Trovati 151 documenti.
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La casa perduta : la memoria dei profughi nell' Europa del Novecento /Patrizia Audenino
Carocci, 2015
Abstract: In che modo è stata elaborata in Europa la memoria pubblica dei profughi rimpatriati del Novecento e quali percorsi ha sperimentato quella privata? I tre casi esaminati - Germania, Francia e Italia - sono accomunati da modalità di partenza egualmente drammatiche, aggravate dall'incomprensione e dalla discriminazione che ha accompagnato l'arrivo dei profughi nella cosiddetta madrepatria. L'accostamento delle differenti politiche pubbliche della memoria messe in atto verso i cittadini rimpatriati permette di capire le modalità di riflessione adottate da questi paesi nei confronti della costruzione dei loro confini territoriali e nazionali e del loro passato coloniale. L'analisi dei ricordi privati, condotta su una vasta memorialistica pubblicata, mette invece in luce come i profughi abbiano intrapreso comuni percorsi di rielaborazione dei lutti individuali e familiari e di ricostruzione della propria identità sulle ceneri della patria perduta.
Profugopoli : quelli che si riempono le tasche con il business degli immigrati / Mario Giordano
Mondadori, 2016
Abstract: La società che organizza corsi per buttafuori e addetti alle pompe funebri ed è controllata dal noto paradiso fiscale dell'isola di Jersey. L'ex consulente campano che con gli immigrati incassa 24.000 euro al giorno e gira in Ferrari. La multinazionale francese dell'energia. E l'Arcipesca di Vibo Valentia. Ecco alcuni dei soggetti che si muovono dietro il Grande Business dei Profughi: milioni e milioni di euro (denaro dei contribuenti) gestiti dallo Stato in situazione d'emergenza. E proprio per questo sfuggiti a ogni tipo di controllo. Dunque finiti in ogni tipo di tasca, più o meno raccomandabile. Si parla spesso di accoglienza e solidarietà, ma è sufficiente sollevare il velo dell'emergenza immigrazione per scoprire che dietro il paravento del buonismo si nascondono soprattutto gli affari. Non sempre leciti, per altro. Fra quelli che accolgono gli stranieri, infatti, ci sono avventurieri improvvisati, faccendieri dell'ultima ora, speculatori di ogni tipo. E poi vere e proprie industrie, che sulla disperazione altrui hanno costruito degli imperi economici: basti pensare che, mentre il 95 per cento delle aziende italiane fattura meno di 2 milioni di euro l'anno, ci sono cooperative che arrivano anche a 100 milioni e altre che in dodici mesi hanno aumentato il fatturato del 178 per cento. Profugopoli è un fiume di denaro che significa potere, migliaia di posti di lavoro, tanti voti. E che fa gola a molti perché, come è noto, «gli immigrati rendono più della droga». Però l'impressione è che Mafia Capitale, che tanto ci ha indignato, sia solo l'inizio: c'è un pentolone da scoperchiare che non riguarda solo Roma, ma tutta Italia. Lo ha detto anche il capo dell'Anticorruzione Raffaele Cantone: «Temo abusi di un sistema diffuso». Diffuso sì, ma quanto? Leggendo queste pagine ne avrete un'idea. Profugopoli, infatti, vi anticipa gli scandali che stanno per scoppiare, e vi svela ciò che nessuno ha ancora svelato: le coop sospette che continuano inspiegabilmente a vincere appalti, i personaggi oscuri, gli affidamenti dubbi, i comportamenti incomprensibili di alcune Prefetture. Come si giustifica, per esempio, che nel Nordest si aggiudichi bandi di gara a ripetizione una coop modenese, guidata da uno studente ventiduenne, già segnalata per «gravi inadempienze, poca trasparenza e false comunicazioni»? Tutti gli scandali sono insopportabili. Ma quelli che si fanno scudo della generosità sono i peggiori. E vanno denunciati, in primo luogo per rispetto ai tantissimi volontari perbene: questo libro è dedicato proprio a loro, che ogni giorno tendono la mano al prossimo senza ritirarla piena di quattrini. E che, perciò, non possono essere infangati da chi ha trasformato l'accoglienza in una grande mangiatoia. Perché se i volontari aiutano gli altri è per cercare di guadagnarsi il paradiso. Quello vero, non quello fiscale
Tutta un'altra musica in casa Buz / Lucia Vastano ; a cura di Lucia Castelli
[Milano] : Salani narrativa, 2008
Un lungo cammino per l'acqua / Linda Sue Park ; traduzione di Gianna Guidoni
OscarMondadori, 2016
Abstract: 2008: Nya è una ragazzina, ma deve fare un lungo cammino sotto il sole per raggiungere un pozzo d'acqua pulita. 1985: Salva ha undici anni e vive in pieno la tragedia della guerra civile sudanese. Separato dalla famiglia, il ragazzo raggiunge fortunosamente il campo profughi in Etiopia. Ma anche l'Etiopia è al collasso e di punto in bianco il campo chiude. Salva, ormai diciassettenne, si mette alla guida di un gruppo di centocinquanta ragazzi. Insieme marciano verso il Kenya, che raggiungono dopo un anno e mezzo, sopravvivendo alla fame, alla sete e agli attacchi degli animali feroci. Adottato da una famiglia americana, Salva si integra e studia al college, fino a quando non scopre che i suoi parenti sono sopravvissuti e decide di fare qualcosa per il suo paese martoriato, raccogliendo fondi per costruire pozzi d'acqua nelle zone più remote, come nel villaggio di Nya. Età di lettura: da 11 anni.
