Trovati 358 documenti.
Trovati 358 documenti.
Pace diritti umani = Peace human rights / Centro diritti umani, Università di Padova
Marsilio, 2004-
Lotta per la pace e il disarmo
Roma : [s. n.], 1984-1987
Lotta per la pace e il socialismo / Movimento per la pace e il socialismo
Roma : [s. n.], 1988-
Firenze : [s. n.]., 1984-
Lotta per la pace e il socialismo. Quaderni / Movimento per la pace e il socialismo
Roma : [s. n.], 1989-
Lotta per la pace e il socialismo. Informazione
Roma : [s. n.], 1989-
ESanpino, 2023
Abstract: Vincenzo Paglia (arcivescovo) e Domenico Quirico (giornalista) – che hanno visto da vicino alcune delle drammatiche conseguenze delle guerre, dei conflitti, delle ingiustizie, ma anche la forza dell’incontro come via per la pace – conversano insieme. Consapevoli che è importante capire e riannodare i fili della speranza: ripartono dagli ultimi – i poveri, i migranti, gli anziani – per sognare una convivenza pacifica tra i popoli. Siamo nel cuore di un cambiamento d’epoca, come spesso ripete Papa Francesco. È un invito a sognare e operare per un mondo nuovo e fraterno. Purtroppo, continuiamo a “fare il mondo a pezzi”. Perché distruggerci in maniera così scientifica e impegnata? Con la guerra in Terra Santa, che ha oscurato quella in Ucraina e le altre nel mondo, siamo davvero sull’orlo di un abisso. Non possiamo più continuare. Dobbiamo fermare le guerre, “sperando contro ogni speranza”.
Napoli : Guida, 2025
Lente d'ingrandimento
Abstract: Cosa fare – disarmati, niente siamo, nulla contiamo – per difendere la pace? Il mondo precipita nel bellicismo. Il riarmo (2.443 miliardi di dollari nel 2024) acuisce l’insicurezza, sottrae immense risorse allo sviluppo. La gente, lontana dalla geopolitica, ora la segue con apprensione, consapevole di incidere zero. Il libro con le sue due visioni – laica di Scorciapino, religiosa di Rotondo – propone invece un protagonismo per ognuno. Non solo manifestare. Osiamo: usciamo dal contesto locale, facciamoci sentire in ambiti decisionali anche lontani. Indirizzandoci a destinatari impensabili: cancellerie, ambasciate, consessi internazionali, università, scienziati, produttori di armi. “Gocce di pace” è un progetto e un metodo. Se tutti, da 8 a 100 anni, possiamo diventare attivisti, proponenti di “Gocce di pace”, non siamo solo bersagli senza voce della guerra ineluttabile.
Nasi rossi : la pace può iniziare da un sorriso / Giorgio Scaramuzzino ; illustrazioni di La Tram
Salani, 2025
Abstract: Un libro in onore della pace e di tutti i piccoli gesti coraggiosi che lasciano un sorriso e portano speranza. Sana ha dieci anni e vive sulla Striscia di Gaza. Alle pagine del suo diario affida i suoi sogni più grandi: andare a scuola come gli altri bambini, giocare in un cortile senza macerie e abitare in un mondo diverso, privo di paura. Un mondo ‘dalla brillantezza radiante', proprio come il significato del suo nome. Un giorno però accade un evento inaspettato e il destino di Sana si intreccia con quello di Peter, un clown che arriva da lontano e le regala un naso rosso. Indossandolo per la prima volta Sana scopre che in quella piccola maschera c'è qualcosa di potente, che esiste una forza segreta anche nell'amicizia, nella felicità e nella speranza. Che in mezzo alle difficoltà più grandi un gesto insignificante può diventare un messaggio di libertà, che un sogno vale tanto quanto una rivoluzione. Ma basta davvero un naso rosso per portare la pace? Sana non lo sa, ma crede che basti per trasformare la paura in coraggio. E forse, dopo aver letto la sua storia, ci crederai anche tu. Un libro che non nasconde le difficoltà della realtà ma che sa parlare di speranza e della forza straordinaria dell'infanzia, che accende la luce anche in quei luoghi in cui tutto sembra oscurità. In onore dell'empatia, della pace e del potere salvifico dell'immaginazione.
