Trovati 94 documenti.
Trovati 94 documenti.
America Latina / un film dei fratelli D'Innocenzo ; [Elio Germano]
CG, [2022]
Abstract: Latina: paludi, bonifiche, centrali nucleari dismesse, umidità. Massimo Sisti è il titolare di uno studio dentistico che porta il suo nome. Professionale, gentile, pacato, ha conquistato tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama e che lo accompagna nello scorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. La moglie Alessandra e le figlie Laura e Ilenia sono la sua ragione di vita, la sua felicità, la ricompensa a un'esistenza improntata all'abnegazione e alla correttezza. È in questa primavera imperturbabile e calma che irrompe l'imprevedibile: un giorno come un altro Massimo scende in cantina e l'assurdo si impossessa della sua vita.
Bollati Boringhieri, 2019
Abstract: Carl Gustav Jung non si è rivelato soltanto un grande artista in prima persona. Ha sempre incoraggiato anche i suoi analizzandi (tra cui numerosi allievi) a esprimersi con colori e matite, vincendo la loro iniziale riluttanza a provarsi con mezzi che giudicavano impropri rispetto al tenore solo verbale dell’analisi, e di cui non comprendevano la finalità. Presto, però, tutti dovevano ricredersi. Raffigurare ciò che si agitava nelle regioni profonde della psiche era un «compito a casa» molto spesso risolutivo per l’evolversi della psicoterapia. Nelle mani di chi non aveva mai impugnato un pennello il contenuto dei sogni e delle visioni diurne prendeva forma materiale e, osservava Jung, «dispiegava completamente il suo effetto», ossia diventava «fantasia operante», e conduceva il paziente verso «qualcosa di inestimabile»: la «maturità psicologica». Ma, oltre all’efficacia terapeutica, qualcos’altro – non intenzionale, non messo in conto da nessuno, analista o paziente – traspare da queste figure e si impone: la bellezza. L’Archivio delle immagini conservato a Küsnacht dal C. G. Jung Institut di Zurigo custodisce 4500 opere di pazienti, raccolte da Jung tra il 1917 e il 1955, perlopiù anonime e di difficile datazione. Tesori dell’inconscio ne porta alla luce 178, selezionate e commentate sapientemente da un gruppo di studiosi che vanta competenze sia analitiche sia storico-artistiche. Jung spiegherebbe l’aria di famiglia che colpisce subito negli acquerelli, guazzi e disegni inediti qui riprodotti riferendone il «simbolismo primitivo», l’«arcaismo inconfondibile» e la «barbarica intensità» alla comune radice nell’inconscio collettivo. Ed è la stessa forza – dischiusa dai soggetti raffigurati, siano essi paesaggi, demoni interiori, furie animalesche o mandala – che vediamo agire nelle tavole de Il Libro rosso o negli splendidi manufatti di L’arte di C. G. Jung.
L'inconscio prima di Freud / Lancelot Law Whyte ; [traduzione di Francesco Cardelli]
Roma : Astrolabio, 1970
Psiche e coscienza
Il Saggiatore, 2019
Abstract: Mistici e poeti, filosofi e scienziati hanno esplorato nei secoli l'oscuro padrone delle nostre vite: l'inconscio. Per primo ne scrisse sant'Agostino; poi fu oggetto di una disputa tra Leibniz e Locke; quindi vennero le esperienze di Coleridge e Baudelaire con l'oppio e i primi esperimenti con l'ipnosi. All'inizio del Novecento Freud lo mise al centro di ogni attività psichica, ma sul finire del secolo diventò cruciale anche per i modelli della mente proposti dalle neuroscienze cognitive. L'inconscio appartiene a ogni concezione dell'essere umano e abita in forme infinite il nostro immaginario. Ha ispirato l'arte, la letteratura, la musica, il cinema: da Breton a Bacon, da Bataille a Burroughs, da Stravinsky ai Judas Priest, da Hitchcock a Kubrick. Non solo. La ricerca di modelli della mente non dominati dalla coscienza segna la nascita dell'informatica e le neuroscienze contemporeanee. Come insegna Damasio, il nostro cervello conserva una quantità infinita di informazioni e continua a processarle inconsciamente. La tesi di Frank Tallis è che, pur da prospettive diverse, psicoanalisti, cognitivisti e neuro-scienziati sono uniti nel sostenere che eventi che accadono al di fuori della nostra consapevolezza (compresi gli auto-inganni, le prime impressioni e le influenze subliminali) sono tra le principali determinanti del comportamento umano. Tallis si spinge ancora più in là, sostenendo che una certa idea di inconscio può unificare tradizione occidentale e sensibilità orientale, l'illusorietà della coscienza smascherata dalle neuroscienze e l'irrealtà del Sé predicata dal buddhismo. "Breve storia dell'inconscio" attraversa secoli di storia facendo vivere al lettore l'avventura dell'uomo che impara a conoscere la sua «mente nascosta». Tallis racconta il sorprendente viaggio delle nostre convinzioni: se i contemporanei di Freud non potevano concepire che gran parte della vita umana fosse condizionata da qualcosa di nascosto, oggi fatichiamo a credere il contrario. Perché, come scriveva lo psicoanalista viennese, «lo psichico è inconscio, e l'inconscio è il vero psichico».