Magamondo / Mattia Bidoli alias Flip
Sperling & Kupfer, 2017
Abstract: Tutto comincia con una frase letta su un diario in terza liceo: «Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato». Colpisce dritto al cuore Mattia, forse perché il suo mondo, in quel momento, non è un bel posto. Peccato che la frase non abbia le istruzioni per l'uso, e tocca a lui trovare un modo per metterla in pratica. Anzi, è il modo a trovare lui. Un corso di clownterapia iniziato per caso gli rivela la strada: far sorridere chi non ha motivo di farlo. Nasce così Flip, il mago giocoliere che si butta dove Mattia non andrebbe mai, e che non ha paura, o almeno sa nasconderla molto bene dietro la maschera più piccola del mondo: il suo naso rosso. Prima negli ospedali, poi negli orfanotrofi della Bielorussia, Flip impara che i limiti esistono solo se siamo noi a costruirli: glielo ha insegnato un ragazzo che fa volare gli aquiloni senza mani. Ma le lezioni più belle arrivano nelle zone di guerra: nei campi profughi in Libano e Turchia, tra famiglie disperate che hanno perso tutto, la sfida quotidiana è far giocare bambini che hanno dimenticato di essere bambini, però quando se lo ricordano, il loro sorriso illumina il mondo e, per un attimo, lo rende davvero un posto migliore. In questo libro Mattia racconta il viaggio di Flip che, spalleggiato da amici folli quanto lui, ha affrontato fame e conflitti, solitudine e abbandono, convinto di poter donare qualcosa, per poi scoprire che ogni missione gli portava più di quanto lui potesse dare.
La riva invisibile del mare / Salvatore Dimaggio
San Paolo, 2017
Abstract: Orrori innominabili, degradazioni incomprensibili, e un business pervasivo e onnipotente che costringe una parte sempre più consistente del nostro pianeta a migrare. Si tratta del più grande fenomeno del nostro tempo che sta cambiando radicalmente il mondo. Eppure quasi nessuno sa cosa sia una migrazione e ciò che crediamo di sapere, spesso, è falso. Profugo, rifugiato, richiedente asilo, clandestino... dietro ognuna di queste parole, usate sovente a sproposito, ci sono diritti e trappole, opportunità e business illeciti. Scartando le vie della classica saggistica, le storie e le rivelazioni di questo libro esplodono in pieno viso e non possono lasciarci indifferenti
Casa Lampedusa / Antonio Ferrara
Einaudi ragazzi, 2017
Abstract: Sarebbe impossibile ricordare e raccontare tutti gli atti di silenzioso eroismo che da anni compiono gli abitanti di Lampedusa. Antonio Ferrara ha scelto di raccontare la storia di finzione di un ragazzo che rappresenta simbolicamente tutta la popolazione che da sempre si prodiga per accogliere i profughi sbarcati a migliaia su quelle coste. Gesti spontanei di gente semplice, uomini e donne sconosciuti che non hanno mai chiesto nessun riconoscimento e che molti hanno definito meritevoli del Nobel per la Pace. La storia esemplare dell’isola dell’accoglienza. Salvatore è un ragazzo di dodici anni che abita a Lampedusa e non sa nuotare: un isolano che ha paura dell'acqua è inconcepibile! Un giorno sull'isola arriva Khalid, un profugo scappato dalla guerra. I genitori di Salvatore lo accolgono in casa, perché al centro di accoglienza non c'è più posto. Khalid racconta della sua terra, di sua moglie e di sua figlia cadute dal barcone e annegate, della guerra, delle torture subite. Lampedusa per lui è una terra di mezzo, un luogo di passaggio prima di ripartire, ancora verso nord. Quando Khalid se ne andrà, Salvatore lo saluterà come si saluta un vecchio amico, piangendo, e qualche giorno dopo troverà il coraggio di tuffarsi...
