Trovati 423 documenti.
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UTET, 2017
Abstract: Nel 1991, Hans Ulrich Obrist organizza il suo primo "Kitchen Show", un'esposizione nella cucina dell'appartamento dove vive a San Gallo, in Svizzera. All'epoca ha solo ventitré anni. Troppo giovane per curare mostre in musei o gallerie, ha deciso insieme a Peter Fischli e David Weiss di sperimentare questa nuova strada: portare l'arte fuori dai circuiti canonici e inserirla in uno spazio raccolto, per recuperare l'intimità nel rapporto tra artista e opera. L'intuizione di Obrist si rivela geniale e le mostre sono un successo. Il suo nome comincia a circolare tra artisti e curatori. Obrist, guidato da una curiosità febbrile, si ritaglia uno spazio nel circuito dell'arte contemporanea: partecipa a mostre e fiere internazionali, studia i cataloghi delle gallerie e i manuali di storia dell'arte ma soprattutto inizia a intervistare gli artisti non appena ne trova l'occasione. Il suo modello sono "Le Vite" di Giorgio Vasari, il suo modus operandi ruota intorno a quella stessa idea su cui si basavano i Kitchen Show: l'artista viene messo a suo agio, ricreando la familiarità del dialogo estemporaneo «come se ci trovassimo in un bar». Negli anni successivi, mentre si afferma come uno dei più importanti curatori d'arte, Obrist raccoglie oltre 2 mila e 500 ore di registrazioni. Intervista pittori, architetti, scultori, filosofi, scrittori; ogni parola viene incisa su nastro magnetico e conservata in una monumentale opera archivistica. Nelle diciannove interviste qui raccolte seguiamo Obrist mentre conversa di cinema e poesia con David Hockney, di ready-made e specchi con Gerhard Richter, di performance e Yoko Ono con Marina Abramovic o di progetti mai realizzati e desideri con Zaha Hadid. Nella sua opera di resistenza all'oblio Obrist disegna la più accurata mappa dell'inventiva artistica degli ultimi vent'anni e allo stesso tempo ci indica le coordinate per l'arte del futuro.
Le ragazze con il pallino per la matematica / Chiara Burberi e Luisa Pronzato
Libro/mania, 2017
Abstract: Ilaria, scienziata internazionale, era una “capra” in matematica. Sandra, avvocata e manager sognava di fare la veterinaria. E ancora, Marina ingegnera, Elena startupper, Debora giornalista, Paola ricercatrice. Cento donne che si sono confrontate con “il pallino per la matematica”, tutte sfatano i pregiudizi che vorrebbero le materie scientifiche solo per talenti naturali, solo per uomini, necessariamente seria e formale, lontana dalla realtà. Una raccolta di cento interviste, che seguono una traccia semplice che valorizzi le personalità, le passioni e le esperienze individuali di studio e di professione. Ci sono donne nate con un talento evidente e ci sono donne che hanno scoperto e sviluppato l’importanza delle competenze logico-matematiche solo nel tempo. Le narrazioni di crescita personale prima che professionale suggeriscono alle ragazze più giovani percorsi di orientamento per la scuola e per il lavoro e possono far prendere consapevolezza delle proprie potenzialità, sfatando il mito che bisogna nascere palesemente talentuosi per avere una vita di successo. E questo vale per le ragazze. Ma anche per i ragazzi.
Il Mulino, 2017
Abstract: La sfida più impegnativa per la politica di oggi? Proporre il meglio, non l’alternativa al peggio. Questo libro nasce all’alba. Precisamente all’alba di due giorni che, con il Brexit e l’elezione di Trump, hanno cambiato la nostra storia. Siamo di fronte a sfide il cui impatto sull’Italia e sull’Europa è riconducibile all’anno di svolta 1989. Per quanto scioccanti, questi eventi possono aprire per l’Europa nuove e persino affascinanti opportunità. Di certo, nel mondo di oggi sono fondamentali reattività e tempismo. È tempo che l’Europa diventi adulta e cambi strada rispetto a errori e incertezze di questi ultimi anni. E che l’Italia sia in prima fila contro i nazionalismi risorgenti e protagonista nella costruzione di una nuova Unione, più calda e vicina ai cittadini.
