Trovati 243 documenti.
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Il caso Marcinkus : le vie del denaro sono infinite / Leonardo Coen, Leo Sisti
Milano : A. Mondadori, 1991
Dove va l' Italia : democrazia, economia e stato sociale / Andrea Monorchio, Luigi Tivelli
Roma : RAI-ERI ; Milano : Guerini, 1999
Abstract: Un viaggio, inatteso, sorprendente, inquietante in un paese, l'Italia, che si affaccia al Terzo millennio ricca dei suoi entusiasmi e gravata dal carico di problemi nuovi e antichi. Una grande sfida non priva di rischi e di ostacoli ma anche, con l'Europa, una formidabile opportunità di portata storica. Dalla brutale concretezza dei conti, all'analisi dei meccanismi di potere, al racconto delle infinite prove affrontate dal paese, gli autori forniscono al lettore le chiavi per capire dove va l'Italia; senza retorica e con l'obiettivo di mostrare a ciascuno le dimensioni autentiche del nuovo tempo e della nuova storia.
Il gioco dell'OPA / Enrico Cisnetto
4. ed
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 2000
Abstract: L'opa di Olivetti su Telecom e l'irrompere sulla scena di Colaninno tra crisi di credibilità e l'esplosione internettiana con Seat-Tin.it. Il fallito blitz da parte di Unicredito e Imi-San Paolo per conquistare Comit e Banca di Roma. La capitolazione e il recupero di Mediobanca. L'alleanza tra il diavolo Cuccia e l'acqua santa Bazoli. L'assalto delle Generali all'Ina. Le guerre degli Agnelli e tra gli Agnelli. La New Economy che fa banco in Borsa e spariglia il gioco. Dopo mezzo secolo di immobilismo, un turbinio di avvenimenti in pochi mesi ha stravolto i vecchi e consolidati equilibri del capitalismo italiano. E' la fine della Prima Repubblica economica. Ma il dubbio è: sarà migliore la Seconda?
Feltrinelli, 2012
Abstract: Il giornalista e il banchiere. Un duello fatto di domande e risposte, di ricostruzioni incrociate, retroscena confidenziali, analisi a volte contrapposte sui personaggi, i conflitti, le congiure, i denari di trent'anni della nostra storia. Dalla Banca d'Italia di Guido Carli al Banco di Napoli, dalla Cariroma a Capitalia, fino a Mediobanca e alle Generali, Cesare Geronzi è stato un protagonista assoluto della finanza italiana. Hanno fatto discutere le sue relazioni con Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema e Antonio Fazio, le grandi operazioni bancarie culminate con la fusione del polo romano in UniCredit suggerita da Mario Draghi. E ancor più ha suscitato reazioni la sua ascesa alla presidenza dei templi della finanza del Nord. Nel dialogo serrato con Massimo Mucchetti, l'autore di Licenziare i padroni? e Il baco del Corriere, prende corpo la confessione di un banchiere non pentito. Sono innumerevoli gli episodi mai raccontati che restituiscono la trama dei grandi affari: un continuo gioco di specchi che rimanda le mutevoli immagini dei vincitori. Indicato da Ciampi in Cariroma, Geronzi prese poi il potere sponsorizzando la Lazio come chiedeva il romanista Andreotti. Si sentì domandare da Enrico Cuccia, che nei suoi ultimi giorni voleva consolidare il suo delfino Maranghi in Mediobanca: Vuol sempre bene a Vincenzino?. Ottenne da Giovanni Agnelli un soave: Ma caro Geronzi, se lei non vuole, non si fa con cui liquidare l'assalto alla Banca di Roma.
