Trovati 301 documenti.
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I ragazzi di Buchenwald / Robert Waisman ; con Susan McClelland ; traduzione di Linda Martini
Rizzoli, 2022 (stampa 2021)
Abstract: Strappato alla sua infanzia serena nel villaggio di Skarzysko-Kamienna, in Polonia, dopo aver vissuto l'opprimente miseria del ghetto ed essere stato costretto a lavorare in una fabbrica di munizioni, l'11 aprile 1945 Romek Wajsman viene liberato dalle truppe statunitensi. Romek ha solo quattordici anni, e insieme a lui e al futuro premio Nobel Elie Wiesel, quel giorno, nel campo di Buchenwald vengono trovati più di quattrocento giovani ebrei. Sono bambini e poco più: ragazzi denutriti, spaventati, già segnati dal senso di colpa, senza nessuno da cui tornare. Dopo un viaggio nell'Europa distrutta dalla guerra, vengono trasferiti alla ?uvre de Secours aux Enfants di Écouis, nella Francia del nord, un centro di accoglienza fondato tra gli altri da Albert Einstein, che aveva come missione il recupero fisico e psicologico dei piccoli reduci scampati all'Olocausto e il loro reinserimento nel mondo.In questa testimonianza preziosa e inedita, Robert Waisman racconta la sua esperienza di sopravvissuto e la storia di questo luogo unico, dove centinaia di ragazzini hanno saputo trasformare il dolore e la rabbia in stimoli costruttivi. E dove, con coraggio, sono cresciuti tenendosi stretta la memoria del passato ma aprendosi con fiducia al futuro.
Torino : Einaudi, 2022
Abstract: Thomas Geve è poco piú di un bambino quando viene deportato ad Auschwitz, separato dalla madre e precipitato nell'orrore. Alla liberazione, nell'aprile del 1945, raccoglie le poche forze residue per fissare su carta quel che ha vissuto. Trasformando il retro dei formulari delle SS in disegni di struggente esattezza, seguiti, poco dopo, da una memoria scritta non meno vivida, Thomas risponde al male assoluto con le uniche armi di cui dispone un ragazzino: la curiosità, la speranza e qualche matita colorata. A distanza di oltre 75 anni, quel racconto per immagini si fonde per la prima volta all'originario racconto in parole.
Lapis, 2020
Abstract: Michael Gruenbaum, detto Misha, ha 8 anni quando la sua infanzia tranquilla viene sconvolta dall’occupazione nazista di Praga. La sua famiglia viene dapprima obbligata a spostarsi nel ghetto poi, dopo la morte del padre, Michael, sua madre e la sorella vengono deportati nel campo di Terezín. All’arrivo, li separano. Misha vive nella Stanza 7 dell’edificio L417 assieme ad altri 40 bambini per due anni e mezzo. Un luogo piccolo e inospitale, dove sono costretti a convivere con la fame e la disperazione. In quel dolore un ragazzo ha lo sguardo della speranza e della forza: è Franta, un ventenne che diventa il loro punto di riferimento. È lui a forgiare il loro spirito di squadra: «Non lasceremo che nulla ci separi dalla nostra umanità». Si fanno chiamare Nesharim, (aquile in ebraico) e si sostengono a vicenda in una straordinaria storia di coraggio. Si comincia a sussurrare di convogli che partono da Terezín per altri campi di lavoro, serpeggiano i nomi di Auschwitz e Birkenau ma nessuno dei ragazzi sa realmente cosa siano. Molti degli amici di Michael vengono deportati. Anche Misha viene fatto salire su un convoglio insieme alla sorella e alla mamma ma è solo grazie all’astuzia di quest’ultima che i tre, alla fine, avranno salva la vita. Michael verrà liberato nel maggio del 1945, quando ha quasi 15 anni.
