Trovati 451 documenti.
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Ecocidio : ascesa e caduta della cultura della carne / Jeremy Rifkin ; traduzione di Paolo Canton
Milano : A. Mondadori, 2002
Abstract: Presentando sconcertanti dati di fatto e ricorrendo agli apporti di diverse discipline, dall'antropologia all'ecologia, Rifkin in questo libro formula una precisa accusa verso la cultura della carne imperante in Occidente, che sarebbe responsabile da un lato di numerose malattie, dall'altro di enormi squilibri ecologici e della sottrazione di grandi quantità di cereali all'alimentazione umana, incrementando così la povertà e la fame nei paesi del Terzo Mondo.
Milano : B. Mondadori, copyr. 1999
Abstract: La borghesia preferiva il caffè, l'aristocrazia prediligeva invece la cioccolata. Nel Settecento il tabacco si fiutava, mentre nell'Ottocento era in voga la pipa. I generi voluttuari, i generi che producevano piacere, hanno contribuito a formare il costume e si sono intrecciati con il cambiamento della mentalità. Qual è stata l'influenza di questi beni di consumo sulla storia dell'uomo in epoca moderna? Come mai, in determinati periodi, apparvero in Europa dei generi di consumo totalmente nuovi? Caffè, tè, tabacco sono stati delle scoperte coloniali casuali oppure vennero a soddisfare bisogni nuovi di consumi diversi? Attraverso la storia dei generi voluttuari, un affascinante affresco dell'Europa della modernità.
Il potere della marca : Disney, McDonald's, Nike e le altre / Vanni Codeluppi
Torino : Bollati Boringhieri, 2001
Abstract: La grandezza degli occhi di Topolino rispetto al corpo e la forma del becco di Paperino non sono senza rapporto con l'ideologia rassicurante e infantilizzante, tipicamente medio-borghese che, sorta negli anni trenta, continua a ispirare quella straordinaria impresa di clonazione del mondo rappresentata da Disney World. Così l'atmosfera che McDonald's è riuscita a creare intorno a un hamburger sarebbe incomprensibile senza la colonizzazione mondiale dell'immaginario di grandi e piccoli. Rassicurante, conviviale o competitiva l'ideologia è comunque essenziale nell'attività delle grandi marche che stanno cambiando la società.
Bologna : Il mulino, 1984
Intersezioni ; 12
Vita liquida / Zygmunt Bauman ; traduzione di Marco Cupellaro
Roma : Laterza, 2006
Abstract: Stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, città alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta. È 'liquido'. Una società può essere definita 'liquido-moderna' se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo. Sospinta dall'orrore della scadenza la società liquida deve modernizzarsi, o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione.
Come vivere da ricchi senza soldi : i consigli di un nobile spiantato / Alexander von Schonburg
Milano : Mondadori, 2006
Abstract: Alexander conte di Schönburg, rampollo di un'aristocratica famiglia che ha alle spalle cinquecento anni di decadenza, spiega come si può vivere da ricchi, con classe e raffinatezza, pur non disponendo di un solido capitale. Se è vero che oggi essere ricchi non significa affatto avere nobili natali o poter contare su una solida educazione mondana, è altrettanto vero che essere poveri non condanna a privazioni e infelicità: impoverire con stile è un'arte che può essere imparata e che permetterà di condurre un'esistenza serena e appagante senza spendere un quattrino.
Milano : Feltrinelli, 2007
Abstract: II mutualismo costituisce il filo conduttore, l'ispirazione di fondo che spinge Guadagnucci a interrogarsi sulle forme attuali della solidarietà sociale. Le forme di autorganizzazione sociale crescono e si diffondono nella prima metà del secolo XIX, come risposta, come autodifesa della società di fronte al processo di disgregazione sociale, di rottura dei legami determinati dal capitalismo industriale nella sua fase di accumulazione sregolata. Nel corso dei decenni, come è avvenuto per molti movimenti, queste forme sociali spontanee e autorganizzate si istituzionalizzano e diventano grandi organizzazioni che, secondo l'autore, perdono in buona parte l'anima e la loro mission originaria. Oggi, nell'era del neoliberismo e della deregulation, della riduzione del Welfare State, la società sta reagendo e costruendo delle nuove forme di mutualismo, cioè di scambio socioeconomico fondato sul dono e la reciprocità, su un forte senso di etica sociale nei comportamenti. Dal commercio equo alla finanza etica, dalla cooperazione popolare internazionale ai Gas (Gruppi di acquisto solidali), dalle fabbriche argentine autogestite alle banche del tempo nel mondo occidentale, fino alle forme di autogestione di monete locali complementari, si possono leggere questi fenomeni sociali come forme attuali di mutualismo, con una grande e inaspettata potenzialità.