Gli innocenti : romanzo / Paola Calvetti
Mondadori, 2017
Abstract: Jacopo e Dasha, due voci smarrite sullo spartito della vita, sono in scena per il Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms che, pagina dopo pagina, è l'occasione per rivivere - in un serrato e immaginifico dialogo - i passi della loro storia d'amore. Dopo una lunga assenza, Jacopo torna a Firenze, all'Istituto degli Innocenti, il luogo eletto che lo ha accolto quando venne abbandonato da una madre rimasta nell'ombra, la cui identità è diventata negli anni la sua claustrofobica ossessione. «Come posso scoprire la mia storia se non so da dove vengo?» si chiede. Adottato da una famiglia troppo fragile e gravato di aspettative insostenibili, Jacopo è stato privato della spensieratezza dell'infanzia. A salvarlo è stato un piccolo violino, l'àncora alla quale assicurare i desideri e i sogni. Perché, se la felicità è un talento, Jacopo riesce ad avvicinarla solo stringendo fra le braccia lo strumento. Ma non sempre l'amore salva. Non se nell'amore pulsano, insistenti, vecchie ferite. Dasha, nata in un piccolo paese in Albania, è cresciuta circondata da un amore che Jacopo non conosce. Grazie a un padre devoto e illuminato, ha potuto frequentare il Conservatorio di Tirana, dove ha incontrato il violoncello, destinato a diventare il suo unico amico. Fuggita dal porto di Durazzo, sola con il suo strumento, dopo la rovinosa caduta del regime, è sbarcata a Brindisi il 7 marzo del 1991, insieme a migliaia di profughi. Anche le sue radici sono state recise, ma la musica ha compiuto il miracolo di preservare dal dolore il suo animo delicato e forte. Eppure nemmeno Dasha, che ora suona di nuovo accanto a lui, è riuscita a distogliere Jacopo dalla ricerca di un passato che ha il potere di avvelenare il presente, rendendo orfani i due amanti di un futuro possibile. Dove ad aspettarli, forse, c'è un bambino. Nel corso dell'esecuzione del Doppio di Brahms accadrà qualcosa di totalmente imprevisto.
Mondadori, 2017
Abstract: «Fin da piccolo ero attratto da ciò che richiedeva un viaggio, nello spazio o nel tempo. Mi piacevano la storia e la geografia. Avevo un interesse speciale per i confini costantemente mutevoli. Nella mia famiglia paterna ci sono state molte donne pratiche e pie, dedite a quella forma di filantropia che si chiamava, senza remore, "beneficenza". Mia madre, anch'essa di origine borghese, ma più aperta ai fermenti del mondo, aveva una formidabile energia organizzativa, che non si fermava di fronte a nessun ostacolo.» Sono questi i ricordi che Filippo Grandi, oggi Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, porta con sé quando nel 1984, dopo la laurea e il servizio civile, decide di partire volontario per assistere i profughi cambogiani sospinti nella Thailandia nordorientale da anni di guerra. L'esperienza è così straordinaria e coinvolgente da trasformarsi in una scelta di vita, le cui tappe fondamentali, scandite dall'impegno in diverse agenzie di cooperazione internazionale, sono ripercorse in pagine vivide, intense, spesso toccanti. Dai curdi iracheni in fuga nei paesi vicini a causa dei massacri perpetrati dal regime di Saddam Hussein ai profughi ruandesi dispersi a migliaia nelle foreste dell'Africa centrale, dagli afghani di ritorno da Iran e Pakistan dopo la caduta dei taliban ai rifugiati palestinesi in territorio siriano, costretti a fuggire di nuovo dopo lo scoppio della guerra civile nel 2011, Grandi descrive paesaggi, talvolta di incantevole bellezza, devastati dall'orrore della fame e della guerra. E racconta le difficoltà, le paure e le insidie, ma anche le piccole e grandi gioie, che costellano il rapporto quotidiano con persone bisognose e terrorizzate, con vittime e carnefici, filantropi e assassini, in un inestricabile intreccio di miseria e ricchezza, cinismo ed empatia, odio e solidarietà. Su tutto, il tenace, infaticabile sforzo di riparare, con mezzi sempre limitati, i guasti prodotti dalla violenza e da spaventose ingiustizie alle quali, chi non vuole rinunciare alla propria missione, deve talora piegarsi pur di ottenere un piccolo ma in realtà enorme risultato: una vita salvata, un bambino sfamato, un profugo rimpatriato. Di fronte agli oltre 65 milioni di profughi sparsi in tutto il mondo, l'imperativo dell'UNHCR e delle altre organizzazioni umanitarie, ci dice Grandi, è sempre quello – eticamente irrinunciabile – di «esserci», in qualsiasi condizione, con qualsiasi prospettiva, a qualsiasi prezzo.
