Trovati 475 documenti.
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La democrazia : storia di un'ideologia / Luciano Canfora
3. ed.
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Economica Laterza ; 464
Abstract: Democrazia: un'idea straordinariamente duttile che ha plasmato il corso della storia europea, dalla Rivoluzione inglese a quella francese, dalla Prima guerra mondiale fino alla guerra fredda e al crollo del Muro. Ripercorrendo le ideologie che l'hanno nutrita e sostenuta, Canfora formula la sua tesi: il meccanismo elettorale è ben lungi dal rappresentare la democrazia. Oggi, nel mondo ricco, ha vinto la libertà, con tutte le sue immani conseguenze. La democrazia è rinviata ad altre epoche.
Sulla creazione politica : critica filosofica e rivoluzione / Emanuele Profumi
Roma : Editori internazionali riuniti, 2013
Navigazioni
Abstract: Sebbene rimosso, da apparentemente solide teorie democratiche o tra le pieghe del conformismo sociale, il movimento rivoluzionario si muove ancora nel nostro presente, segnando il percorso della nostra società e della storia umana. Ma come avviene l'emancipazione collettiva da istituzioni di dominio, e in che modo, anche a livello individuale, l'essere umano si può liberare dal dominio? Quali sono, come si creano, che forma hanno le condizioni che preparano il passaggio dall'eteronomia all'autonomia? Questi sono alcuni degli interrogativi centrali a cui Emanuele Profumi cerca risposta. Principalmente sulla base di una lettura dell'opera di Cornelius Castoriadis, filosofo e psicanalista francese, le cui riflessioni filosofiche e politiche sono da considerarsi fra le più rilevanti del Novecento. E proprio lui, infatti, a parlare della realtà della creazione politica e a lanciarne l'idea. Per Profumi è questa la figura centrale per pensare ancora l'emancipazione umana. Al di là delle correnti politiche e delle filosofie politiche che hanno cercato sino ad oggi di afferrarne il contenuto e superare i problemi legati ad una sua realizzazione effettiva. Ma anche oltre Castoriadis, per il quale non c'è stato bisogno di chiarirne il concetto sulla base di una riflessione filosofica rigorosa. Questo lavoro è un vero e proprio tentativo di comprendere il senso dell'elemento creativo, radicato nell'agire sociale, alla base del movimento sociale e storico segnato dalla creazione politica.
Popolo ma non troppo : il malinteso democratico / Yves Mény
Il Mulino, 2019
Abstract: Disincanto democratico, disaffezione dei cittadini verso i governi, ritenuti colpevoli, assieme a partiti, élites e mercati di averli espropriati del loro potere. Ma il potere del popolo sovrano esiste davvero? In realtà, la democrazia effettiva che noi conosciamo - esito di un percorso storico che dal potere assoluto del re, con aggiustamenti continui, è giunto sino a noi - è un sistema di deleghe a cascata, complesso e faticoso. Se il popolo unico e univoco è un soggetto fittizio, il popolo concreto si rivela eterogeneo, contraddittorio e ingombrante per ogni regime e i movimenti che pretendono di incarnarlo, una volta al governo, non potranno che contenerne le spinte all'interno di un qualche sistema rappresentativo.
Nuova ed.
Milano : Elèuthera, 2019
Abstract: Benché la civiltà occidentale ne rivendichi l'invenzione, Graeber ci mostra come forme democratiche basate sull'autoorganizzazione siano emerse, nel tempo e nello spazio, in una pluralità di società «altre», diverse tra loro ma tutte estranee alla concezione statuale propria dell'Occidente. E sta qui la contraddizione insita nell'ideale democratico occidentale, che si regge sul sogno impossibile di coniugare le pratiche democratiche con i meccanismi coercitivi dello Stato. Una contraddizione che impedisce la creazione di democrazie nel senso pieno del termine, consentendo piuttosto la nascita di «repubbliche» dotate di pochi elementi democratici. Il che spiega come mai in Occidente ci siano sempre state sperimentazioni sociali volte a riaccendere le istanze più autentiche della pratica democratica. E se in passato i modelli di democrazia scaturiti dalle rivoluzioni americana e francese si sono ispirati, più che all'Atene classica, alle navi pirata, ai nativi americani o alle comunità di frontiera popolate da liberti, prostitute e rinnegati, oggi sono i movimenti di critica radicale dell'esistente, fondati su pratiche orizzontali e modalità di condivisione, a mettere in discussione le basi della nostra democrazia incompiuta. E il futuro della democrazia sta proprio lì.