Una felicità paradossale : sulla società dell'iperconsumo / Gilles Lipovetsky
Milano : R. Cortina, 2007
Abstract: Sotteso dalla nuova religione del miglioramento incessante delle condizioni di vita, il benessere è ormai passione di massa, scopo supremo delle nostre società aperte e democratiche, ideale prepotente e pervasivo. È nato un nuovo tipo antropologico, Homo consumericus, il turbo-consumatore mobile, flessibile, sfrenato: altro che il vecchio Prometeo scatenato che voleva trasformare il mondo con la tecnica! Adesso il progresso tecnologico deve essere al servizio dell'iperconsumatore, e quest'ultimo non è affatto una pedina delle multinazionali o delle grandi marche, ma si rivela un giudice sofisticato delle merci gettate sul mercato, un filtro ineliminabile del gioco della domanda e dell'offerta. Eppure, mentre questo inedito soggetto realizza il suo trionfo, paradossalmente quella felicità che sembra così a portata di mano si rivela un piacere ferito. Mai come oggi il senso della potenza si accompagna alla consapevolezza di una irrimediabile solitudine.
Cinisello Balsamo : San Paolo, copyr. 2007
Abstract: Cosa si nasconde dietro alle dipendenze e quali sono le radici del diffuso atteggiamento drogato che pervade oggi i mondi vitali della comunicazione, dell'economia, della sicurezza, dell'educazione? A totale dispetto dei numeri dell'escalation degli ultimi anni, il mondo degli adulti tende ad addolcire il dramma: in fondo ci sono pochi danni visibili, i morti per eroina sono diminuiti, anche l'AIDS tutto sommato... non fa più così paura, e poi la droga è sempre esistita, sono cose che passano (!). Chi sono i responsabili della consapevole sottovalutazione del problema? L'Autore, protagonista da sempre a fianco di don Mazzi del lavoro educativo delle comunità Exodus, mette a fuoco i meccanismi che hanno consentito la normalizzazione del fenomeno droghe, per poi individuare le tracce utili a genitori e a educatori utili a prevenire l'uso e abuso di droghe. Il libro termina con una rassegna di percorsi possibili sperimentati nei differenti contesti della famiglia, della scuola e delle comunità locali.
[Milano] : Terre di mezzo, 2008
Abstract: Francuccio Gesualdi, iniziatore del consumo critico italiano, ripercorre qui le tappe del suo impegno, dalla scuola di don Lorenzo Milani fino all'espatrio in Bangladesh e al ritorno in Italia, dalla parte sbagliata del mondo. In questa lunga intervista ricostruisce la nascita del Centro nuovo modello di sviluppo e i retroscena delle campagne di pressione condotte in questi anni su Del Monte, Nike, Chiquita. Gesualdi analizza anche le premesse teoriche, i progetti e le sperimentazioni che potrebbero condurre a un'economia della sobrietà, in cui gli interessi pubblici prevalgono su quelli privati. Non una biografia, ma il contributo di un militante che continua a battersi per la giustizia sociale.
Cara figlia, parliamo di droga / Achille Saletti
[Milano] : Selene, copyr. 2007
Abstract: Un padre, che per lavoro si occupa di droga e tossicodipendenza, scrive alla figlia per spiegare, informare, per rafforzare una relazione. Affinché l'ipocrisia degli adulti affiori in tutta la sua stoltezza.
Vita liquida / Zygmunt Bauman ; traduzione di Marco Cupellaro
Roma : Laterza, 2008
Abstract: Stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, città alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta. È liquido. Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo. Sospinta dall'orrore della scadenza, la società liquida deve modernizzarsi o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione. La posta in gioco di questa gara contro il tempo è la salvezza (temporanea) dall'esclusione.
