Trovati 49 documenti.
Trovati 49 documenti.
Il mare d'amore : eros, tempeste e naufragi nella Grecia antica / Giorgio Ieranò
2. ed.
Laterza, 2024
Abstract: Attraverso racconti mitologici e letterari, l’antichista Giorgio Ieranò ci rivela la relazione tra Mare e Amore mostrando come la concezione tipicamente greca tanto del mare quanto dell’amore come luoghi mutevoli, ingannevoli e cangianti nutre la dimensione simbolica di questi due orizzonti perigliosi. L' amante sta all’amore come la nave, il marinaio, il naufrago o il nuotatore stanno al mare. Un’equazione, quella del mare e dell’eros, frutto dell’intuizione greca. L’instabilità del mare, che per i greci era l’elemento insondabile e infido per eccellenza, l’orizzonte del pericolo estremo e dei prodigi sovrannaturali, diventa già a partire da Omero l’emblema della tumultuosità dell’esperienza amorosa. Da quel momento in poi il mare d’amore si sfrangia in una serie quasi infinita di declinazioni e variazioni. Il mare d’amore alimenta l’immaginazione dei grandi lirici. Entra nel dominio della poesia attraverso la porta del mito e della religione. Dietro le tempeste d’amore letterarie c’è infatti l’orizzonte dei culti di Afrodite marina, diffusi per secoli in tutto il Mediterraneo. Ci sono i viaggi, mitici e reali, degli antichi che invocavano la dea per raggiungere felicemente il porto e scampare ai mille pericoli della navigazione. Ma anche quelli degli eroi che, come Giasone e Teseo, entrambi protetti da Afrodite, dirigevano la prua delle loro navi verso la conquista del Vello d’oro o la discesa nel Labirinto. Per noi il collegamento non è più così ovvio: ma ogni autore antico sapeva che la dea dell’amore, Afrodite, era anche protettrice dei naviganti e signora del mare. Alla radice del topos del mare d’amore vi è un nucleo profondo, un’intima serietà, un senso drammatico dell’esistenza umana. C’è l’antica consapevolezza che oscure potenze divine, come il tremendo Eros, possono in ogni momento sconvolgere la vita dei mortali, vanificando ogni orgogliosa pretesa di autosufficienza dell’umano. E c’è il senso, tipicamente greco, della vita come esperienza aperta e mai risolta, come scacchiera su cui il destino o il caso, l’Ananke o la Tyche, giocano la loro partita. Non solo in amore, ma in ogni nostra vicenda, la tempesta è sempre in agguato.
Il mare d'amore : eros, tempeste e naufragi nella Grecia antica / Giorgio Ieranò
Laterza, 2019
Abstract: Attraverso racconti mitologici e letterari, l’antichista Giorgio Ieranò ci rivela la relazione tra Mare e Amore mostrando come la concezione tipicamente greca tanto del mare quanto dell’amore come luoghi mutevoli, ingannevoli e cangianti nutre la dimensione simbolica di questi due orizzonti perigliosi. L' amante sta all’amore come la nave, il marinaio, il naufrago o il nuotatore stanno al mare. Un’equazione, quella del mare e dell’eros, frutto dell’intuizione greca. L’instabilità del mare, che per i greci era l’elemento insondabile e infido per eccellenza, l’orizzonte del pericolo estremo e dei prodigi sovrannaturali, diventa già a partire da Omero l’emblema della tumultuosità dell’esperienza amorosa. Da quel momento in poi il mare d’amore si sfrangia in una serie quasi infinita di declinazioni e variazioni. Il mare d’amore alimenta l’immaginazione dei grandi lirici. Entra nel dominio della poesia attraverso la porta del mito e della religione. Dietro le tempeste d’amore letterarie c’è infatti l’orizzonte dei culti di Afrodite marina, diffusi per secoli in tutto il Mediterraneo. Ci sono i viaggi, mitici e reali, degli antichi che invocavano la dea per raggiungere felicemente il porto e scampare ai mille pericoli della navigazione. Ma anche quelli degli eroi che, come Giasone e Teseo, entrambi protetti da Afrodite, dirigevano la prua delle loro navi verso la conquista del Vello d’oro o la discesa nel Labirinto. Per noi il collegamento non è più così ovvio: ma ogni autore antico sapeva che la dea dell’amore, Afrodite, era anche protettrice dei naviganti e signora del mare. Alla radice del topos del mare d’amore vi è un nucleo profondo, un’intima serietà, un senso drammatico dell’esistenza umana. C’è l’antica consapevolezza che oscure potenze divine, come il tremendo Eros, possono in ogni momento sconvolgere la vita dei mortali, vanificando ogni orgogliosa pretesa di autosufficienza dell’umano. E c’è il senso, tipicamente greco, della vita come esperienza aperta e mai risolta, come scacchiera su cui il destino o il caso, l’Ananke o la Tyche, giocano la loro partita. Non solo in amore, ma in ogni nostra vicenda, la tempesta è sempre in agguato.
