Trovati 34 documenti.
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Mondadori, 2022
Abstract: Quando, nell'ottobre del 2007, un busto di marmo venne ripescato dalle acque del Rodano, ad Arles, molti pensarono che si trattasse del ritratto di Giulio Cesare, un'immagine scolpita addirittura mentre il 'dictator' era ancora in vita. Un ritratto autentico, dunque, unico e definitivo: il vero volto di Cesare. Il volto del potere. Originale o no, quel reperto estratto dal letto del fiume era però soltanto l'ultima delle infinite e mutevoli raffigurazioni dei personaggi celebri dell'antica Roma, una delle tante «facce» che nel corso dei secoli artisti eccelsi e raffinati artigiani hanno rappresentato in dipinti, statue, ceramiche, arazzi, mobili e oggetti d'uso quotidiano. A partire dal Rinascimento, e sulla scorta delle "Vite dei Cesari" di Svetonio, gli imperatori romani - nonostante l'immoralità, la crudeltà e il malgoverno per cui alcuni di loro sono passati alla storia - sono stati celebrati, riprodotti e imitati in una impressionante varietà di stili, idiomi e materiali. Dallo Scalone del re a Hampton Court ai saloni di Versailles, dallo Sheldonian Theatre di Oxford alle stanze dei Gonzaga a Mantova, le immagini di Ottaviano Augusto e Nerone, di Caligola e Vitellio, fra gli altri, hanno adornato i palazzi, le ville, i giardini e le dimore di campagna degli aristocratici. Hanno ispirato pittori come Mantegna e Lawrence Alma-Tadema, Tiziano e Thomas Couture, hanno scatenato dibattiti e polemiche a proposito di identificazioni e interpretazioni sbagliate, ma soprattutto hanno posto - e continuano a porre - domande cruciali in merito alla rappresentazione del potere, l'invenzione della tradizione e la costruzione dell'immagine delle élite. In un'epoca in cui il significato delle statue pubbliche viene sempre più contestato, con le loro identità mutevoli e ambigue i «Cesari» ci ricordano non soltanto quanto sia vivo e spesso doloroso il legame con il passato, ma ci invitano a interrogarci sul rapporto con la politica, la moralità, gli autocrati di ieri e di oggi.
Una storia delle immagini : dalle caverne al computer / David Hockney e Martin Gayford
Nuova ed. [ampliata] con 315 illustrazioni
Einaudi, 2021
Abstract: La storia delle immagini incomincia nelle caverne e termina, per ora, con l'iPad. Chi sa come continuerà? Ma una cosa è certa, il problema dell'immagine sarà sempre presente: il problema di descrivere il mondo in due dimensioni è un problema costante. Voglio dire: non lo risolveremo mai. Creare un'immagine, sostiene Hockney, è l'unico modo che abbiamo a disposizione per dar conto di ciò vediamo. Ma tutti coloro che producono immagini si confrontano con lo stesso problema: come comprimere persone, cose e luoghi tridimensionali su una superfice piatta? I risultati vengono spesso catalogati come pitture, fotografi e o film, per poi essere ordinati secondo epoche e stili. Ma di fatto, che siano prodotti con un pennello, un apparecchio fotografico o un programma digitale, che siano sulle pareti di una caverna o sullo schermo di un computer, sono innanzitutto delle immagini. E a noi, per capire in che modo vediamo il mondo – e quindi per capire anche noi stessi – serve una storia delle immagini. Insomma, questo libro. Dopo una vita dedicata a dipingere, a disegnare o a produrre immagini con apparecchi fotografici, Hockney, in collaborazione con il critico Martin Gayford, possiede tutti gli strumenti necessari per esplorare come e perché nel corso dei millenni siano state prodotte delle immagini. Cos'è che rende interessante dei segni su una superficie piatta? Come viene reso il movimento in un'immagine immobile o, viceversa, cosa lega i film e la televisione agli antichi maestri della pittura? Come condensare il tempo e lo spazio in un'immagine statica, su una tela o su uno schermo? Quello che un'immagine ci mostra è una verità o una menzogna? Le fotografie rappresentano il mondo per come ne facciamo esperienza? Mettendo a confronto una grande varietà di immagini – un fotogramma di un cartone animato di Disney con una stampa di Hiroshige, una scena di un film di Ejzenštejn con un dipinto di Velázquez – gli autori superano le convenzionali frontiere tra cultura alta e bassa, operando inaspettati collegamenti tra epoche, luoghi e tecniche espressive diversissime. Perché per Hockney, film, fotografia, pittura e disegno sono sempre profondamente connessi gli uni con gli altri. Acuto e provocatorio, questo libro contribuisce in modo autorevole a renderci consapevoli del modo in cui rappresentiamo la realtà che ci circonda.
