Trovati 28 documenti.
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Come ti vesti : cosa si nasconde dietro gli abiti che indossi / Andrea Batilla
Mondadori, 2022
Abstract: Siamo spesso portati a considerare la moda qualcosa di astratto, effimero e superficiale, che appartiene in prevalenza al mondo femminile e di cui si occupano perlopiù le riviste di gossip. Dimentichiamo, però, un aspetto molto importante e cioè che la costruzione della nostra identità passa anche e soprattutto attraverso gli abiti. I codici di abbigliamento, infatti, non nascono in maniera casuale, ma sono dettati dalle classi dominanti o, al contrario, dalla reazione a ideologie e politiche imposte. Come ci insegna la storia, la moda non ha solo un valore estetico, ma racchiude significati ben più profondi, sociali e culturali. Andrea Batilla, che da anni lavora in questo ambiente e dunque lo conosce molto bene, entra nei suoi ingranaggi per decifrarne i messaggi nascosti. Conducendo il lettore da un passato solo in apparenza lontanissimo a un futuro che è già alle porte, analizza alcuni abiti e oggetti iconici e ne svela il reale significato. Perché un capo d'abbigliamento non è mai «neutro», ma porta con sé una precisa visione del mondo e dei ruoli sociali. Dall'antica Roma alle provocatorie sfilate degli stilisti contemporanei, passando per Bisanzio e il Rinascimento, il lungo viaggio spazio-temporale di Batilla mostra con ironia e competenza come la scelta di un tessuto, di un taglio o di un colore non sia mai stata una mera questione di forma. L'abito è l'espressione più autentica di sé, il modo più vero, anche se talvolta inconsapevole, di raccontarsi agli altri. «Perché, che tu lo accetti o meno, quello che sei si vede, tantissimo, da come ti vesti.»
Il Saggiatore, 2023
Abstract: L’abito non fa il monaco, o forse sì? Dress code svela il significato intimo, sociale e politico dell’abbigliamento, ripercorrendo le evoluzioni della moda nel corso della storia. Il racconto inaspettato di un linguaggio universale.
Il Saggiatore, 2024
Abstract: Dai red carpet del Met Gala al fast fashion online, i nostri abiti raccontano storie di disuguaglianza, razzismo e crisi climatica. Il libro della moda anticapitalista riannoda i fili dell’industria tessile mettendo in luce le verità nascoste nelle trame dei nostri vestiti. In questo libro, Tansy E. Hoskins affronta i problemi non più rimandabili della moda: dai diritti dei lavoratori alla tutela dell’ambiente, dalla discriminazione all'appropriazione culturale, dai disturbi alimentari contro cui ha visto combattere i suoi amici al desiderio di possedere sempre l’ultimo capo della stagione, o la sua copia. Sempre più spesso, le aziende aggiungono cartellini di sostenibilità e di «scelte responsabili» ai loro capi, dirottando così sui consumatori l’onere di prendere decisioni giuste e fare acquisti migliori. Hoskins punta invece il dito contro il capitalismo. È la struttura sociale in cui viviamo che ci invoglia a consumare di più, manipolandoci per farci sentire brutti, poveri e inutili mentre i lavoratori del settore dell’abbigliamento hanno salari al limite della povertà e rischiano la vita in fabbriche fatiscenti, come nella tragedia del 2013 al Rana Plaza di Dacca, in cui sono morte più di mille persone. Il libro della moda anticapitalista supera l’idea della responsabilità del singolo, dimostrando che, se vogliamo sentirci a nostro agio nei nostri vestiti, dobbiamo rimodellare il sistema: la moda non è soltanto «un cambiamento nello stile degli abiti e dell’aspetto adottato da gruppi di persone», la moda è politica.