Il potere invisibile : il segreto e la menzogna in politica / Vincenzo Sorrentino
Molfetta : La meridiana, 1998
Paradossi del presente
Abstract: Il libro ricostruisce storicamente, attraverso una bibliografia completa e una documentazione interessante, il modo attraverso cui gli Stati moderni fanno del segreto un principio organizzativo, rendendo visibile il potere invisibile della menzogna. Il libro comunque, più che proporre delle analisi di superamento di tale procedura, interroga il lettore sull'effettiva scissione tra il segreto e la menzogna e l'uso del potere anche in regimi democratici, ponendo in maniera forte e provocatoria domande sugli esiti possibili della democrazia.
Bari : Dedalo, 1997
Nuova biblioteca Dedalo ; 195
Abstract: Secondo Giuseppe Schiavone, la democrazia rappresentativa e parlamentare nella quale viviamo è solo una forma incompleta di democrazia. La democrazia diretta, assembleare, che ha avuto una prima realizzazione nell'Atene antica ed è stata nuovamente tentata nei Comuni medievali, è la forma compiuta e autentica ed è presente poi, come permanente tensione, in tutta la modernità, dalla Rivoluzione inglese e francese a quella russa dei soviet, alla contestazione degli anni '60, alla perestrojka. Il volume ne studia la storia e il progetto.
Milano ; Udine : Mimesis, 2015
Volti ; 91
Abstract: Incentrato sull'idea di agonismo politico, questo libro ci invita a non accettare il messaggio che ci viene inviato ormai ogni giorno: non ci sono alternative. Le alternative in realtà ci sono, ma implicano una riattivazione del conflitto e un ripensamento delle logiche dello scontro politico in un mondo che sta cambiando assai rapidamente. Dal cosmopolitismo al futuro dell'Europa, passando per la valorizzazione politica delle pratiche artistiche e la ridefinizione del concetto stesso di democrazia, Mouffe disegna lo scenario di un mondo multipolare in cui potrebbe imporsi un autentico pluralismo culturale e politico.
Imparare democrazia / Gustavo Zagrebelsky ; a cura di Rita Innocenti
[Milano] : Einaudi scuola, 2011
I libri da leggere
Milano : EGEA, 2016
UBE paperback
Abstract: Una società democratica ha caratteristiche proprie che la rendono esteriormente riconoscibile. La democrazia rappresentativa è un sistema diarchico fondato sulla volontà e sull'opinione, che si influenzano e collaborano, senza mai fondersi. Questo è il volto che oggi appare sfigurato. Tre le deformazioni: la tendenza a letture apolitiche della deliberazione pubblica (il mito del governo tecnico); la promozione di soluzioni populiste; la spinta al plebiscito e dunque la democrazia dell'audience. Riaffermare il potere della diarchia, tutelando la funzione dell'opinione, è essenziale alla sopravvivenza della democrazia.
Milano ; Udine : Mimesis, 2024
Abstract: Dalla teoria della democrazia deliberativa alla politica tecnocratica, l’attuale Zeitgeist è caratterizzato dai tentativi di negare quella che Chantal Mouffe sostiene sia la natura intrinsecamente conflittuale della politica democratica. Lungi dall’essere un segno di progresso, il ripudio del conflitto costituisce una seria minaccia per le istituzioni democratiche. In opposizione alle tesi di John Rawls e Jürgen Habermas, la teorica belga mette in primo piano la natura paradossale della moderna democrazia liberale in cui la categoria di “avversario” gioca un ruolo centrale. Attingendo alle opere di Wittgenstein e Derrida, così come alle tesi provocatorie di Schmitt, Mouffe propone una nuova comprensione della democrazia in grado di riconoscere il carattere inestirpabile dell’antagonismo nel suo funzionamento.