Il Mulino, 2018
Abstract: Per secoli, la mente umana è sembrata trasparente. Si sapeva che qualcosa sfuggiva al controllo della coscienza, ma si trattava di messaggi inviati dagli dèi. Poi, tutto cambia. Con Freud è l’inconscio che spiega l’origine e il significato dei sogni, ma anche le sviste e i lapsus della vita quotidiana. Un inconscio che tutti noi conosciamo, ma che non è l’unico. Incontreremo qui altri inconsci; quello, pervasivo, che chiamiamo cognitivo e che è l’esito dell’evoluzione naturale del cervello. E ancora: la mole enorme di informazioni che ci sommerge attraverso gli schermi dei nostri computer ha creato una sorta d’inconscio artificiale, fonte di trappole insidiose per il nostro giudizio. Conoscere i molteplici inconsci e capire come interagiscono significa smascherare i meccanismi che ci possono ingannare, e che ci illudono di essere più consapevoli di quanto in realtà siamo.
Metapsicologia / Sigmund Freud ; introduzione di Flavio Manieri
Roma : Newton Compton, 1970
Le carte divinatorie dei sogni : interpretazione psicologica, simboli e significati / Laura Tuan
Dv, De Vecchi, 2024
Abstract: Il sogno è gioco, follia, liberazione, messaggio o strumento di consapevolezza: grazie a lui si svelano i nostri segreti, le nostre paure, i nostri desideri. Questo kit ci insegna a interpretare i nostri sogni guidandoci negli angoli più remoti della nostra coscienza, aiutandoci a capire la situazione in cui ci troviamo e indicandoci la strada da seguire. All'interno: 52 carte divinatorie e un manuale di istruzioni.
Elogio dell'inconscio : come fare amicizia con il proprio peggio / Massimo Recalcati
Nuova ed. aggiornata
Castelvecchi, 2024
Abstract: Il progresso delle neuroscienze, l'uso degli psicofarmaci, le terapie brevi centrate sulla correzione del sintomo sembrano decretare la morte della psicoanalisi. La cura deve comprimersi il più possibile. Contro questa deriva cinica un pamphlet che sintetizza perché vivere senza inconscio sarebbe una catastrofe interiore. In un’epoca sempre più votata alla robotizzazione della vita, elogiare l’inconscio è un atto di resistenza. Invenzione di Freud – secondo la radicale lettura di Massimo Recalcati –, l’inconscio è infatti il luogo in cui il desiderio del soggetto si manifesta nella sua irriducibile singolarità, ritagliando costantemente uno spazio creativo, eccentrico, anomalo che nessuna pianificazione educativa può addomesticare. L’inconscio non smette di destabilizzare il conformismo sociale, l’uniforme imposta da quel che Jacques Lacan chiamava il «discorso del capitalista». È l’unico vero antidoto alla concezione dell’uomo come macchina e al culto narcisistico dell’io-padrone. Riconoscere l’esistenza del soggetto dell’inconscio significa anche mettere in scacco l’ideale prestazionale di un’identità forte, deporre ogni forma di fanatismo o dogmatismo totalitario e «sviluppare, come si direbbe in politica, una democrazia interna più vitale e più interessante, dove i confini siano in grado di garantire transiti e incontri sorprendenti». Con questo elogio, oggi ripubblicato in versione aggiornata e con una nuova Introduzione, Recalcati ci ricorda che non esiste un modello uguale per tutti cui dovremmo conformare le nostre vite. «Non cedere sul proprio desiderio», come insegnava Lacan, è piuttosto un dovere etico che impegna ciascuno di noi, singolarmente, in una responsabilità radicale. A volte, persino quella di fare amicizia con il nostro peggio.