Ci proteggerà la neve / Ruta Sepetys
Mondolibri, 2016
Abstract: Il vento solleva strati leggeri di fiocchi ghiacciati. Joana ha ventun anni e intorno a sé vede solo una distesa di neve. È fuggita dal suo paese, la Lituania. È fuggita da una colpa a cui non riesce a dare voce. Ma ora davanti a sé ha un nuovo nemico: è il 1945 e la Prussia è invasa dalla Russia. Non ha altra scelta che scappare verso l'unica salvezza possibile: una nave pronta a salpare verso un luogo sicuro. Eppure la costa è lontana chilometri. Chilometri fatti di sete e fame. E Joana non è sola. Accanto a lei ci sono altre anime in fuga, ognuna dal proprio incubo, in viaggio verso la stessa meta. Emilia, una ragazza polacca che a soli quindici anni aspetta un bambino, e Florian, un giovane prussiano che porta con sé il peso di un segreto inconfessabile. I due hanno bisogno di Joana. Perché lei non ha mai perso la speranza. Perché la guerra può radere al suolo intere città, ma non può annientare il coraggio e la voglia di vivere. È grazie a questa sua forza che Joana riesce ad aiutare Emilia nella gravidanza e a far breccia nel carattere chiuso e diffidente di Florian. I loro giorni e le loro notti hanno un'unica eco: sopravvivere. E quando la nave finalmente si intravede all'orizzonte, la paura vorrebbe riposare in un porto sicuro. Ma Joana sa che non si finisce mai di combattere per la propria vita, ed è pronta ad affrontare ogni ostacolo, ogni prova, ogni scherzo del destino...
Preghiera del mare / Khaled Hosseini ; a cura di Roberto Saviano ; illustrazioni di Dan Williams
SEM, 2018
Abstract: Mio caro Marwan... È l'inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano "lingue che non conosciamo". I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi costellati di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa dove "nessuno ci ha invitato", dove chi la abita "ci ha detto di portare altrove le nostre disgrazie". Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente. Questa lettera è un grande atto d'amore e nelle parole che la compongono c'è la vita. Speranze e paura, felicità e dolore. Impossibile non riconoscersi, non pensare che al posto di quel padre e quel bambino potremmo esserci noi. Impossibile non sapere che tutto questo, comunque, ci riguarda.
Fuori dal buio : romanzo / Zana Fraillon ; traduzione di Alba Bariffi
Corbaccio, 2018
Abstract: Miran è un bambino allegro, dotato di grande ottimismo e di una fervida fantasia. Racconta storie e indovinelli alla sua amica Esra e al piccolo Isa e in questo modo rende le giornate più leggere. Sono prigionieri in un seminterrato buio e umido e insieme sognano il giorno in cui comincerà la loro vita, finalmente liberi e felici. Quando colgono l’opportunità di scappare le cose non vanno bene. Sola, terrorizzata e con la responsabilità del più piccolo del gruppo, Esra farà di tutto per potersi riunire con l’amico Miran, che durante la fuga è stato catturato dalla polizia, una polizia che dovrebbe rappresentare le forze dell’ordine, ma di cui Esra, giustamente, non riesce a fidarsi. Nascosta in un bosco in riva al fiume, Esra incontra un altro ragazzo, solo e impaurito come lei, con una difficile storia famigliare alle spalle. Insieme costruiscono un pupazzo di argilla, un Golem che prende vita nella loro fantasia e, forse, nella realtà, e che li guiderà in un labirinto di gallerie sotterranee fino alla luce. Fino al momento in cui avranno il coraggio di raccontare la loro storia. Fino al momento in cui riusciranno a essere liberi.
