Trovati 62 documenti.
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I sogni di Sophia : I colori della bellezza / Corina Bomann ; traduzione di Rachele Salerno
Giunti, 2021
Abstract: New York-Parigi, 1929. A bordo di un transatlantico che la riporta verso l’Europa, Sophia, giovane e talentuosa chimica, ripensa alla catena di eventi che ha fatto crollare le sue illusioni: l’inatteso rifiuto di Darren, l’uomo che amava, e la perdita del lavoro dei sogni nell’azienda cosmetica di Helena Rubinstein, che ha deciso di cedere l’attività. Ma proprio quando tutto sembrava perduto, una misteriosa lettera ha risvegliato un barlume di speranza: il figlio che credeva morto potrebbe essere ancora in vita. Chi è l’ignoto mittente? E che fine ha fatto il bambino che ha perso il giorno del parto? Giunta a Parigi in cerca di conferme, Sophia si scontra inesorabilmente con un muro di silenzi e porte chiuse. Sperando di ottenere un posto nella filiale parigina, la ragazza decide di accettare la proposta di lavoro di Elizabeth Arden, che da tempo tentava di strappare alla rivale Helena Rubinstein la sua preziosa collaboratrice. Un’atmosfera completamente diversa accoglie la giovane chimica nella sede di New York: se gli uffici della Rubinstein avevano uno stile sobrio e maschile, il mondo della Arden è un tuffo nell’oro e nel rosa, splendente come il salone di una sovrana. Energica e imperiosa, con il suo caschetto di capelli rossi e la gonna a tubino, Elizabeth non nasconde l’odio e l’acredine verso la rivale di sempre. E quando inaspettatamente Helena Rubinstein torna alla ribalta, Sophia si ritrova suo malgrado al centro di una vera e propria “guerra della cipria” fra le due imperatrici del make-up. Il suo futuro, l’amore e la felicità saranno di nuovo a rischio...
La grande crisi del 1929 : conseguenze politiche ed economiche / Franco Catalano
[Milano] : Dall'Oglio, [1976]
I corvi ; 190Sezione argento ; 1
Mostra di artisti comaschi a favore della Colonia dux : Como - Broletto, 24 maggio-17 giugno 1929.
Como : [s.n.], [1929] (Como \: Cavalleri)
[Roma] : Rai Trade, [2006]
S.T.A.M.P.A., Coop. Tip. Fra Ex Combattenti, 1929
Milano : Feltrinelli, 2011
Abstract: Alla fine degli anni trenta negli Stati Uniti c'erano ancora situazioni di povertà dickensiana. Era trascorso del tempo dalla crisi economica del 1929, dai primi interventi del presidente repubblicano Hoover, dall'elezione alla presidenza del democratico Roosevelt nel 1932 e dall'avvio della politica del New Deal, che nell'interpretazione storica corrente avrebbe posto fine alla Depressione. Ma perché allora la crisi durò tanto a lungo? Nella lettura liberista proposta dall'autrice, furono gli interventi del governo in ambito economico a rendere grande la Depressione. Hoover non credeva davvero nelle capacità del laissez-faire e del libero mercato e, come Roosevelt dopo di lui, non comprese la fondamentale salute e potenzialità di crescita dell'economia americana degli anni venti. Il New Deal dapprima creò insicurezza e sfiducia con una serie di esperimenti statalisti, poi finì per consolidare il potere delle lobbies. Molti rimasero così esclusi dalle preoccupazioni dell'amministrazione: poveri contadini, piccoli commercianti, cittadini i cui interessi e la cui condizione furono trascurati. Sono questi, per Shlaes, gli uomini dimenticati, quelli in nome dei quali anche Roosevelt diceva di agire che attesero una ripresa e un lavoro che, seppur promessi, non arrivarono. Una interpretazione della storia della Grande Depressione e del New Deal in cui emergono, a fianco dei presidenti e dei loro collaboratori, le vicende degli oppositori, più o meno illustri, alle scelte del potere politico.
Quattro sberle benedette / Andrea Vitali
Garzanti, 2014
Abstract: In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all'intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perché, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto...
Quattro sberle benedette / Andrea Vitali
Nuova ed.
Garzanti, 2015
Abstract: In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all'intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perché, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto...