L'arte in sei emozioni / Costantino D'Orazio
Laterza, 2018
Abstract: Desiderio, delirio, tormento, stupore, dubbio, allegria: emozioni antiche quanto l’umanità, che nei secoli gli artisti hanno raccontato in modi sempre diversi. Un viaggio affascinante tra capolavori dell’arte universale e dentro noi stessi. La storia dell’arte può essere raccontata da tanti punti di vista: attraverso le tecniche, i movimenti, le committenze, i linguaggi o gli stili. Questo libro sceglie un’altra strada. Ci invita a compiere un viaggio nel tempo, dall’antichità ad oggi, per scoprire come gli artisti hanno rappresentato le emozioni, quelle che si annidano nei nostri stati d’animo più ineffabili e affascinanti. Lo storico dell’arte Costantino D’Orazio ci guida tra capolavori famosi e opere meno note per accompagnarci alla scoperta del desiderio, del delirio, del tormento, dello stupore, del dubbio e dell’allegria. Sentimenti che l’umanità ha avvertito e considerato in maniera sempre diversa nel corso dei secoli. Dai reperti dell’antica Grecia ai capolavori del Rinascimento, dalle invenzioni del Barocco alle rivoluzioni del Romanticismo, fino alle provocazioni del Novecento, l’arte ha attinto alle emozioni delle donne e degli uomini creando simboli e personaggi per raccontarle. Eros per il desiderio, Prometeo per il tormento, Medusa per il delirio, Maddalena per lo stupore, Polimnia per il dubbio e i putti per l’allegria, sono solo alcune delle figure che svelano il tumulto di emozioni contenuto in queste pagine.
Fluido : corpi mutevoli e instabili nell'arte / Roberta Scorranese
Giunti, 2025
Abstract: Il corpo umano è stato molto più instabile di quel che immaginiamo, dai miti dell’antichità ai “miti” dei giorni nostri. Passaggi di genere e di forma, ambiguità, trasformazioni di varia natura hanno popolato la fantasia di artisti e scrittori, annidandosi nell’immaginario collettivo. Il corpo ha da sempre nascosto o esibito qualcosa di in-definito, sfugge alle classificazioni troppo rigide, può apparire cangiante, travestirsi, ingannare perseguire una inquietante ambiguità, formale o anche sessuale. Questo libro racconta come l’arte ha inseguito e raccontato questa mutevolezza che riscontriamo nelle fonti, nel mito, nella letteratura. Troviamo così Ermafrodito e san Sebastiano, Dioniso e Ganimede, i travestimenti di Zeus, esseri multiformi o variabili, le sirene e le streghe, il femminino maschilizzato di Michelangelo, i ragazzi ambigui di Caravaggio, fino alle mille metamorfosi della modernità, alla fluidità spettacolare di David Bowie a quella impertinente di Damiano David. Tutto molto fluido.
Facce : una storia del volto / Hans Belting
Carocci, 2014
Abstract: Dalle maschere teatrali alla mimica degli attori, dal ritratto europeo alla fotografia, dal cinema all'arte contemporanea, Hans Belting ripercorre in questo volume i diversi tentativi di fissare la vita del volto e del sé. Affascinante indagine sui vari modi in cui gli uomini hanno raffigurato sé stessi nel corso della storia, "Facce" offre innumerevoli spunti di riflessione che mettono in crisi le nostre idee più consolidate.
Larghezza / Jean Starobinski ; traduzione di Guido Alberti
Abscondita, 2016
Abstract: Sul dare e sul ricevere si intesse la storia dell'umanità e si costituisce l'esperienza, dal gesto di Eva, che offre il pomo ad Adamo, alla maternità, intesa come donare la vita. Su questo tema Starobinski interroga la storia, i testi letterari e figurativi che mettono in scena l'atto del donare. Il libro ci racconta la storia di questo concetto ambiguo, dalla Fortuna pagana che regola le sorti del mondo donando a occhi bendati, alla moderna elemosina, valore chiave della coscienza cristiana. Si delinea così il significato di un incantamento, quasi un sortilegio in cui i concetti di buono e cattivo, e forse anche di bene e di male, perdono gli abituali significati, offrendo una chiave di lettura inedita della coscienza e della cultura occidentale.