Lezioni di persiano / [regia Vadim Perelman]
Eagle Pictures, [2021]
Abstract: Catturato dai nazisti mentre attraversa la Francia nel 1942, l'ebreo belga Gilles riesce a scampare a un'esecuzione sommaria spacciandosi per iraniano. Un tentativo disperato, suggerito dal libro di poesia persiana che ha appena scambiato con un panino, ma che gli vale la sopravvivenza grazie al comandante di un campo di transito nei paraggi, in cerca di qualcuno che possa insegnargli la lingua farsi. L'ufficiale nazista Koch, che ha in programma di trasferirsi a Teheran dopo la guerra per aprire un ristorante, prende GIlles sotto la sua ala e gli richiede lezioni giornaliere di una lingua che il prigioniero non può far altro che inventare e memorizzare allo stesso ritmo del suo "allievo", pur di mantenere in vita l'inganno e anche se stesso.
Vicinanza distante / Catherine Chidgey ; traduzione dall'inglese di Silvia Castoldi
E/o, 2021
Abstract: La storia sconvolgente delle mogli degli ufficiali SS che, pur vivendo a Buchenwald, non si “resero conto” dello sterminio in corso. Lasciare l’adorato appartamento a Monaco non è l’esperienza straziante che Frau Greta Hahn si era prefigurata. La nuova casa è ancora più accogliente e basta varcarne la soglia per incontrare alcuni degli artigiani più abili d’Europa. Frau Hahn e le mogli degli altri ufficiali che vivono in questa piccola comunità possono ordinare tutto ciò che desiderano, che si tratti di nuovi tendaggi realizzati con le più pregiate stoffe francesi, o di pezzi di mobilio progettati per le esigenze più particolari. La vita qui a Buchenwald sembrerebbe un paradiso. Acquattata proprio nella foresta che li circonda – così vicina eppure così distante – c’è la presenza incombente di un campo di lavoro forzato. Il marito di Frau Hahn, SS Sturmbannführer Dietrich Hahn, ricoprirà la nuova e potente posizione di responsabile del campo. E con l’aumentare dei prigionieri, il lavoro si fa ancora più intenso. La corruzione dilaga, le scorte sono insufficienti, e il sistema fognario sempre più sotto pressione. Quando Frau Hahn si ritrova incastrata in una collaborazione improbabile e commovente con uno dei prigionieri di Buchenwald, il Dottor Lenard Weber, non potrà più continuare a ignorare ingenuamente ciò che sta succedendo.
La Nave di Teseo, 2021
Abstract: Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni. Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.
A5405 : il coraggio di vivere / Nedo Fiano ; premesse di Andrea, Emanuele e Enzo Fiano
San Paolo, 2018
Abstract: Il libro di Fiano è un colpo al cuore perché lui non racconta di numeri, ma di persone con nome e cognome. Eppure, anche se è un libro che parla di morte, Fiano lo riempie di vita, di colori, di profumi. Questo è un libro indispensabile (M. Renzi). Questo libro porta un messaggio che oggi più che mai è importante: non bisogna mollare. Mai. Bisogna amare disperatamente la vita, la propria e quella degli altri (G. Pisapia). Nedo Fiano ebreo, nasce a Firenze nel 1925 e nel novembre del 1943 comincia il viaggio nell'orrore della Shoah. Detenuto ad Auschwitz è liberato l'11 aprile 1945.
Il Pozzo di Giacobbe, 2022
Abstract: Scoperta, imprigionata e deportata in un campo di concentramento. È la storia vera di una donna che decide di accogliere e dare aiuto ai perseguitati dai nazifascisti. Una pagina che suscita indignazione tratta da documenti storici e dagli archivi militari per fare memoria. Migliaia di ebrei salvati dal coraggio di Giuseppina, mamma di 4 figli. La fede e la speranza la sostengono anche nel momento più terribile: la prigionia in campo di concentramento. Scrive nella prefazione la senatrice Liliana Segre: «Giuseppina Panzica è un esempio di quelle italiane e italiani, il più delle volte persone semplici che ascoltarono il richiamo della coscienza; in particolare, quanto a lei molto religiosa, il comandamento cristiano della carità senza secondi fini».
