Trovati 20 documenti.
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Porti ciascuno la sua colpa : cronache dalle guerre dei nostri tempi / Francesca Mannocchi
Laterza, 2019
Abstract: Abbiamo diviso in modo netto carnefici e vittime, l’Occidente e il caos; abbiamo tranquillizzato la nostra coscienza con racconti semplicistici. Abbiamo tracciato un confine tra umano e disumano. Così l’Isis era un mostro sconosciuto che andava annientato, e le terre su cui ha allignato solo delle terre guaste da lasciare al loro destino segnato. Eppure, se avviciniamo lo sguardo scopriamo quanto di irresistibilmente umano è restato dove abbiamo pensato non ci fosse bisogno di guardare più nulla. Non c’è un solo ritratto in Porti ciascuno la sua colpa che non si incida nella nostra mente: le donne vedove di miliziani pronte a essere madri di altri martiri, i bambini dei carnefici dell’Isis accanto ai bambini delle vittime dell’Isis nello stesso campo profughi, i giovanissimi orfani del Califfato che speravano di immolarsi in un attentato e adesso senza una gamba guardano fisso il vuoto, gli adolescenti terroristi che sembrano dei ragazzi di una qualunque periferia del pianeta.
Dove i cristiani muoiono / Luigi Gnami
San Paolo, 2018
Abstract: «È tristemente ironico che una delle regioni più pericolose per le minoranze religiose sia proprio la culla delle tre grandi fedi monoteiste: Il Medio Oriente. È in questo contesto che la religione più seguita al mondo, il cristianesimo, diventa la minoranza più diffusamente perseguitata… » Barbara Serra, Al Jazeera English. Don Luigi Ginami narra di quattro diverse missioni compiute in luoghi dove essere cristiani vuol dire mettere a repentaglio la propria vita: • Kenya, a incontrare il vescovo di Garissa, vittima di un attacco dei fondamentalismi scampato miracolosamente alla morte. Nella sua diocesi, la strage di studenti universitari cristiani il 2 aprile 2015. • Kenya, a conoscere i cristiani ospiti del più grande campo profughi dell’ONU (circa 360.000, in fuga da guerre tra Stati e da guerre tribali). • Iraq, a visitare le terre sconvolte dall’espansione dello “Stato Islamico”, e in particolare Mosul, e a portare aiuto e sostegno a migliaia di perseguitati, cristiani e non. • Palestina, a dialogare con le vittime del conflitto tra Israele e Autorità palestinese: il volto umano e dolente di popolazioni vittime della grande politica. Ebrei, musulmani e cristiani ugualmente colpiti da un odio assurdo. Con una figura di sacerdote (l’unico nella Striscia di Gaza) che non si può non ammirare e con le suore di Madre Teresa in prima linea… a favore di moltissimi bambini musulmani.
Becco giallo, 2025
Abstract: Attraverso un viaggio nel Kurdistan iracheno, tra le strade polverose di Sulaymaniyya e di Erbil, Dov’è la bellezza? racconta la vita straordinaria di Kamaran Najm, il primo fotoreporter di guerra iracheno e fondatore di Metrography, la prima agenzia fotografica indipendente del Paese, rivelando il ritratto commuovente di un uomo che ha scelto di documentare la brutalità della guerra ma anche – e soprattutto – la smisurata bellezza della sua terra natale.
L'ISIS raccontato da mia madre / Younis Tawfik
Oligo, 2024
Abstract: Mosul, 2017. Gli uomini dell’ISIS lasciano la seconda città dell’Iraq dopo tre anni di barbarie. Prima, solo poche videochiamate, permesse da una connessione internet incerta, sono state l’unico fragile filo a unire Younis Tawfik, trasferitosi a Torino nel 1978 per imparare la lingua di Dante, e la sua famiglia, ostaggio del fanatismo. Dallo schermo del pc, la mamma racconta di uccisioni sommarie, segregazioni, discriminazioni. Il Paese laico e multiculturale degli anni Settanta è un ricordo lontano. L’autore, tra i maggiori esperti di Medio Oriente in Italia, mostra senza veli le ferite provocategli dal terrorismo in prima persona, mettendosi a nudo in pagine dolorose che raccontano dell’uccisione di suo fratello per mano di al-Qaida o di tutte le sofferenze sopportate dalle sue sorelle in patria; non prima, però, di avere tracciato un efficace quadro storico per comprendere le radici ideologiche e culturali dello Stato Islamico, sorto sulle ceneri del sogno pan-arabo e con l’illusione di riscattare le sconfitte dell’antico califfato abbaside.
