Trovati 142 documenti.
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I tamburi della pioggia : romanzo / Ismail Kadarè ; traduzione di Augusto Donaudy
[Milano] : Corbaccio, 1997
Abstract: XV secolo: i turchi ottomani combattono in Albania una delle più lunghe e sanguinose guerre che la storia registri. Uno sterminato esercito turco assedia la cittadella albanese di Kruja, mentre, sui monti circostanti, si aggira Scanderbeg con i suoi guerriglieri. Decine di migliaia di soldati tentano di scalare a ogni costo i bastioni insanguinati; accorgimenti e astuzie senza fine vengono posti in atto; la storia del comandante in capo è drammaticamente legata alla presa di quelle mura; occorre espugnare la cittadella prima che rimbombino i tamburi della pioggia, segnale non solo di un mutamento atmosferico ma anche della fine di ogni speranza di vittoria...
Albania : dall' anarchia a un' identità balcanica / Miranda Vickers, James Pettifer
Trieste : Asterios, 1997
Abstract: Una cronaca della situazione albanese dal 1985, anno della morte di Enver Hoxha, all'attuale nuovo corso. Gli sviluppi politici, economici e socioculturali nell'Albania postcomunista sono analizzati a fondo dai due autori, che hanno soggiornato a lungo nel paese balcanico come studiosi e corrispondenti di varie testate britanniche.
Capire l'Albania / Fabio Martelli
Bologna : Il mulino, copyr. 1998
Albania : le radici della crisi / Roberto Morozzo della Rocca
Milano : Guerini, 1997
Il megafono di Dio / Laura Facchi
Baldini & Castoldi, 2003
Abstract: Nell'Albania dei nostri tempi, tra la morte di Enver Hoxha, la fine del comunismo e i confusi destini di una fragile democrazia, la società vive ancora dentro costumi e tradizioni ataviche, soprattutto nelle regioni montane, lontane dalla capitale corrotta. Nella lotta feroce per la sopravvivenza, la storia di una ragazza che, per salvare la propria identità, è pronta anche a sacrificare la sua femminilità.
Rai & Albania : una grande presenza nella storia di un popolo / Ylli Polovina
Roma : Rai-ERI, 2002
Comunicazione
Abstract: Il libro analizza il ruolo giocato dalle trasmissioni radiofoniche e televisive Rai durante mezzo secolo di dittatura comunista in Albania: non solo mezzo di intrattenimento ma modello di riferimento per un sogno di libertà. L'opera costituisce un'occasione per conoscere meglio un paese geograficamente vicinissimo ma spesso sconosciuto.
Il generale dell'armata morta : romanzo / Ismail Kadarè ; traduzione di Augusto Donaudy
[Milano] : Corbaccio, 2004
Abstract: A vent'anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, un generale e un cappellano dell'esercito italiano vengono incaricati di ritrovare i resti dei soldati italiani caduti in Albania. La solennità della missione si infrange contro le difficoltà determinate da un clima ostile, da una terra aspra e dalla fierezza di un popolo per il quale sembra che la guerra sia una condizione di vita. Quando il generale sarà pronto a riportare in patria la sua armata morta si renderà conto di aver esumato, insieme ai poveri resti, ostilità e rancori di un popolo che sembra conservare l'atavico gusto di uccidere e di farsi uccidere. La violenza grava sul destino degli uomini e la follia della guerra unisce vincitori e vinti nella medesima desolazione.
