Trovati 304 documenti.
Trovati 304 documenti.
Città del Vaticano : Pontificio istituto di archeologia cristiana, 2002
Studi di antichità cristiana ; 59.
[Milano] : Sperling paperback, 2001
Abstract: Una piccola vita spezzata dall'incuria e dall'indifferenza degli uomini: un padre racconta la sua tragedia perché questo non accada più. Nel luglio dello scorso anno, l'Italia si commosse e turbò per la terribile vicenda di Ludovica, una bimba di appena tre mesi morta perché un sistema sanitario disorganizzato, superficiale e indifferente non seppe curarla con tempestività e mezzi adeguati. Il dramma si consumò in poche ore tra l'ospedale Rizzoli di Ischia, dove la piccola fu portata dai genitori preoccupati per le sue condizioni, un folle viaggio in elicottero fino a Napoli e il disperato tentativo dei medici del Santobono di salvare Ludovica, giunta lì ormai esanime. Poche ore che sarebbero bastate a tenerla in vita se alcuni tra coloro che hanno il compito, e il dovere, di tutelare la nostra salute, se ne fossero realmente occupati.
Il grido invisibile / Ana Tortajada
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 2001
Abstract: La seta ha il colore della pioggia ed è orlata con cura. A osservarlo, sembra impossibile che un indumento sia simbolo di tanto dolore, però questo è il burka che marchia le donne afghane come esseri inferiori, indegni di guardare in faccia il mondo. Come può essere la vita attraverso un velo? Qual è il prezzo che la popolazione femminile deve pagare al regime talebano? La giornalista spagnola Ana Tortajada ci consegna la visione di un Paese dove il governo toglie alle donne libertà e dignità: non hanno infatti più diritto all'istruzione, né ad alcuna partecipazione alla vita economica, politica e sociale.
Il grido invisibile / Ana Tortajada
[Milano] : Sperling paperback, 2003
Abstract: Nell'estate del 2000, la giornalista spagnola Ana Tortajada ha intrapreso un lungo viaggio in Afghanistan: le condizioni disumane del paese, in particolare quella delle donne, l'hanno spinta a scrivere questo libro, che resterà nel tempo come una delle accuse più dure al regime dei talebani e anche tra le testimonianze più toccanti sulla vita della popolazione femminile, di cui il burka rappresenta il tragico emblema. Laggiù, alle donne veniva negato il diritto all'istruzione; non potevano partecipare alla vita economica e sociale, né godere di un'adeguata assistenza sanitaria e neppure riunirsi, parlare o ridere ad alta voce. Eppure molte di loro si erano organizzate segretamente per offrirsi aiuto e solidarietà e le più colte avevano fondato scuole clandestine per accogliere chi non sapeva né leggere né scrivere. Un libro straordinario, un documento che non perde d'attualità, perché se in Afghanistan la situazione è in parte migliorata, sotto altri cieli e altri regimi permangono analoghe violenze e discriminazioni.