Trovati 34 documenti.
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La morte del tempo / Umberto Curi
Il Mulino, 2021
Abstract: Due occhi sbarrati, braccia e gambe rinsecchite, mani violentemente serrate intorno a una preda, la sagoma di un corpo mutilato, una bocca spalancata che sembra accompagnare con un urlo il pasto cannibalico. È «Saturno che divora suo figlio», una delle 14 pinturas negras realizzate da Francisco José Goya intorno al 1820, dove Saturno è l’immagine del tempo che per sopravvivere consuma e distrugge, rincorrendo forsennato la propria stessa fine. Siamo davanti a una delle opere più influenti sugli sviluppi successivi dell’arte moderna, intorno alla quale molto resta ancora da chiarire. Un incubo denso di misteri che evoca potentemente il legame inscindibile fra il tempo e la morte.
Il bene e il male : Dio, arte, scienza / Giulio Giorello, Vittorio Sgarbi
La Nave di Teseo +, 2020
Abstract: Un filosofo della scienza, Giulio Giorello, e uno storico dell'arte, Vittorio Sgarbi, si confrontano con il mistero di Dio, in un incontro appassionato tra arte, scienza e filosofia. Dalla Trinità di Masaccio all'Urlo di Munch, passando per i capolavori di Piero della Francesca, Lorenzo Lotto, Andrea Mantegna e Caravaggio, i due autori raccontano come l'arte cristiana ha rappresentato il volto di Dio, il suo corpo. Incrociano così le intuizioni e le domande della scienza moderna, da Galileo a Newton, e le riflessioni della filosofia e della poesia, da Spinoza a Leopardi, a Nietzsche: il corpo di Dio è soggetto alla gravità come qualsiasi altro corpo mortale? Dio è morto? In un confronto laico, ribelle e sorprendente, Giorello e Sgarbi non trascurano i temi etici più attuali: il rapporto tra scienza e Stato, tra medicina, corpo e anima, l'eutanasia, i dogmi della politica e i pericoli di una democrazia affidata ai social, il valore della verità nell'arte e nella scienza. E, insieme, danno vita a uno straordinario esercizio di spirito critico, nel nome della bellezza e della libertà di pensiero.
Figure piscianti : 1280-2014 / Jean-Claude Lebensztejn ; traduzione di Rinaldo Censi
UTET, 2019
Abstract: Saggio impertinente e erudito, tanto rigoroso quanto spudorato, venato di arguzie e di humour sottile. L’argomento è all’apparenza bizzarro, forse tabù; di certo ignorato dagli storici d’arte, accantonato come ridicolo o disgustoso. Secondo l'autore, invece, «nulla è da prendere più sul serio del riso e del disgusto». Per questo ha intrapreso un’originale mappatura, mai tentata prima, delle figure piscianti nella storia dell’arte, a partire dalla più popolare, l’immagine giocosa del puer mingens, il bambinetto intento a fare la pipì che ritroviamo scolpito sui sarcofaghi romani, disegnato sui margini dei codici medievali, nei putti del Rinascimento e nelle fontane barocche – che è finito perfino sull’etichetta di una birra belga e in un videogioco installato nei bagni pubblici di Tokyo. Da lì, in un percorso illustrato con oltre 150 immagini, Lebensztejn ricostruisce la curiosa genealogia di un leitmotiv che sfida i limiti della rappresentazione, e ce ne svela le mutevoli implicazioni e i significati nascosti: dall’affresco nella basilica superiore di Assisi, dove un angelo dietro una colonna sembra accingersi a un atto così poco sacro – ma solo ai nostri occhi – proprio sopra la Crocifissione di Cimabue, fino alla trasgressione poetica dei Piss Paintings di Andy Warhol e alle performance più estreme della body art, passando attraverso la grazia esoterica di Lorenzo Lotto, la mitologia classica reinventata da Tiziano e Rubens, l’agreste innocenza di Rembrandt e l’erotismo voyeur di Boucher e Picasso, senza dimenticare una quantità di invenzioni spesso poco note di maestri e artisti minori, che sono qui interpretate anche grazie al confronto con opere letterarie fondamentali come l’Hypnerotomachia Poliphili o Gargantua e Pantagruel. Con esattezza e concisione, in queste pagine magistrali si intrecciano religione e alchimia, figurazione simbolica e realismo, dottrina e scandalo – fino alla profanazione –, erotismo e innocenza, brutalità e tenerezza. A prendere forma è così non solo una stravagante rassegna, ma una decodifica pungente di secoli di iconografia e cultura europea: la storia del nostro sguardo segreto.