Chris Ware, Il palazzo della memoria : scritti, disegni, interviste / a cura di Hamelin
Coconino Press : Fandango, 2016
Abstract: Chris Ware racconta il quotidiano, l'intimità, la solitudine con una stupefacente quanto controllata esuberanza grafica. Empatica raffigurazione dell'umano, la sua opera si situa sul crinale tra scrittura e arti visive, esattamente nel cuore del fumetto. La prima antologia italiana su Chris Ware: uno strumento per conoscere l'arte e il pensiero del più influente autore del moderno graphic novel, che ospita, accanto a una vasta selezione di tavole a fumetti, illustrazioni e disegni, quattro scritti di Chris Ware, contributi di colleghi come Chip Kidd e Ivan Brunetti e un saggio degli accademici David Ball e Martha Kuhlman che ricostruisce in maniera esaustiva il percorso artistico dell’autore. Completano il volume due lunghe interviste.
Intervista con la storia / Oriana Fallaci ; prefazione di Federico Rampini
8. ed.
BUR, 2021
Abstract: Da Henry Kissinger a Willy Brandt, da Golda Meir a Indira Gandhi, da Ailé Selassié a Reza Pahlavi, dal generale Giap ad Arafat, da William Colby ad Alvaro Cunhal, da Andreotti a Santiago Carillo: il libro raccoglie ventisette dissacranti interviste con i personaggi più potenti e influenti del nostro tempo
Freno, curva, gas : la mia vita / Jorge Lorenzo
Mondadori, 2017
Abstract: In questa autobiografia, nata dall'interazione con la sua community, Lorenzo indugia su temi di grande interesse: come si allena per contenere gli infortuni da caduta, che sensazioni avverte quando commette un errore di guida ad alta velocità, qual è secondo lui la differenza fra un pilota normale e un campione, fino al suo passaggio in Ducati.
L'etica del ribelle : intervista su scienza e rivoluzione / Giulio Giorello ; a cura di Pino Donghi
Laterza, 2017
Abstract: Cosa c'è dietro una rivoluzione, sia essa politica, religiosa o scientifica? Quali, se ne esistono, i limiti? Che cosa differenzia il rivoluzionario dal ribelle? La rivoluzione è il ritorno a uno stato preesistente e ideale, come suggerisce l'etimo astronomico revolutio, che in latino indica il tornare di un pianeta alla posizione iniziale, o una marcia verso il nuovo? Che relazione c'è tra conoscenza e rivoluzione? Giulio Giorello riflette sulla rivoluzione come categoria capace di mediare il rapporto tra verità, tempo e conoscenza. Tutto nasce dalla libertà di cambiare: per studiare la conoscenza bisogna studiare le rivoluzioni nella conoscenza.
Il piano inclinato : conversazione con Giulio Santagata e Luigi Scarola / Romano Prodi
Il Mulino, 2017
Abstract: Mentre il profilo delle nostre società veniva profondamente modificato dall'impatto della tecnologia, della finanza e della globalizzazione, ci siamo dimenticati dell'uguaglianza. Ma senza uguaglianza la stessa crescita rallenta e le crepe nella coesione sociale alimentano i populismi, mettendo a rischio la stabilità democratica. Attribuendo alla politica economica nazionale un ruolo tuttora decisivo nella correzione degli squilibri che bloccano l'ascensore sociale e frenano lo sviluppo, Romano Prodi indica le principali aree di intervento sulle quali agire per una crescita inclusiva che inverta la rotta sin qui seguita.
Lumi, 2016
Abstract: Mujica, che si è sempre sentito una pecora nera e ha trascorso più di tredici anni in carcere a causa della militanza politica, spiega in queste pagine il percorso che lo ha portato al potere, alla presidenza dell'Uruguay. È un resoconto dal ritmo vertiginoso, prodotto in oltre cento ore di conversazioni familiari e istituzionali, politiche e private, personali e telefoniche; chiacchierate intrattenute fra gli uffici presidenziali e in mezzo alla campagna, in scenari tanto differenti come la Casa Bianca, il Vaticano, la fattoria di Mujica e le periferie di Montevideo o una piccola casa ristrutturata, luoghi nei quali nessun incontro si concluse mai prima dell'alba.