Milano ; Udine : Mimesis, 2024
Mimesis. Laplanchiana ; 14
Abstract: La democrazia non è una pratica innata, richiede l’acquisizione di competenze individuali e collettive. Questo apprendimento avviene nella scuola ma soprattutto nel mondo del lavoro, dove si scontra con i limiti indotti dall’organizzazione del lavoro stesso, ma anche con ostacoli di natura psicologica, cioè con le strategie difensive individuali contro la sofferenza indotta da quell’organizzazione, che portano a una distorsione dell’intera personalità svolgendo un ruolo importante nella formazione della “servitù volontaria”. Così il lavoro, anziché principio di apprendimento della democrazia, diventa mediatore nell’apprendimento di abitudini antidemocratiche. Con questo saggio illuminante, Dejours, uno dei più importanti psicoanalisti contemporanei, torna a svelarci la centralità del lavoro per quanto riguarda il funzionamento psichico e la salute mentale.
Potere e antipotere / Achille Occhetto ; prefazione di Gore Vidal
Roma : Fazi, 2006
Le terre/Interventi ; 127
Abstract: In questo libro Achille Occhetto analizza i meccanismi e il simbolismo del potere, dalla figura del leader al problema del consociativismo, facendo il punto sulle vicende politiche degli ultimi anni: la crisi delle forze di opposizione in Italia, il terrorismo internazionale, la questione dei diritti universali. Nel corso dell'analisi affiorano ricordi personali, sempre inscindibilmente legati alla vita politica del Paese e alle sorti della sinistra. Il testo lancia una critica radicale alle attuali modalità di gestione del potere, non sfociando in una posizione nichilista o anarchica ma ridisegnando concretamente il progetto di una leadership di sinistra capace di garantire un governo illuminato.
Quale democrazia americana? / a cura di Jean Liberman ; testi di Norman Birnbaum ... [et al.]
Milano : Jaca book, 2005
Abstract: Non esiste, afferma Norman Birnbaum, un modello predefinito di democrazia; ciascuna delle varianti democratiche oggi esistenti è legata a differenti percorsi storici e contesti socioculturali e, perciò, non è suscettibile di essere esportata né tanto meno imposta con la forza. Eppure gli autori di questo libro mostrano quanto determinante sia nella cultura politica americana la pretesa universalistica del proprio modello democratico, quanto profonde siano le radici storiche della dottrina del manifest destiny della nazione americana che si trova investita dalla sua stessa classe dirigente di una missione civilizzatrice su scala globale.
Novi Ligure : Città del silenzio, [2007]
Abstract: Il libro presenta per la prima volta al pubblico italiano una selezione degli scritti di Thomas Jefferson, padre della Dichiarazione d'Indipendenza, terzo presidente degli Stati Uniti e ineguagliato profeta della democrazia americana. I saggi, discorsi e lettere proposti illustrano in maniera esemplare gli snodi problematici presenti all'interno della società statunitense e del dibattito politico, di oggi come di allora: il progresso della conoscenza; la costituzione e le riforme istituzionali; la schiavitù e la segregazione razziale; il ruolo dei partiti politici; i rapporti con i nativi americani; la libertà religiosa; la politica internazionale; la promozione universale della democrazia e dei diritti di libertà. Si intende così offrire al lettore la possibilità di riflettere, attraverso il contributo di uno dei più influenti intellettuali della storia statunitense, su temi di capitale importanza per la costruzione della sfera pubblica contemporanea.
Roma : Fazi, 2011
Le terre ; 212
Abstract: Il sistema politico americano non è nato democratico, semmai ha avuto sin dall'inizio inclinazioni antidemocratiche, scrive Sheldon Wolin procedendo a una radiografia del potere negli Stati Uniti. Nell'America di oggi si assiste a uno scontro sempre più impari tra una democrazia incompiuta e un'antidemocrazia che non osa definirsi tale. Denunciando la simbiosi ormai congenita di Stato e impresa, Wolin descrive un paese in cui i cittadini sono politicamente demotivati e le multinazionali globali si sono sostituite al governo. Emergono così i tratti di un sistema perverso di gestione privata del potere, una sorta di totalitarismo rovesciato, frutto dell'impatto sulla politica interna della linea imperialistica della Superpotenza. Il governo è nelle mani di oligarchie finanziarie e di élite repubblicane, le elezioni sostituiscono la partecipazione reale, i programmi sociali vengono smantellati e i sistemi di persuasione di massa incidono sull'immaginario collettivo. Destinato a diventare un punto di riferimento nel dibattito politico degli anni a venire, Democrazia S.p.A. è anche un appassionato invito ai cittadini di tutte le democrazie occidentali a uscire dal letargo politico. È infatti un monito anche per noi: molti dei suoi argomenti risultano fin troppo calzanti per l'Italia di oggi. Prefazione di Remo Bodei.