Arte e alchimia : dall'antico al contemporaneo / Mauro Zanchi
Giunti, 2021
Abstract: Dal Medioevo in poi, l'iconografia alchemica occidentale viene trasmessa in Europa perlopiù in forma criptica, attraverso numerose illustrazioni, in manoscritti e libri a stampa. Misto di filosofia e magia, astrologia e chimica, misticismo e medicina, l’alchimia ha una tradizione che ha radici antichissime e profonde. Cinesi e caldei, egizi e babilonesi sono tra i popoli che ne sono stati indicati come i primi custodi. Un antico sapere segreto capace di mutare la materia e velato da simboli che non ha mancato di ispirare artisti di ogni tempo, da Beccafumi a Duchamp e oltre. Il mistero alchemico ha dato origine a un fantastico campionario iconologico, a composizioni bizzarre e allusive di difficile comprensione. Col prossimo dossier – che riprende in modo diverso e innovativo un tema svolto da Maurizio Calvesi e Mino Gabriele in un dossier del 1986 – proviamo a fornire una chiave per accedere a questo mondo nascosto.
Civiltà : l'arte nel tempo / Mary Beard
Mondadori, 2021
Abstract: «Civiltà» è da sempre un concetto delicato, da maneggiare con cura. Una categoria ambigua, controversa, spesso definita per contrapposizione: da una parte «noi», i civilizzati, dall'altra «loro», i «barbari», vale a dire tutti quelli che non condividono i nostri valori. Anch'essi, però, hanno una loro storia da raccontare e persino una loro idea di arte. In realtà, con il termine «civiltà» dovremmo intendere una pluralità di mondi che si confrontano e dialogano fra loro attraverso il linguaggio dell'arte. E che attraverso l'arte ci parlano. Ma di cosa parlano le opere d'arte? Secondo Mary Beard, classicista di Cambridge, al cuore della creazione artistica ci sono due questioni coinvolgenti e controverse: la rappresentazione del corpo umano e la raffigurazione della divinità. Dai colossali faraoni egizi di Luxor alle ceramiche degli antichi greci, dalla statua di Afrodite ai guerrieri di terracotta sepolti insieme al primo imperatore della Cina, la figura umana è la chiave per comprendere non solo la rappresentazione del potere e la definizione dei ruoli sociali, ma anche la sessualità, l'erotismo, la virtù morale e politica, i valori di una comunità. Al punto che una particolare rappresentazione del corpo, risalente alla Grecia classica, ha contribuito a fissare i canoni della bellezza e della perfezione formale con cui per secoli l'Occidente ha valutato le altre culture. La seconda questione riguarda invece la raffigurazione visiva del sacro, un dilemma che tutte le religioni - spesso in bilico tra vanità idolatra e furore iconoclasta - hanno dovuto affrontare, giungendo a soluzioni superbe e affascinanti, come testimoniano lo splendore delle immagini musive della basilica di San Vitale a Ravenna, la Moschea Blu di Istanbul o le pitture rupestri delle grotte di Ajanta, che ritraggono il Buddha in cerca dell'illuminazione. "Civiltà" è un viaggio attraverso alcune delle pagine più emozionanti e meno note della storia dell'arte. Portando alla luce i tesori nascosti delle civiltà antiche, Mary Beard guarda oltre il canone tradizionale dell'immaginario occidentale e si rivela una guida preziosa per educare lo sguardo.
