Trovati 8 documenti.
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Berlino 1936 : la storia di Luz Long e Jesse Owens
San Paolo, 2023
Abstract: I Giochi Olimpici del 1936 rappresentano un evento epocale che segna la nascita dello sport moderno. Concepiti come strumento di propaganda del nazismo, vengono trasmessi, per la prima volta al mondo, dalla televisione e celebrati in un film. È in questa circostanza che Luz Long, uno degli atleti di punta della Germania, e Jesse Owens, il campione statunitense afroamericano, si sfidano nel salto in lungo sul prato dell'Olympiastadion di Berlino. Ma accade l'imprevedibile: Owens sbaglia i primi due salti, gliene resta solo uno per tentare di accedere alla finale. Il tedesco - già qualificato - si avvicina, gli dà dei suggerimenti, Jesse lo ascolta e vola: sarà oro e record olimpico. Al termine della gara i due, emozionati, si abbracciano, fra i boati della folla. È un momento che le immagini fisseranno per sempre, consegnandole alla storia. Questo libro è la cronaca, in parallelo, di due esistenze molto diverse fra loro - quella borghese di Long e quella segnata dalla povertà di Owens - e insieme la storia di un incontro e di un'amicizia capaci di abbattere le barriere dell'odio e della diversità. Jesse e Luz si scriveranno per tutta la vita, fino alla tragica morte di quest'ultimo, a testimonianza di un legame che stringerà anche le loro famiglie.
Race : il colore della vittoria / Stephan James ... [et al.]
Eagle Pictures, 2016
Abstract: L'epica e straordinaria storia del pluricampione del mondo Jesse Owens che, nato povero ma con un dono atletico straordinario, alle Olimpiadi del 1936 lasciò Berlino e il terzo Reich senza parole vincendo 4 medaglie d'oro ed entrando di diritto nella leggenda.
L'ultima estate di Berlino / Federico Buffa, Paolo Frusca
Rizzoli, 2015
Abstract: Berlino, estate 1936. Le Olimpiadi sono alle porte. Goebbels ha avuto ragione delle resistenze iniziali di Hitler e della sua Hitlerjugend e tutto è pronto per lasciare il resto del mondo a bocca aperta davanti alla potenza e alla maestosità del Reich. Ai vertici della complessa e ambiziosa organizzazione dell'evento c'è un uomo, anzi un soldato: Wolfgang Fürstner. A poche settimane dalla cerimonia inaugurale, però, un giornale denuncia le sue origini ebraiche e l'immediata conseguenza è la destituzione dall'incarico. Da deus ex machina con pieni poteri, Fürstner si ritrova in un angolo: è rispettato dai veterani che hanno combattuto con lui nella Prima guerra mondiale ma deve ora subire l'umiliazione delle giovani leve naziste e solo l'intervento di un ex commilitone gli permette di restare al Villaggio Olimpico, sia pure con un ruolo di secondo piano. A Berlino accorrono giornalisti da ogni parte del mondo e le telecamere fortemente volute dal Führer e da Leni Riefenstahl portano le Olimpiadi per la prima volta sul piccolo schermo. E mentre Jesse Owens entra nella storia con le sue quattro medaglie d'oro, il maratoneta coreano Son Kitei è costretto a vincere per il Giappone e si disputa Austria-Perù, che Eduardo Galeano definirà "la partita di calcio più emozionante di tutti i tempi", Fürstner si aggira come uno spettro in una città vestita a festa. Non riconosce più il Paese che ama, né la donna che ha sposato, e forse nemmeno se stesso....
Mondadori, 2015
Abstract: La squadra americana di canotaggio che partecipò alle Olimpiadi del 1936 – vincendo la medaglia d’oro – aveva fin dall’inizio scarse probabilità di vittoria: un team nato all’università di Washington, composto da ragazzi di origini umili, figli di un’America che lottava con le conseguenze di una crisi economica senza precedenti, costruito attorno alle straordinarie doti atletiche di Joe Rantz, un teenager senza famiglia e prospettive future che rema nella squadra del college per guadagnare un po’ di autostima e, soprattutto, per trovare il suo posto nel mondo. Tormentato da una storia di famiglia devastante e da una povertà estrema, Joe sa che un posto in canoa è l’unica opzione per rimanere all’università e garantirsi un futuro migliore. La squadra è lentamente costruita da un coach inglese, un visionario determinato ed eccentrico, ma sarà la determinazione e l’impegno dei compagni di squadra a renderli imbattibili e ad accompagnarli fino ai Giochi Olimpici del 1936. La loro sfida più grande sarà quella di vincere remando contro le squadre dei tedeschi e degli italiani, sotto lo sguardo di Hitler. Una storia ricostruita attraverso i diari e i ricordi del loro sogno finalmente realizzato.