Una storia delle immagini : dalle caverne al computer / David Hockney e Martin Gayford
Einaudi, 2017
Abstract: La storia delle immagini incomincia nelle caverne e termina, per ora, con l'iPad. Chi sa come continuerà? Ma una cosa è certa, il problema dell'immagine sarà sempre presente: il problema di descrivere il mondo in due dimensioni è un problema costante. Voglio dire: non lo risolveremo mai. Creare un'immagine, sostiene Hockney, è l'unico modo che abbiamo a disposizione per dar conto di ciò vediamo. Ma tutti coloro che producono immagini si confrontano con lo stesso problema: come comprimere persone, cose e luoghi tridimensionali su una superfice piatta? I risultati vengono spesso catalogati come pitture, fotografi e o film, per poi essere ordinati secondo epoche e stili. Ma di fatto, che siano prodotti con un pennello, un apparecchio fotografico o un programma digitale, che siano sulle pareti di una caverna o sullo schermo di un computer, sono innanzitutto delle immagini. E a noi, per capire in che modo vediamo il mondo – e quindi per capire anche noi stessi – serve una storia delle immagini. Insomma, questo libro. Dopo una vita dedicata a dipingere, a disegnare o a produrre immagini con apparecchi fotografici, Hockney, in collaborazione con il critico Martin Gayford, possiede tutti gli strumenti necessari per esplorare come e perché nel corso dei millenni siano state prodotte delle immagini. Cos'è che rende interessante dei segni su una superficie piatta? Come viene reso il movimento in un'immagine immobile o, viceversa, cosa lega i film e la televisione agli antichi maestri della pittura? Come condensare il tempo e lo spazio in un'immagine statica, su una tela o su uno schermo? Quello che un'immagine ci mostra è una verità o una menzogna? Le fotografie rappresentano il mondo per come ne facciamo esperienza? Mettendo a confronto una grande varietà di immagini – un fotogramma di un cartone animato di Disney con una stampa di Hiroshige, una scena di un film di Ejzenštejn con un dipinto di Velázquez – gli autori superano le convenzionali frontiere tra cultura alta e bassa, operando inaspettati collegamenti tra epoche, luoghi e tecniche espressive diversissime. Perché per Hockney, film, fotografia, pittura e disegno sono sempre profondamente connessi gli uni con gli altri. Acuto e provocatorio, questo libro contribuisce in modo autorevole a renderci consapevoli del modo in cui rappresentiamo la realtà che ci circonda.
Babalibri, 2018
Abstract: Segui David Hockney e Martin Gayford, insieme all'illustratrice Rose Blake, in questo viaggio attraverso la storia delle immagini per scoprire come queste abbiano attraversato i secoli: dalle caverne ai templi, alle chiese, agli album fotografici, fino al cinema e agli schermi dei nostri computer.
Edifir, 2015
Abstract: La raccolta di saggi, scaturiti da una giornata di studi promossa dalla Fondazione Ambron Castiglioni con la collaborazione della Biblioteca Marucelliana e dell'Archivio di Stato di Firenze, affronta l'analisi dei prototipi iconografici veicolati dal messaggio antisemita nell'Italia degli anni Trenta e dal mondo dell'illustrazione in particolare, in una chiave di lettura ancora poco esplorata nella storia del razzismo che permette di constatare la diffusione capillare del fenomeno nella grafica del periodo. Numerose sono state le matite italiane che, alla vigilia del secondo conflitto mondiale, hanno rappresentato gli ebrei come "cattivi", stereotipati in caratteri somatici ben definiti: naso adunco, labbra carnose, capelli crespi e barba lunga. Mercanti e banchieri senza scrupoli, affaristi, prestatori di denaro e ingannatori, comunque causa di tutti i mali della nazione, i personaggi così cinicamente tratteggiati finirono per caratterizzare l'apparato iconografico dei libri e delle riviste illustrate, da quelle satiriche a quelle per ragazzi, che a partire dal 1938 iniziarono a proporre al lettore un ricco campionario di immagini a supporto delle direttive di regime.