Le donne del Ritz / Nerea Riesco ; traduzione di Vera Sarzano
Garzanti, 2019
Abstract: Madrid, 1929. I saloni sono stati tirati a lucido e nell'argenteria ci si può specchiare: il Ritz è pronto a ospitare una delle sontuose feste a cui Martina, figlia del direttore, desidera partecipare sin da bambina. Da quando, di nascosto, sbirciava le grandi dame danzare nei loro abiti fruscianti, sperando di essere una di loro. Finalmente questo giorno è arrivato: il padre le concede di prendere parte al prossimo evento. Martina è al settimo cielo. Eppure, nonostante l'entusiasmo, il suo primo incontro con l'alta società madrilena si rivela deludente: dietro lo scintillio e una condotta impeccabile non scorge altro che superficialità e arroganza. Martina è pronta a giurare di non voler più avere a che fare con quel mondo così lontano dai suoi ideali. Finché non scopre che tutti i lunedì, nel giardino d'inverno dell'hotel, si riunisce un gruppo di donne facoltose che organizzano raccolte fondi per i più bisognosi. Sperano così di poter fare la differenza e di scardinare le dinamiche distorte tra ricchi e poveri. Martina è costretta a ricredersi. Forse c'è ancora qualcuno, come lei, disposto a condividere le proprie fortune con chi non ha mai toccato con mano agi e privilegi. Non ha dubbi: vuole entrare anche lei a far parte del gruppo, convinta di poter dare il proprio contributo. Ed è pronta a tutto per raggiungere il suo obiettivo. Perché solo così potrà distinguersi e diventare quella dama stimabile e onorevole che ha sempre sognato di essere.
Un uomo in mutande : i casi del maresciallo Ernesto Maccadò / Andrea Vitali
Garzanti, 2020
Abstract: 12 aprile 1929. È la volta buona. Capita di rado, ma quando è il momento l’appuntato Misfatti si fa trovare sempre pronto. Dipende dall’uzzolo della moglie, che stasera va per il verso giusto. E così, nel piatto del carabiniere cala una porzione abbondante di frittata di cipolle. Poi un’altra, e una fetta ancora, e della frittata resta solo l’odore. Che non è buona cosa, soprattutto perché ha impregnato la divisa, e chi ci va adesso a fare rapporto al maresciallo Ernesto Maccadò diffondendo folate di soffritto? Per dirgli cosa poi?, che durante la notte appena trascorsa è stato trovato il povero Salvatore Chitantolo mentre vagava per le contrade mezzo sanguinante e intontito, dicendo di aver visto un uomo in mutande correre via per di là? Sì, va be’, un’altra delle sue fantasie. In ogni caso la divisa ha bisogno di una ripulita. Ma proprio energica. Come quella di cui avrebbero bisogno certe malelingue, che non perderebbero l’occasione di infierire sullo sfortunato Salvatore ventilando l’idea di rinchiuderlo in un manicomio. Anche il Comune, guarda un po', sta progettando una grande operazione di pulizia, una «redenzione igienica» che doti Bellano delle stesse infrastrutture che vantano già altri paesi del lago, più progrediti nella civiltà e nel decoro. Ma, un momento, che ci faceva esattamente un uomo in mutande, in piena notte, per le vie del paese? E perché correva? In Un uomo in mutande il maresciallo Ernesto Maccadò si trova per le mani un caso che forse non lo è, o forse sì. Andrea Vitali gioca con il suo personaggio preferito, stuzzicando la sua curiosità e mettendo alla prova le sue doti di buon senso. Una specie di trappola alla quale chissà se il maresciallo saprà sfuggire.
Nessuno scrive al federale : i casi del maresciallo Ernesto Maccadò / Andrea Vitali
Garzanti, 2020
Abstract: Le rive del lago di Como sono punteggiate di paesi e paesini accomodati ai piedi delle montagne dove non succede granché. Tranne a Bellano. Nell'ultimo anno e mezzo circa, il Federale del fascio ha dovuto sostituire già due segretari della sezione locale del partito. Il primo a saltare è stato Bortolo Piazzacampo, detto Tartina, per una vicenda legata alle bizzarrie di un toro chiamato Benito in cui il Tartina si è distinto per insipienza. Il secondo è stato Aurelio Trovatore, che ha deciso di accasarsi in quel di Castellanza preferendo l'amore al destino fatale della patria fascista. Ora ha nominato tale Caio Scafandro, un pezzo d'uomo che usa le mani larghe come badili per far intendere le proprie ragioni. Avrà la forza d'animo, visto che quella fisica non difetta, per mantenere l'incarico? Perché nel passato dello Scafandro qualche fantasma c'è. E più di uno lo sa. Basterebbe una parolina sussurrata all'orecchio del Federale e anche il terzo segretario del fascio di Bellano farebbe la fine dei precedenti. Per questo, lo Scafandro ha preso le sue contromisure senza preoccuparsi di sconfinare in quel territorio dell'illegalità presidiato dalle forze dell'ordine. E lì appunto si trova il maresciallo Ernesto Maccadò. Fresco padre di Rocco, il suo primogenito, la mattina del 20 novembre 1929 il maresciallo scampa per un pelo a una disgrazia per via di un oggetto metallico scaraventato giù in contrada da un potenziale assassino. E chi sarà mai quell'imbecille? "Nessuno scrive al Federale" riporta in scena il maresciallo Ernesto Maccadò. Nel paese in cui è stato inviato insieme alla sua Maristella come fossero due marziani, ora si sente sempre più a casa, soprattutto con l'arrivo del primo figlio. Ma Bellano, visto da così vicino, è tutt'altro che un luogo tranquillo. E non è facile scacciare il pensiero che vi regni una certa follia.
