Trovati 65 documenti.
Trovati 65 documenti.
Piccola osteria senza parole / Massimo Cuomo
E/o, 2014
Abstract: Sospinto da una scrittura poetica e spassosa, Piccola osteria senza parole è un'epopea del Nordest, ricca di personaggi pronti a entrare nella leggenda e percorsa da un mistero che dà al romanzo una venatura di giallo. Nell'osteria al confine tra Veneto e Friuli vivono uomini sgangherati e taciturni, bestemmiatori feroci, razzisti in superficie eppure profondamente altruisti. Il bar è il cuore pulsante del paese, Scovazze, dove persino le slot machines hanno soprannomi improbabili - La Veda, La Sopravvissuta, La Troia, La Magnaschei - e la televisione resta sempre accesa sui mondiali di calcio (USA '94), tra gli accaniti giocatori di briscola e le superbe tette della Gilda, la proprietaria. Su questo sfondo, la sera di venerdì 17 giugno, fa irruzione un enigmatico meridionale che con i suoi modi e i suoi segreti stravolgerà la vita degli abitanti del paese. Chi è Salvatore Maria Tempesta, il terrone che entra in osteria dopo che la sua auto è sprofondata dentro un fosso? Come osa sfidare questo mondo chiuso, concentrato a godersi le giocate di Baggio, in cui la diffidenza si taglia con il coltello? Chi è la donna nella mezza fotografia che il meridionale si porta sempre appresso? E perché si ostina ad aggirarsi nei dintorni inseguendo chiese e campanili? Sono i tanti segreti di questa storia d'amore, amicizia e diversità che verranno alla luce poco alla volta, fino all'imprevedibile rivelazione finale.
Lombardi in Friuli : per la storia delle migrazioni interne nell'Italia del Trecento / Miriam Davide
Trieste : CERM, 2008
Studi ; 2
Abstract: Nel dicembre del 1273 un milanese, Raimondo della Torre, divenne patriarca di Aquileia. Era esponente di una delle maggiori dinastie aristocratiche di Milano, in lotta per il potere signorile contro la parte politica dominata dalla dinastia dei Visconti. Dopo una serie di sconfitte, i Torriani emigrarono nel Veneto, in Istria ma soprattutto in Friuli, dove sarebbero saliti a più riprese sul soglio patriarchino. Inizialmente speranzosi di un rientro a Milano, accettarono poi sempre più decisamente il loro allontanamento e l'inserimento nella nuova patria. L'ampio clan familiare dei Torriani e il vasto seguito di persone che li avevano seguiti da Milano, da Cremona, da Brescia e da altre città lombarde ebbero uffici nei diversi livelli dell'amministrazione patriarchina e delle città friulane; alcuni furono presenti nel clero, altri sposarono donne friulane, molti, uomini e donne, si impegnarono in attività creditizie, e attorno a tutti si consolidò una presenza lombarda estesa anche alla milizia armata, alle attività manifatturiere, alla gestione dei beni fondiari. Una larga rassegna di fonti in gran parte inedite ha consentito una analisi della presenza lombarda che, proprio per la sua capillarità e la sua non specializzazione, risulta anche in una visione complessiva delle dinamiche politiche, economiche, familiari e sociali del Friuli trecentesco.