Creature di un sol giorno : i greci e il mistero dell'esistenza / Mauro Bonazzi
Einaudi, 2020
Abstract: Un tempo molto lontano gli esseri umani erano diversi. Avevano quattro gambe, quattro braccia e due volti che permettevano di vedere ovunque. Simili a sfere si muovevano rotolando velocissimi. Erano lisci e levigati, felici e potenti. A causa della loro superbia però furono puniti dagli dèi. E da quel momento non si sono mai piú sentiti completi. Hanno iniziato a soffrire e a temere la morte. La storia del pensiero è la storia dei tentativi di porre un rimedio a questa incompletezza, per tornare a essere felici. Di questo, e di nient'altro, hanno parlato i piú grandi scrittori greci, fossero poeti come Omero o filosofi come Platone e Aristotele. Mauro Bonazzi ci accompagna nel labirinto di risposte che gli antichi hanno cercato di dare alla domanda piú annosa di tutte: dove si nasconde il senso delle nostre esistenze? Cercare di comprenderlo, attraverso l'aiuto della filosofia, costituisce ancora oggi uno sforzo decisivo per chi è impegnato nel mestiere piú bello e difficile, che è quello di vivere bene.
Gli inizi della filosofia: in Grecia / Maria Michela Sassi
Nuova ed. rivista e con una nuova postfazione
Bollati Boringhieri, 2020
Abstract: Come si pone oggi il problema degli inizi della filosofia? Come evitare le secche della contrapposizione tra mythos e logos, esplorando i multipli stili di pensiero al confine fra orizzonte mitologico e ragione nascente? Maria Michela Sassi riparte dagli interrogativi canonici - il quando del pensiero, la sua natura specifica e le sue forme distintive - per ricomporre la trama del sapere arcaico attraverso i punti di fuga, le accelerazioni temporali, le tecniche cognitive (prima fra tutte la scrittura), l'agonismo intellettuale che resero possibile quello che un tempo si sarebbe chiamato «il miracolo greco». Gli albori del lungo processo di autoriconoscimento della filosofia furono all'insegna del policentrismo geografico e del poligenetismo disciplinare: da Mileto a Elea, da Efeso ad Agrigento si riflette sull'ordine cosmico e si elaborarono dottrine dell'anima, si scrisse nel solenne metro epico di Omero o si abbandonò la prosodia a favore di una prosa assertiva, scandita come le formulazioni delle leggi nella polis. E poi Senofante rapsodo, Pitagora matematico, Eraclito nella dizione oracolare, Empedocle «demonologo», tutti condividono la medesima tensione nell'esercizio della ragione che ha rivoluzionato il paesaggio del sapere greco e, in ultimo, fondato la filosofia occidentale.