La schiava bambina dell'ISIS / Farida ; Andrea C. Hoffmann
Piemme, 2016
Abstract: Farida vive in un villaggio sulle montagne irachene. C'è una bella casa con un giardino ricco di alberi da frutto, ha una famiglia amorevole e a scuola la chiamano la "calcolatrice" perché è brava in matematica. È yazida, non musulmana, ma questo per molto tempo non sembra creare problemi. Il suo mondo crolla un giorno di agosto, quando il villaggio viene attaccato dai guerriglieri dell'Isis. Tutti gli uomini, tra cui il padre e i fratelli di Farida, vengono uccisi e le donne fatte prigioniere e portate via. Per loro inizia un lungo incubo senza fine. I rapitori le considerano come capi di bestiame da vendere al mercato delle schiave. Non c'è limite alle atrocità a cui Farida assiste e alle violenze che le vengono inflitte, tanto da indurla a pensare al suicidio. Ma poi decide di reagire e di combattere. Di non lasciarsi sopraffare, e di rendere la vita difficile ai suoi rapitori. Morde, scalcia, si dibatte, li accusa di andare contro la loro religione, si fa la fama di osso duro. Sempre coi sensi allerta, mese dopo mese, in attesa del momento giusto per mettersi in salvo.
Garzanti, 2016
Abstract: "L'Isis è appena entrato nel nostro villaggio! Ci stanno attaccando!" È il 3 agosto 2014 quando l'esercito dello Stato Islamico fa irruzione in un villaggio di yazidi al confine tra l'Iraq e la Siria. Decine di persone iniziano a sparare: l'ordine ricevuto dal califfo al-Baghdadi è di sterminare qualsiasi minoranza etnica e religiosa. Gli uomini vengono fatti prigionieri, mentre le donne sono messe in vendita come merce al mercato. Tra loro c'è la giovane Jinan: ha solo 18 anni, e quel giorno comincia per lei l'inferno della schiavitù. Con la collaborazione del reporter Thierry Oberlé, in questo libro toccante e coraggioso Jinan rivela i soprusi e la follia di aguzzini senza scrupoli, ma anche la straordinaria solidarietà che nasce tra le compagne con cui condivide quei mesi terribili, la loro capacità di aiutarsi sempre, di rimanere unite senza mai perdere la speranza. Ora che la loro avventurosa fuga le ha rese nuovamente libere, Jinan sceglie di raccontare la sua storia e di elevare - come scrive nella sua pefazione Barbara Stefanelli - "un grido di libertà e di protesta contro quell'eterno destino indicibile cricato come una pietra, da conquistatori e trafficati di guerra, sul corpo delle donne".
Torino : Einaudi, copyr. 2004
Abstract: All'indomani della caduta del regime di Saddam Hussein, Vargas Llosa ha intrapreso un viaggio di due settimane in Iraq. Sono giorni di anarchia selvaggia per una società priva di qualsiasi esperienza di libertà, frammentata da antagonismi e rivalità. Venticinque milioni di abitanti che vivono nella terra d'origine della scrittura e della prima raccolta di leggi il codice di Hammurabi - escono da uno dei regimi autoritari più corrotti e brutali. Lo scrittore peruviano incontra le massime autorità sciite, ostili agli americani, ma anche al sunnita Saddam; racconta delle prime fosse comuni scoperte; raccoglie la testimonianza di un giovane torturato; visita il Kurdistan, l'enclave americana, prova generale del nuovo ordine.