Così va il mondo / Noam Chomsky ; con David Barsamian e Arthur Naiman
Piemme, 2017
Abstract: Nessun popolo lo ha eletto, non vi è stata alcuna votazione democratica in alcun parlamento. Ma un consesso di oligarchi si è sostanzialmente autonominato Senato del mondo in base al censo e alla classe sociale. Il ruolo del popolo è più o meno di ratificare, attraverso quello che si è ridotto a un rito formale - le elezioni -, decisioni già prese e comunque separate dalle politiche economiche, che si muovono su binari diversi dalla politica vera e propria. Noam Chomsky è un acuto conoscitore delle dinamiche del potere, e un infallibile premonitore dei mali che affliggono le società occidentali. Quasi trent'anni fa aveva predetto il disastro della speculazione finanziaria, che negli anni ha sostituito l'economia di investimento, e il progressivo sgretolamento delle democrazie da parte delle ricche élite che più di tutto odiano essere intralciate da istanze sociali. Queste pagine rappresentano una sorta di "viaggio illuminante" nella società, nei media e nelle stanze del potere di un sistema che rischia di trovare la sua prima ragion d'essere nel metodo di spartizione del bottino fra potentati economici e conniventi politici. Demolitore delle ipocrisie del politicamente corretto, Chomsky è stabilmente nella lista dei dieci autori più citati di sempre (in compagnia di Shakespeare e di Aristotele, di Marx e della Bibbia), ma benché sia trattato come un'autentica celebrità in Europa e sia senza dubbio un critico sociale di enorme valore, appare l'equivalente moderno dei profeti del Vecchio Testamento: gli si addice il detto "nessuno è profeta in patria". Eppure le sue analisi e previsioni si rivelano quasi sempre sorprendentemente esatte. Noam Chomsky, "il più importante intellettuale vivente" nella definizione del New York Times, è un acuto conoscitore delle dinamiche del potere, e un infallibile premonitore dei mali che oggi affliggono le società occidentali. Quasi trent'anni fa aveva predetto il disastro della speculazione finanziaria, che negli anni ha sostituito l'economia di investimento, e il progressivo sgretolamento delle democrazie da parte delle ricche élite che più di tutto odiano essere intralciate da istanze sociali. Questo libro è la summa del suo pensiero.
Io sono una burnesha : viaggio nell'Albania delle vergini giurate / Eva De Properis
Villaggio maori, 2016 (stampa 2017)
Abstract: Reportage e pellicole cinematografiche hanno più volte provato a descrivere la realtà delle burnesha, le vergini giurate d’Albania, traendo spesso conclusioni che hanno offeso le protagoniste di questa scelta. Non si tratta di un travestimento o di una questione di genere: le burnesha sono donne che rinunciano alla propria femminilità e scelgono l’identità sociale di uomo per conquistare diritti, ma anche responsabilità, altrimenti loro preclusi dalla società arcaica in cui vivono. Io sono una burnesha, attraverso le loro parole, racconta di quella parte d’Albania ancora ai margini della modernità, di un mondo antico ma vivo nei villaggi delle Montagne Maledette, di un Paese che sogna l’Europa e nel quale presto, per loro, non ci sarà più posto.
Il Saggiatore, 2017
Abstract: Léonard Cohen che scrive poesie su una Lettera 22, seduto al tavolino di una stanza gelida. Léonard Cohen in abito fumé, che alza il fedora di feltro per salutare la sua band. Cohen in un monastero zen, conosciuto da tutti i monaci come Jikan, «il Silenzioso». Léonard Cohen in Grecia, mentre lavora a un romanzo sotto lsd. Cohen a Montreal, Cohen a Londra e a New York. Cohen l'ebreo che canta un Cristo marinaio. Cohen e il suo sguardo dolce, Cohen gentiluomo. Cohen disperato. Cohen dalla voce tenebrosa e dorata, Cohen alcolizzato. Cohen figlio di un sarto, Cohen portavoce di ogni uomo perduto. Cohen e un amore finito. Cohen con Janis Joplin, su un letto sfatto del Chelsea Hotel. Cohen e Marianne. Cohen e Suzanne. La vita di Léonard Cohen è stata un cammino di gloria e tormento, di sconfitta, eleganza e fragile bellezza. Il suo esordio come cantautore è arrivato solamente a trentatré anni, dopo tre raccolte di poesie e due romanzi acclamati dalla critica e ignorati dal grande pubblico. Cucendo insieme musica e parole ha creato la sua arte, fatta di suoni vellutati e canti dall'abisso, di tradimenti, addii, di morte e desiderio, di impermeabili blu e uccelli sul filo. Ha dato voce a chi si consumava nell'attesa, ha sussurrato di misticismo, malinconia, di sesso e solitudine ; ha alzato il suo Hallelujah verso un mondo sacro e distrutto, sporco e incantato. Ha dato forma all'amore come redenzione, promessa non mantenuta, vortice in cui sprofondare, lasciando canzoni nate dall'assenza e dalla privazione, poesie scure come la cenere depositata dal fuoco ardente ma effimero del tempo. "Il modo di dire addio" è il libro in cui Léonard Cohen confessa in prima persona la propria vita e la propria arte. Attraverso decine di interviste inedite in Italia - accompagnate da una lettera in cui Francesco Bianconi, autore e voce dei Baustelle, racconta il suo Cohen più intimo, costantemente in bilico tra esistenza e poesia - scorrono cinquant'anni di episodi e brani indimenticabili, da «Suzanne» a «I'm your man». E si svela a poco a poco il complesso mondo interiore di un uomo per cui la depressione è sempre stata una realtà quotidiana con cui lottare, un mare scuro da cui emergevano in superficie le sue canzoni, perché ogni sua parola era un'esplosione di luce.