Una storia delle immagini : dalle caverne al computer / David Hockney e Martin Gayford
Nuova ed. [ampliata] con 315 illustrazioni
Einaudi, 2021
Abstract: La storia delle immagini incomincia nelle caverne e termina, per ora, con l'iPad. Chi sa come continuerà? Ma una cosa è certa, il problema dell'immagine sarà sempre presente: il problema di descrivere il mondo in due dimensioni è un problema costante. Voglio dire: non lo risolveremo mai. Creare un'immagine, sostiene Hockney, è l'unico modo che abbiamo a disposizione per dar conto di ciò vediamo. Ma tutti coloro che producono immagini si confrontano con lo stesso problema: come comprimere persone, cose e luoghi tridimensionali su una superfice piatta? I risultati vengono spesso catalogati come pitture, fotografi e o film, per poi essere ordinati secondo epoche e stili. Ma di fatto, che siano prodotti con un pennello, un apparecchio fotografico o un programma digitale, che siano sulle pareti di una caverna o sullo schermo di un computer, sono innanzitutto delle immagini. E a noi, per capire in che modo vediamo il mondo – e quindi per capire anche noi stessi – serve una storia delle immagini. Insomma, questo libro. Dopo una vita dedicata a dipingere, a disegnare o a produrre immagini con apparecchi fotografici, Hockney, in collaborazione con il critico Martin Gayford, possiede tutti gli strumenti necessari per esplorare come e perché nel corso dei millenni siano state prodotte delle immagini. Cos'è che rende interessante dei segni su una superficie piatta? Come viene reso il movimento in un'immagine immobile o, viceversa, cosa lega i film e la televisione agli antichi maestri della pittura? Come condensare il tempo e lo spazio in un'immagine statica, su una tela o su uno schermo? Quello che un'immagine ci mostra è una verità o una menzogna? Le fotografie rappresentano il mondo per come ne facciamo esperienza? Mettendo a confronto una grande varietà di immagini – un fotogramma di un cartone animato di Disney con una stampa di Hiroshige, una scena di un film di Ejzenštejn con un dipinto di Velázquez – gli autori superano le convenzionali frontiere tra cultura alta e bassa, operando inaspettati collegamenti tra epoche, luoghi e tecniche espressive diversissime. Perché per Hockney, film, fotografia, pittura e disegno sono sempre profondamente connessi gli uni con gli altri. Acuto e provocatorio, questo libro contribuisce in modo autorevole a renderci consapevoli del modo in cui rappresentiamo la realtà che ci circonda.
Nomos, 2021
Abstract: Un viaggio nell'affascinate territorio in cui arte e natura si incontrano: un giro del mondo in dodici tappe, che corrispondono ad altrettanti animali osservati nella loro rappresentazione artistica da Martina Corgnati, e nella loro effettiva presenza nell'ambiente naturale e in alcuni fondamentali elementi ecologici che li riguardano da Ananda Banerjee. Le loro storie sono raccontate con linguaggio semplice e appassionante, volutamente aperto ai non-specialisti e rivolto soprattutto agli appassionati di natura e di arte - o entrambe: brevi quadri curiosi e avvincenti benché sempre impeccabilmente documentati e illustrati. Dalla giraffa fedelmente rappresentata da Piero di Cosimo nelle Storie di Vulcano e Eolo (Ottawa, National Gallery of Canada) al Rinoceronte di Albrecht Dürer (1515), al leone dipinto da Giotto in un angolo della Cappella degli Scrovegni (Padova), dall'ermellino dell'omonima Dama di Leonardo da Vinci (Hermitage), al dodo di Ustad Masur ai pappagalli di Frida Kahlo: gli animali esotici abitano i capolavori della storia dell'arte.