Sono tornato per te / Lorenzo Marone
Einaudi, 2023
Abstract: Un amore che attraversa la guerra e rimane intatto nonostante gli orrori che lo mettono alla prova. L’epopea di un ragazzo che difende la propria vita facendo a pugni per tornare dalla donna che lo aspetta. Cono Trezza e Serenella Pinto sono due giovani del Sud, cresciuti nella zona del Vallo di Diano, tra Campania e Basilicata. Lui contadino, lei figlia di un artigiano di idee socialiste. Si sono conosciuti che erano adolescenti, aspettano solo il momento di sposarsi. Ma sono gli anni Trenta del secolo scorso, e a mettersi tra loro ci sono i fascisti. Soprattutto Romano, il figlio del podestà. Stufo di subirne l’arroganza, Cono si ribella, compiendo un gesto che la sua famiglia pagherà a caro prezzo. Poi la partenza per il servizio militare, e dopo l’8 settembre 1943 la deportazione in Germania. A tenerlo in vita, saranno la speranza di rivedere Serenella, l’aiuto di un compagno di prigionia dal cuore grande e la sua abilità nel tirare di boxe. C’era uno sport che veniva praticato nei campi di concentramento, il pugilato. Piaceva al Führer, piaceva alle guardie naziste che scommettevano sugli incontri, piaceva ai kapò che obbligavano i prigionieri a combattere di notte su ring improvvisati. “Sono tornato per te” racconta la storia di chi è sprofondato in quell’inferno e ne è uscito aggrappandosi a un ricordo. «In quella stanca e sventurata stagione che aveva già vendemmiato, nella quale le foglie a una a una cadevano dai tralci, Cono ripensò al bacio con Serenella quando erano accovacciati sotto le viti. Ma qualcosa dentro di lui gli impedì di lasciarsi spezzare, in testa gli si conficcò l’ordine di non dimenticare, di tenere bene a mente il pianto di Benedetta, gli occhi disperati di sua madre, le urla di suo padre, il volto sfatto di Serenella. Per tutti loro avrebbe resistito, e per lei un giorno sarebbe tornato».
La Meridiana, 2023
Abstract: Fredy Hirsch era ebreo omosessuale ed educatore. Ciò che riuscì a fare nell’abisso di Auschwitz prima di morire, fu – dal punto di vista educativo – una sorta di miracolo per diverse ragioni: per la possibilità di riflettere sul senso umano (e umanizzante) dell’educazione e dell’educare, in uno scenario storico considerato la massima esperienza di disumanità e cancellazione della dignità del soggetto, e per la straordinaria lezione di resilienza e resistenza che ci spinge a considerare alcuni aspetti metodologici della cura educativa e della relazione di aiuto in condizioni estreme. Il lettore sarà introdotto anche nei temi dell’Omocausto, sui quali solo da alcuni decenni si è cominciato a far cadere il velo del silenzio. Coloro che si imbattano in un Stolperstein (pietra d’inciampo) sono invitati a ricordare, a non dimenticare, a riflettere su quanto è accaduto in passato per ridare dignità a chi è stato privato di tutto, anche del nome, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità. Chi si imbatterà nelle pagine di questo libro andrà oltre il nome scritto sulla pietra d’inciampo che ricorda Fredy Hirsch. Raccontare storie ci salva, e raccontare l’ingiustizia restituisce alla memoria quel diritto a volte negato.