Civici musei di Udine, Museo friulano di storia naturale, 2014
Furland [marchio registrato] / Tullio Avoledo
Chiarelettere, 2018
Abstract: Francesco Salvador è un tenente nazista di Kosakenland ’44. Questo, almeno, fino a che non finisce il suo turno, quando rientra nella sua casa nella Trieste asburgica della Belle époque e sulle Attrazioni e gli Onorevoli Ospiti si spengono le luci. Perché il Friuli non è più una regione, nell’Italia post 2023. È stata combattuta una guerra d’indipendenza, l’enigmatico Vittorio Volpatti ha preso il potere convincendo il popolo che l’unica strada possibile per sopravvivere in un mondo di nuovi potenti, gli Azionisti, fosse trasformare la regione in un parco divertimenti a carattere storico. E così, se Trieste torna a essere asburgica, Aquileia romana e Cividale longobarda, fra i monti della Carnia risorgono villaggi celtici e la Kosakenland del ’44. Ma non tutti sembrano d’accordo. Francesco Salvador, chiamato a scoprire chi sia lo Zorro anarchico che sabota le Attrazioni, si avventurerà nel cuore profondo di un mistero che racconta del paradosso su cui si fonda il mito delle radici e ha trasformato il Friuli in Furland. Con lo stile caustico e la capacità di guardare oltre il contemporaneo che da sempre lo contraddistinguono, in questo suo nuovo romanzo Avoledo ci conduce in un viaggio ai limiti del potere, mostrandoci chi potremmo diventare, e come potrebbero essere l’Italia e l’Europa di domani.
Spilimbergo : Scuola mosaicisti del Friuli, c2002
Il volo dell'Asso di picche / Christian Hill
Einaudi ragazzi, 2014
Abstract: Agosto 1917. L'Italia affronta il spo terzo anno di guerra contro l'impero austro-ungarico. Al fronte, migliaia di soldati vengono sacrificati in inutili attacchi per guadagnare solo pochi metri di terreno. Ma nel cielo si combatte un'altra battaglia, del tutto diversa. Aeroplani da caccia, da bombardamento, da ricognizione, fragili apparecchi di legno e tela, prodotti di una tecnologia appena nata, cercano di dominare l'aria compiendo le loro temerarie missioni lontano dal fango e dal sangue delle trincee. Quattro ragazzi di un piccolo paese del Friuli passano la loro estate cercando momenti di formalità nella tragedia che li circonda. Ma sono affascinati dalle prodezze degli eroi dei cieli e non perdono occasione per seguire le evoluzioni dei biplani che decollano da una minuscola base di volo, poco distante dalle loro case, finché un giorno un'incredibile serie di circostanze li porta a dover prendere una difficile decisione. Saranno pronti ad affrontare in prima persona la sfida che il destino sbatte loro in faccia? L'Asso di Picche, un aereo da bombardamento, veterano di innumerevoli missioni, li attende. Saranno in grado di portarlo in volo? Con un intervento di Frediano Sessi. Età di lettura: da 12 anni.
Il terremoto nel Friuli Collinare : dall'emergenza alla memoria
[S.l. : s.n.], 2006 (Tavagnacco : Graphic Linea)
Porzûs : due volti della Resistenza / Marco Cesselli
Milano : La Pietra, 1975
Gli esempi
I benandanti : stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento / Carlo Ginzburg.
Torino : Einaudi, 1966
Piccola Biblioteca Einaudi ; 197
I benandanti : stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento / Carlo Ginzburg
Einaudi, copyr. 2002
Abstract: Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento. Con questo volume Carlo Ginzburg ha ricostruito una vicenda, che getta nuova luce sul problema generale della stregoneria. I Benandanti - così si chiamavano nel Friuli, tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, i portatori di un culto della fertilità - si presentarono in un primo tempo come difensori dei raccolti contro le streghe e gli stregoni. Poi, in meno di un secolo, sotto la pressione degli inquisitori, eccoli inaspettatamente assumere i tratti degli odiati antagonisti. Questa trasformazione ha probabilmente valore esemplare. Le diramazioni al di là delle Alpi delle credenze imperniate sui Benandanti consentono di avanzare un'ipotesi generale sul significato e le origini della stregoneria popolare.
