Trovati 12 documenti.
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Precaria situazione dell'italianità nel Canton Ticino / Luigi Rebora
Milano : Tipografia Ettore Padoan, 1937
Collana di monografie alpine. Serie 4. ; 1
5: Colonie e possedimenti / Istituto centrale di statistica del Regno d'Italia
Failli, 1935
Fa parte di: ISTAT. 7. censimento generale della popolazione : 21 aprile 1931 / Istituto centrale di statistica del Regno d'Italia
Istituto poligrafico dello stato, 1930
Il censimento delle popolazioni indigene della Colonia Eritrea / relazione di Carlo Conti Rossini
tip. M. Ricci, 1902
Le istituzioni storiche del territorio lombardo : XIV-XIX secolo
Milano : Regione Lombardia, Direzione generale cultura, Servizio biblioteche e sistemi culturali integrati
1999
Fa parte di: Le istituzioni storiche del territorio lombardo : XIV-XIX secolo
Abstract: Censimento e brevi note storiche sule istituzioni locali della provincia diBrescia dal XIV al XIX secolo
Censimento / Jesse Ball ; traduzione di Giulio Calza
NN, 2018
Abstract: In un paese senza nome, un uomo decide di prendere un incarico misterioso: il censimento degli abitanti dalla città di A alla città di Z. L'uomo sa di non avere più molto da vivere e si mette in viaggio con il figlio, un ragazzo con la sindrome di Down, a cui è legato da un amore profondo e inesprimibile. Insieme vanno da una casa all'altra: c'è chi li accoglie con gioia, chi si rifiuta di farli entrare, chi è ansioso di condividere un pensiero o un ricordo, chi vuole che restino. A mano a mano che il viaggio procede verso nord, i luoghi sembrano perdere i confini e le parole diventano evanescenti. Lungo la strada il padre finalmente capisce la purissima, radicale innocenza del figlio, il suo mondo in cui solo le emozioni sono reali. E così prende forma l'eredità che l'uomo vuole lasciargli, l'unica in grado di sopravvivere quando le parole non dicono più nulla: il potere della memoria, l'amore assoluto, la nostalgia.
L'IBM e l'olocausto / Edwin Black
[Milano] : Rizzoli, 2001
Abstract: Agli occhi dei sopravvissuti, così come a quelli degli storici, un aspetto dell'immane tragedia dell'Olocausto è sempre rimasto avvolto nell'oscurità: la sua procedura. Si è sempre parlato genericamente dell'efficienza della burocrazia tedesca, ma non ci si era mai interrogati sui metodi impiegati per identificare con tanta precisione le persone di ascendenza ebraica o per pianificare le deportazioni. Il saggio di Black mette in luce il ruolo determinante di un'invenzione americana, la scheda perforata, e della società che, fin dall'avvento al potere di Hitler, aveva fornito la tecnologia delle schede, necessaria per censire gli ebrei tedeschi, l'International Business Machine: l'IBM.
Vol. 2: Provincie di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, Sondrio, Varese
2000
Fa parte di: Le istituzioni storiche del territorio lombardo : XIV-XIX secolo
Abstract: Censimento e brevi note storiche sulle istituzioni locali della provincia diCremona dal XIV al XIX secolo
L' Italia dei musei : indagine su un patrimonio sommerso / Daniela Primicerio
Milano : Electa, copyr. 1991
Perché contare i femminicidi è un atto politico / Donata Columbro
Feltrinelli, 2025
Abstract: Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico. In Italia, non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri? In Perché contare i femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati, decostruisce l’idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia una questione di potere e resistenza. Attraverso un resoconto tra storia, giornalismo d’inchiesta e attivismo, Columbro esplora il modo in cui i femminicidi vengono registrati nei dati ufficiali e rivela molto sulla percezione istituzionale della violenza di genere. In Italia, l’assenza di un registro ufficiale implica che la violenza sulle donne venga inglobata in statistiche più generali, rendendo difficile una lettura chiara del fenomeno. Per questo motivo, il lavoro di raccolta dati condotto dai movimenti femministi e dalle associazioni assume un’importanza cruciale. A livello internazionale, esperienze come quelle di Brasile, Argentina e Messico dimostrano quanto il monitoraggio dal basso possa essere efficace nel denunciare e contrastare il problema. Questo approccio rientra nel cosiddetto “femminismo dei dati”, una prospettiva che vede nella raccolta e nell’analisi dei numeri uno strumento di giustizia sociale e attivismo politico, capace di sfidare le narrazioni ufficiali e proporre un cambiamento concreto. Perché contare i femminicidi è un atto politico non è solo un’analisi tecnica, ma un appello a riconoscere la violenza di genere anche attraverso le sue rappresentazioni numeriche. Perché i numeri sono storie, le statistiche sono strumenti di potere, e contare significa dare visibilità a chi non ha voce. Contare i femminicidi non è solo statistica, ma un atto politico.