L'ombra non è mai così lontana / Leila Marzocchi
Oblomov, 2023
Abstract: Un libro inchiesta necessario, per non dimenticare. Con una postfazione di Edith Bruck. Quella di Dina è la storia di un silenzio: un silenzio lungo 60 anni. Arrestata nel dicembre del 1944 insieme al padre e al fratello, detenuta nel carcere di San Giovanni in Monte e infine deportata nel lager di Bolzano. Dina ha 18 anni, sul petto il triangolo rosso delle detenute politiche, numero 7998. Impiegata nella produzione di cuscinetti a sfera in una galleria ferroviaria chiusa ai due lati e sorvegliata dalle SS, viene liberata il 1 maggio del 1945. Il viaggio di ritorno è, come per molti suoi compagni, lungo e rocambolesco: da Bolzano a Verona in treno e poi in auto, all'esterno, seduta sul parafango; poi in camion, un camion militare americano, fino a Bologna, poi di nuovo in treno e infine in bicicletta, sul cannone di un conoscente, fino alla frazione di Amola, casa. Del padre e del fratello - un vecchio (all'epoca del rastrellamento ha 41 anni) antifascista che "tutte le volte che veniva su Benito Mussolini lo prendevano e lo cacciavano in galera" e un ragazzino di 17 anni partigiano della Brigata Bolero Garibaldi - non saprà più nulla fino all'agosto del 1945, quando un testimone tornato dai campi racconterà che sono stati uccisi nell'eccidio di Sabbiuno (14 dicembre 44), i corpi buttati giù dai calanchi. Del padre non hanno trovato niente, il fratello è stato riconosciuto da un pezzetto di stoffa. Di questa storia, Dina non parla fino al 2004, quando viene intervistata per l'Archivio Audiovisivo della Memoria del Comune di Bolzano. La sua voce, ricca di inflessioni della lingua materna, fatalmente libera anche la voce della nipote Leila, in un simbolico passaggio del testimone: Dina ricorda i giorni che ha tenuto lontani da sé per tutta la vita, Leila si interroga sul silenzio dei testimoni a partire dal proprio, quello che fin da bambina le ha impedito di chiedere, investigare, conoscere la storia dell'amata zia. Con alcune guide fondamentali - Simon Wiesenthal, Edith Bruck, Liliana Segre - a illuminare un percorso ingombro di domande senza risposta, paure, tabù, sensi di colpa e di inadeguatezza.
Schiavi di Hitler : i militari italiani nei lager nazisti / Mimmo Franzinelli
Mondadori, 2023
Abstract: All'annuncio dell'armistizio, divulgato radiofonicamente dal maresciallo Badoglio l'8 settembre 1943, segue rapidamente – in patria e all'estero – lo sfacelo del Regio Esercito. Da Milano a Roma, dalla Francia alla Jugoslavia sino all'isola di Cefalonia, i reparti italiani, lasciati senza direttive, sono esposti all'offensiva dell'ex alleato tedesco e oltre 750. 000 tra soldati e ufficiali vengono catturati e deportati nei Lager del Reich. Di questi, solo una minoranza accetta di aderire alla Repubblica sociale italiana in cambio della libertà. Le esigenze dell'economia bellica nazista trasformano quella massa di uomini in forza lavoro coatta: «schiavi di Hitler» fino alla fine della guerra. Basandosi su diari, lettere e fonti d'archivio, Mimmo Franzinelli ripercorre la storia dolente della Resistenza senz'armi di quegli uomini sottoposti a condizioni terribili e per i quali verrà istituita la categoria di Internati Militari Italiani (IMI) per privarli delle garanzie internazionali previste per i prigionieri di guerra. Alle pagine di analisi storica, in cui vengono ricostruite le modalità di cattura di migliaia di giovani soldati, la loro odissea verso i campi di concentramento, le dinamiche collaborazioniste e la strategia «persuasiva» della RSI, subalterna alle esigenze dei nazisti, fa da contraltare la narrazione della vita quotidiana nei Lager in uno stato di privazione assoluta. A raccontare il proprio calvario sono i protagonisti stessi: uomini finora trascurati dalla storia, ma anche figure note, da Giovannino Guareschi a Mario Rigoni Stern. Corredato di una ricca bibliografia, con il censimento delle memorie di tanti internati, "Schiavi di Hitler" approfondisce anche la terribile realtà delle «stragi sconosciute», perpetrate in diverse località da militari tedeschi nella ritirata finale e ignorate nel secondo dopoguerra dalla magistratura militare italiana, in una negazione della giustizia di cui vengono esaminate ragioni e conseguenze. Ma l'opera di Franzinelli rappresenta soprattutto il doveroso omaggio ai tanti reduci dai Lager che, divenuti stranieri in patria ed esclusi per decenni dalla memoria collettiva, hanno ricevuto solo di recente un tardivo – e, per molti, postumo – riconoscimento del valore di quella loro Resistenza.
