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Trovati 2 documenti.

Bonavia
Libri Moderni

Velikić, Dragan <1953->

Bonavia / Dragan Velikic ; traduzione di Estera Miočić

Keller, 2019

Abstract: Belgrado, inizio del nuovo millennio: la guerra in Jugoslavia è appena finita e stende ancora la sua drammatica ombra su ogni cosa. Molti si chiedono se sia il caso di andarsene, come hanno fatto altri prima di loro, come ha fatto Miljan che era fuggito a Vienna lasciandosi alle spalle Belgrado e un figlio appena nato. Ora è quel figlio, Marko, a fare la fila davanti a un consolato straniero per ottenere il visto di espatrio. Ed è lì che conosce Marija con la quale ben presto inizierà una relazione. Anche Kristina, amica di Marija, decide di partire. Andrà a Boston, in quegli Stati Uniti che sembrano il compimento di un destino oltre la “grande acqua”, come le aveva predetto l’indovina Rada durante i festeggiamenti per la maturità. Anni dopo, quasi per caso, i fili invisibili delle loro vite si riannodano a Vienna in un viaggio che per tutti diventa il fatidico punto di svolta... Dragan Velikic, uno degli autori più importanti della letteratura balcanica contemporanea, ci dona il romanzo di una generazione che ha vissuto la disintegrazione del proprio Paese e ha bisogno di ritrovare una propria strada nel mondo. Un romanzo raffinato e profondo sull'identità, sulla lacerazione, sulla riconciliazione col passato e su quello che alla fine, di noi stessi e dei luoghi che abbiamo abitato, lasciamo alla generazione successiva.

Serbia hardcore
Libri Moderni

Veličković, Dušan <1947-2023>

Serbia hardcore / Dusan Velickovic ; traduzione di Sergej Roic ; nota di Nicole Janigro

Rovereto : Zandonai, copyr. 2008

Abstract: Brillanti e beffarde, colte e irriverenti, queste short stories ­ veri e propri racconti dal vivo - vanno quasi a comporre un romanzo in frantumi e narrano di un luogo chiamato Belgrado, di un Paese chiamato Serbia in una travagliata fase di transizione. Velickovic presta la propria voce a una comunità lacerata, che vive in bilico tra un passato che non è mai passato e dal quale si ereditano conflitti, tragedie e triviali derive nazionalistiche, e un futuro appeso a un filo di incertezza e scetticismo che dovrà sciogliere il dilemma di una colpa collettiva. Acuto interprete degli umori, delle sensazioni e dei sogni nascosti di una città intera, così come del proprio spaesamento, l'autore è un intellettuale che ancora pratica il conosci te stesso pur se con laconico disincanto. La medesima disillusione con cui denuncia un regime che soffoca critica e dissenso, e un Occidente libero e democratico che getta bombe intelligenti nel cortile di casa sua. Una confessione che è insieme testimonianza civile e autoterapia, sguardo amaro e perdutamente ironico gettato sul presente da un luogo che in realtà è un vizio irrinunciabile. Questo vizio si chiama Belgrado.