Einaudi, 2024
Abstract: Pubblicate nel 1969, queste riflessioni di Eugen Fink sono uno dei rari casi in cui la grande filosofia del Novecento affronta il tema della moda. Ad essa si attribuisce qui addirittura lo «statuto speciale» del «fenomeno-chiave», alla luce di un’indagine antropologico-filosofica in cui sfocia la formazione fenomenologica di Fink. Come in precedenza aveva fatto Georg Simmel, scorge infatti nella moda l’attuarsi delle dinamiche più profonde della forma d’esistenza propria dell’essere umano, a partire dalla capacità di accedere a una sensatezza del mondo intercettata sul suo nascere dall’apparenza. Così, pagine suggestive vengono dedicate alla “Nascita di Venere” di Botticelli, emblema di un corpo vivente che si fa espressivo grazie alla logica sottesa all’abito amplificata, anche nella sua carica erotica, dalla moda. Quest’ultima incarna pertanto quella forma del «gioco», fenomeno essenziale dell’esistenza umana, che ha il carattere della seduttività. Di conseguenza, il testo di Fink risulta in grado di descrivere la complessità della moda trasformata ormai, sul finire degli anni Sessanta, in pratica di massa.
Storia sociale della moda contemporanea / Daniela Calanca
Bononia University Press, 2014
Abstract: La moda non è fatta di soli abiti, ma anche e soprattutto di immaginari sociali e di pratiche collettive. Per questo la storia sociale della moda in età contemporanea non può prescindere dalle nuove tipologie di fonti, ovvero, la fotografia, il cinema e le fonti orali e audiovisive. Secondo tale prospettiva, l'autrice sviluppa la riflessione storiografica tra Nuova Storia e Post Social History e indaga in modo originale il patrimonio culturale e sociale della moda. Questo volume si compone di due parti, interconnesse fra loro, che approfondiscono i principali immaginari storici contemporanei: nella prima, Culture della moda, si analizzano le relazioni tra moda e patrimonio culturale, tra pubblico e privato, tra modernità autoritaria e società di massa; nella seconda, La moda nell'Archivio Storico dell'Istituto Luce online, le relazioni tra moda e potere politico-economico, in particolare nei Cinegiornali Luce (1928-1945) e nella Settimana Incom (1946-1980).
I mille volti della moda : cultura, società, arte e comunicazione / Barbara Faedda
Milano : Costa & Nolan, copyr. 2007
Abstract: La moda, per gli aspetti che la legano saldamente all'arte, all'economia, alla comunicazione, alla pubblicità e alla cultura in genere, se osservata in un contesto globalizzato offre non pochi spunti di riflessione. Barbara Faedda, antropologa, si occupa da tempo di moda.
Vestire degenere : moda e culture giovanili / Alessandra Castellani
Roma : Donzelli, 2010
Abstract: Cesure drastiche con il passato, ribellismo resistenziale, rovesciamenti e nuove identità: ecco cosa raccontano stoffe, vestiti, make-up e tagli di capelli. A ratificare o osteggiare i mutamenti sociali più radicali contribuisce anche il codice vestiario, che rimanda all'identità del singolo, e ai sogni e ai desideri che si cuce addosso. Ecco, dunque, che le innovazioni più rivoluzionarie nell'Haute Couture, nello street-style e nelle culture giovanili avvengono quando si travalicano le demarcazioni implicite tra maschile e femminile - il più impalpabile e il più solido tra i confini simbolici, che genera e convalida identità e aspirazioni. È stato così per i ragazzi mods dei primi anni sessanta, che affermavano l'adesione al mondo moderno dei consumi attraverso un'inedita cura per il corpo e il vestire, presi a prestito dal mondo femminile, con colori, trucco e acconciature. Da lì in poi, il susseguirsi di punk, post-punk, gothic, drag queen e drag king, gothic lolite, emo è stato tutto un rompere le righe, uno sconfinamento oltre il limite. E questa penetrazione nei territori dell'altro sesso non fa che rimettere in gioco categorie ritenute naturali, ruoli dati per scontati, poteri consolidati: si tratta di un'operazione dalla forte valenza simbolica, che dal terreno della moda può slittare nella sfera pubblica, o sfociare in forme di ribellione e di affermazione delle identità di genere.
La moda oltre la moda / Patrizia Calefato
Milano : Lupetti, 2011
Roma : Carocci, 2005
Abstract: La moda ha costituito nel tempo uno stile di comunicazione che sembra contrastare con le regole della pubblicità: valorizzare il prodotto con uno sforzo costante di produrre l'inatteso e destare l'attenzione del pubblico. Gli annunci pubblicitari del fashion system fondano invece la loro forza comunicativa sul potere dell'immagine, prediligendo l'ostentazione del prodotto attraverso il fascino perfetto e distante della modella. Uno stile peculiare che tuttavia soffre di ripetitività di forme e contenuti e di una certa povertà creativa.