I gatti nell'arte / Desmond Morris ; traduzione di Mariella Milan
Johan & Levi, 2018
Abstract: Nel libro di Desmond Morris, le due passioni di una vita, arte e zoologia, si fondono nell’analisi di uno dei temi visivi più polari al mondo: i gatti ritratti nelle opere d’arte. Anche in quest’opera l’autore conferma le sue doti di grande divulgatore; Morris regala uno studio approfondito, ricchissimo d’informazioni, aneddoti, leggende e citazioni ma divertente e di facile lettura. Il gatto è da sempre uno dei soggetti preferiti dagli artisti e la fortuna (o sfortuna) artistica dell’animale nel corso del tempo è raccontata partendo dal suo ruolo sociale (dal gatto sacro del mondo egizio al gatto malefico dal Medioevo fino all’epoca della Controriforma, associato al Male e alle streghe e mandato al rogo o in prigione con loro, per esempio). Conseguenza di questo ruolo sociale del gatto sono, naturalmente, i diversi modi in cui è stato rappresentato dalla preistoria fino alle avanguardie artistiche del Novecento, in Europa, in America e nei paesi dell’estremo oriente (Cina, Giappone, India e Corea), senza tralasciare l’arte tribale, i cartoon e la street art. Il ricchissimo apparato iconografico – oltre 130 immagini – raccoglie esempi delle decine di modi in cui il miglior amico dell’uomo è stato raffigurato dalle diverse culture e ogni opera è commentata in modo puntuale e ricollocata nel contesto storico, sociale e culturale del suo tempo.
L'arte in sei emozioni / Costantino D'Orazio
Laterza, 2018
Abstract: Desiderio, delirio, tormento, stupore, dubbio, allegria: emozioni antiche quanto l’umanità, che nei secoli gli artisti hanno raccontato in modi sempre diversi. Un viaggio affascinante tra capolavori dell’arte universale e dentro noi stessi. La storia dell’arte può essere raccontata da tanti punti di vista: attraverso le tecniche, i movimenti, le committenze, i linguaggi o gli stili. Questo libro sceglie un’altra strada. Ci invita a compiere un viaggio nel tempo, dall’antichità ad oggi, per scoprire come gli artisti hanno rappresentato le emozioni, quelle che si annidano nei nostri stati d’animo più ineffabili e affascinanti. Lo storico dell’arte Costantino D’Orazio ci guida tra capolavori famosi e opere meno note per accompagnarci alla scoperta del desiderio, del delirio, del tormento, dello stupore, del dubbio e dell’allegria. Sentimenti che l’umanità ha avvertito e considerato in maniera sempre diversa nel corso dei secoli. Dai reperti dell’antica Grecia ai capolavori del Rinascimento, dalle invenzioni del Barocco alle rivoluzioni del Romanticismo, fino alle provocazioni del Novecento, l’arte ha attinto alle emozioni delle donne e degli uomini creando simboli e personaggi per raccontarle. Eros per il desiderio, Prometeo per il tormento, Medusa per il delirio, Maddalena per lo stupore, Polimnia per il dubbio e i putti per l’allegria, sono solo alcune delle figure che svelano il tumulto di emozioni contenuto in queste pagine.
Il primo giorno del mondo / Mino Gabriele
Adelphi, 2016
Abstract: Da un bassorilievo del II secolo che rappresenta il primo giorno del mondo, con il dio orfico Phanes al centro contornato dallo zodiaco – bassorilievo al quale si ispirarono, senza mai menzionarlo, diversi artisti cinquecenteschi – alla raffigurazione di un drago immortale le cui radici risalgono fino a un antico dramma indiano; da un raro amuleto giudaico-cristiano del XVI secolo, subito condannato dalla Chiesa, alla singolare incongruenza astrale, coniugata con la teoria dei quattro elementi, del ciclo decorativo del celebre Studiolo di Francesco I de' Medici: quattro storie raccontano la sorprendente migrazione delle immagini simboliche attraverso tempi e luoghi distanti – un cammino che non ha diluito i pensieri e le idee che a quelle immagini hanno dato forma, ma ne ha anzi arricchito la trama concettuale.
