto compatta da essere usata anche come pièce teatrale e come dimostrazione gioiosa e delle infinite possibilità del linguaggio.