La nostra rivoluzione: voci di donne arabe / Hamid Zanaz
Elèuthera, 2017
Abstract: Già nel dodicesimo secolo il filosofo e scienziato arabo Ibn Rushd, meglio noto in Europa con il nome di Averroè, attribuiva la stagnazione dei paesi musulmani alla rigida subordinazione delle donne. Nove secoli dopo è cambiato qualcosa? Molto poco, risponde Zanaz. Eva la peccatrice è ancora sotto stretta tutela maschile e un'interpretazione integralista dell'islam punta a rafforzare questa subalternità elevata a tratto identitario. Ma sono tante le donne del mondo arabomusulmano che stanno cominciando a criticare apertamente questa diseguaglianza di genere, che ha le sue radici non solo nei dettami religiosi ma anche nelle tradizioni culturali. E lo fanno interpellando direttamente il rimosso, i tabù, con una lucidità, un coraggio e un umanesimo sui quali l'Occidente, sempre più tentato da un ritorno al pensiero religioso, dovrebbe attentamente meditare.
You never had it : an evening with Bukowski = una serata con Charles Bukowski
Feltrinelli, 2017
Abstract: Un'intervista inedita al grande scrittore, montata con riprese in Super8 di Los Angeles oggi e con poesie lette dallo stesso Bukowski. Questo breve documentario è basato su un'intervista video realizzata da Silvia Bizio nel gennaio 1981 allo scrittore Charles Bukowski nella sua casa di San Pedro, in California. È stata una lunga serata fumando sigarette, bevendo vino con Bukowski e la sua futura moglie, Linda LeeBeighle, parlando di ogni argomento, dagli scrittori al sesso, all'amore, all'umanità. "Quando abbiamo trovato le vecchie videocassette dell'intervista di mia madre a Charles Bukowski, abbiamo subito capito che ci trovavamo fra le mani una sorta di reperto storico. Non che allora fossi un appassionato di Bukowski; ma dopo aver ascoltato le sue parole per innumerevoli ore ho inteso la forza del suo lavoro". (Matteo Borgardt)
2. ed.
Minimum fax, 2017
Abstract: Quello del regista è uno dei mestieri più complessi e affascinanti del mondo dell'arte, pericolosamente sospeso tra la cura del dettaglio e la visione d'insieme, tra la libertà della creazione individuale e le limitazioni del lavoro collettivo. Un mestiere in cui non esistono regole scritte, e per comprendere il quale non si può dunque prescindere dall'esperienza dei grandi maestri. In questo volume Laurent Tirard, critico cinematografico e regista lui stesso, ha raccolto le confessioni, le rivelazioni, i consigli pratici di venticinque tra i più grandi registi contemporanei, offrendo al lettore altrettante lezioni di cinema. L'approccio alla sceneggiatura, il rapporto con gli attori, il posizionamento della macchina da presa, il montaggio: ogni regista racconta le sue predilezioni e i motivi delle proprie scelte artistiche, svelando con insospettabile candore tutti i segreti che si nascondono dietro la creazione di un grande film.L'occhio del regista è una guida per chi vuole addentrarsi, da neofita o da semplice curioso, nel mondo della regia cinematografica.
Gli antipatici / / Oriana Fallaci
Milano : Rizzoli, 1963
Zodiaco
Abstract: Gli antipatici sono quei personaggi destinati a trovarsi sempre sulla bocca di tutti, e dei quali tutto si sa e tutto si dice. Inviata de L'Europeo, agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci va a intervistarli: registi da Oscar, poeti premi Nobel, dive di fama planetaria, compositori, scrittrici di alto profilo, Ingrid Bergman, don Jaime de Mora y Aragón, Nilde Iotti, Federico Fellini, Arletty, Baby Pignatari, Catherine Spaak, Gianni Rivera, Afdera Fonda Franchetti, Antonio Ordoñez, Cayetana duchessa d'Alba, Salvatore Quasimodo, Jeanne Moreau, Alfred Hitchcock, Anna Magnani, Porfirio Rubirosa, Natalia Ginzburg, Giancarlo Menotti: in un faccia a faccia implacabile e sottile, ironico e pungente, si trovano alle prese con un magnetofono e una intervistatrice alla quale, ancor più che al mezzo tecnico, nulla sfugge, neppure uno scintillare di occhi, un agitarsi di mani. Ogni intervista è preceduta da una breve presentazione in cui la Fallaci, con grande senso dello humor e una dote innata per il racconto, esprime il suo giudizio. Come lei stessa scrive, i suoi antipatici sono quasi sempre simpaticissimi.
