Trovati 6 documenti.
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Sole alto / di Dalibor Matanic
CG Entertainment : Tucker film, [2016]
Abstract: Tre decenni, due nazioni, un amore. Sole alto racconta l’amore fra un ragazzo croato e una ragazza serba. Un amore che il regista, moltiplica per tre volte nell’arco di tre decenni consecutivi: stessi attori ma coppie diverse, dentro il cuore avvelenato di due villaggi balcanici. Il 1991 e l’ombra scura della guerra. Il 2001 e le cicatrici che devastano l’anima. Il 2011 e la possibile (impervia) rinascita. Un inno alla vita, una sorprendente riflessione sulla natura umana che racconta l’ex Jugoslavia per raccontare il mondo e racconta il dolore per raccontare la speranza.
Le lupe di Sernovodsk : reportage sulla Cecenia / Irena Brežná ; traduzione Alice Rampinelli
Keller, 2016
Abstract: Viene prima la guerra, o le parole per raccontarla? Quando le nubi di un conflitto armato si addensano su una terra, il linguaggio è già pronto ad afferrarle? Un vocabolo sbagliato può segnare la condanna di un intero popolo? Irena Brezná, scrittrice e giornalista, se lo domanda di continuo, e ci costringe a percorrere al suo fianco i sentieri impervi del dubbio in questi reportage unici dalla Cecenia, piccola patria nel Caucaso del nord da sempre emblema di oscure minacce e apocalittiche sventure, abitata da un minuscolo popolo montanaro che per tre secoli ha aspirato all'indipendenza, contro ogni realismo. Con lei attraversiamo le due terribili guerre civili tra Mosca e Groznyj, scaturite dall'implosione dell'Unione Sovietica [...] Al costo totale di almeno centosessantamila vittime. Fino alle soglie dell'oggi, col ritorno della Repubblica di fede islamica alla "matrigna" Russia, in una 'pace' senza scampo
Argo, 2011
Abstract: Il titolo di questo libro rinvia alle atmosfere del film "Prima della pioggia" (Pred dozdot, 1994) di Milco Mancevski: gli eventi balcanici degli anni Novanta furono in qualche modo un temporale che ha trasformato o addirittura spazzato via molte delle strutture politiche, economiche e culturali preesistenti. Cosa è accaduto subito dopo quella grande "pioggia"? A vent'anni di distanza dalla caduta del regime comunista albanese e dall'avvio (1991) delle sanguinose guerre che hanno determinato la tragica fine della Jugoslavia, questo libro fa il punto sugli scenari attuali e le prospettive future dei Balcani commentando quanto è avvenuto nel corso degli anni Novanta e Duemila. La Jugoslavia aveva un'importanza geopolitica fondamentale e la sua dissoluzione ha avviato un processo di completo riassetto della regione che non si esaurisce nell'approdo alla democrazia. Gli interrogativi e le ambiguità di questa difficile transizione costituiscono la cornice entro cui trenta specialisti dell'area balcanica - provenienti da molte istituzioni universitarie e di ricerca italiane e straniere - sono stati chiamati a riflettere dall'Associazione italiana di studi del Sud-est europeo: la politica interna ed estera, le lingue e le letterature, le istituzioni culturali (come i musei e le scuole), i mezzi di comunicazione di massa (cinema, radio, televisione) sono gli argomenti trattati in questo volume che dimostrano quanto i Balcani siano ancora fondamentali per l'intera Europa.
Contrasto, 2023
Abstract: Il volume definitivo con i reportage realizzati da Gabriele Basilico a Beirut con un’ampia selezione di fotografie in bianco e nero e a colori. “Ritorni a Beirut” di Gabriele Basilico è il libro che ricorda la relazione profonda e appassionata che ha legato Gabriele Basilico alla città di Beirut, diventata negli anni uno dei cardini centrali del suo impegno con la fotografia. Oltre a un lungo lavoro in archivio di rilettura di tutto quanto Basilico ha realizzato, sono stati invitati a esercitare i loro ricordi anche “i complici” dei diversi viaggi. L’ampia selezione di fotografie in bianco e nero e a colori è introdotta da testi di Gabriele Basilico, Giovanna Calvenzi, Tanino Musso, Fouad Elkoury, Gabriel Bauret, Christian Caujolle, Alessandro Ferrario, Rita Capezzuto e da una Cronologia di Farian Sabahi. Così, pagina dopo pagina, scopriamo il lavoro realizzato da Gabriele Basilico in occasione di quattro missioni fotografiche a Beirut nel 1991, 2003, 2008 e 2011. L’occhio del fotografo si posa così su una città che cambia nel suo aspetto e nella sua anima, legandosi a quella di Basilico che così scriverà: «La pratica del ritornare crea una singolare disposizione sentimentale: come l’attesa per un appuntamento desiderato, un risvegliarsi della memoria per luoghi, oggetti, persone, come se si riaccendesse il motore di una macchina ferma da tempo. Per Beirut è stato anche di più».
Venezia : Marsilio ; Roma : IFEL, c2012
Abstract: L'Italia di oggi è uno Stato costituito da 8092 comuni che ne rappresentano storicamente molto più dell'unità minima amministrativa. I cambiamenti del Paese sono la sommatoria e lo specchio dei cambiamenti delle municipalità italiane. Crescita economica, riforma federalista, vecchie e nuove popolazioni, sistemi di competenze hanno attraversato i comuni italiani lasciando, in particolare negli ultimi quindici anni, tracce di un futuro che avanza e di un passato carico di storia e di partecipazione collettiva alla vita democratica. Il volume ripercorre le principali dinamiche socio-economiche e giuridico-istituzionali di queste trasformazioni, ponendo l'accento sulle nuove sfide che i comuni si troveranno ad affrontare in un contesto sempre meno delimitato da confini territoriali e amministrativi.
La guerra democratica / Massimo Fini
Milano : Chiarelettere, 2012
Abstract: Dopo il collasso del contraltare sovietico le Democrazie, Stati Uniti in testa, hanno inanellato, in vent'anni, otto guerre di aggressione. La guerra democratica non si dichiara, ma si fa, con cattiva coscienza, chiamandola con altri nomi. Col grimaldello dei diritti umani si è scardinato il diritto internazionale sul presupposto che l'Occidente, in quanto cultura superiore (moderna declinazione del razzismo), portatore di valori universali, i suoi, ha il dovere morale di intervenire ovunque ritenga siano violati. Il nemico, allora, non è più, schmittianamente, uno justus hostis, ma solo e sempre un criminale. Essenzialmente tecnologica, sistemica, digitale, condotta con macchine e robot, la guerra democratica evita accuratamente il combattimento, che della guerra è l'essenza, perdendo così, oltre a ogni epica, ogni dignità, ogni legittimità, ogni etica e persino ogni estetica.