#AnneFrank : vite parallele / Sabina Fedeli, Anna Migotto ; illustrazioni di Isabella Mazzanti
Feltrinelli, 2023
Abstract: Come sarebbe stata la vita di Anne Frank se fosse potuta vivere dopo Bergen-Belsen? E come la vita dei tanti che non sono tornati a casa? Ce lo raccontano cinque donne che hanno vissuto la deportazione. La loro storia di bambine e adolescenti, diventate donne, madri e nonne si intreccia a quella della bambina Anne Frank attraverso la lettura del suo diario. Ogni capitolo del libro è dedicato a una testimonianza ed è introdotto da una tappa del viaggio di una ragazza italiana che oggi, a quasi ottant'anni di distanza, ripercorre a ritroso il tragitto di Anne Frank dal campo di Bergen-Belsen alla sua casa di Amsterdam, visitando alcuni dei luoghi che rappresentano la memoria della Shoah in Europa.
Fino a quando la mia stella brillerà / Liliana Segre ; con Daniela Palumbo
Ed. scolastica
Milano : Fabbri, 2021
Abstract: La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo i giochi, le corse coi cavalli e i regali di suo papà diventano un ricordo e Liliana si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano e sarà l'unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi, ripeteva dentro di sé: finché io sarò viva, tu continuerai a brillare. Questa è la sua storia, per la prima volta raccontata in un libro dedicato ai ragazzi. Introduzione di Ferruccio de Bortoli. Età di lettura: da 11 anni.
Il convoglio : storie di Italiani deportati a Mauthausen / Franco Meroni
Mimesis, 2023 (stampa 2022)
Abstract: Bolzano, sabato 5 agosto 1944: circa 300 persone impaurite salgono su quello che Italo Tibaldi chiama “trasporto 73”, un convoglio con destinazione Mauthausen. Franco Meroni parte da questo tragico momento storico per condurre la sua ricerca, che trasforma in memoria collettiva le singole testimonianze dirette (tratte da libri, diari, interviste, lettere) e indirette delle vicende personali dei deportati saliti sul treno. Nel volume sono raccolte le biografie degli internati, delle lavoratrici e lavoratori coatti e dei sacerdoti. Grazie al contributo fornito da alcuni familiari e alla consultazione dei fogli matricolari, queste pagine consentono di preservare la memoria anche dei volti meno noti nella bibliografia concentrazionaria, offrendo un’analisi scrupolosa e completa della composizione del “convoglio”.
La violinista di Auschwitz / Ellie Midwood ; [traduzione dalla lingua inglese di Mara Gini]
Roma : Newton Compton, 2022
Gli insuperabili. Gold ; 333
Abstract: Ad Auschwitz ogni giorno è una lotta per la sopravvivenza. Alma è la detenuta 50381, il numero tatuato sulla sua pelle. È rinchiusa con migliaia di altre donne, strappata ai suoi cari, intrappolata in un labirinto di filo spinato. Questa tragica realtà non potrebbe essere più lontana dalla sua vita precedente. Stimata violinista, si esibiva lasciando il pubblico incantato. Ma l'orrore dell'Olocausto ha stretto l'Europa in una morsa e niente ha potuto salvarla. Quando la responsabile del campo femminile nomina Alma direttrice dell'orchestra, lei è tentata di rifiutare. Non ha intenzione di compiacere i suoi aguzzini, ma ben presto si rende conto del potere che quella posizione potrebbe offrirle: riuscirebbe a fornire alle ragazze affamate razioni extra di cibo e potrebbe strapparne molte dalle grinfie della morte. E così Alma si lancia nell'impresa. Ad aiutarla c'è Miklos, un pianista di talento. Circondati dalla disperazione, Alma e Miklos trovano un'inaspettata felicità nelle prove congiunte, nelle note segrete e nei concerti. Ma ad Auschwitz l'aria stessa è pregna di dolore, e la tragedia è l'unica certezza... In un luogo così disperato, può sopravvivere il loro amore?