Apeirogon / Colum McCann ; traduzione di Marinella Magrì
Feltrinelli, 2022
Abstract: Bassam Aramin è palestinese. Rami Elhanan è israeliano. Il conflitto colora ogni aspetto della loro vita quotidiana, dalle strade che sono autorizzati a percorrere, alle scuole che le loro figlie, Abir e Smadar, frequentano, ai check point. Sono costretti senza sosta a negoziare fisicamente ed emotivamente con la violenza circostante. Come l’Apeirogon del titolo, un poligono dal numero infinito di lati, infiniti sono gli aspetti, i livelli, gli elementi di scontro che vedono contrapposti due popoli e due esistenze su un’unica terra. Ma il mondo di Bassam e di Rami cambia drammaticamente e irrimediabilmente quando Abir, di anni dieci, è uccisa da un proiettile di gomma e la tredicenne Smadar rimane vittima di un attacco suicida. Quando Bassam e Rami vengono a conoscenza delle rispettive tragedie, si riconoscono, diventano amici per la pelle e decidono di tentare di usare il loro comune dolore come arma per la pace. Nella sua opera più ambiziosa, McCann crea Apeirogon con gli ingredienti del saggio e del romanzo. Attraversa i secoli e i continenti, cucendo insieme tempo, arte, storia, natura e politica, in un racconto nello stesso momento struggente e carico di speranza. Musicale, cinematografico, muscolare, delicato, Apeirogon è un romanzo per i nostri tempi.
Critica della ragione bellica / Tommaso Greco
Laterza, 2025
Abstract: Solo pochi anni fa, nessuno avrebbe potuto immaginare che ci saremmo ritrovati all'improvviso in un clima di guerra. Politici, intellettuali e giornalisti fanno a gara per trovare argomenti a favore del riarmo e per convincerci che dobbiamo riscoprire il nostro 'spirito bellico'. In un mondo in cui il motto più ripetuto è «si vis pacem, para bellum» è diventato allora particolarmente urgente domandarsi se si possa pensare la pace a partire dalla pace e non dalla guerra. È possibile solo se mettiamo la pace al principio e non alla fine, così da impedire di giustificare in suo nome atti e comportamenti che la rendono sempre più precaria, se non addirittura irraggiungibile. Occorre ragionare sui mali del mondo, e sulla guerra in particolare, cambiando il nostro punto di vista e muovendo da un presupposto diverso rispetto a quello che ci vuole nemici gli uni degli altri. Perché è la guerra a essere l'interruzione della pace, e non viceversa. E perché non è affatto vero che la guerra appartenga alla 'natura' degli esseri umani. Occorre quindi contrastare la 'narrazione' che relega la pace nell''utopia' o nell''ideale'. Non c'è nulla di naturale nella guerra, e nemmeno nella pace. Ci sono solo le scelte che vengono compiute dai governanti e da chi li sostiene.
Il soldatino del pim pum pà : poesie, filastrocche, favole / Mario Lodi
Torino : Einaudi, copyr. 1974
Abstract: Un attuale racconto in versi di un grande maestro della letteratura per ragazzi accompagnato dalle immagini di un giovane talento dei nostri giorni. Età di lettura: da 5 anni.
Le teorie della guerra e della pace / a cura di Giampiero Bordino, Lucio Levi
Il Mulino, 2024
Abstract: Uno dei segni dell'arretratezza della nostra conoscenza del mondo della politica è la mancanza di criteri esplicativi universalmente accettati di un fenomeno determinante per il destino dei popoli, come la guerra. Il risultato è una grande confusione e incertezza circa i mezzi più adeguati per intervenire sulla realtà e orientare il mondo della politica verso la costruzione della pace. In questo libro sono presentate le principali teorie della guerra e della pace al fine di far progredire il dibattito sulla definizione della cultura della pace. Kenneth Waltz in «Man, the State and War» osserva che i modelli teorici con cui è stato pensato il tema della guerra e della pace sono tre, a seconda che identifichino la causa della guerra nell'uomo, nella struttura dei singoli Stati o nella struttura del sistema degli Stati. Delle teorie prese in esame in questo libro, la teoria cristiana e le teorie psicoanalitiche e neo-darwiniane appartengono alla prima categoria, le teorie liberal-democratica, marxista-leninista e socialdemocratica alla seconda, la teoria federalista alla terza.
