Trovati 4760 documenti.
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Milano : Officina libraria, [2012]
Abstract: A Milano si conserva il nucleo più cospicuo esistente al mondo di opere di Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, il più grande artista lombardo del Rinascimento: dipinti su tavola e su tela, arazzi tratti da suoi cartoni, disegni, affreschi e l'unica architettura che gli riuscì di costruire. Milano è dunque la sede naturale per la prima esposizione monografica dedicata a questo artista, amato dalla critica del Novecento e dalle avanguardie, ma privo fino ad oggi di una pubblicazione aggiornata e approfondita. La mostra al Castello Sforzesco, dove si conservano il grande murale con l'Argo nella sala del Tesoro e lo straordinario ciclo di arazzi con i Mesi eseguito entro il 1509 per Gian Giacomo Trivulzio, riallestito in modo permanente secondo la giusta sequenza di presentazione nella sala della Balla, è l'occasione per lanciare una nuova politica culturale di mostre di ricerca volta a far scoprire ai cittadini l'inestimabile patrimonio misconosciuto, e per rimettere a posto un capitolo fondamentale della storia dell'arte italiana. Gli strumenti presentati nel libro per arrivare a una nuova comprensione critica dell'artista sono il rigore storiografico, volto a bonificare la bibliografia, unito a un linguaggio accessibile, che evita le lambiccate interpretazioni iconologiche alle quali la natura misteriosa delle composizioni del Bramantino ha spesso dato adito.
Raffaello, cinquecento anni dopo
Milano : Bonaparte, stampa 1983
Il polittico di Andrea di Bartolo a Brera restaurato : Pinacoteca di Brera, Milano
Firenze : Cantini, 1986
I tre crocifissi / Vincenzo Foppa ; a cura di Paolo Biscottini
Milano : Museo Diocesano, stampa 2013
Gaetano Tranchino / presentazione di Paolo Biscottini
Milano : Galleria San Carlo, 1992
Giuseppe Monguzzi : opere recenti / presentazione di Paolo Biscottini
Milano : Nike, [1985]
Gaetano Tranchino / presentazione di Paolo Biscottini
Milano : Galleria San Carlo, [1992]
Il ciclo della Passione : in San Maurizio al Monastero Maggiore / Valentina Rapino
Cinisello Balsamo : San Paolo, c2013
Arte e fede ; 52
Abstract: Questo volume presenta il ciclo pittorico della Passione nella chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore di Milano considerata la cappella Sistina di Milano. Un nuovo tassello che offre un percorso all'interno di cicli pittorici significativi presenti in Italia, facendo dell'arte un canale comunicativo privilegiato per riflettere sui grandi temi della spiritualità. I testi sono impreziositi da riproduzioni fotografiche a colori delle opere.
Milano : Silvana : Credito Artigiano, [2002]
Giorgio De Chirico : Milano, Palazzo Reale, aprile-maggio 1970
Milano : Edizioni dell'Ente manifestazioni milanesi, 1970
[S.l.] : [s.n.], stampa 1969 (Milano : Tipografia Quartiroli)
Milano : Electa, 1977
[S.l.] : [s.n.], stampa 1962 (Milano : Colombi)
Bernardino Luini e i suoi figli / / a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa
Milano : Officina libraria, 2014
Abstract: “Chi dice Luini dice Lombardia” suona un vecchio adagio critico, tuttavia non privo di verità. Infatti i numerosi dipinti di Bernardino Luini hanno rappresentato per secoli una sorta di identità figurativa della regione, quasi un basso continuo. In una manciata d’anni all’alba del Cinquecento, l’artista ha messo a punto – trasformando in accademismo le inquietudini e le ambiguità sentimentali di Leonardo – una formula espressiva di enorme successo devozionale. La fama di Luini raggiunse il culmine nel corso del XIX secolo, incontrando i gusti dell’Europa romantica, con un’ampia diffusione delle sue opere, vere o presunte, in giro per il mondo. Intanto gli scrittori, da Stendhal a Ruskin, ne celebravano le qualità. Questa moda, che contagia strati diversi della società, subisce una battuta d’arresto all’aprirsi del Novecento. Solo negli ultimi decenni del secolo trascorso, si avvia un nuovo tipo di interpretazione del pittore, che la mostra intende mettere alla prova. Luini, prima di raggiungere il punto di stile che gli garantirà per secoli la notorietà, ha una gioventù sperimentale e vagabonda. Calato dalla sponda magra del Lago Maggiore a Milano nei primissimi anni del Cinquecento, lascia quasi subito la capitale del ducato, e i suoi linguaggi figurativi (da Bergognone a Leonardo), per recarsi verso Est, nel Veneto felice, a verificare altre scelte d’espressione, in parallelo al crescere di Lorenzo Lotto. Il rientro a Milano avviene prima del 1512, quando – con la Madonna affrescata all’abbazia di Chiaravalle – sono poste le premesse dello stile che sarà suo per l’intera esistenza, conclusa nel 1532. Un classicismo moderato e comunicabile, che ha gettato dietro le spalle le asprezze intellettuali del Bramantino, alla ricerca di una nuova leggibilità, in sintonia con istanze di rinnovamento della chiesa. Quasi un Raffaello della Lombardia. Mostra Bernardino Luini e i suoi figli.
Milano : Officina libraria, 2014
Abstract: “Chi dice Luini dice Lombardia” suona un vecchio adagio critico, tuttavia non privo di verità. Infatti i numerosi dipinti di Bernardino Luini hanno rappresentato per secoli una sorta di identità figurativa della regione, quasi un basso continuo. In una manciata d’anni all’alba del Cinquecento, l’artista ha messo a punto – trasformando in accademismo le inquietudini e le ambiguità sentimentali di Leonardo – una formula espressiva di enorme successo devozionale. La fama di Luini raggiunse il culmine nel corso del XIX secolo, incontrando i gusti dell’Europa romantica, con un’ampia diffusione delle sue opere, vere o presunte, in giro per il mondo. Intanto gli scrittori, da Stendhal a Ruskin, ne celebravano le qualità. Questa moda, che contagia strati diversi della società, subisce una battuta d’arresto all’aprirsi del Novecento. Solo negli ultimi decenni del secolo trascorso, si avvia un nuovo tipo di interpretazione del pittore, che la mostra intende mettere alla prova. Luini, prima di raggiungere il punto di stile che gli garantirà per secoli la notorietà, ha una gioventù sperimentale e vagabonda. Calato dalla sponda magra del Lago Maggiore a Milano nei primissimi anni del Cinquecento, lascia quasi subito la capitale del ducato, e i suoi linguaggi figurativi (da Bergognone a Leonardo), per recarsi verso Est, nel Veneto felice, a verificare altre scelte d’espressione, in parallelo al crescere di Lorenzo Lotto. Il rientro a Milano avviene prima del 1512, quando – con la Madonna affrescata all’abbazia di Chiaravalle – sono poste le premesse dello stile che sarà suo per l’intera esistenza, conclusa nel 1532. Un classicismo moderato e comunicabile, che ha gettato dietro le spalle le asprezze intellettuali del Bramantino, alla ricerca di una nuova leggibilità, in sintonia con istanze di rinnovamento della chiesa. Quasi un Raffaello della Lombardia. Mostra Bernardino Luini e i suoi figli.
Contaminazioni / Renata Boero ; mostra e catalogo a cura di Paolo Biscottini
Milano : Museo Diocesano, [2014]
Il vecchio mulino di Pellizza da Volpedo / a cura di Francesco Luigi Maspes
Milano : Gallerie Maspes, [2014]