Miti, consumo e moda / a cura di Enrico Borello
Firenze : Alinea, copyr. 1998
Milano : Mondadori, 2011
Abstract: La moda passa ma lo stile resta sosteneva la mitica Coco Chanel. Forse come nessun altro ambiente o settore, in effetti, la moda si evolve alla velocità della luce; nello stesso tempo continua a essere oggetto di definizioni e luoghi comuni che ne offrono un'immagine spesso stereotipata e distorta: per molti equivale al lusso ed è solo uno sfizio per ricche signore, per altri non è che un business o una gigantesca operazione di marketing, per altri ancora è la forma d'arte più compiuta nel mondo contemporaneo, e per i più, forse, è semplicemente un modo di abbigliarsi. In verità moda non vuol dire vestiti. O almeno non solo quello. I vestiti sono abbigliamento: stracci senza vita. La Moda, con la m maiuscola, è molto, molto di più: vestimento e comportamento, modo e maniera, estetica e cultura, arte e commercio. È un fenomeno complesso che abbraccia ogni aspetto della nostra vita. È il più acuto e spietato specchio dei tempi, ma anche il primo incubatore di ciò che sarà. Registra l'oggi mentre annuncia il domani, magari guardando a ieri. È frivola di quella frivolezza profondissima che piaceva tanto a Nietzsche. Alberta Marzotto ci guida in questa galassia scintillante e multiforme attraverso un vademecum fatto di cento e più voci. Perché, alla fine di tutto, l'abito fa il monaco? Dipende dalla prospettiva. Il vestito puro e semplice non significa (quasi) nulla, il modo di apparire dice (quasi) tutto: c'è modo e modo di essere monaci.
Block modes : il linguaggio del corpo e della moda / Ugo Volli
[Milano] : Lupetti, copyr. 1998
Novara : Istituto geografico De Agostini, copyr. 1992
Moda : cultura, identità, linguaggio / Fred Davis ; traduzione di Fabrizia Macchia
Bologna : Baskerville, copyr. 1993
Moda! / Antonio Mancinelli ; prefazione di Tiziana Ferrario ; illustrazioni di Paolo Fiumi
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2006
Abstract: Già responsabile della rubrica moda e costume dell'edizione romana del Corriere della Sera, e quindi caporedattore di Mondo uomo e Donna, Antonio Mancinelli tiene seminari in varie scuole e atenei. Con questo libro, un antimanuale con poche regole e molte eccezioni, sembra affermare: Non è quello che tu puoi fare per essere alla moda, ma quello che la moda può fare per te.
Roma : Donzelli, copyr. 2007
Abstract: Il 22 dicembre 2006 è stato firmato il Manifesto di autoregolamentazione della moda italiana contro l'anoressia: un impegno congiunto tra governo e mondo della moda per una parziale ma significativa azione di contrasto a malattie come l'anoressia e la bulimia, sempre più diffuse tra le giovani generazioni. L'autrice, impegnata nella guida del nuovo ministero per le Politiche giovanili, ripercorre la genesi di questo esperimento di responsabilità politica e sociale, intrapreso per contrastare malattie che colpiscono, in nove casi su dieci, soprattutto le donne. Partendo dai dati della ricerca clinica, che vede nei modelli socioculturali uno dei fattori implicati nella crescente diffusione dei disturbi alimentari, la sfida delle politiche giovanili ha puntato sulla collaborazione tra diverse forze sociali - le istituzioni, la comunità scientifica e la moda - fino a raggiungere il risultato di una vera e propria carta dei valori che vincola la moda nazionale a un impegno senza precedenti, con lo scopo di tracciare un confine netto tra corpo magro e corpo malato. Il libro illustra la valenza simbolica e gli impegni concreti contenuti nel Manifesto, evidenziando l'urgenza di una prevenzione fondata sull'ascolto, sulla responsabilità sociale e sulla promozione di modelli culturali positivi. Dal corpo cucito nell'icona della magrezza, dunque, verso un'autostima dei giovani fondata sulla valorizzazione della propria bellezza individuale.