Venezia : la città delle immagini / Martin Gayford
Einaudi, 2024
Abstract: Si scrive Venezia ma si legge Bellini, Carpaccio, Giorgione, Tintoretto, Tiziano, Veronese, Canaletto... e tutti gli artisti che hanno reso la città della Laguna una delle capitali dell'arte universale. Ma anche Monet, Turner, Sargent e infiniti altri che da ogni parte del mondo sono giunti a Venezia e ne hanno fatto l'oggetto della loro pittura. Oggetto cangiante, prismatico e sfuggente come un sogno di acqua e di luce. Martin Gayford, uno dei più noti «narratori d'arte» contemporanei, ha scritto una personalissima storia dell'arte degli ultimi cinque secoli attraverso un punto di vista unico: Venezia.
Fluido : corpi mutevoli e instabili nell'arte / Roberta Scorranese
Giunti, 2025
Abstract: Il corpo umano è stato molto più instabile di quel che immaginiamo, dai miti dell’antichità ai “miti” dei giorni nostri. Passaggi di genere e di forma, ambiguità, trasformazioni di varia natura hanno popolato la fantasia di artisti e scrittori, annidandosi nell’immaginario collettivo. Il corpo ha da sempre nascosto o esibito qualcosa di in-definito, sfugge alle classificazioni troppo rigide, può apparire cangiante, travestirsi, ingannare perseguire una inquietante ambiguità, formale o anche sessuale. Questo libro racconta come l’arte ha inseguito e raccontato questa mutevolezza che riscontriamo nelle fonti, nel mito, nella letteratura. Troviamo così Ermafrodito e san Sebastiano, Dioniso e Ganimede, i travestimenti di Zeus, esseri multiformi o variabili, le sirene e le streghe, il femminino maschilizzato di Michelangelo, i ragazzi ambigui di Caravaggio, fino alle mille metamorfosi della modernità, alla fluidità spettacolare di David Bowie a quella impertinente di Damiano David. Tutto molto fluido.
Un Medioevo di abbracci : non solo d'amore, non solo umani / Virtus Zallot
Il Mulino, 2024
Abstract: Un affresco inconsueto. Il linguaggio silenzioso di un gesto dell’anima. Abbracci di madri, amanti, bambini, amici, peccatori e santi; a persone, animali, cose, figure dipinte o evocate in sogno; intimi e sociali, umani e divini, metaforici e reali. Gesti che accolgono, congedano, proteggono, consolano, aggrediscono, sostengono il corpo e l’anima. Questo volume li indaga nell’arte e nella letteratura del Medioevo, dove sono eloquenti ed eclatanti poiché in tale epoca, e ancor più nel suo immaginario, il linguaggio corporeo integrava fortemente, e spesso sostituiva, le parole. Pur messi in scena entro contesti apparentemente lontani, gli abbracci medievali sono una sorta di specchio entro cui osservarci, scoprendo che ci appartengono e parlano di noi.
Mimesis, 2019
Abstract: Il Rinascimento italiano ha saputo valorizzare il rapporto tra pensiero e immagine in maniera unica e per certi versi insuperata. In questo volume l'incontro tra arte, storia, iconologia e filosofia consente di indagare, secondo varie sensibilità e differenti tipi di approccio, i sincretismi e i nessi simbolici maturati in epoca rinascimentale, riservando un'attenzione particolare ad alcune loro declinazioni milanesi.