I sogni di Sophia : I colori della bellezza / Corina Bomann ; traduzione di Rachele Salerno
Giunti, 2021
Abstract: New York-Parigi, 1929. A bordo di un transatlantico che la riporta verso l’Europa, Sophia, giovane e talentuosa chimica, ripensa alla catena di eventi che ha fatto crollare le sue illusioni: l’inatteso rifiuto di Darren, l’uomo che amava, e la perdita del lavoro dei sogni nell’azienda cosmetica di Helena Rubinstein, che ha deciso di cedere l’attività. Ma proprio quando tutto sembrava perduto, una misteriosa lettera ha risvegliato un barlume di speranza: il figlio che credeva morto potrebbe essere ancora in vita. Chi è l’ignoto mittente? E che fine ha fatto il bambino che ha perso il giorno del parto? Giunta a Parigi in cerca di conferme, Sophia si scontra inesorabilmente con un muro di silenzi e porte chiuse. Sperando di ottenere un posto nella filiale parigina, la ragazza decide di accettare la proposta di lavoro di Elizabeth Arden, che da tempo tentava di strappare alla rivale Helena Rubinstein la sua preziosa collaboratrice. Un’atmosfera completamente diversa accoglie la giovane chimica nella sede di New York: se gli uffici della Rubinstein avevano uno stile sobrio e maschile, il mondo della Arden è un tuffo nell’oro e nel rosa, splendente come il salone di una sovrana. Energica e imperiosa, con il suo caschetto di capelli rossi e la gonna a tubino, Elizabeth non nasconde l’odio e l’acredine verso la rivale di sempre. E quando inaspettatamente Helena Rubinstein torna alla ribalta, Sophia si ritrova suo malgrado al centro di una vera e propria “guerra della cipria” fra le due imperatrici del make-up. Il suo futuro, l’amore e la felicità saranno di nuovo a rischio...
Le luci gemelle / Paullina Simons ; [traduzione di Roberta Zuppet]
BUR, 2025
Abstract: È il 1929. Isabelle è fuggita dall'Ucraina meridionale, tra villaggi di pietra e campi di grano stecchiti, dove la fame mordeva e il domani era un'incognita. Sopravvissuta all'affondamento della sua nave, arriva a Boston con un bagaglio di vestiti sbiaditi e una speranza timida. Finn, giovane banchiere, la assume come domestica nella sua villa: tra salotti che si specchiano nei lampadari, dame in abiti di seta e uomini intenti a discutere d'affari tra una portata e l'altra, Isabelle spazza i corridoi, presenza silenziosa e distante, priva della raffinata bellezza di Vanessa, la moglie di Finn. Ma quando il mondo dorato di lui crolla dopo il Martedì nero della Borsa di New York, sarà lei l'unica con cui Finn riuscirà a parlare di tutte le cose che è difficile dire. Solo lei saprà guardare oltre i suoi segreti, oltre il fragile castello di bugie che lui ha costruito per lasciare la realtà fuori dalla porta di casa e dalla vita della sua famiglia. Nel buio di una tempesta che minaccia di travolgerli, Finn e Isabelle saranno l'uno per l'altra due luci gemelle. Come quella notte nel porto di Boston, quando nei lunghi concitati istanti in cui una nave affondava, qualcuno cercava disperatamente un modo per salvarsi. Come quella notte in Ucraina, quando le fiamme divoravano tutto, ma forse accendevano la speranza, e con lei il futuro. Dall'autrice della trilogia del Cavaliere d'inverno, la storia di un amore fra chi non dovrebbe mai incontrarsi, ma si ritrova a parlare la stessa lingua. Un amore che combatte e resiste, con la forza di aprire nuove strade anche quando si finisce in un vicolo cieco.