A piene mani : dono fastoso e dono perverso / Jean Starobinski ; a cura di Antonia Perazzoli Tadini
Torino : Einaudi, copyr. 1995
Abstract: Sul dare e sul ricevere si intesse la storia dell'umanità e si costituisce l'esperienza, dal gesto di Eva, che offre il pomo ad Adamo, alla maternità, intesa come donare la vita. Su questo tema Starobinski interroga la storia, i testi letterari e figurativi che mettono in scena l'atto del donare. Il libro ci racconta la storia di questo concetto ambiguo, dalla Fortuna pagana che regola le sorti del mondo donando a occhi bendati, alla moderna elemosina, valore chiave della coscienza cristiana. Si delinea così il significato di un incantamento, quasi un sortilegio in cui i concetti di buono e cattivo, e forse anche di bene e di male, perdono gli abituali significati, offrendo una chiave di lettura inedita della coscienza e della cultura occidentale.
Il diavolo : storia iconografica del male / Laura Pasquini
Carocci, 2024
Abstract: Il diavolo può sfoggiare le corna, la coda e le ali, fattezze bestiali, orrifiche o mostruose; ma può anche mostrarsi umanizzato e sensuale, prestante e vigoroso. Può essere enorme come minuto, villoso come glabro, terribile o burlone, ignudo o ben abbigliato. Non esiste un'unica forma, ve ne sono tante; non una sola figura ma migliaia da mettere in fila, da comprendere e giustificare in base alle fonti testuali, alle leggende, agli eventi di cui il demonio rappresenta gli esiti drammatici e nei quali riesce ogni volta a impersonare il nemico di turno, adottando la maschera opportuna. Pur operando un'inevitabile selezione fra le innumerevoli testimonianze figurative, il volume analizza l'evoluzione dell'immagine demoniaca dalle prime attestazioni nella Tarda Antichità fino ai giorni nostri, individuandone via via le strategiche mutazioni, le eventuali novità, le possibili motivazioni storiche.
Il significato nelle arti visive / Erwin Panofsky
Torino : Einaudi, copyr. 1962
Abstract: In un'opera d'arte la forma non può essere disgiunta dal contenuto: la disposizione delle linee e del colore, della luce e dell'ombra, dei volumi e dei piani, per quanto incantevole come spettacolo, dev'essere anche intesa come portatrice di un significato che va al di là del valore visivo. Grande teorico dell'iconologia, Panofsky ha sostenuto la necessità di approfondire il profondo legame che unisce un'opera d'arte a tutti i fatti culturali e ai contenuti spirituali di un'epoca. Gli esempi addotti in questo volume vanno dall'arte egizia a Poussin, dal gotico a singoli problemi posti da opere di Durer, Tiziano, Vasari, alla ricerca del senso profondo del variare dei modi e dei metodi della figurazione.
Erba svelata : storie e immagini / [a cura di Antonello Marieni]
Erba : PAM, stampa 2004
Documenti e archivi, codici e biblioteche, miniature
Milano : Electa, 1982
Quel che resta del paradiso / Jean Delumeau
Milano : Mondadori, 2001
Abstract: Gli uomini del medioevo lo immaginavano come una città dalle mura d'oro, circondata da praterie fiorite. Per i cristiani di un tempo il regno dei cieli era un luogo concreto, raffigurato a partire dalle più magnifiche realtà terrene. A poco a poco però il paradiso si allontana dalla terra. La nuova cosmografia ne sconvolge la localizzazione e diviene sempre più difficile pensare al cielo come dimora di Dio. Cosa resta del paradiso? La sua morte come luogo equivale alla scomparsa della dimensione dell'aldilà? Ma come raffigurarsi allora la nuova vita in cui gli uomini si ritroveranno presso un Dio d'amore, nella fraternità universale promessa dalla fede cristiana?
Il mito di Roma : tra arte e storia / a cura di Valter Curzi
Cinisello Balsamo : A. Pizzi ; [Roma] : Viviani, [2007]
Einaudi, 2010
Abstract: In un'opera d'arte la forma non può essere disgiunta dal contenuto: la disposizione delle linee e del colore, della luce e dell'ombra, dei volumi e dei piani, per quanto incantevole come spettacolo, dev'essere anche intesa come portatrice di un significato che va al di là del valore visivo. Grande teorico dell'iconologia, Panofsky ha sostenuto la necessità di approfondire il profondo legame che unisce un'opera d'arte a tutti i fatti culturali e ai contenuti spirituali di un'epoca. Gli esempi addotti in questo volume vanno dall'arte egizia a Poussin, dal gotico a singoli problemi posti da opere di Durer, Tiziano, Vasari, alla ricerca del senso profondo del variare dei modi e dei metodi della figurazione.