Roma ; Bari : Laterza, 1999
Collana storica della Banca d'ItaliaSerie contributi ; 7
Abstract: 3. Politica bancaria e struttura del sistema finanziario. Il volume raccoglie i commenti alla ricerca presentati da: Paolo Baratta, presidente del Centro A. Beneduce; Francesco Cesarini, professore ordinario di Economia delle aziende di credito all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Giangiacomo Nardozzi, professore ordinario di Economia politica al Sacro Cuore di Milano; Marco Pagano, professore straordinario di Politica economica all'Università di Salerno; Giovanni Battista Pittaluga, professore straordinario di Economia politica e di Economia monetaria all'Università di Genova; Giorgio Albareto, coadiutore presso l'Ufficio Ricerche Storiche della Banca d'Italia; Maurizio Trapanese, funzionario presso il Servizio Concorrenza, Normativa e Affari Generali della Banca d'Italia; Alfrego Gigliobianco, funzionario presso l'Ufficio Ricerche Storiche della Banca; Giandomenico Piluso, professore a contratto presso la Libera università di lingue e comunicazione di Milano e di Fonti e metodi presso l'ICSIM di Terni; Gianni Toniolo, professore ordinario di Storia economica all'Università Tor Vergata di Roma; Pier Francesco Asso, professore associato di Storia del pensiero economico all'Università di Palermo; Gabriella Raitano, direttore presso l'Ufficio Ricerche Storiche della Banca d'Italia; Paolo Croce, funzionario presso l'Ufficio Ricerche Storiche della Banca d'Italia; Federico Barbiellini Amidei, coadiutore presso l'Ufficio Ricerche Storiche della Banca d'Italia; Claudio Impenna, funzionario presso il Servizio Sistema dei Pagamenti della Banca d'Italia; Paolo Garofalo, funzionario presso l'Ufficio Ricerche Storiche della Banca d'Italia; Daniela Colonna, coadiutore presso l'Ufficio Ricerche Storiche della Banca d'Italia; Franco Cotula, direttore centrale presso la Banca d'Italia.
La situazione finanziaria e il Parlamento / per S. Giubilei
Firenze : Stamp. Ippolito Sciolla e C., 1867
Dal taccuino di un borghese / Ettore Conti
Milano : Garzanti, 1946
Vita vissuta. Seconda serie
[Milano] : Rizzoli, 2006
Abstract: In questo libro Roberto Colaninno, uno dei principali protagonisti della vita economica e industriale degli ultimi anni, racconta a Rinaldo Gianola episodi, retroscena inediti, aneddoti delle sue avventure imprenditoriali. Il libro è incentrato sul salvataggio dell'Olivetti, dove Colaninno viene chiamato ad assumere la carica di amministratore delegato nel 1996, nel pieno di una gravissima crisi finanziaria e industriale; e poi sulla più grande scalata mai tentata fino ad allora in Italia: alla guida di un'Olivetti completamente risanata, Colaninno lancia con successo l'Offerta pubblica di acquisto di Telecom Italia, di cui sarà presidente e amministratore delegato fino al luglio 2001.
Milano : Boroli, 2006
Abstract: Come ha interessato Antonio D'Amato, già presidente della Confindustria e autore della Prefazione, che dalla lettura del libro ha ricavato quattro domande. Perché furono in così pochi a criticare Fazio sul caso Parmalat? Perché contro Fazio hanno prevalso gli attacchi personalistici sulla discussione delle regole? È sano un capitalismo fondato su intrecci tra banche e giornali, tra banche e imprese? Sono questi intrecci a rappresentare il vero volto del nostro capitalismo, o le migliaia di imprenditori che competono sui mercati globali? Lodovico Festa, analista politico, giornalista, ha fondato con Giuliano Ferrara Il Foglio e ne è stato condirettore. È editorialista e commentatore per Il Giornale, Economy e il quotidiano Finanza & Mercati.
Il baco del Corriere / Massimo Mucchetti
Milano : Feltrinelli, 2006
Abstract: La storia dei giornali s'intreccia da sempre con quella dei potentati dell'economia. Lo si è visto anche nella calda estate del 2005 con la scalata al Corriere della Sera. Ma proprio gli esiti di quel resistibile assalto e, poi, la crisi al vertice di Telecom Italia, il rastrellamento di azioni Fiat fatto dagli Agnelli e i contrasti tra Banca Intesa e Capitalia portano in superficie tutti i limiti della coalizione economico-finanziaria che sta a capo del primo gruppo editoriale italiano. E inducono Massimo Mucchetti vicedirettore del Corriere spiato assieme all'amministratore delegato di Rcs fin dal 2004 - a chiedersi se e come possa cambiare il vecchio modello che assegna la proprietà del primo gruppo editoriale italiano a un patto di sindacato formato da banche e industriali, i cui interessi di fondo confliggono con quelli della libera informazione. C'è stato un tempo nel quale non era così e la grande stampa costituiva un potere tra i poteri. Quella autonomia gli è stata tolta dal fascismo. E gli industriali, fino ad allora azionisti senza poteri, hanno preso pieno possesso dei giornali. Da quel peccato originale la borghesia italiana non si è mai emendata. Questo libro non è un instant book. È stato concepito prima che le deviazioni della security di Telecom e Pirelli facessero scandalo sui media e rivela che cosa avrebbe potuto trovare l'hacker sul computer dell'autore.