La lunga marcia del popolo albanese : dal feudalesimo al socialismo / Luciano Menegatti
Firenze : Cultura, 1972
Aprile spezzato / Ismail Kadarè ; traduzione di Flavia Celotto
Parma : Guanda, copyr. 1993
Abstract: Fra le montagne dell'interno dell'Albania è in atto da più generazioni una faida tra famiglie. Per rispettare gli obblighi ferrei imposti dalla bessa, un rigoroso codice d'onore che regola le morti e le vendette, il giovane protagonista deve uccidere il membro di una famiglia rivale. E dal giorno dell'assassinio (una metà d'aprile di un anno imprecisato, ma sicuramente prima dell'avvento del comunismo in Albania) sa che la sua vita è spezzata, che deve aspettare la vendetta e la morte. Prima dovrà compiere un lungo viaggio fra le montagne dove incontra uno scrittore e la sua giovane, bellissima moglie in viaggio di nozze: sarà anche per seguire lei che si avventurerà lungo strade proibite dalla bessa, trovando infine la morte.
Milano : A. Mondadori, 1986
Le scie
[Vol. 10]: Grecia, Albania, Bulgaria, Turchia europea, Malta
Copyr. 1996
Fa parte di: Gli stati d'Europa / [testi riveduti e aggiornati a cura di Aurion]
L'accusa silenziosa / Artur Spanjolli
Bologna : Edizioni dell'arco, 2007
Vergine giurata / Elvira Dones
Milano : Feltrinelli, 2007
Abstract: Hana abbandona gli studi universitari che, piena di curiosità e di entusiasmo, aveva da poco iniziato all'Università di Tirana per tornare a vivere sulle montagne del Nord dell'Albania, nella casa dello zio che l'ha cresciuta dopo la morte dei genitori e che adesso è vedovo e malato. Un atto d'amore e di gratitudine che assume i tratti di uno spaventoso olocausto di sé quando Hana, che si rifiuta di accettare il matrimonio combinato che permetterebbe allo zio di morire in pace ma che costringerebbe lei a rinunciare alla propria indipendenza, pensa che l'unico modo per risolvere i suoi problemi sia diventare una vergine giurata: una di quelle donne, cioè, che a un certo punto della propria vita decidono di farsi uomini e di rinnegare la propria femminilità. Lo zio è fiero di lei, l'onore della famiglia è salvo e lui è finalmente libero di arrendersi alla malattia che lo divora. Nella cupa solitudine delle montagne si abbrutisce e si imbruttisce per sopravvivere alla fatica, al freddo, allo sconforto, finché la cugina Lila, emigrata tanti anni prima negli Stati Uniti, non riesce a convincerla a infrangere il giuramento per raggiungerla a Washington. Qui Hana riesce con grande sforzo - grazie al sostegno della cugina e della sua famiglia, ma soprattutto alla propria tenacia - a trovare la consapevolezza di sé e del suo corpo mortificato, e ad accettare l'amore di un uomo che la aiuta ad appropriarsi di una femminilità rinnegata.
Percorsi del sacro : icone dai musei albanesi
Milano : Electa, copyr. 2002
AlbaNaia / Augusto Bianchi Rizzi
Milano : Mursia, stampa 2008
Abstract: AlbaNaia: gli alpini chiamavano così la guerra d'Albania. Laggiù, fra il 1940 e il 1941, centocinquantamila italiani finirono uccisi, congelati, dispersi, feriti: perdite ignorate in una guerra dimenticata. Questo romanzo, nato da un diario autentico ritrovato sessant'anni dopo, narra le imprese dei nostri soldati. Il tenente-medico Vittorio Bellei, non ancora ventisettenne, parte volontario lasciandosi alle spalle la giovane moglie e un figlio di 15 giorni. Crede in Mussolini, ama la Patria, coltiva l'etica del sacrificio ed è convinto di lottare per il domani del suo bambino. La guerra in trincea, d'inverno, a duemila metri, non è la passeggiata che il Duce aveva preannunciato: per gli alpini, male equipaggiati e peggio armati, è un calvario senza fine. Il tenente Bellei (unico medico in prima linea) assiste impotente ma, nemmeno per un istante dubita delle sue scelte. All'entrata in azione delle truppe tedesche sul fronte balcanico la guerra d'Albania finalmente termina. I reduci sfilano per Bari di fronte a Mussolini. Al tenente Bellei, fascista esemplare, basta un suo sorriso per riprendere slancio: nuovi fronti lo attendono.