Cobain : montage of heck / un film di Brett Morgen
Universal, 2015
Abstract: Diretto da Brett Morgen, che ha iniziato a lavorarci nel 2007, questo intenso e toccante documentario sulla vita dell’headliner dei Nirvana Kurt Cobain è il primo realizzato in collaborazione con la famiglia Cobain che ha permesso al team di accedere agli archivi personali della famiglia: filmati casalinghi inediti, registrazioni, disegni, fotografie, pagine di diario, demo, ricordi personali, di famiglia e testi di canzoni.
Non scrivere di me / Livia Manera Sambuy
Feltrinelli, 2015
Abstract: Ti proibisco di scrivere di me, intima Philip Roth. Per Livia Manera dovrebbe suonare come un divieto, ma è di fatto un'istigazione ad abbattere la barriera che divide l'intesa umana e l'invenzione letteraria, è uno stimolo ad attivare la memoria di sé e la memoria lasciata dalle tante letture e dalle parole chiave che hanno aperto la porta su un territorio in cui vita e letteratura si mescolano. Livia Manera racconta storie di incontri con i "suoi" scrittori americani, storie di complicità, amicizia, consuetudine, amore. Racconta la New York degli intellettuali che vi sono rimasti, la Parigi di quelli che se ne sono andati, i colori del Maine e il respiro del Midwest. Ci lascia intravedere isolate residenze di campagna, appartamenti impeccabili, strade di Manhattan imbiancate dalla neve, uffici spogli di celebri redazioni, case raffinatissime e monolocali desolati, stanze d'ospedale, caffè parigini, fast food ai margini di un'autostrada. Con il garbo di una scrittura che fa dell'io narrante la sonda e lo specchio, la talpa e la luce, il mondo della letteratura americana diventa la scena di un'esistenza che continua a cercare nelle domande e nei dubbi una strategia di saggezza. E così che ci vengono incontro, con una trasparenza nuova, le figure di Philip Roth, Richard Ford, Paula Fox, Judith Thurman, David Foster Wallace, Joseph Mitchell, Mavis Gallant, James Purdy, ma anche, in controluce, quelle di Carver, Richler e Blixen.
Minimum fax, 2015
Abstract: In tutto l'arco del Novecento pochi cineasti sono riusciti ad attraversare i decenni e i generi mantenendo una cifra stilistica propria e riconoscibile così come ha fatto Stanley Kubrick. In questo nuovo volume della collana dedicata al grande cinema, minimum fax presenta una raccolta di interviste che delineano con grande precisione il suo genio allucinato e metodico al tempo stesso, che ha accompagnato (e in molti casi creato) l'immaginario visivo degli ultimi quarant'anni. Da Orizzonti di gloria a Full Metal Jacket, passando per 2001 - Odissea nello spazio, Arancia meccanica e Shining, quest'opera ripercorre le tappe della carriera di un cineasta spesso discusso, talvolta incompreso ma sempre indipendente fino all'ostinazione, che ci ha regalato alcune delle visioni più belle e profonde della storia del cinema.
ETS, 2017
Abstract: Non è facile parlare di tumori, e ancor meno parlare di tumori "femminili". Questo libro è una risposta ai tanti dubbi e alle tante domande che le donne si pongono di fronte a questo problema. A partire da una grande esperienza professionale, gli autori del libro forniscono informazioni utili in maniera semplice e divulgativa su queste malattie, le cause, i programmi di prevenzione, le prospettive terapeutiche, l'importanza dei Centri di Riferimento. Questo libro è una sorta di tour virtuale che accompagna le donne nel percorso diagnostico, chirurgico e terapeutico all'interno dell'oncologia ginecologica, smitizzando pregiudizi e paure. Lucia Polpatelli, inoltre, prende in considerazione, seppur brevemente, l'importanza dell'aspetto psicologico di queste malattie.