Roma : Banca d'Italia, c2005 (stampa 2006)
Milano : Garzanti, 2008
Saggi
Abstract: Il recente terremoto finanziario ha messo a nudo la fragilità del sistema finanziario mondiale e ci fa tremare tutti. Non sappiamo che fine faranno i nostri risparmi, nemmeno i conti correnti bancari sembrano al sicuro. Per anni gli gnomi, ovvero i signori della finanza, hanno cantato anche in Italia le virtù di un mercato del denaro in perenne crescita, le occasioni offerte dai nuovi prodotti derivati, la necessità di accorpamenti ed espansioni in altri mercati. Tutto quello che l'ottobre nero del 2008 sembra aver spazzato via per sempre. Ma che cosa hanno fatto in questi anni i protagonisti della nostra finanza? Come hanno risposto ai terremoti che avevano via via demolito la fiducia dei risparmiatori, campanelli d'allarme che vanno dal crac Parmalat allo scandalo Fazio, dall'alleanza dei furbetti del quartierino con la rossa Unipol al misterioso omicidio del finanziere Roveraro? In questi anni a dominare la nostra economia - in un complesso intreccio con le imprese e la politica, con intrighi e alleanze degni di una spy story - sono stati pochi protagonisti, gli stessi sacerdoti del capitalismo e della finanza che continuano ancora oggi a gestire gran parte dei risparmi degli italiani: da Giovanni Bazoli ad Alessandro Profumo, da Cesare Geronzi a Romain Zaleski, da Gabriele Galateri di Genola a Mario Draghi, da Marco Tronchetti Provera a Roberto Colaninno, da Antoine Bernheim a Giovanni Consorte.
Casale Monferrato : Piemme, 2008
Abstract: Chissà se c'è ancora qualcuno convinto che lo tsunami finanziario non lo riguardi. Roba per élite di ricconi. O per i cervelloni di Wall Street, ma per fortuna qui è tutta un'altra storia. Perché se ancora qualcuno lo pensa si sbaglia, e di grosso. Siamo noi che abbiamo subito i danni del grande crac. E chissà per quanto andrà avanti. Banche, assicurazioni e finanza sono nell'occhio del ciclone. In Italia, le famiglie continuano a rimetterci un mucchio di quattrini. Ora si scava tra le macerie e si vuole correre ai ripari. Ma il rischio è che, scattata una trappola, se ne prepari una nuova. C'è tutto questo in queste pagine. Non solo la vecchietta che è andata in banca con tutti i risparmi e ne è uscita con le sue belle obbligazioni Parmalat o Lehman Brothers, carta straccia. Né la famigliola che ha chiesto il mutuo per comprare casa ed è rimasta strozzata dalle rate in continua crescita. Né il professionista che si domanda come sia possibile che i fondi vadano sempre più a fondo. O l'incredulità di chi scopre che le spese sul conto corrente superano gli interessi. Ci siamo tutti noi, proprio tutti, intrappolati in un valzer di scandali, risparmi andati in fumo e inganni. La tempesta perfetta di questi mesi, sommata a risparmi che si assottigliano, economia in ginocchio, costo della vita in continua crescita e stipendi fermi, ha mostrato che il re è nudo e la pazienza dei sudditi al limite.