Simboli della fine / Federico Vercellone
Il Mulino, 2018
Abstract: Di che cosa ci parlano i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer? Che cosa additano, se non il fallimento di una modernità che ha ormai perduto la sua energia di Età nuova per eccellenza? Edifici solidi e pericolanti ad un tempo, quelle torri sembrano riflettere un’ansia arcaica nel rimandarci l’immagine della nostra epoca, alle prese con la sua forza distruttiva, con il terrore che la dilania e la frustra. La molteplicità di immagini senza misura che oggi popola il mondo produce sconcerto e disorientamento, ma proprio in un tale semi-barbaro proliferare di immagini - sembra dirci Kiefer - possiamo scoprire la traccia di nuove risorse simboliche, o forse addirittura una chance di salvezza.
Una storia delle immagini : dalle caverne al computer / David Hockney e Martin Gayford
Einaudi, 2017
Abstract: La storia delle immagini incomincia nelle caverne e termina, per ora, con l'iPad. Chi sa come continuerà? Ma una cosa è certa, il problema dell'immagine sarà sempre presente: il problema di descrivere il mondo in due dimensioni è un problema costante. Voglio dire: non lo risolveremo mai. Creare un'immagine, sostiene Hockney, è l'unico modo che abbiamo a disposizione per dar conto di ciò vediamo. Ma tutti coloro che producono immagini si confrontano con lo stesso problema: come comprimere persone, cose e luoghi tridimensionali su una superfice piatta? I risultati vengono spesso catalogati come pitture, fotografi e o film, per poi essere ordinati secondo epoche e stili. Ma di fatto, che siano prodotti con un pennello, un apparecchio fotografico o un programma digitale, che siano sulle pareti di una caverna o sullo schermo di un computer, sono innanzitutto delle immagini. E a noi, per capire in che modo vediamo il mondo – e quindi per capire anche noi stessi – serve una storia delle immagini. Insomma, questo libro. Dopo una vita dedicata a dipingere, a disegnare o a produrre immagini con apparecchi fotografici, Hockney, in collaborazione con il critico Martin Gayford, possiede tutti gli strumenti necessari per esplorare come e perché nel corso dei millenni siano state prodotte delle immagini. Cos'è che rende interessante dei segni su una superficie piatta? Come viene reso il movimento in un'immagine immobile o, viceversa, cosa lega i film e la televisione agli antichi maestri della pittura? Come condensare il tempo e lo spazio in un'immagine statica, su una tela o su uno schermo? Quello che un'immagine ci mostra è una verità o una menzogna? Le fotografie rappresentano il mondo per come ne facciamo esperienza? Mettendo a confronto una grande varietà di immagini – un fotogramma di un cartone animato di Disney con una stampa di Hiroshige, una scena di un film di Ejzenštejn con un dipinto di Velázquez – gli autori superano le convenzionali frontiere tra cultura alta e bassa, operando inaspettati collegamenti tra epoche, luoghi e tecniche espressive diversissime. Perché per Hockney, film, fotografia, pittura e disegno sono sempre profondamente connessi gli uni con gli altri. Acuto e provocatorio, questo libro contribuisce in modo autorevole a renderci consapevoli del modo in cui rappresentiamo la realtà che ci circonda.
Babalibri, 2018
Abstract: Segui David Hockney e Martin Gayford, insieme all'illustratrice Rose Blake, in questo viaggio attraverso la storia delle immagini per scoprire come queste abbiano attraversato i secoli: dalle caverne ai templi, alle chiese, agli album fotografici, fino al cinema e agli schermi dei nostri computer.
Digital Adventure, 2006
Abstract: Da quasi due millenni l'immagine di Cristo appare nelle opere d´arte di tutto il mondo, con sembianze diverse, ma sempre riconoscibili: da Re dei Re a Signore Onnipotente, da gentile rabbino ad amico compassionevole, a essere umano sofferente. Ogni civiltà, ogni epoca e ogni singolo artista ha la sua immagine di Gesù. Gesu' Nell' Arte utilizza le più moderne tecnologie digitali di morphing per presentare i Suoi mille volti e propone uno straordinario viaggio attraverso la storia dell'arte, a partire dalle iconografie religiose delle origini, alle opere dei grandi maestri della pittura, fino alle immagini più ardite degli artisti contemporanei. Il tema della rappresentazione del divino, nel corso dei secoli, ha subito numerose trasformazioni ed è stato oggetto di critiche e dibattiti, ma ha anche dato vita a capolavori immortali, apprezzati per la loro bellezza e intensità, al di là del loro valore religioso.