Filosofia greca e identità dell'Occidente : le avventure di una tradizione / Giuseppe Cambiano
Il Mulino, 2022
Abstract: «Atene libera fu la madre delle scienze e dell'arti della più colta umanità e vi cominciarono i filosofi da Solone, principe de' sette sappienti di Grecia, che ordinò la libertà ateniese con le sue leggi e lasciò quel motto, pieno di tanta civile utilità: Gnothi seauton, "Nosce te ipsumµ, che fu scritto sugli architravi de' templi, proposto come una vera divinità». Giambattista Vico Per caratterizzare l'identità dell'Occidente si è soliti chiamare in causa tradizioni diverse: la democrazia greca, il diritto romano, il cristianesimo, la rivoluzione scientifica e così via. A volte si evocano anche la filosofia e la scienza greca, un'idea caratteristica non soltanto di filosofi come Husserl, Heidegger o Popper, ma anche di scrittori come Jorge Luis Borges. Studioso da sempre attento al tema dell'incontro e del contatto fra culture, l'autore scruta oltre duemila anni di storia del pensiero per mettere in dubbio che la Grecia sia sempre stata considerata terra di origine della filosofia e che quest'ultima sia una sua esclusività, fatta poi propria dall'Europa e dall'Occidente come segno identitario. Si tratta piuttosto di una costruzione storica, dell'«invenzione di una tradizione». L'identità europea è infatti l'esito di una vicenda complessa, è un'identità plurima in continuo movimento, tutt'altro che monolitica e uniforme. E forse proprio questa è la sua peculiarità, forse anche il suo pregio.
Il grido di Pan / Matteo Nucci ; illustrazioni di Giovanni Battista Porzio
Einaudi, 2023
Abstract: Poetici, enigmatici, oracolari, i pensatori piú antichi sono dominati da una drammatica complessità che da sempre mette in crisi i lettori. Eppure è alla portata eterna dei loro versi vertiginosi e sconcertanti che si affida Matteo Nucci per ricordarci quale sfida dobbiamo accettare per non dimenticare la nostra vera natura. Furono, infatti, questi sapienti – Eraclito, Parmenide, Empedocle – a dare la risposta piú esatta e oscura. Ed è proprio con la loro oscurità che dobbiamo confrontarci, se vogliamo vivere fino in fondo il potere e la debolezza di ciò che ci allontana dal regno animale, il logos, per fare esperienza della nostra umanità, e soprattutto della nostra animalità. Rileggendo miti in cui umano e animale s’intrecciano in creature fantastiche – dal Minotauro alla Sfinge -, attraversando i secoli per trovarci di fronte a scrittori come Dürrenmatt e Hemingway, o poeti come Kavafis e García Lorca, scopriamo quanto potenti e irresistibili siano certe riflessioni antiche, quanto storie famosissime come quelle di Edipo e di Arianna possano farci guardare con altri occhi a temi che di solito giudichiamo con il pregiudizio della superficialità. Il grido di Pan ci mette di fronte alla verità decisiva: «Cosa siamo noi se non animali mortali? Esseri che nascono e muoiono, immersi in un ciclo continuo di nascite e morti, noi come quegli animali che invece il nostro logos non lo condividono. Ecco ciò che siamo e che dimentichiamo».
Il concetto di philosophia dalle origini ad Aristotele / Luca Grecchi
Scholé, 2023
Abstract: Che cos'è la filosofia? È difficile oggi avere una risposta condivisa, anche da parte di chi la insegna. Questo è un problema, soprattutto per una disciplina in cui dovrebbe risultare centrale il tema della definizione degli enti e che per secoli è stata considerata come la più rilevante per orientarsi sul piano del senso e del valore, in termini di vero e di falso, di bene e di male, di giusto e di ingiusto. La mancanza di una bussola filosofica consente infatti al più di sopravvivere, senza che si possa esercitare sulla realtà alcuna azione consapevole, limitandosi a subirne in modo passivo i processi. Per tale motivo è importante collegarci alla cultura greca antica, che per prima iniziò a ragionare in termini filosofici. Queste pagine presentano un'analisi delle occorrenze scritte della parola philosophia, dall'epoca presocratica a Platone e Aristotele, dalla quale emerge l'idea della attività filosofica centrale nel mondo ellenico, caratterizzata da tre elementi essenziali: il contenuto (la ricerca veritativa sull'intero della realtà); il fine (la buona vita degli esseri umani); il metodo principale (la dialettica).