Il libro dell'Es. Lettere di psicoanalisi a un'amica
Milano : Bompiani, 1981
I libri della caravella ; 249 - Tascabili Bompiani ; 249
Milano : A. Mondadori, 1992
Oscar saggi ; 264
La psicologia dell'inconscio / Carl Gustav Jung ; [traduzioni di Marco Cucchiarelli, Celso Balducci]
Rist. identica alla 1. ed.
Roma : Newton Compton, 2010
Grandi tascabili economici ; 34Saggi
Abstract: Tutto ciò che si può pensare della psiche è stato variamente espresso attraverso i tempi dalla filosofia, dalla religione, dalla letteratura, dall.alchimia, dalla magia. Di fronte all'enigma dell.anima, Jung è solo un ricercatore che osserva i fatti. Nei saggi raccolti in questo volume il grande studioso espone le sue idee sull.inconscio, dalle prime intuizioni ai dati sperimentali emersi durante il lavoro con i suoi pazienti, che lo portarono a elaborare l'idea dell'esistenza di un inconscio collettivo, a esplorarne le potenzialità creative, le relazioni con i disturbi psichici e il modo in cui influenza la nostra attività quotidiana.
Da Freud a Jung : uno studio comparato della psicologia dell' inconscio / Liliane Frey-Rohn
Milano : Cortina, copyr. 1984
Ferrara : La Gran Bevuta, [19--?] (Margate : Magic Ink)
Bollati Boringhieri, 2013
Abstract: Un fiore irradia il suo splendore latteo nel campo scuro di un cerchio perfetto: non è opera di un artista, ma di una paziente cinquantenne di Jung, che prima di entrare in analisi ignorava di essere così brava a maneggiare matita, pennelli e colori. La figura è l'ultima di ventiquattro sontuose forme mandaliche dipinte dalla signora X e qui riprodotte. Queste immagini testimoniano di mutamenti profondi percepiti con l'occhio rivolto all'interno e ancora incompresi da chi li vive. Nella prospettiva junghiana esposta, al consueto, con limpidezza e profusione di raccordi storico-religiosi e alchemici - aiutano a integrare nella coscienza molti contenuti inconsci, illustrando la presenza di una pulsione universale, l'individuazione, colta negli stadi iniziali del processo che vi presiede. Mentre ribadisce la base empirica, e non speculativa, di nozioni fondamentali della psicologia analitica, corroborate in decenni di pratica psicoterapeutica, Jung confessa di avere già sperimentato per sé lo stesso metodo pittorico della paziente: confermo che si possono dipingere figure effettivamente complesse senza avere la minima idea del loro contenuto reale. Mentre la si dipinge, l'immagine sembra svilupparsi da sé, spesso in contrapposizione con l'intenzione cosciente. Adesso, dopo che il mondo ha finalmente conosciuto quali meraviglie d'arte e di pensiero teneva in serbo il suo Libro rosso2, sappiamo a che cosa alludesse.
Psicologia dell'inconscio / Carl Gustav Jung ; traduzione di Silvano Daniele
Bollati Boringhieri, 2012
Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1916 e più volte rielaborato, considerato da Jung un'opera divulgativa e scritto in un linguaggio semplice e quasi privo di tecnicismi, Psicologia dell'inconscio delinea i primi accenni della teoria dei tipi psicologici e le prime formulazioni dei concetti essenziali della psicologia analitica: inconscio personale e collettivo, animus e anima, l'ombra e gli archetipi. Smarcandosi dalle dottrine di Adler e Freud, che volevano come principi attivi nella psiche rispettivamente Eros e volontà di potenza, Jung ne nega qui il valore primario ed esclusivo accogliendo una definizione soggettiva della psiche. Alla luce di questo nuovo punto di vista è l'esperienza vitale delle generazioni che ci hanno preceduto in millenni di evoluzione della specie ad acquistare valore. Sarà il trionfo del concetto di inconscio collettivo.