Raetia, 2019
Abstract: Un’inedita documentazione ha fatto emergere nuovi agghiaccianti particolari sulla gestione del campo di concentramento di Bolzano. Deposizioni, testimonianze, fotografie, disegni e certificati, finora mai pubblicati, provengono soprattutto dal National Archives di Washington e dall’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito di Roma. Questo materiale è stato raccolto nell’immediato dopoguerra dalle autorità alleate e italiane al fine di poter individuare i colpevoli dei crimini commessi nelle celle di detenzione del lager e in quelle del Corpo d’Armata. Grazie a queste nuove fonti sono state ricostruite le biografie dei principali responsabili dei misfatti avvenuti durante i dodici mesi di funzionamento di uno dei principali luoghi di detenzione nazista nell’Italia occupata. Le informazioni contenute nei fascicoli hanno anche consentito di delineare la struttura organizzativa della polizia nazista nella Zona d’operazioni delle Prealpi e permesso di fare luce sulle dinamiche che hanno portato all’arresto e all’omicidio dei principali esponenti della Resistenza bolzanina, come Manlio Longon. Il libro è corredato di foto inedite dei criminali, documenti e disegni originali della tipografia del campo.
Il tatuatore di Auschwitz / Heather Morris ; traduzione di Stefano Beretta
Nuova ed.
Garzanti, 2019
Abstract: Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare. Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.
Ho visto i lupi da vicino / Eliana Canova
Il Battello a vapore, 2019
Abstract: Karl viene da Vienna ed è un rom, o come lo chiamano tutti: uno zingaro. Emma è milanese ed è ebrea. Si incontrano nel peggior posto immaginabile, alle porte di Auschwitz. Karl viene mandato a prendersi cura dei cani delle SS. Emma invece cerca di sopravvivere nel campo affidandosi al proprio talento di violinista. Le loro voci, insieme a quella del cane lupo Eisen, ci raccontano una pagina di storia poco narrata e quindi sconosciuta: la rivolta dei rom rinchiusi nel Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau durante il Porrajmos, il genocidio nazista dei popoli rom e sinti.
Tre60, 2019
Abstract: Raphaël Esrail nasce in Turchia nel 1925. A 18 anni inizia a combattere con la Resistenza francese, ma nel 1944 viene arrestato, torturato e deportato dai nazisti a Drancy. Al campo conosce una giovane donna, Liliane Badour: basta uno sguardo per farli innamorare. Ma il destino li divide: lui viene deportato ad Auschwitz e assegnato alla Union-Werke, lei è trasferita a Birkenau. Pur consapevole della spaventosa efficienza della macchina dello sterminio, nell'orrore del campo Raphaël non perde mai la speranza di poterla rivedere. Durante la sua prigionia, scampa per miracolo alle camere a gas, all'impiccagione dopo un tentativo di evasione, alle marce della morte. Fino a quando, liberato dagli americani, può finalmente mettersi a cercare Liliane, che ritroverà a Lione. Innamorati più di prima, Liliane e Raphaël si sposano stringendo un legame che durerà per tutta la vita. Ma solo a distanza di quarant'anni, incoraggiato dalla nipote, lui ha trovato la forza di raccontare la loro storia. Perché nulla di simile possa mai ripetersi.