Add, 2017
Abstract: Dopo tre anni di viaggio, decine di articoli e un World Press Photo, il fotografo Carlos Spottorno e il giornalista Guillermo Abril decidono di dare una nuova forma narrativa alle 25.000 fotografie e ai 15 taccuini di appunti nati per raccontare ciò che succede sulle frontiere dell'Unione europea. Prende così forma La crepa, un libro a metà strada tra graphic novel e foto giornalismo, tra diario e reportage, in cui si affronta il grande tema della nostra contemporaneità: lo scontro e l'incontro tra i popoli.
Human flow / un film di Ai Weiwei
01 Distribution, [2018]
Tutto per nulla / Walter Kempowski ; a cura di Mario Rubino
Sellerio, 2018
Abstract: Prussia orientale, inverno 1945. È iniziato l'esodo dei tedeschi in fuga dall'Armata Rossa sovietica che avanza verso ovest. Il podere di Georgenhof, con la sua comoda residenza, è sul corso di quel fiume di persone, la cui massa va gonfiandosi ogni giorno. Ne sono proprietari i von Globig, piccola nobiltà decaduta. Il padre Eberhard è un ufficiale impegnato in un fronte lontano. Restano a vivervi, in una quotidianità ancora tranquilla e florida, la madre Katharina, bella e delicata signora, la «zietta» che con rigore conduce gli affari di tutti, il figlio dodicenne, bambino solitario esentato per malattia dal servizio nella Hitlerjugend. In quell'isolamento campagnolo, ricevono viandanti, soprattutto nelle notti cariche di neve: solo che adesso, questi, sono individui braccati dalla guerra. Passano sfollati, perseguitati, fuggitivi, strampalati, disperati, intraprendenti, gente di ogni genere. Ciascuno racconta di sé e nella sua vicissitudine rappresenta i vari punti di vista che i contemporanei tedeschi, in quelle condizioni di disfacimento del loro regime, dovevano avere sul Nazismo, sulla guerra, sui nemici, sul presente visibile ed occulto, sul loro futuro. Così la villa diventa il luogo in cui rimbombano le opinioni ordinarie dei tedeschi sulla loro storia. Intanto matura lentamente la tragedia della famiglia. Al podere vivono anche un polacco e due ucraine a servizio, trattati benevolmente dai von Globig, ma malvisti, in quanto stranieri, dai coloni di un villaggio rurale costruito dal regime nelle immediate vicinanze. Lì l'autorità indiscussa è Drygalski, un piccolo gerarca, fanaticamente attento all'educazione paramilitare dei giovani. Tutti avranno la loro sorte, accelerata da un evento drammatico. E un'amara, silenziosa, epopea carica di sensi di colpa, su cui la trattazione letteraria ha a lungo taciuto. L'autore la guarda crudamente e senza giudizi, con documentaristico rigore (persino nelle canzoni e nei film) e insieme visionarietà. Cosa li aspetta? Chi si salverà? C'è ancora una speranza per loro?