Einaudi, 2025
Abstract: Il nostro è un tempo con poche certezze e tante cose che non funzionano piú. Una fase storica in cui è difficile orientarsi. Dalla solitudine alla mancanza di dialogo, dall’assenza di verità alla crisi della politica, passando per le inquietudini della tecnologia e il tabú della morte, sono tante le vulnerabilità con cui ci ritroviamo a fare i conti. Per questo, in un mondo in continuo mutamento, la filosofia, a scuola e nella vita, resta uno strumento di comprensione indispensabile e affascinante. E Platone e Aristotele – i due massimi pensatori dell’antichità – possono aiutarci ad affrontare le paure dell’Occidente. Un libro illuminante su come la filosofia antica possa essere, per i giovani e non solo, un prezioso baricentro nella complessa epoca in cui viviamo.
Il demone della nostalgia : l'invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt / Mauro Bonazzi
Einaudi, 2025
Abstract: La tempesta che ha attraversato l'Europa tra Otto e Novecento è stata anche una battaglia di idee, identità, visioni del mondo: una storia di uomini e donne, filosofi e filologi, scrittori, intellettuali che in quei tempi inquieti per capire chi erano - e chi siamo - hanno guardato in una direzione precisa: la Grecia antica, la sola e vera patria, da cui tutti si sentivano esuli. Qual era allora, ed è oggi, il peso del passato nella costruzione della nostra identità, sia individuale sia collettiva, di europei e occidentali? Qual è il segreto che la Grecia custodisce così gelosamente? Mauro Bonazzi ricostruisce l'appassionante genealogia di questi dibattiti, in cui ritornare agli antichi è l'unico modo per fare i conti con una modernità che si scopre in crisi. E nel ricostruirla rievoca tutti quei personaggi che in maniera geniale, provocatoria e sorprendente hanno proposto «un'altra idea di Grecia»: da Nietzsche a Heidegger, da Adorno e Popper ad Hannah Arendt. Perché non c'è niente di meno pacifico del passato, ed è il modo in cui lo immaginiamo a dare forma al nostro futuro. Tra Ottocento e Novecento si scatena in tutta Europa, e in particolare in Germania, un acceso dibattito sull'eredità greca. Quanto e come di ciò che era stato scritto in quel tempo così remoto doveva sopravvivere nei tempi moderni?
Alle origini del pensiero greco : testi e temi / Andrea Falcon, Filippo Forcignanò
Carocci, 2025
Abstract: Il volume invita a ripensare l’emergere della razionalità occidentale oltre la ristretta cornice della “filosofia presocratica”. Gli autori mostrano come la cultura greca fosse animata da voci eterogenee e da esperti che rivendicavano la propria competenza offrendone prova in diversi ambiti dell’esperienza umana. La nascita di un “io esperto” viene così evidenziata come l’aspetto distintivo delle origini del sapere filosofico e scientifico. Nella prima parte, si presenta una selezione di testi fondamentali, accompagnati da nuove traduzioni e commenti che ne illuminano contesto e strategie espressive. Nella seconda, si discutono alcuni temi chiave alla luce di un dibattito storiografico sempre più attento alla pluralità delle fonti. L’itinerario delineato permette di cogliere la straordinaria vivacità di secoli decisivi per la costituzione del sapere umano.
Torino : Einaudi, copyr. 1970
Abstract: Le ricerche di Jean-Pierre Vernant si sono inserite in modo fortemente innovatore negli studi sulla classicità, e oggi costituiscono un punto di riferimento e dibattito fondamentale per la metodologia inaugurata e per i risultati ottenuti. Rotto il blocco di una visione statica della classicità, Vernant vi ha introdotto un panorama di mobili alternanze, di componenti vivaci, complesse e sottili, di influssi anche estranei all'era greco-romana.Nei saggi qui raccolti, vari per argomento ma unitari nel preciso indirizzo di ricerca, l'autore applica al terreno storico alcune categorie della psicologia, quali la memoria, il tempo, lo spazio, e la nozione di lavoro o di tecnica. Presenta così in modo suggestivo la più ampia evoluzione dell'uomo religioso arcaico a quello politico; la costruzione di una razionalità che viene a sostituirsi al mito soprannaturale.Rispetto alla prima, la presente edizione di "Mito e pensiero" si arricchisce di due nuovi saggi: nel primo Vernant chiarisce e approfondisce alcune delle sue tesi, mentre il secondo porta un ulteriore contributo allo studio del pensiero presocratico e dei legami tra concezioni filosofiche e ideologiche politiche nell'antica Grecia.