Le stagioni degli dei : storia medica e sociale delle droghe / Henri Margaron
Milano : R. Cortina, 2001
Abstract: Nei tempi lontani del mito e della tragedia, l'assunzione di droghe appare una delle vie principali per accostarsi al divino. Stordirsi con gli incensi, annegare nell'alcol, masticare strane erbe, sorbire misteriose pozioni, non sono che modi per celebrare le stagioni degli dei. Ma quale sostanza può essere definita droga? E che ne è di un'esperienza del genere in un mondo disincantato dalla scienza, dalla tecnologia e dalla medicina che hanno inaugurato l'età moderna? Margaron, medico e storico delle idee, esplora il nodo del problema droga guardando insieme alla storia di una nostalgia di qualsiasi paradiso perduto e al futuro di politiche che affrontano la questione in un'ottica non (solo) proibizionistica.
La civiltà del riuso : riparare, riutilizzare, ridurre / Guido Viale
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Abstract: Non facciamo mai caso che in albergo, al ristorante, al bar, al cinema, dormiamo tra lenzuola e mangiamo in piatti già usati centinaia di volte, ci mettiamo in bocca posate che altri hanno già utilizzato, ci accomodiamo su sedie e poltrone che hanno già sostenuto molti altri corpi. L'appartamento dove viviamo, se non è di nuova costruzione, è già stato abitato da molte altre famiglie. Le città che frequentiamo sono già state utilizzate per centinaia o migliaia di anni. L'intero pianeta è stato ed è usato e condiviso da miliardi di altri esseri umani. Il mercato dell'usato copre solo una piccola parte di questi passaggi di mano. Dono, baratto, condivisione, abbandono, esproprio e saccheggio hanno da sempre un peso molto maggiore di quanto si pensi: l'atteggiamento, i sentimenti e le finalità che accompagnano queste azioni ci svelano la realtà del nostro rapporto con le cose, che è quasi sempre carico di senso e di affetti, ben più delle pulsioni o dei ragionamenti che guidano all'acquisto del 'nuovo', dove prevalgono invece sensazioni e scelte imposte dal mercato. Ma il riuso ha potenzialità nascoste che occorre sviluppare: perché le cose che scartiamo ogni giorno sono tantissime e perché il riuso conviene sia a chi cede che a chi acquisisce, riduce il prelievo di materie prime e la produzione di rifiuti, promuove condivisione e commistione di gusti e stili di vita, aumenta l'occupazione. Promuovere il riuso si può fare in breve tempo e con poche risorse.
Consumatore e luoghi d' acquisto / di Maria Cristina Martinengo ; introduzione di Guido Sertorio
Milano : Guerini studio, 1998
Storia sociale dell'oppio / Zheng Yangwen ; traduzione di Cristina Caneva
Torino : UTET libreria, copyr. 2007
Abstract: Attraverso una narrazione di ampio respiro, questo studio esplora la storia del consumo di oppio in Cina dal 1483 al XX secolo. Intorno alla metà del periodo del regno dei Ming, l'oppio veniva offerto in dono dagli Stati vassalli e usato a corte come afrodisiaco. Nel corso del tempo, i cinesi di diverse classi sociali e regioni hanno incominciato a usarlo per scopi ricreativi, dando cosi avvio a una complessa cultura dell'oppio. La questione che gli studiosi delle guerre dell'oppio e della Cina moderna non hanno affrontato, è come sia nata la richiesta di oppio. Chi lo fumava, quando e perché? Il fumo a scopo ricreativo era estraneo alla Cina, e altrettanto si può dire dell'oppio in generale. Come e quando, allora, il consumo di oppio si stabilì all'interno della sofisticata cultura di consumo cinese? Il consumo dell'oppio non solo prosperò, ma divampò come fiamma viva in poche centinaia di anni. Era il periodo in cui l'Occidente europeo, l'Inghilterra in particolare, stava naturalizzando il tè e lo zucchero. L'oppio ha una storia a sé. Gli storici non l'hanno collocato nel suo contesto sociale e culturale. Alcuni si sono soffermati sul traffico, altri sulle guerre dell'oppio, alcuni sull'imperialismo e altri ancora sulla politica di controllo. Il nocciolo della questione, secondo l'autore è invece il momento in cui l'oppio si trasformò da medicina in bene di lusso e perché divenne cosi popolare e diffuso.