Una pace possibile : Israele-Palestina : la via matriarcale / Erella Shadmi
Milano : VandA, 2024
VanderWomen
Abstract: "Di tutti i popoli noi, israeliani e palestinesi, abbiamo avuto l'occasione di provare a creare un mondo nuovo e diverso che ci liberasse dai veri tiranni globali - patriarcato, razzismo, omofobia, capitalismo, religiosità, nazionalismo, sete di potere, arroganza - che ci spingono ad accumulare, consumare, opprimere, litigare, lavorare troppo. Questa occasione non è stata colta e mai si è tentato di affrontare le strutture profonde dell'oppressione e dei rapporti di potere. Propongo un mio piano di pace." Un manifesto, coraggioso e rivoluzionario, che presenta un ordine sociale alternativo basato su paradigmi radicalmente differenti - l'economia del dono, il retaggio matriarcale, la prospettiva della sussistenza, la spiritualità, la rimadriazione - e indica gli strumenti pratici per instaurare un equilibrio fra le diverse comunità - condivisione, consenso, non-violenza, vigilanza comunitaria e vigilanza riparativa. Un cambio di coscienza destinato a provocare scetticismo per la sua radicalità. Eppure, sostiene la Shadmi, "è semplice, non ci vuole molto, ci vuole ascolto, un cuore aperto, disponibilità.
Carthusia, 2024
Abstract: La guerra toglie soprattutto ai più piccoli, sottraendo loro affetti, quotidianità e progetti di vita. Dei paesaggi, delle case e delle abitudini rimane solo l’impronta ritagliata di ciò che c’era e ora si può solo sognare. Anche il futuro corre lo stesso rischio, a meno di non convincersi alla pace e alla sua capacità di ricostruire. Lo intuiscono facilmente le bambine e i bambini, con il loro coraggio, la loro resilienza e la loro immaginazione. Questo intenso e struggente silent book, libro universale che supera le barriere linguistiche e culturali, racconta come trovare insieme la forza per “ricucire” quanto strappato dalle guerre e costruire un domani migliore.
Non uccidere : per una cultura della pace / Pierluigi Di Piazza
Laterza, 2023
Abstract: Pierluigi Di Piazza - fondatore del Centro Balducci che in trent'anni ha ospitato oltre mille profughi provenienti da 50 paesi nel mondo - ha testimoniato con la sua vita la possibilità di tradurre in atti concreti le parole dialogo, accoglienza, integrazione, pace. Le riflessioni contenute in queste pagine hanno al centro l'esortazione a non rassegnarci mai all'ingiustizia e alla violenza. Esortazione più che mai attuale in un tempo come il nostro, segnato da gravi disuguaglianze, attraversato da conflitti sociali profondi e in cui la guerra è tornata a essere un fatto che ci riguarda da vicino.
EMI, 2024
Abstract: Nell’Appello di Stoccolma del 1950 i Partigiani della pace proclamano: «Noi esigiamo l’assoluto divieto dell’arma atomica. Noi consideriamo che il governo il quale utilizzasse contro qualsiasi paese l’arma atomica, commetterebbe un crimine contro l’umanità e dovrà essere considerato come criminale di guerra». Oggi come allora, sono innumerevoli gli attivisti che si impegnano per creare ambiti e percorsi di pace, ossia comunità sociali in costante dialogo con persone di ogni credo politico e religioso.
La guerra del soldato Pace / Michael Morpurgo
Sansoni per la scuola, 2006
Abstract: La storia di Thomas Peaceful e della sua famiglia è quella, vera e tragica, di centinaia di migliaia di soldati che, dalla miseria delle campagne, finirono nelle trincee della Prima guerra mondiale, affrontando la barbarie del conflitto e la crudele assurdità della disciplina, e pagando di persona per aver conservato, nonostante tutto, il rispetto per i valori dell'affetto, dell'amicizia, della solidarietà.
La guerra e la pace / Giacomo Matteotti ; a cura di Stefano Caretti e Jaka Makuc
Pisa University Press, 2022
Abstract: Il pacifismo di Giacomo Matteotti è tema che ben si presta a un'antologia pensata per le scuole. Ripercorrere le tappe fondamentali della sua opposizione alla guerra significa infatti poter vedere all'opera il suo socialismo e i suoi ideali; ma anche la vita e le difficoltà dell'uomo, che pure tanta importanza rivestono per la consapevolezza storica. Lo scoppio della prima guerra mondiale segnerà una tappa decisiva per il percorso politico di Matteotti. Fedele all'ideale dell'internazionalismo socialista già professato ai tempi della guerra libica, il suo sentito neutralismo si colloca su un terreno come sempre ideale e realistico al contempo. Matteotti ha infatti ben chiaro che l'entrata in guerra dell'Italia significherebbe interrompere bruscamente quel "movimento ascensionale della civiltà" che con tanta fatica il socialismo aveva avviato nei decenni precedenti. Il complessivo spreco di vite umane e risorse economiche avrebbe infatti comportato un arresto - se non una vera e propria retrocessione - del già di per sé lento progresso del Paese: il ritorno alla "barbarie" e il sacrificio del proletariato.