Sociologia della moda / Frederic Monneyron ; traduzione di Gianluca Valle
Roma : Laterza, 2008
Abstract: La moda è una creazione occidentale recente. Certo già nel Medioevo esisteva una moda di corte, ma non troviamo segno di quei veri e propri rituali e di quelle istituzioni che, oggi, fanno della moda ciò che è, ovvero un sistema complesso, con una propria economia e un proprio insieme simbolico di riferimento. La moda contemporanea, che per definizione 'non dura' e si rinnova di continuo, si fonda su una percezione lineare del tempo che va sempre avanti e non torna mai indietro, un tempo sincopato e accelerato tipico della moderna società consumistica. La moda, che esprime allo stesso tempo ricerca di distinzione e conformismo, nasce dalla frantumazione delle tradizionali divisioni sociali e di status. È un'espressione di libertà e liberazione che svincola il vestito dalla tradizionale funzione di etichetta applicata all'individuo. Ecco perché la moda può essere definita l'apoteosi della società individualista e, non a caso, dagli anni Sessanta in poi diventa il luogo privilegiato in cui si manifesta fino alla provocazione una nuova categoria sociale: la giovinezza.
Milano : Lupetti, copyr. 2005
Abstract: L'opera esamina l'evolversi dell'arte vestimentaria dalla fine del XVIII secolo a seguire, ricercando negli eventi di ordine sociale, economico, politico, culturale, revivalistico e filosofico le giustificazioni dei cambiamenti di costumi che si sono verificati. Il lavoro raccoglie aneddoti, curiosità, tradizione e approfondimenti sulle origini di abiti e accessori, sul lessico e la radice dei termini e delle parole della moda per offrire informazioni inusuali ma anche rilievi culturali di un certo interesse nel contesto storico dell'evoluzione che coinvolge l'abbigliamento.
Workwear : lavoro, moda, seduzione
Venezia : Marsilio ; [Firenze] : Fondazione Pitti discovery, 2009
Abstract: Tutto è moda. Tutto sottosta ai dettami della moda e anche l'abito da lavoro che indossiamo, per la maggior parte della nostra giornata, non è da meno. Con la straordinaria rivoluzione economica e sociale, che ha investito il mondo occidentale, anche la funzione dell'abito è mutata e non può che gridare ciò che facciamo, comunicare al mondo chi siamo. Negli ultimi anni il workwear ha conosciuto un'evoluzione continua sia nella ricerca formale e tecnica, sia nella progressiva codificazione, su scala mondiale, di mestieri e professioni in base ai relativi indumenti. Il libro attraverso una sorta di catalogaziene di materiali prelevati direttamente dai vari ambiti lavorativi riflette su forme, usi e materiali. Catalogaziene che s'intreccia con la moda e la sua ricerca, evidenziando quanta influenza hanno avuto gli indumenti lavorativi non solo sul fashion ma anche sul nostro modo di vestire contemporaneo. Designer come Allegri, Giorgio Armani, Adeline Andre, Agnès B, Walter Van Beirendonck, Gomme des Garcons, C.P. Company/Stone Island, Jean-Charles de Castelbajac, DSquared2, Christian Dior, Christian Lacroix, Jean-Paul Gaultier, Marithé e François Girbaud, Hermès, Krizia, Martin Margiela, Marni, Antonio Marras, Max Mara, Moschino, Thierry Mugler, Prada/Miu Miu, Paul Smith, Versace, Louis Vuitton, Yohji Yamamoto hanno saputo dare nuova identità e bellezza a elementi tecnici e funzionali, declinando in infinite varianti la semplice eleganza degli indumenti da lavoro.
Milano : TEA, 2009
Abstract: Essere verdi fa tendenza. Questo volume è una guida utile per tutti coloro che sono sensibili alla tutela dell'ambiente, ma che non vogliono rinunciare allo stile. È possibile fare shopping nel rispetto della natura? Viaggiare limitando le emissioni di CO2? Gustare una cucina cruelty-free? Certamente sì, e Tamsin Blanchard ci insegna come. Dai consumi consapevoli - abiti e accessori in materiale organico e riciclabile, cosmetici non testati sugli animali, elettrodomestici e prodotti per la casa a basso impatto ambientale all'alimentazione biologica, al turismo responsabile ed ecosostenibile. Ma non solo. Ricco di consigli pratici su come risparmiare, riciclare, decorare, arredare, oltre che di indirizzi, siti web, curiosità e testimonianze di personaggi famosi, è un vero e proprio manifesto verde della perfetta eco-fashionista.