Guerre, armi e democrazia / Paul Collier ; traduzione di Laura Cespa
Roma ; Bari : Laterza, 2010
Abstract: Nelle società dell'ultimo miliardo la democrazia ha fatto aumentare la violenza politica invece di ridurla. Per quanto riguarda l'Africa, l'unica regione i cui dati complessivi sono disponibili, dal 1945 a oggi, 82 sono stati i colpi di Stato riusciti, 109 i tentativi falliti e 145 i complotti sventati sul nascere. Un altro dato: nei 58 paesi a basso reddito che Collier prende in esame, 9 miliardi di dollari vengono spesi in armi, il 40% dei quali è finanziato dagli aiuti per la cooperazione della comunità internazionale. Eppure molti di questi paesi non sono più coinvolti in guerre civili o di confine e negli ultimi decenni hanno avuto libere elezioni. Allora perché? Perché sono paesi i cui governi sono solo apparentemente democratici e non garantiscono né i diritti basilari né le libertà delle persone. La ragione pura e semplice per cui nei paesi dell'ultimo miliardo gli effetti della responsabilità e della legittimità della democrazia non fanno diminuire il rischio di violenza politica è che in quelle società la democrazia non è né responsabile né legittima. Questa la cattiva notizia. La buona è che ci troviamo di fronte a una situazione drammatica soltanto perché non siamo stati in grado di gestirla con competenza.
Bari ; Roma : Laterza, 2021
Abstract: Nell'inverno del 1933, in soli sei mesi il mondo cambiò improvvisamente rotta e si avviò sui sentieri che avrebbero portato alla Seconda guerra mondiale. Le tappe di questa escalation sono drammatiche: Hitler al potere in Germania, il Giappone all'invasione della Cina, Mussolini e l'Italia alla conquista dell'impero. Ovunque, la triade demoniaca di nazionalismo, autoritarismo e malcontento sociale travolge la democrazia. Un racconto appassionante che è anche un ammonimento per i nostri tempi.
Bari ; Roma : Laterza, 2020
Abstract: Ormai è raro che il potere venga conquistato attraverso un golpe militare o comunque con la forza. Quasi tutti i paesi tengono regolarmente elezioni. Le democrazie muoiono ancora, ma con altri mezzi. Dalla fine della Guerra Fredda a oggi, a determinare la morte di una democrazia non sono quasi mai generali e soldati, ma gli stessi governi eletti. Leader eletti hanno sovvertito le istituzioni democratiche in Venezuela, Georgia, Filippine, Nicaragua, Perù, Polonia, Russia, Sri Lanka, Turchia, Ucraina e Ungheria. Oggi il tracollo di una democrazia comincia nelle urne. Steven Levitsky e Daniel Ziblatt attraversano la storia recente per identificare i passaggi cruciali e le condizioni che si ripropongono, seppure in diverse declinazioni, ogni volta che una democrazia viene gradualmente trasformata in regime autoritario da un leader eletto Un processo messo in atto dall'interno delle istituzioni e con mezzi legali. Introduzione di Sergio Fabbrini.
Bompiani, 2017
Abstract: Lungi dall'essere modelli matematici oggettivi e trasparenti, gli algoritmi che ormai dominano la nostra quotidianità iperconnessa sono spesso vere e proprie "armi di distruzione matematica": non tengono conto di variabili fondamentali, incorporano pregiudizi e se sbagliano non offrono possibilità di appello. Queste armi pericolose giudicano insegnanti e studenti, vagliano curricula, stabiliscono se concedere o negare prestiti, valutano l'operato dei lavoratori, influenzano gli elettori, monitorano la nostra salute. Basandosi su case studies nei campi più disparati ma che appartengono alla vita di ognuno di noi, O'Neil espone i rischi della discriminazione algoritmica a favore di modelli matematici più equi ed etici. Perché rivestire i pregiudizi di un'apparenza statistica non li rende meno pregiudizi.