La selva delle somiglianze : il filosofo e il medico / Carlo Augusto Viano
Torino : Einaudi, copyr. 1985
Scholé, 2022
Abstract: Da secoli siamo abituati a pensare alla nascita della filosofia solo con la sua prima comparsa sul terreno, in Grecia, nel VI secolo a.C. È verosimile, invece, che il suo albero abbia radici molto più antiche, da ritrovare nella Creta minoica del XX secolo a.C. A partire da quel momento, grazie a un lungo processo che coinvolse la cultura micenea, l'epoca omerica e le prime fondazioni di poleis dell'VIII secolo a.C. in Magna Grecia e in Sicilia, la filosofia iniziò a radicarsi sino a fiorire, in forma scritta, in epoca presocratica. A differenza di quanto a lungo si è creduto, infatti, verosimilmente i palazzi della Creta minoica non furono sede di un potere imperiale dinastico, bensì dei veri e propri centri di coordinamento politico, economico e culturale: in questi aggregati urbani, per la prima volta nel mondo greco, si costituì una delle civiltà più armoniche della storia. Da questa esperienza originaria attinse continuamente il pensiero greco, sino a favorire nel tempo la nascita della polis, luogo in cui la philosophia trovò la propria prima espressione scritta a noi rimasta. «Quando nasce la filosofia? Con questo libro Luca Grecchi cerca di dare una risposta a questa domanda con un approccio innovativo dal punto di vista cronologico: cerca di individuare le origini della filosofia a partire dalle civiltà minoica e micenea, fino alla fondazione delle apoikiai greche in Italia meridionale».
2. ed.
Bompiani, 2014
Abstract: Questa opera si impone come contributo essenziale per la comprensione del problema dell'infinito nel pensiero dei Greci. Mondolfo si opponeva a un pregiudizio in passato assai diffuso soprattutto per influssi dell'idealismo. Il pensiero antico veniva contrapposto a quello cristiano e moderno: il primo sarebbe stato "oggettivistico" (con preminenza data all'oggetto sul soggetto) e "finitistico" (con preminenza data al finito sull'infinito), il secondo "soggettivistico" (con preminenza data invece al soggetto sull'oggetto) e "infinitistico" (con preminenza data all'infinito sul finito). Mondolfo smantella tale pregiudizio con fini analisi e richiama a documenti in passato ignorati o non considerati. Il pensiero antico si presenta quindi in una nuova dimensione, nella sua consistenza e ricchezza.
Con gli occhi dei Greci : saggezza antica per tempi moderni / Mauro Bonazzi
Carocci, 2016
Abstract: Dalla felicità all'amore e alla morte, dalla giustizia alla forza, all'amicizia e alla nostalgia: non c'è argomento di cui i Greci antichi non si siano occupati con una libertà e una spregiudicatezza che ancora oggi lasciano ammirati. Senza paura di mescolare temi alti e bassi (quali sarebbero poi?), ben deciso a non lasciarsi irretire in un classicismo di maniera, questo libro mostra che è proprio volgendo lo sguardo verso quelle distanze remote che potremo trovare una valida guida per orientarci nei complessi problemi dei nostri giorni. Tanti agili saggi che, unendo profondità e leggerezza, ci accompagnano nel più difficile e nel più attuale dei mestieri: quello di vivere.
Le origini della filosofia occidentale / Luciano Zamperini
Firenze : Giunti, 2008
Abstract: Le origini della filosofia sono sinonimo di nascita del pensiero occidentale e questo rimanda subito all'antica Grecia che, quasi tremila anni fa diventa la fucina ineguagliata di un pensiero filosofico sempre attuale II volume illustra le grandi intuizioni dei nostri padri intellettuali, i cosiddetti presocratici: Talete. Pitagora, Eraclito e Democrito solo per citarne alcuni.