Milano : Leonardo, 1992
Abstract: "La sua figura ci perseguita: donna e mostro, attraente e repellente, Medusa attira lo sguardo e paralizza gli uomini. Un segreto legame unisce la bellezza al tremendo. La sua ambigua presenza la troviamo nelle opere di grandi artisti come Caravaggio, Rubens, Füssli, Klimt, Van Gogh, fino a Giacometti, De Chirico, Magritte, Pollock. In origine, verso l'VIII secolo a.C., Medusa incarna l'orrore. Dopo tre secoli si trasforma in creatura seducente e come gli angeli partecipa a due ordini e a due sessi. Simbolo del potere mortifero dello sguardo, Medusa, secondo Jean Clair, è un emblema della modernità, mostra l'altra faccia dell'era delle immagini, ci conduce dietro l'apparenza dove il mondo diventa immondo. L'approccio iconologico e psicoanalitico dell'autore attraversa il tema dell'orrido e del sublime nell'arte, fino a unire in accostamenti inediti i bestiari medioevali e D'Annunzio, il sesso delle statue greche e i parrucchieri della Rivoluzione francese, Freud e Mantegna, Bataille e l'invenzione della prospettiva, l'estetica contemporanea e il gesto dell'artista oggi." (Giancarlo Ricci)
Johan & Levi, 2017
Abstract: Quella dei tableaux vivants è una storia antica quanto il Pigmalione immortalato da Ovidio. Una storia che si dipana nei secoli abbracciando pratiche tanto lontane fra loro come le sacre rappresentazioni medievali - che di celebrazione in celebrazione si fanno sempre più profane - e le più recenti videoinstallazioni di Bill Viola che ricreano le visioni manieriste di Pontormo. Si tratta di figurazioni statiche in cui modelli o attori, disposti in pose espressive, restituiscono l'immagine di dipinti o sculture celebri. Presupposto comune a tutti i tableaux vivants, del resto, è che a fungere da modello sia l'arte, non la vita. E forse proprio per questo suo status di arte nata dall'arte, contaminata, per giunta, da generi e sottogeneri popolari, quella dei "quadri viventi" è stata spesso ritenuta una pratica secondaria nel novero delle arti visive. Essa però ha saputo sopravvivere assecondando il mutare dei tempi e dei codici culturali, forte di quella caratteristica che da sempre l'ha marginalizzata: il suo non essere riconducibile ad alcun canone, oscillando senza sosta tra normatività accademica e puro intrattenimento. In questo suo perenne rinnovarsi, il tableau vivant si intreccia anche con le sperimentazioni fotografiche e filmiche (da Rejlander e von Gloeden ad Artaud e Pasolini), con la danza e il teatro (da Isadora Duncan a Grotowski) fino a incarnarsi nelle performance di Luigi Ontani, Gilbert & George e Cindy Sherman. La profusione di autori che continuano a dedicarvisi dimostra come il genere, ormai consolidato stabilmente nel repertorio dei linguaggi contemporanei, sia oggi più vivo che mai. Flaminio Gualdoni ci accompagna in un excursus brioso, colto e traboccante di aneddoti lascivi e personaggi indimenticabili. Come Lady Hamilton, avvenente giovane dal passato tumultuoso che, sposa del suo pigmalione, diventa esperta nell'impersonare figure dell'iconografia classica: le sue attitudes, lente pantomime silenziose elogiate da Goethe, eternate da Tischbein e ammirate da aristocratici, artisti e scrittori, codificano il genere in un orizzonte situato tra rispettabilità dell'arte, bon ton del gusto borghese e marketing sessuale.