Mondadori, 2017
Abstract: Nell'agosto 2014 la tranquilla esistenza di Nadia Murad, ventunenne yazida del Sinjar, nell'Iraq settentrionale, viene improvvisamente sconvolta: con la ferocia che li contraddistingue, i militanti dello Stato Islamico irrompono nel suo villaggio, incendiano le case, radunano i maschi adulti uccidendone 600 a colpi di kalashnikov e rapiscono le donne, caricandole su autobus dai vetri oscurati. Per Nadia e centinaia di ragazze come lei, giovanissime e vergini, inizia un vero calvario. Separate dalle madri e dalle sorelle sposate, scontando l'unica colpa di appartenere a una minoranza che non professa la religione islamica, vengono private di ogni dignità di esseri umani: per i terroristi dell'ISIS saranno soltanto sabaya, schiave, merce da vendere o scambiare per soddisfare le voglie dei loro padroni.L'abisso della prigionia, gli stupri selvaggi, le torture fisiche e psicologiche, le continue umiliazioni, insieme al dolore per la perdita di quasi tutti i parenti, vengono raccontati da Nadia - miracolosamente sfuggita agli artigli dei suoi aguzzini - con parole semplici e dirette, e proprio per questo di straordinaria efficacia. Le tremende sevizie le hanno lasciato cicatrici indelebili sul corpo e nell'anima, ma anziché ridurla al silenzio, cancellandone l'identità, l'hanno spinta a farsi portavoce della sua gente e di tutte le vittime dell'odio bestiale dell'ISIS.Oggi Nadia è una donna libera, che ha scelto con coraggio di denunciare al mondo intero il genocidio subìto dal suo popolo, non per invocare vendetta, bensì per chiedere giustizia, affinché i colpevoli compaiano di fronte alla Corte penale internazionale dell'Aia e vengano giudicati e condannati per i loro orrendi crimini contro l'umanità. Ma il suo messaggio è soprattutto un pressante invito a non lasciarsi sopraffare dalla violenza e a conservare intatta, sempre e comunque, la fierezza delle proprie radici, e una struggente lettera d'amore a una comunità e a una famiglia distrutte da una guerra tanto assurda quanto spietata.
Gente di Baghdad / Nuha Al-Radi ; traduzione di Claudia Converso e Roberta Belloni
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 2003
Abstract: Nata nel 1941, Nuha al-Radi ha studiato a Londra e insegnato all'università americana di Beirut. Ceramista, pittrice e scultrice, Nuha è un'artista di fama internazionale. In questo volume racconta la vita quotidiana di cinquantenne di buona famiglia in un Iraq messo in ginocchio dalla guerra del Golfo e dal successivo embargo. Dalle sue parole emergono le contraddizioni di una città opulenta che scivola inesorabilmente nel Medioevo, dai congelatori stracolmi di provviste putrescenti per la mancanza di energia elettrica ai furti, alle aggressioni.
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 2003
Abstract: Nel settembre 2002, un giovane iracheno comincia a scrivere in rete il racconto quotidiano della sua vita a Baghdad firmandosi Salam Pax. Racconta agli amici lontani tutto quello che fa e che pensa, dai romanzi di Salman Rushdie a critiche aperte al regime di Saddam. Salam Pax corre un grosso rischio: essere scoperto gli costerebbe la vita. Presto il suo diario diventa celebre fra i navigatori della rete e tutto il mondo legge le pagine web di questo iracheno di 29 anni, laureato in architettura, ateo, gay. Anche i media tradizionali si accorgono di questa voce asciutta e antiretorica: mentre le forze angloamericane si preparano a invadere l'Iraq. Baghdad Blog racconta la guerra e il dopoguerra in Iraq dall'interno e in presa diretta.
All'ombra del dittatore : la mia vita in Iraq / Ashti Marben ; traduzione di Stefano Beretta
Milano : Ponte alle grazie, copyr. 2005
Abstract: Ashti nasce a Koi, una cittadina del Kurdistan iracheno, da una famiglia cattolica. Fin da bambina coltiva una venerazione per Saddam Hussein, una sorta di eroe, un cavaliere senza macchia che si impegna per il bene del suo popolo. Nonostante le difficoltà (i curdi odiano Saddam e non vedono di buon occhio i cristiani), appena quattordicenne inizia ad essere una militante nella sezione femminile del partito Baath e ciò le permette di incontrare personalmente Saddam. Sarà una profondissima delusione. L'uccisione del fidanzato durante la guerra con l'Iran e le minacce di morte che le vengono indirizzate la convincono a fuggire. Ora Ashti Marben vive in Germania e questo è il suo diario-verità.