Mondadori, 2018
Abstract: Kigali, Ruanda, 1994. Quando il destino del suo paese prende una svolta inaspettata, Clemantine Wamariya è una bambina come tante, intraprendente e viziata, una ficcanaso troppo sveglia per i suoi sei anni. A casa spesso manca l'acqua e l'elettricità, le tende devono restare chiuse, non si può più andare all'asilo ed è vietato giocare sull'albero di mango in giardino. È un continuo «ssssh!», mentre fuori si sente il rumore delle granate. Insieme alla sorella maggiore Claire, presto Clemantine è costretta a fuggire alla ricerca di salvezza, vagando da un campo profughi all'altro per sei anni, attraverso sette paesi africani. Affamate, recluse e maltrattate, senza più notizie dei propri genitori, le due ragazzine affrontano un viaggio fatto di solitudine, violenza ed estreme durezze, ma anche di rare gentilezze e inaspettati sorrisi. Conforto al male che le accerchia è il ricordo delle storie che la tata Mukamana raccontava ogni giorno, come quella, quasi profetica, di una bambina bellissima e magica, con un sorriso così luminoso da far scaturire una cascata di perline. Clemantine comprenderà il significato della parola «genocidio» solo dopo aver trovato asilo negli Stati Uniti, dove la memoria delle vittime dell'Olocausto la aiuterà a dare voce a una tragedia così personale e, apparentemente, intraducibile a parole. La ragazza che sorrideva perline è un memoir intenso e commovente, in cui all'incalzante incedere della narrazione fa eco una preziosa capacità riflessiva che invita a interrogarsi su temi fondamentali come il ruolo della memoria, la natura della nostra umanità, e su come non bisogna mai perdere la capacità di sperare oltre ogni lecito limite. Rara testimonianza di un genocidio che ha scosso le coscienze, quella di Clemantine è una storia ricca di grandi insegnamenti per tutti noi.
Rubbettino, 2018
Abstract: Lo Stato italiano spende sei-sette miliardi di euro all’anno per l’accoglienza dei migranti, un fiume di soldi. Dove vanno? A chi vanno? Chi guadagna dietro il grande business che si è venuto a creare con l’arrivo in Italia di centinaia di migliaia di immigrati? Migranti Spa cerca di rispondere a queste domande proponendo storie, analisi e dati sui flussi di denaro che gravitano intorno al mondo dell’accoglienza. Ne viene fuori un affresco composito: da una parte migliaia di volontari che eroicamente si affannano per portare un aiuto ai tanti disperarti che arrivano sulle nostre coste, dall’altro centinaia di improvvisate coop sociali, associazioni e avventurose società che cercano di sfruttare il nuovo business. Per non parlare di dubbie ong. Lo Stato osserva ma non controlla, anche perché è una situazione che fa comodo a molti.
L' infanzia di Gesù / J. M. Coetzee ; traduzione di Maria Baiocchi
Einaudi, 2013
Abstract: In un mondo nuovo, dove i ricordi della vita precedente svaniscono e al loro posto gli uomini si nutrono di tiepida benevolenza, Simón accompagna il piccolo David alla ricerca della madre sconosciuta. Il limbo di Novilla, città fuori dal tempo e dalla Storia, è lo spazio in cui si dischiude l'infanzia di un ragazzino eccezionale: con il suo linguaggio nuovo e il suo modo inedito di contare, le sue ansie e le sue paure, la volontà eroica di resuscitare chi è morto e salvare chi è in difficoltà, David è capriccioso come ogni bambino, oppure ostinato e romantico come Don Chisciotte, di cui Simón legge e interpreta per lui le gesta. O forse, come vuole il titolo, nelle forme straordinarie della sua immaginazione si nasconde un'origine ultraterrena, persino divina. Con L'infanzia di Gesù J. M. Coetzee regala una storia piena di mistero. Un romanzo che riflette sul potere demiurgico - e ambiguo dell'immaginazione, e ci lascia con un senso profondo di stupore, di turbamento, e con una domanda: saremmo in grado di riconoscere il Messia, se arrivasse oggi?
Leviatano o Il migliore dei mondi / Arno Schmidt ; a cura di Dario Borso
Mimesis, 2013
Abstract: Scritto a ridosso della Seconda guerra mondiale, il Leviatano narra in quarantapagine la fuga disperata verso Ovest di un gruppo di sbandati slesiani.Primo romanzo tedesco in assoluto ad affrontare di petto orrori e colpe di unpopolo intero, esso fece epoca per le sue novità formali, per quello stile tee agilissimo al tempo che rese subito Schmidt tanto amato quanto inimitabile.La presente traduzione, che va a sostituire quella semiclandestina apparsasu Il Menabò del 1966, è stata condotta da Dado Borso (già curatoredi altri due testi schmidtiani, Ateo? — Altroché! e Paesaggio lacustre con Pocahontas)sulla Bargfeìder Ausgabe, in stretto contatto con la Arno Schmidt Stiftungdi Bargfeld, ed è corredata da un commentario che risulta unico nel panoramamondiale della critica.