Contro il target / Remo Bassetti
Torino : Bollati Boringhieri, 2008
Abstract: Nessuna produzione è pensabile se non è stato preventivamente individuato il suo target, ossia un insieme di persone intravisto come fruitore del bene o del servizio. Attraverso il target l'azienda si propone di offrire ai consumatori non tanto ciò che essi desiderano ma ciò che essi sono, e opera affinché la loro personalità non si sviluppi. Lungi dall'essere un mero strumento tecnico d'impresa per favorire l'incontro tra domanda e offerta, il target è alla radice della cristallizzazione sociale e ha allargato il suo ambito di applicazione ben oltre il marketing tradizionale. Nella politica, all'originario compito di orientare la comprensione è subentrato quello di comprendere l'orientamento per appiattire su di esso la propria azione politica. Nell'editoria i quotidiani si sono costruiti un pubblico su misura, che riconfermano nelle opinioni che già possiede. Il risultato finale è che la società non è più abitata da gruppi di opinione ma da gruppi d'impressione, formati da individui suggestionabili, conservatori e privi tra loro di relazioni sostanziali. Realtà apparentemente inconciliabili, come il partito di Berlusconi e il quotidiano la Repubblica, producono eguali e dannosi effetti di segmentazione della comunità. Ogni esempio, anche l'università o la produzione culturale, rivela che il target ormai domina e costituisce le esistenze e le personalità. Per riscattarle è necessario abbandonare la moderna metafisica del consumo e ricercare modelli sociali nuovi.
Il senso del consumo / Maura Franchi
[Milano] : B. Mondadori, copyr. 2007
Abstract: Qual è il senso del consumo? Quale molla spinge donne e uomini a spendere una quantità così grande del proprio tempo nello shopping? Questo studio rigoroso colloca la comprensione del consumo nell'intersezione tra la sfera simbolica e la sfera della vita materiale. Attraverso il consumo l'uomo racconta di sé: la sua storia, le sue rappresentazioni del mondo, le attese, i desideri, le paure. Costruisce e ricostruisce di continuo l'immagine di sé. Al di là di ogni tentazione di liquidare il consumo come asservimento passivo al mercato, le strategie del consumo sono invece strumenti di ricerca individuale di senso del mondo.
Consumo, dunque sono / Zygmunt Bauman ; traduzione di Marco Cupellaro
Roma : Laterza, 2008
Abstract: C'era una volta - nella fase solida della modernità - la società dei produttori, epoca di masse, regole vincolanti e poteri politici forti. I valori che la governavano erano sicurezza, stabilità, durata nel tempo. Quel mondo si è sfaldato e oggi viviamo nella società dei consumatori, il cui valore supremo è il diritto-obbligo alla ricerca della felicità, una felicità istantanea e perpetua che non deriva tanto dalla soddisfazione dei desideri quanto dalla loro quantità e intensità. Eppure, dice Bauman, rispetto ai nostri antenati noi non siamo più felici: più alienati semmai, isolati, spesso vessati, prosciugati da vite frenetiche e vuote, costretti a prendere parte a una competizione grottesca per la visibilità e lo status, in una società che vive per il consumo e trasforma tutto in merce. Ma proprio tutto, anche i consumatori. Ciononostante stiamo al gioco e non ci ribelliamo, né sentiamo alcun impulso a farlo.
Il libro dell'assenzio / Phil Baker ; traduzione di Luca Caddia
Roma : Voland, 2008
Abstract: La storia del rapporto tra la bevanda più demonizzata del mondo e gli alcolisti illustri (Rimbaud, Baudelaire, Oscar Wilde, Ernest Dowson, Aleister Crowley, Arthur Machen, Strindberg, Alfred Jarry, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Alphonse Allais, Ernest Hemingway e Picasso) che sotto il suo effetto hanno composto le loro opere più alticce, se non proprio le più alte. Un libro dove l'assenzio non è tanto il soggetto quanto il verbo, l'azione a cui sono legati tutti i protagonisti di un'epoca, gli anni '90 dell'800 francese e inglese, in cui il ruolo di questa bevanda è stato per molti versi simile a quello che negli anni '90 del '900 hanno avuto le droghe chimiche.