Trovati 13 documenti.
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Terre di mezzo, 2021
Abstract: L'8 aprile 1994 bisogna scappare: quando i vicini avvertono la sua famiglia, Jean Paul ha dieci anni e, all'improvviso, nessuna certezza. Non sa dove andare, chi sono i nemici e perché uccidono, né chi è disposto a dare un riparo. I tutsi vengono braccati e massacrati dagli hutu, gli dicono. Di molti, tra cui suo padre, non si saprà più nulla. Una memoria che ripercorre i terribili giorni del genocidio, ma va oltre. Racconta del ritorno nei villaggi distrutti e del lungo processo di riconciliazione. Di come anche i figli degli assassini siano stati vittime di quella violenza. Di quanto sia stato difficile, ma necessario, trovare il modo di ricominciare a vivere insieme.
E/o, 2022
Abstract: Blanche è figlia di un uomo francese e di una donna ruandese tutsi. Miracolosamente scampata al genocidio dei tutsi nel 1994, vive in Francia. Il padre è scomparso. Nel 1997, quando torna in Ruanda per la prima volta dopo i massacri, Blanche si trova davanti uno spettacolo desolante, un paese devastato, ferite ancora aperte che stentano a rimarginarsi. La casa è stata saccheggiata. La madre è sopravvissuta in modo rocambolesco, ma è sconvolta, quasi non parla. Il fratello, figlio di un altro padre di etnia hutu, ha combattuto nella guerra di liberazione, è passato attraverso gli orrori e il sangue, ha disturbi psichici. Blanche intraprende allora un lungo lavoro di riparazione della famiglia lacerata, un minuzioso rammendo degli affetti, delle cose che sono state taciute e della memoria che lei affronta divisa tra Butare, la città ruandese dov’è nata e cresciuta e dove vive il poco che rimane della sua famiglia, e Bordeaux, dove nel frattempo si è sposata, ha avuto un figlio e lavora come infermiera. Impiegherà vent’anni a ricucire gli strappi, vent’anni in cui viaggerà tra i ricordi dei nonni, che conducevano una vita ancestrale e non avevano mai visto un bianco, i ricordi della madre Immaculata, che dopo un’infanzia sulle colline si è trasferita nella città in cui ha incontrato i suoi amori, e i ricordi funesti del fratello, figlio di un hutu e di una tutsi, discrepanza etnica che neanche il bagno di sangue riesce a risolvere.
Marembo / Dorcy Rugamba ; traduzione di Daniela Marina Rossi
Casagrande, 2016
Abstract: Sono passati oltre vent'anni dal genocidio ruandese, ma il breve libro di Dorcy Rugamba ci appare oggi come una delle più autentiche testimonianze di ciò che è realmente accaduto. Non vi si trovano ricostruzioni storiche, analisi politiche o sociologiche, ma più semplicemente la vita di una famiglia, quella dell'autore, sterminata la mattina del 7 aprile 1994. Rugamba si chiede: "Come si può cogliere tutta la dimensione di un evento che ha spazzato via più di un milione di persone e nel quale la morte di mio fratello, per quanto atroce possa essere stata, è solo un aneddoto?". Attraverso la storia sua e dei suoi familiari - il padre Cyprien, umanista ruandese, la madre Marembo, bellissima e fiera, i fratelli e sorelle, e poi il teatro, la conversione all'Islam, esperienza "unica, orgasmica" della preghiera - Rugamba ci offre uno splendido racconto di vita, una meditazione di rara forza sulla famiglia, la cultura, la tradizione, la spiritualità e, di riflesso, un antidoto alle "pulsioni di morte" che continuano a dominare la nostra epoca. Questa prima edizione italiana di "Marembo" è stata condotta su una versione del testo rielaborata e tuttora inedita anche nell'originale francese
Hotel Rwanda : una storia vera / un film di Terry George
Feltrinelli, copyr. 2005
Abstract: La storia vera di Paul Rusesabagina, direttore di un albergo del Ruanda, che usò il suo coraggio e la sua astuzia per salvare la vita a 1200 persone dal genocidio dei Tutsi.
Hotel Rwanda : una storia vera / un film di Terry George
Dolmen Home Video, [2006]
Abstract: La storia vera di Paul Rusesabagina, direttore di un albergo del Ruanda, che usò il suo coraggio e la sua astuzia per salvare la vita a 1200 persone dal genocidio dei Tutsi.
Milano : Mondolibri, 2005
Milano : Mondadori, 2011
Abstract: Silvana Arbia è una delle persone più temute dai criminali di guerra e dai grandi ricercati internazionali. Oggi a capo della Cancelleria del Tribunale penale internazionale dell'Aja, ha lavorato per otto anni da procuratore, in prima linea. Incarico che l'ha portata nelle zone più pericolose dell'Africa, dove ha incontrato autori di efferati crimini contro l'umanità. Come Pauline Nyiramasuhuko, ministro della Famiglia in Ruanda e prima donna accusata di stupro contro l'umanità, o il sacerdote Athanase Seromba, responsabile del massacro di duemila tutsi nella sua stessa chiesa. In questa testimonianza drammatica e preziosa ci racconta da un punto di vista assolutamente unico alcune spaventose violenze di massa, oggi spesso dimenticate, dando voce alle vittime dei genocidi, analizzando come agiscono i più feroci carnefici, e spiegando perché molti Stati spesso intralciano l'azione della giustizia. Raccontandoci la sua esperienza professionale e di vita, Silvana Arbia ci offre uno straordinario esempio della battaglia civile per la ricerca della verità.