Inviati di pace : storie dalle guerre della porta accanto / Pino Agnetti
Novara : Istituto geografico De Agostini, 1999
Firenze : Alinea, [2009]
Abstract: Il volume documenta le attività di studio svolte da un'équipe multidisciplinare e internazionale sui monumenti medievali, bizantini e ottomani, di un'area circoscritta dell'Albania meridionale, ai confini con la Grecia, corrispondente al distretto del comune di Delvina. L'area storica corrisponde a una parte dell'antica Chaonia (Epiro). Obiettivo primario è quello di valorizzare, attraverso lo studio e la conoscenza diretta dei luoghi, degli edifici e della tradizione folclorica locale, un patrimonio culturale immeritatamente meno noto di un'area dell'Albania appartata ma ricca di suggestioni culturali di prim'ordine.
Bevete cacao Van Houten! / Ornela Vorpsi
Torino : Einaudi, 2010
Abstract: Quando si nasce nella prigione chiamata Albania, esistono solo due modi di orientare lo sguardo. C'è quello del pittore Petraq, che cammina chino sull'asfalto e sembra rimpicciolire ogni giorno di più: è lo sguardo basso della colpa, di chi si vergogna della propria vecchiaia, ma anche della propria bellezza, o di un marito che ha troppa voglia di fare l'amore. E poi ci sono gli occhi puntati dritti verso formidabili orizzonti: è lo sguardo di Gazi che attraversa l'Adriatico e sogna di portare la sua musica in Italia, in Francia, negli Stati Uniti. Sono gli occhi di Teuta mentre stropiccia il foglietto su cui è segnato l'indirizzo che dovrebbe accoglierla a Roma, quelli di Sabrina inghiottita dal mare, e di Lumturi che si nutre delle pagine di Proust e Stendhal. Complice un tempo che sembra eterno, l'Albania smette di essere prigione per diventare limbo, uno stato transitorio nel quale si sopravvive coltivando promesse d'altrove, fino al giorno in cui si parte davvero. Ed eccolo, finalmente, il paese dei miracoli, un luogo in cui la bellezza femminile non è più dannazione ma fortuna, il pesce non ha le lische e le scatole di tè racchiudono prodigi mai sentiti. Ma l'autrice di questi quattordici racconti, che ha lasciato Tirana a ventidue anni e ha scelto di scrivere in italiano, di sguardo ne ha inventato un altro: obliquo, che gioca a ribaltare le ovvietà della lingua e dell'esistenza.
Firenze : Giuntina, 2010
Abstract: Nella ricostruzione delle complesse vicende degli ebrei in Europa nell'epoca della Shoah scarsa attenzione è stata prestata sino ad oggi a quelle degli ebrei in Albania. Questo volume mette a fuoco per la prima volta quella pagina storica, dal Regno di Zog fino a tutto il periodo dell'Unione con l'Italia (aprile 1939 - settembre 1943). I saggi affrontano la condizione giuridica e sociale degli ebrei albanesi e profughi in quegli anni, nel contesto della situazione dei Balcani dell'epoca e del sistema di occupazione fascista, mettendo anche in rilievo temi connessi agli ebrei di Serbia, Macedonia e Montenegro che fuggirono o furono internati in Albania. Non manca un'analisi delle fonti d'archivio oggi disponibili in Italia e Albania, per una storia delle istituzioni e delle vicende albanesi negli anni del governo fascista. Gli autori dei saggi sono: Laura Brazzo (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC), Carlo Spartaco Capogreco (Fondazione Ferra-monti), Nevila Nika (Archivio Centrale di Stato della Repubblica d'Albania), Milovan Pisarri (Università Ca' Foscari di Venezia), Michele Sarfatti (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC), Silvia Trani (Università La Sapienza di Roma), Giovanni Villari (Università degli Studi di Torino).