Otto anni e 21 giorni : il mio impegno di solidarietà in Iraq / Simona Torretta
[Milano] : Rizzoli, 2005
Abstract: Nel settembre 2004, il rapimento in Iraq di due giovani volontarie italiane, Simona Torretta e Simona Pari, ha tenuto col fiato sospeso l'opinione pubblica, non solo italiana. Simona Torretta racconta il suo rapporto decennale con l'Iraq, oppresso dalla dittatura di Saddam Hussein e dall'embargo, e poi vittima di una guerra che ha seminato morte tra la popolazione civile. Racconta le storie delle persone che ha conosciuto, i colloqui con le autorità religiose, i professori universitari, le donne che lottano per i propri diritti e la sopravvivenza delle proprie famiglie, convinta che solo la concreta solidarietà tra i popoli possa condurre a una vera pace. E il rapimento subìto non ha inficiato questa certezza.
Voci da Kabul, voci da Baghdad : ora parla la gente / Anne Nivat ; traduzione di Fernanda Littardi
[Milano] : Sonzogno, 2005
Abstract: Il libro non è né un pamphlet antiamericano, né un saggio di geopolitica, ma un'analisi delle implicazioni sociali e umane dei recenti conflitti internazionali. A guerra finita la reporter francese Anne Nivat ha compiuto un viaggio di 24 settimane dal Nord dell'Afghanistan a Kandahar, da Baghdad a Falluja e Bassora per dare parola alla gente comune, di tutte le professioni e le tendenze politiche. Ne esce un grido che rivela al mondo la verità sugli ex dittatori, le forze occupanti, la situazione delle donne, la democrazia e tanto altro ancora. Il volume è arricchito da note e da una cronologia storica dei due Paesi.
Milano : Feltrinelli, 2005
Abstract: Giuliana Sgrena racconta la drammatica esperienza del suo sequestro, del ferimento e della morte di Nicola Calipari, l'agente che poco prima l'aveva salvata dai rapitori. I ricordi del rapimento, le sensazioni quotidiane vissute in una stanza chiusa e al buio, gli incubi del sequestro, il rapporto con i rapitori si intrecciano alle tematiche della realtà irachena (guerra, sequestri, profughi, resistenza, terrorismo, religione, la condizione delle donne, il processo di balcanizzazione del paese ecc.) con richiami anche al passato regime, a Saddam, alle guerre, all'embargo, ai preparativi bellici angloamericani in contrasto con le decisioni dell'Onu e alla vicenda delle mai rinvenute armi di distruzione di massa.
Milano : Mondadori, 2006
Abstract: La storia vera dell'amore fra un soldato americano e una dottoressa irachena: Sean e Ehda'a si sono incontrati quando lei è andata al ministero della sanità iracheno per cercare un lavoro. Fra i due è stato un colpo di fulmine: Sean si è convertito all'Islam per poterla sposare, nonostante il divieto del suo superiore. È stato arrestato subito dopo la cerimonia e rispedito in Florida. Per sei mesi i due innamorati hanno continuato a scriversi. Ehda'a era avversata da tutto il vicinato per questa relazione, ma contava sulla speranza che l'amore, alla fine, vincesse su tutto. Infatti, dopo essere riusciti a incontrarsi in Giordania, i due sono volati insieme verso la Florida, per iniziare finalmente la loro vita insieme.
Milano : Corbaccio, copyr. 2006
Abstract: Zainab Salbi ha undici anni quando suo padre viene scelto da Saddam Hussein come suo pilota personale. Da quel momento, la vita dei Salbi è legata a quella del dittatore. La madre di Zainab, la bella Alia, insegna alla figlia quello che le occorre sapere per sopravvivere: dire sempre di sì, chiudere in scatole mentali gli orrori che balenano attorno a lei. Impara a cancellare i tuoi ricordi, le ordina. Lui ti sa leggere negli occhi. In questa autobiografia Zainab, fondatrice di Women for Women, rivela per la prima volta il suo legame con il dittatore.