L'ultima estate di Berlino / Federico Buffa, Paolo Frusca
BUR, 2017
Abstract: Berlino, estate 1936. Le Olimpiadi sono alle porte. Goebbels ha avuto ragione delle resistenze iniziali di Hitler e della sua Hitlerjugend e tutto è pronto per lasciare il resto del mondo a bocca aperta davanti alla potenza e alla maestosità del Reich. Ai vertici della complessa e ambiziosa organizzazione dell'evento c'è un uomo, anzi un soldato: Wolfgang Fürstner. A poche settimane dalla cerimonia inaugurale, però, un giornale denuncia le sue origini ebraiche e l'immediata conseguenza è la destituzione dall'incarico. Da deus ex machina con pieni poteri, Fürstner si ritrova in un angolo: è rispettato dai veterani che hanno combattuto con lui nella Prima guerra mondiale ma deve ora subire l'umiliazione delle giovani leve naziste e solo l'intervento di un ex commilitone gli permette di restare al Villaggio Olimpico, sia pure con un ruolo di secondo piano. A Berlino accorrono giornalisti da ogni parte del mondo e le telecamere fortemente volute dal Führer e da Leni Riefenstahl portano le Olimpiadi per la prima volta sul piccolo schermo. E mentre Jesse Owens entra nella storia con le sue quattro medaglie d'oro, il maratoneta coreano Son Kitei è costretto a vincere per il Giappone e si disputa Austria-Perù, che Eduardo Galeano definirà "la partita di calcio più emozionante di tutti i tempi", Fürstner si aggira come uno spettro in una città vestita a festa. Non riconosce più il Paese che ama, né la donna che ha sposato, e forse nemmeno se stesso....
Berlino 1936 : quei sedici giorni d'agosto / Oliver Hilmes ; traduzione dal tedesco di Mario Izzi
EDT, 2017
Abstract: Berlino, estate 1936. Adolf Hitler è cancelliere del Reich da tre anni, le persecuzioni contro gli ebrei e le minoranze avanzano inesorabilmente e la Germania nazista si sta preparando a una guerra devastante. Ma poi cominciano le Olimpiadi: gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla capitale tedesca invasa da una folla di sportivi, delegazioni olimpiche, personalità e giornalisti di ogni paese e orientamento politico. Il regime vuole mostrare al mondo una metropoli cosmopolita, e così accade l'imprevedibile: quei sedici giorni d'agosto si trasformano in una specie di parentesi idilliaca nella marcia verso il baratro. La città è festosa e aperta, le persecuzioni cessano, i locali notturni sono pieni di una folla multicolore e negli impianti sportivi le gerarchie naziste assistono con fair play alle sconfitte dei propri sportivi e persino al trionfo del velocista afroamericano Jesse Owens. Ma la poderosa macchina della propaganda messa in moto dagli uomini del Führer non tollera il minimo inciampo, e sotto questa superficie tollerante e levigata si rincorrono freneticamente gli avvisi della polizia segreta e gli ordini impartiti ai media nazionali: guai a parlare di campi di concentramento, nessun accenno alle leggi razziali, tutto è regolato fino ai dettagli, come nei fotogrammi perfetti del film che Leni Riefenstahl, la regista più amata da Hitler, sta girando negli impianti sportivi con un dispiegamento di mezzi tecnologici mai visti prima.
Berlino 1936, i giochi di Hitler / Jérôme Prieur
Lindau, 2020
Abstract: 27 aprile 1931: gli XI Giochi Olimpici vengono assegnati a Berlino, capitale di uno Stato in cui covano umiliazione e risentimento. Circa due anni dopo sale al potere Adolf Hitler, che procede all'eliminazione degli oppositori e all'opera di segregazione degli ebrei tedeschi. I piani politici del Cancelliere preoccupano il Comitato Olimpico Internazionale, che minaccia la revoca dell'assegnazione, ma Hitler e i tedeschi promettono che non ci saranno esclusioni di atleti di fede ebraica dalla competizione, e la macchina organizzativa procede inesorabile. Tre saranno i simboli per sempre accostati alle Olimpiadi del 1936: la pellicola Olympia, opera propagandistica di una giovane Leni Riefenstahl; l'Olympiastadion, emblema della grandezza del Reich, nel quale il popolo tedesco divenne un sol uomo con il suo Führer; e soprattutto le leggendarie vittorie di Jesse Owens, l'atleta che riuscì ad «annichilire, sportivamente parlando, nell'immensa arena del grande stadio, il mostro nazista». Victor Klemperer, autore di "LTI: la lingua del Terzo Reich", scrivendo delle Olimpiadi si espresse in questi termini: «Si tratta puramente e semplicemente di un'operazione politica. [...] Non si smette di inculcare nel popolo e negli stranieri l'idea che qui si stia manifestando una rinascita, una fioritura, una nuova mentalità, l'unità, la tenacia e la magnificenza e, beninteso, lo spirito pacifico del Terzo Reich che abbraccia teneramente il mondo intero».
Bologna : Ermitage Cinema [distributore], 2012 ; Germania : Olympia Film GmbH, 1938
Le origini del cinema
Abstract: Documentario sui Giochi Olimpici di Berlino del 1936, diviso in 2 parti: "Olimpia: festa dei popoli" e "Olimpia: festa della bellezza". Grazie a un montaggio creativo, la regista ne cavò uno splendido documentario in bianco e nero; è, in fondo, uno dei film più estetizzanti della storia del cinema...