Atene, la città inquieta / Mauro Bonazzi
Einaudi, 2017
Abstract: Si ripete spesso che la tradizione europea e occidentale affonda le proprie radici nel mondo greco. Si dimentica di precisare, però, che non esiste una Grecia unica, marmorea, solenne e olimpica. Lo aveva scritto Platone e lo ha ripetuto Friedrich Nietzsche: c'è la Grecia dei filosofi e quella della tradizione. Omero o Platone? Partendo dal problema della giustizia - della sua importanza e dei suoi limiti - l'obiettivo del libro è ricostruire le coordinate concettuali che stanno alla base di due mondi cosi vicini e cosi lontani. Se i filosofi cercheranno di mostrare il senso, l'ordine e la bellezza del mondo - la sua razionalità, in una parola -, ad accomunare gli altri, da Omero a Sofocle e Tucidide, è piuttosto la consapevolezza che la realtà è qualcosa di ambiguo, da cui è impossibile ricavare indicazioni di valore o regole di comportamento. E questo a sua volta conduce a interrogarsi su cosa sia quell'essere sfuggente che è l'uomo: un animale inquieto, che non avendo un posto fisso nel mondo è sempre proteso alla conquista della natura, ma è allo stesso tempo esposto al rischio di commettere errori fatali.
Labirinti dell'eros : da Omero a Platone / Roberto Luca ; con un saggio di Massimo Cacciari
Marsilio, 2017
Abstract: Il tema dell’amore, nelle sue molteplici espressioni, non cessa di manifestare il suo carattere di grande attualità. Per quanto differenti possano essere i costumi o gli statuti sociali, rimane un elemento per così dire “originario”, intrinsecamente umano, nell’approccio con il desiderio, l’amore, l’amicizia, la sessualità. La definizione di questi aspetti della vita dell’individuo - e ciò vale per l’uomo greco come per quello contemporaneo - non costituisce elemento di secondaria importanza nella crescita, inesausta, di una migliore comprensione di sé e della propria esistenza. La presente indagine, che si sviluppa all’interno di un arco di tempo definito (da Omero a Platone), non intende affrontare la tematica nel senso dello sviluppo cronologico di un’idea, bensì mira a conseguire attraverso una sequenza di fasi, ben individuate e analizzate, alcuni punti fermi nell’interpretazione dell’erotica antica.
Bompiani, 2012
Abstract: Quest'opera si impone come contributo essenziale per la comprensione del problema della concezione del soggetto umano nel pensiero dei Greci. Mondolfo si opponeva a un pregiudizio in passato assai diffuso soprattutto per influssi dell'idealismo. Il pensiero antico veniva contrapposto a quello cristiano e moderno: il primo sarebbe stato oggettivistico (con preminenza data all'oggetto sul soggetto) e finitistico (con preminenza data al finito sull'infinito), il secondo soggettivistico (con preminenza data invece al soggetto sull'oggetto) e infinitistico (con preminenza data all'infinito sul finito). Mondolfo, pur riconoscendo l'esistenza di tendenze oggettivistiche nello spirito antico, non meno che nel medievale e nel moderno, documenta l'esistenza parallela di tendenze opposte, che costituiscono un riconoscimento e una comprensione del soggetto umano, sia nella gnoseologia, sia nell'etica, sia nella prima concezione dell'umanità e della sua storia, in cui si afferma lo spirito creatore dell'uomo.
I filosofi in Grecia e a Roma : quando pensare era un modo di vivere / Giuseppe Cambiano
Il Mulino, 2013
Abstract: Nella cultura moderna i filosofi antichi sono apparsi di volta in volta educatori dell'umanità o depositari di un sapere ancora vergine, organizzatori di cultura o professori universitari, antesignani dello scienziato o intellettuali organici e così via. Nessuna di queste immagini, tuttavia, calza a pennello con i tratti del filosofo antico nelle sue metamorfosi storiche, con ciò che egli era per sé e per il contesto in cui viveva. E allora: che cosa significava essere filosofi in Grecia e a Roma? Nel mondo antico la filosofia non fu mai soltanto un complesso di dottrine, un insieme di procedure d'indagine e un arsenale di tecniche argomentative, ma sempre mirò a presentarsi come un modo specifico di vita. Seguendo questo filo conduttore, l'autore ripercorre i modelli di vita filosofica succedutisi in mille anni di storia, dalla nascita del termine filosofo nel IV secolo a.C. alla definitiva affermazione del cristianesimo, che contrappose con successo un nuovo tipo di vita a quello della tradizione.