[Milano] : Tropea, copyr. 2006
Abstract: La controinchiesta dei due reporter francesi rapiti dall'Esercito islamico. Ma Chesnot e Malbrunot sono stati gli uomini giusti al posto giusto: due giornalisti free-lance che parlano arabo e conoscono la cultura islamica sequestrati nell'Iraq dilaniato dalla guerra. A differenza di altri ostaggi, hanno potuto interloquire con i loro rapitori, dai carcerieri ai capi dell'organizzazione. Si sono ritrovati reclusi in una fattoria dove una famiglia di contadini conduceva la sua normale esistenza. Hanno incrociato altri ostaggi destinati alla morte. Sono stati coinvolti in discussioni politiche dai combattenti del gruppo e hanno potuto fare domande sulla struttura dell'Esercito islamico.
Contractor / Gianpiero Spinelli
Milano : Mursia, 2009
Abstract: I contractor sono specialisti assunti dalle compagnie di sicurezza private, soldati ombra che ope-rano nelle zone calde del mondo. Gianpiero Spinelli è uno di loro: ex paracadutista della Folgore, racconta attraverso questa testimonianza rabbiosa la realtà quotidiana di un Paese dilaniato dalla guerra. Realtà inimmaginabile: 200mila contractor, un vero e proprio esercito, sono impegnati in Iraq in attività di scorta, difesa, addestramento. Si tratta di professionisti pronti all'uso preventivo delle armi, di uomini che operano alle dipendenze del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della Difesa Americano, ma non solo: molti di loro lavorano al soldo di enti privati, come grandi multinazionali. Amico dei contractor italiani sequestrati nel 2004 in Iraq, Spinelli riesce a salvarsi per puro caso dall'imboscata che costerà la vita a Fabrizio Quattrocchi.
Milano : Tea, 2008
Abstract: Zainab Salbi ha undici anni quando suo padre viene scelto da Saddam Hussein come suo pilota personale. Da quel momento, la vita dei Salbi è legata a quella del dittatore. La madre di Zainab, la bella Alia, insegna alla figlia quello che le occorre sapere per sopravvivere: dire sempre di sì, chiudere in scatole mentali gli orrori che balenano attorno a lei. Impara a cancellare i tuoi ricordi, le ordina. Lui ti sa leggere negli occhi. Zainab, su insistenza della madre, riesce a sfuggire alle follie del dittatore nel più tradizionale dei modi: un matrimonio combinato con un iracheno che vive negli Stati Uniti. Ma per lei si apre soltanto un altro incubo...
La bambina sul tappeto volante / Hala Jaber ; traduzione di Isabella Aguilar
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Zahra, tre anni, e Hawra, di pochi mesi, sono le uniche sopravvissute di una famiglia di nove persone, annientate da un missile mentre insieme tentavano una fuga disperata da Baghdad a bordo del taxi di papà. Hala è una giornalista di origine libanese, a caccia di scoop per il Sunday Times assieme al marito inglese. Quando la sua tragedia personale, non poter avere figli, si scontra con quella delle due piccole orfane, l'impatto rischia di spezzarle il cuore. E la donna sceglie di anteporre alla sua missione di inviata la salvezza delle bambine: Zahra è in serio pericolo di vita e necessita di cure che possono esserle prestate solo oltre il confine con il Libano; Hawra ha bisogno di essere accudita ben più di quanto possa fare la nonna, unica parente rimasta. Comincia così una corsa contro il tempo in cui, oltre a Hala e al marito, saranno coinvolti operatori umanitari, soldati, cronisti da tutto il mondo. La bambina sul tappeto volante è il racconto di una battaglia personale talmente intensa da saper riflettere un'intera, dolorosa vicenda collettiva. Mettendo a nudo la sua storia di maternità negata, e ritrovata nel pieno della crudeltà del conflitto armato, Hala Jaber racconta meglio di qualunque bollettino o analisi la lunga guerra che ha dilaniato l'Iraq e le sue famiglie.