Elogio dell'inconscio : dodici argomenti in difesa della psicoanalisi / Massimo Recalcati
[Milano] : B. Mondadori, copyr. 2007
Abstract: Il progresso delle neuroscienze, l'uso degli psicofarmaci, le terapie brevi centrate sulla correzione del sintomo sembrano decretare la morte della psicoanalisi. La cura deve comprimersi il più possibile. Contro questa deriva cinica un pamphlet che sintetizza perché vivere senza inconscio sarebbe una catastrofe interiore. In un’epoca sempre più votata alla robotizzazione della vita, elogiare l’inconscio è un atto di resistenza. Invenzione di Freud – secondo la radicale lettura di Massimo Recalcati –, l’inconscio è infatti il luogo in cui il desiderio del soggetto si manifesta nella sua irriducibile singolarità, ritagliando costantemente uno spazio creativo, eccentrico, anomalo che nessuna pianificazione educativa può addomesticare. L’inconscio non smette di destabilizzare il conformismo sociale, l’uniforme imposta da quel che Jacques Lacan chiamava il «discorso del capitalista». È l’unico vero antidoto alla concezione dell’uomo come macchina e al culto narcisistico dell’io-padrone. Riconoscere l’esistenza del soggetto dell’inconscio significa anche mettere in scacco l’ideale prestazionale di un’identità forte, deporre ogni forma di fanatismo o dogmatismo totalitario e «sviluppare, come si direbbe in politica, una democrazia interna più vitale e più interessante, dove i confini siano in grado di garantire transiti e incontri sorprendenti». Con questo elogio, oggi ripubblicato in versione aggiornata e con una nuova Introduzione, Recalcati ci ricorda che non esiste un modello uguale per tutti cui dovremmo conformare le nostre vite. «Non cedere sul proprio desiderio», come insegnava Lacan, è piuttosto un dovere etico che impegna ciascuno di noi, singolarmente, in una responsabilità radicale. A volte, persino quella di fare amicizia con il nostro peggio.
L' età dell'inconscio : arte, mente e cervello dalla grande Vienna ai nostri giorni / Eric R. Kandel
Raffaello Cortina, 2012
Abstract: Il premio Nobel Eric Kandel usa le sue doti di divulgatore per portarci nella Vienna del Novecento, dove le figure più eminenti della scienza e dell'arte diedero l'avvio a una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre il modo di considerare la mente umana. Nei salotti viennesi dell'epoca si discutevano idee che avrebbero segnato una svolta nella psicologia, nella neurobiologia, nella letteratura e nell'arte. Tali idee portarono a progressi che esercitano ancora oggi la loro influenza. Sigmund Freud sconvolse il mondo mostrando come l'aggressività e i desideri erotici inconsci si esprimano simbolicamente nei sogni e nel comportamento. Arthur Schnitzler rivelò la sessualità inconscia delle donne con l'innovativo ricorso al monologo interiore. Gustav Klimt, Oskar Kokoschka e Egon Schiele diedero vita a opere di grande evocatività che esprimevano il piacere, il desiderio, l'angoscia e la paura. L'età dell'inconscio aiuta a capire i meccanismi cerebrali che rendono possibile la creatività nell'arte e nella scienza, aprendo una nuova dimensione nella storia intellettuale.
Al di là del tabù dell'incesto : psicoanalisi e conoscenza / Silvia Montefoschi
Milano : Feltrinelli, 1982
Biblioteca di psichiatria e di psicologia clinica ; 71
Dialettica dell'inconscio / Silvia Montefoschi
Milano : Feltrinelli, 1980
Biblioteca di psichiatria e di psicologia clinica ; 62
L'io e l'inconscio / Carl Gustav Jung ; introduzione di Mario Trevi ; traduzione di Arrigo Vita
Bollati Boringhieri, 2012