Neri Pozza, 2021
Abstract: Londra 1929. La protagonista - trentenne di umili origini, avventurosa e piena di risorse - fonda un'agenzia investigativa: il primo cliente che bussa alla sua porta resta a bocca aperta nel trovarsi di fronte a una donna, ma dopo lo scetticismo iniziale decide di affidarle comunque il suo caso, visto che in apparenza sembra un banale tradimento. Da un pò di tempo sua moglie esce frequentemente da casa, mentre lui è a lavoro, adducendo pretesti che non corrispondono al vero. Seguendola, l'investigatrice imbocca una strana pista che passa per un cimitero occupato da vittime della Grande Guerra e per un'inquietante casa di riposo per reduci...
Il grande crollo / John Kenneth Galbraith ; traduzione di Amerigo Guadagnin e Debora Rancati
[Milano : Rizzoli], 2003
Abstract: Alla fine del 1928, l'economia degli Stati Uniti viveva un momento di grande euforia: la Borsa andava a gonfie vele, le azioni crescevano, il denaro correva a fiumi... Di lì a pochi mesi quel mondo di carta e di illusioni sarebbe crollato come un castello di sabbia, distruggendo patrimoni, obbligando migliaia di industrie a chiudere, gettando sul lastrico milioni di famiglie, provocando all'interno degli USA una migrazione selvaggia di milioni di disperati in cerca di lavoro con le loro famiglie. In questo libro John K. Galbraith racconta che cosa determinò quei tragici giorni.
Milano : Edizioni di Comunità, 1962
L'ultima canzone del Naviglio / Luca Crovi
Rizzoli, 2020
Abstract: Gennaio 1929. Mentre il Generale Inverno assedia Milano e la avvolge di bianco, il pugno di ferro della milizia fascista cala sulla città che sta cambiando da un giorno all'altro. Automobili invadono le strade, vicoli cedono il posto ai boulevard e il Naviglio interno soccombe sotto le nuove coperture in pietra. Ma non tutti piegano il capo. Alla Scala Arturo Toscanini si rifiuta di eseguire gli inni al re e al duce convinto di dover suonare ben altra musica. Nei vecchi quartieri i "bravi ragazzi" della mala meneghina rispondono agli sgherri di Mussolini. E nella questura di piazza San Fedele il commissario Carlo De Vincenzi non si lascia ingannare da chi vuole depistarlo. Una donna è stata trovata cadavere davanti alla Colonna del Diavolo, vicino alla basilica di Sant'Ambrogio, e il caso rischia di compromettere alcuni membri del Partito. La successiva morte di un barcaiolo, che sta trasportando un ultimo carico di carta verso il Tombon de San Marc, prima dell'interramento del Naviglio, sembra a tutti un incidente. Ma non a De Vincenzi, e nemmeno ai malnatt della ligéra che della gran Milan conoscono l'anima e la lingua segreta.
1. ed
Genova : ECIG, 1997
2Judaica
Firenze : La nuova Italia, 1976-1978
Strumenti ; 57
La levatrice di Nagyrév / Sabrina Zuccato
Venezia : Marsilio, 2025
Abstract: Zsigmond Danielovitz, incaricato di indagare sul cadavere di un’anziana contadina, è un uomo indebolito dalla guerra, ma vigile. E così ci mette poco a scorgere, dietro gli occhi degli abitanti di Nagyrév, qualcosa di sinistro. Nagyrév è un piccolo villaggio sperduto nella pianura ungherese, l’anno è il 1929 e il benessere, in quella ristretta comunità rurale, non arriva. Zsigmond Danielovitz si rende presto conto che la morte della donna sulle sponde del fiume Tibisco non è che l’anello di una lunga catena di scomparse e incidenti che da tempo coinvolgono il piccolo villaggio. "La levatrice di Nagyrév" racconta un fatto di cronaca realmente avvenuto tra le due guerre mondiali, un episodio che sconvolse l’Europa non solo per l’efferatezza dei crimini, ma anche per un inedito capovolgimento dei ruoli: le donne uccidono gli uomini, si vendicano. Superstizione, violenze, miseria e soprusi sono i protagonisti delle vite che si incrociano in questo affresco rurale, dove a fare le spese di appetiti e frustrazioni sono sempre le donne. Le regole patriarcali della comunità magiara e le meschinità dell’animo umano creano situazioni insostenibili e sofferenze ingiustificabili per mogli e figlie, anziane e ragazze. Personaggio chiave, intorno al quale girano le storie di Nagyrév, è la misteriosa Zsuzsanna, levatrice dal passato fumoso, spesso etichettata come «strega» dai suoi concittadini, temuta e, ogni tanto, rispettata, una figura carismatica, rarissimo esempio di donna emancipata, cui molte «sorelle» chiedono aiuto per risolvere i guai che hanno dentro casa: gravate da inganni, stupri e sottomissioni, le vittime hanno deciso di alzare la testa.