Il formaggio e i vermi : il cosmo di un mugnaio del '500 / Carlo Ginzburg
Torino : Einaudi, stampa 1995
Abstract: In passato si potevano accusare gli storici di voler conoscere soltanto le gesta dei re. Oggi, certo, non è più così. Sempre più essi si volgono verso ciò che i loro predecessori avevano taciuto, scartato o semplicemente ignorato. Chi costruì Tebe dalle sette porte? chiedeva già il lettore operaio di Brecht. Le fonti non ci dicono niente di quegli anonimi muratori: ma la domanda conserva tutto il suo peso. Carlo Ginzburg analizza la visione del mondo di un mugnaio friulano mandato al rogo dall'Inquisizione alla fine del Cinquecento: non si tratta di una dissertazione erudita, di un'arida ricerca dell'inedito o del sensazionale. L'irriducibilità a schemi noti di una parte dei discorsi di Menocchio fa intravedere uno strato ancora non scandagliato di credenze popolari, di oscure mitologie contadine. Ma ciò che rende più complicato il caso di Menocchio è il fatto che questi oscuri elementi popolari sono innestati in un complesso di idee estremamente chiaro e conseguente, che vanno dal radicalismo religioso a un naturalismo scientifico, di cui è simbolo indicativo il paragone che il mugnaio istituisce fra la terra abitata e il formaggio pieno di vermi. Una cosmogonia popolare che apre la porta ad aspirazioni utopistiche di rinnovamento sociale, ad attese millenarie di giustizia. Attraverso la sua brillante, paziente ricerca, Ginzburg offre un frammento perduto del passato, capace d'inserirsi in una sottile, contorta, ma ben netta linea di sviluppo che arriva fino a noi. Pubblicato per la prima volta nel 1976, tradotta in ventisei lingue.
I benandanti. Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento
Torino : Einaudi, 1972
Case contadine nella Carnia e nel Friuli montano
Ivrea : Priuli & Verlucca, 1989
Quaderni di cultura alpina ; 26
Caput Adriae : la protostoria / presentazione Laura Ruaro Loseri
Trieste : Civici musei, 1984
Quaderni didattici della Cassa di Risparmio di Trieste ; 3
Un'opera del Bissone a Strassoldo? / Luigi Deluisa
Gorizia : [Centro studi goriziani], 1964
Parlamento friulano / per cura di Pietro Silverio Leicht. Volume primo (1228-1420) : parte prima.
Atti delle assemblee costituzionali italiane dal medio evo al 1831Stati generali e provinciali. Parlamento friulano e stati goriziani
Parlamento friulano / per cura di Pietro Silverio Leicht. Volume primo (1228-1420) : parte seconda.
Atti delle assemblee costituzionali italiane dal medio evo al 1831Stati generali e provinciali. Parlamento friulano e stati provinciali goriziani
Il formaggio e i vermi : il cosmo di un mugnaio del '500 / Carlo Ginzburg
Einaudi, 1999
Abstract: In passato si potevano accusare gli storici di voler conoscere soltanto le gesta dei re. Oggi, certo, non è più così. Sempre più essi si volgono verso ciò che i loro predecessori avevano taciuto, scartato o semplicemente ignorato. Chi costruì Tebe dalle sette porte? chiedeva già il lettore operaio di Brecht. Le fonti non ci dicono niente di quegli anonimi muratori: ma la domanda conserva tutto il suo peso. Carlo Ginzburg analizza la visione del mondo di un mugnaio friulano mandato al rogo dall'Inquisizione alla fine del Cinquecento: non si tratta di una dissertazione erudita, di un'arida ricerca dell'inedito o del sensazionale. L'irriducibilità a schemi noti di una parte dei discorsi di Menocchio fa intravedere uno strato ancora non scandagliato di credenze popolari, di oscure mitologie contadine. Ma ciò che rende più complicato il caso di Menocchio è il fatto che questi oscuri elementi popolari sono innestati in un complesso di idee estremamente chiaro e conseguente, che vanno dal radicalismo religioso a un naturalismo scientifico, di cui è simbolo indicativo il paragone che il mugnaio istituisce fra la terra abitata e il formaggio pieno di vermi. Una cosmogonia popolare che apre la porta ad aspirazioni utopistiche di rinnovamento sociale, ad attese millenarie di giustizia. Attraverso la sua brillante, paziente ricerca, Ginzburg offre un frammento perduto del passato, capace d'inserirsi in una sottile, contorta, ma ben netta linea di sviluppo che arriva fino a noi. Pubblicato per la prima volta nel 1976, tradotta in ventisei lingue.