Oggi disegneremo la morte / W. L. Tochman ; traduzione di Marzena Borejczuk
Rovereto : Keller, 2015
Razione K ; 3
Abstract: Dopo Come se mangiassi pietre ecco un'altra importante testimonianza del mondo in cui viviamo, firmata da W. L. Tochman, uno dei più noti reporter polacchi. L'autore ci conduce attraverso le cicatrici di un intero Paese, quelle dei corpi, quelle della terra, per raccontarci il genocidio ruandese del 1994 e le sue conseguenze. Cosa succede alle vittime, ai colpevoli e a noi che ne siamo stati testimoni? Con uno stile che inchioda il lettore alla pagina, Tochman riesce a fare parlare i sopravvissuti, i carnefici e persino i luoghi e a instillarci dubbi e interrogativi ai quali non possiamo fuggire. Oggi disegneremo la morte è un alto esempio di reportage letterario.
Stagione di sangue : un reportage dal Ruanda / Fergal Keane ; [traduzione di Ester Dornetti]
Milano : Feltrinelli, 2005
Feltrinelli real cinema
Abstract: La guerra civile che si è combattuta agli inizi degli anni novanta in Rwanda ha prodotto un numero sconcertante di morti (800.000 nei 100 giorni più atroci della guerra, e decine di migliaia nei mesi successivi). Il film di Terry George Hotel Rwanda racconta la storia vera di un uomo che, da solo, ha saputo resistere all'orrore. In quei cento interminabili giorni, mentre l'occidente, l'ONU, gli Stati Uniti il governo italiano facevano finta di non vedere, un semplice direttore d'albergo, rischiando ogni giorno la morte, ha dato rifugio e salvato dal massacro 1200 persone. In allegato, il libro-inchiesta di Fergal Keane, Stagione di sangue, che ricostruisce le cause e gli eventi della guerra civile in Rwanda.
Le ombre del mondo / Michel Bussi ; traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca
E/o, 2025
Fa parte di: Dal mondo. Francia
Abstract: Ottobre 1990. Il capitano francese Jorik Arteta, in missione in Ruanda, conosce Espérance, giovane e brillante insegnante impegnata nella transizione democratica del suo paese, e se ne innamora. 6 aprile 1994. Un lampo squarcia il cielo di Kigali. L’aereo che trasporta il presidente ruandese esplode in volo, dando il via al caos nel paese. Chi ha lanciato i missili non sarà mai identificato, ma qualcuno conosce la verità. Natale 2024.Jorik, sua figlia Aline e sua nipote Maé partono per un meraviglioso viaggio alla scoperta dei gorilla nelle montagne del Ruanda. Per Maé è il sogno che ha fin da bambina, per Aline un ritorno alle origini, per Jorik un tuffo vertiginoso nei meandri di un passato oscuro
Lo sguardo oltre le mille colline : testimonianze del genocidio in Rwanda / Ivana Trevisani
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2004
Abstract: Il 6 aprile 1994 l'aereo su cui viaggia il generale Juvénal Habyarimana, presidente del Rwanda, viene abbattuto mentre si prepara all'atterraggio sull'aeroporto di Kigali. Il presidente muore e il cielo ci cade addosso, racconta Amata: Habyarimana è infatti di rientro da Dar-es-Salaam, dove è sancita l'applicazione del trattato di Arusha che sembra dare concretezza alla possibilità di una compartecipazione della minoranza tutsi al governo hutu del Paese. Viceversa, quella notte, con l'aereo del presidente precipitano le speranze di possibile convivenza tra la popolazione rwandese. Dopo poche ore infatti si avvia la macchina di sterminio sistematico che dal 7 aprile al 19 luglio ha portato all'uccisione di circa un milione di rwandesi.
[Milano] : Bompiani, 2004
Abstract: Il libro offre una testimonianza della strage in Ruanda che ha visto, nel 1994, in poco più di un mese, il massacro di circa 50.000 tutsi a opera dell'etnia rivale hutu. L'autore, giornalista inviato di guerra per Libération fa parlare i carnefici e, in particolare, un gruppo di nove persone. Quello che emerge è la bestialità di questi esseri umani, una bestialità che è qualcosa di più della violenza individuale, qualcosa di più della follia, qualcosa di diverso da una guerra vera e propria, perché è fatta dell'indifferenza più totale alla vita, alla morte, al sangue, al dolore, a ogni forma di umanità.
Milano : Bompiani, 2011
Abstract: In una calda mattina del maggio 2003, una fila di prigionieri ruandesi varca le porte della prigione di Rilima scandendo canti di gioia. Gli assassini vengono liberati tra la sorpresa generale, in particolare dei sopravvissuti che li vedono riprendere possesso delle loro proprietà, a Nyamata e sulle colline di Kibungo o Kanzenze. Cosa si diranno ora Adalbert e Innocent quando si incontreranno per la strada, l'uno uccisore e l'altro preda ai tempi della caccia all'uomo nella foresta di Kayumba? Come potranno Berthe e Ignace parlarsi tra i banchi del mercato, davanti a verità indicibili per entrambi? In che modo, ogni giorno, potranno tornare a condividere la fede in Dio, la birra Primus, la fiducia nella giustizia, il tifo per la squadra di calcio? Jean Hatzfeld racconta con intensità il tentativo di riconciliazione delle due anime di un popolo dilaniato dalle carneficine che per settimane hanno insanguinato il Ruanda nel 1994. Da una parte gli hutu, che hanno sterminato quasi un milione di persone e devono ora affrontare gli sguardi dei parenti delle vittime. Dall'altra i tutsi, che cercano di tornare alla normalità dopo essersi salvati dal machete degli uccisori, scappando e nascondendosi come animali nelle paludi e nella foresta. Un racconto ricostruito attraverso le testimonianze dell'una e dell'altra parte, in un libro corale che ci pone inevitabilmente davanti al senso della parola perdono.