Beneduce : il finanziere di Mussolini / Mimmo Franzinelli, Marco Magnani
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: Durante il fascismo lo Stato acquisì un ruolo attivo nell'economia, che divenne a pieno titolo un sistema di economia mista, finalizzato primariamente al sostegno dello sviluppo industriale e alla salvaguardia della stabilità finanziaria. Il modello che allora prese forma è rimasto sostanzialmente intatto fino agli anni '90. Artefice e protagonista assoluto di questo sistema è Alberto Beneduce. Nell'immediato dopoguerra è deputato social-riformista e nel 1921-22 ministro del Lavoro nel penultimo governo dell'Italia liberale. Nel frattempo presiede il Consorzio di credito per le opere pubbliche. Dopo la marcia su Roma Beneduce è alla guida dei più importanti istituti economico-finanziari, dall'Istituto di credito per le opere di pubblica utilità alla Bastogi, ed è negoziatore internazionale nella battaglia per quota 90 su diretto mandato del duce. Nel 1933, al culmine della grande crisi che scuote l'Europa, Beneduce è chiamato da Mussolini alla presidenza di un nuovo ente pubblico, l'IRI, che acquisisce il patrimonio industriale fino ad allora controllato dalle grandi banche appena liquidate. Fra il 1939 e il 1940 Beneduce, in precarie condizioni di salute, abbandona gradualmente le sue cariche. Muore poco prima della liberazione di Roma, ma il sistema di economia mista da lui creato, metà privato e metà pubblico, sopravviverà al fascismo e fornirà un impulso determinante al decollo economico del secondo dopoguerra.
I conti a rischio : la vulnerabilità della finanza pubblica italiana / Riccardo Faini ... [et al.]
Bologna : Il mulino, copyr. 2006
Abstract: Nel 2006, secondo le previsioni della Commissione europea, sia il disavanzo di bilancio sia il debito pubblico dell'Italia risulteranno tra i più elevati d'Europa, secondi solo rispettivamente a Portogallo e Grecia. L'andamento favorevole dei tassi di interesse ha finora evitato un peggioramento troppo pronunciato degli andamenti del debito e del disavanzo. Nel frattempo, però, si è accresciuta la vulnerabilità dei conti pubblici italiani e non si può ignorare la possibilità che si deteriori il quadro economico internazionale. Se il contesto cambiasse diventando meno permissivo, il debito pubblico potrebbe riprendere a crescere in maniera insostenibile se non si attuassero fin da ora interventi correttivi. Il volume è firmato da Riccardo Faini, Silvia Giannini, Daniel Gros, Giuseppe Pisauro, Fiorella Kostoris Padoa Schioppa.
La nuova finanza in Italia : una difficile metamorfosi : 1980-2000 / Pierluigi Ciocca
Torino : Bollati Boringhieri, 2000
Abstract: Il libro parte dalla constatazione del fatto che il sistema bancario e finanziario italiano, quale si era conformato dopo la crisi degli anni Trenta, è stato sostituito da un sistema completamente diverso. Tranne che nel sottosviluppo dei fondi pensione, il nuovo sistema è nella morfologia simile a quelli prevalenti sulla scena internazionale. Se dunque l'industria finanziaria è migliorata, il ristagno dell'economia degli anni Novanta non è attribuibile al settore bancario e finanziario. Ha tutt'altre, ben più profonde radici.
Roma ; Bari : Laterza, 1990
Collana storica della Banca d'Italia
Capitalismo all'italiana : come i furbi comandano con i soldi degli ingenui / Salvatore Bragantini
Milano : Baldini & Castoldi, 1996
Abstract: I meccanismi che consentono a chi sta al vertice del sistema, di controllare grandissime quote di capitale investendo in proprio solo quote minime, si sono fatti sempre più complicati e fantasiosi. Il risultato ottenuto è sempre lo stesso: consentire alle famiglie di farla da padroni di fronte a un rischio d'impresa ridottissimo. Bragantini esamina poi i meccanismi e le strategie di difesa di quel totem che è il controllo familiare delle aziende. Basti pensare come, nel 1973, queste tecniche abbiano consentito ai grandi gruppi di controllare 7,5 lire per ogni lira investita direttamente.
Lo Stato imperfetto / Franco Reviglio
Milano : A. Mondadori, 1996