Trovati 372 documenti.
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Paura della libertà / Carlo Levi ; introduzione di Giorgio Agamben
Neri Pozza, 2018
Abstract: Sulla spiaggia di Le Baule, mentre le divisioni corazzate tedesche corrono le pianure della Polonia e si preparano a invadere la Francia, l’autore trentasettenne cerca di fissare lo sguardo sulla crisi della cultura europea e di interrogare le ragioni che hanno condotto un’intera civiltà al suo esito catastrofico. Con una scrittura insieme fresca e ambiziosa, Levi sottopone a una critica implacabile la religione (che trasforma il sacro in sacrificio), lo Stato (l’idolo sociale per eccellenza, da cui la politica occidentale in tutte le sue forme non riesce a liberarsi), la guerra, il sangue, la massa, l’amore e l’arte. Ed è solo a partire dalla libertà dischiusa da questa percorso allucinato e quasi profetico che le opere successive di Levi, da Cristo si è fermato a Eboli a L’Orologio acquistano il loro vero senso, che è quello di una testimonianza che non riguarda il passato, ma il nostro presente.
L'oro dei crociati / David Gibbins
Roma : Newton Compton, 2006
Abstract: Torna l'archeologo Jack Howard insieme con i fedeli compagni Maria, Jeremy, Costas e Heibermeyer. A bordo della Seaquest II, intraprendono la ricerca di un tesoro avvolto nel mistero: l'oro dei crociati. Forse si tratta del menorah ebreo, l'enorme candelabro d'oro rubato dai Romani nel 70 d.C. e scomparso da Costantinopoli all'epoca delle crociate. A partire dagli affreschi della cattedrale di Santa Sofia, che ritraggono un mistico che fu in possesso del menorah, tra scoperte e indizi archeologici da decifrare, gli studiosi raggiungeranno lo Yucatan, i fiordi nell'Artico, Kieve, inseguiti e incalzati da Reksnys, un mercante d'arte senza scrupoli a capo di una sorta di setta neonazista. Ma dietro il mistero dell'oro dei crociati c'è anche la Chiesa, che ha imposto nei secoli il silenzio su quella che fu una testimonianza dei soprusi e delle stragi perpetrate dai cristiani in Terrasanta.
Il mistero del dipinto di Cristo / Craig Smith
Roma : Newton Compton, 2008
Abstract: Mentre sulla Terra calavano le tenebre in pieno giorno e il Figlio dell'uomo, crocifisso, tornava alla casa del Padre, Ponzio Pilato, responsabile dell'esecuzione, commissionava a Theophanes la realizzazione del più prezioso dei dipinti: l'unico quadro che, attraverso gli occhi dei contemporanei, che avrebbe tramandato ai posteri l'immagine del volto di Cristo. Più prezioso del Santo Graal e più potente dell'Arca dell'Alleanza, il dipinto di Cristo ha attraversato le epoche della storia passando tra le mani di oscure congreghe: oggetto benedetto e terribile, in grado di dispensare la morte tra chi lotta per possederlo ma anche di elargire il dono della vita eterna a colui che può vantarsi di averlo tra le sue mani. Per questa ragione, intorno a un castello affacciato sul lago di Lucerna, un pugno di personaggi senza scrupoli fanno convergere i propri destini, ingaggiando una lotta che non prevede prigionieri.
Roma : Newton Compton, 2008
Abstract: Cosa c'è nella mente di un ventenne americano bianco che a tredici anni si è convertito all'islamismo, a quattordici ha letto la biografia di Malcom X e a diciassette è andato a studiare a Islamabad? Di sicuro la sensazione di non sentirsi a proprio agio in nessun posto... Almeno prima di incontrare Ingrid Mattso, bianca come lui, americana come lui, musulmana come lui ma anche donna! È grazie a lei se il giovane Muhammad abbandona la sua stanza in un college universitario di New York (dove lo aspetta un conto da diecimila dollari da saldare) per imbarcarsi, usando ogni mezzo necessario, in un avventuroso viaggio con cui riscoprire, attraverso il movimento, una storia e una tradizione dietro la sua nuova identità. Compagni di viaggio di un'avventura senza precedenti, ecco che al fianco di Muhammad fanno la loro comparsa femministe musulmane, maestri Sufi anarchici e spacciatori di droga spiritualisti.
Azazel / Youssef Ziedan ; traduzione dall'arabo di Lorenzo Declich e Daniele Mascitelli
Vicenza : Pozza, 2010
Abstract: Una cella di due metri per lato. Una fragile porta di legno sconnessa. Una tavola, con sopra tre pezze di lana e lino, e un tavolino con un calamaio e una vecchia lampada con lo stoppino logoro e la fiamma danzante. A Ipa, il monaco egiziano, non serve altro per vivere nel monastero sulla vecchia strada che collega Aleppo e Antiochia, due città la cui storia ha inizio nella notte dei tempi. È il V secolo, un momento decisivo nella storia della Cristianità. Sono anni di violenza religiosa, di lotte e contrasti feroci, e la fede nel Cristo vuol dire scegliere una fazione, abbattere i propri nemici, e così decidere del proprio stesso destino. Nestorio, Yabba che ha preso Ipa sotto la sua protezione, il venerabile padre con cui a Gerusalemme e Antiochia il monaco ha discusso liberamente dei libri proibiti di Plotino, Ario e degli gnostici, è nella tempesta. Nel 428 d.C. è stato ordinato Vescovo di Costantinopoli e ora, due anni dopo, è accusato di apostasia, la più terribile delle accuse, l'abbandono e il tradimento della fede nel Cristo. Il Patriarca Cirillo, l'Arcivescovo di Alessandria, ha scritto dodici anatemi contro l'apostata, colpevole ai suoi occhi di non riconoscere che il Cristo è Dio nella sostanza e che la Vergine è Madre di Dio. Che Chiesa è mai quella che scomunica un saggio dal volto radioso, un uomo santo e illuminato che ha il solo torto di ritenere assurdo che Dio sia stato generato da una donna?
Il segno di Dio / Raymond Khoury
Roma : Newton Compton, 2010
Abstract: Una troupe televisiva in Antartide documenta il drammatico scioglimento dei ghiacci. Ma le telecamere registrano un'immagine che non può trovare una giustificazione scientifica, che non ha niente di razionale. Solo la fede, forse, può dare una spiegazione a ciò che i giornalisti, increduli, ammirano con gli occhi spalancati e il cuore pieno di terrore. Un'enorme sfera di luce. Immensa. Accecante. Un segno di Dio. Nel frattempo, su una remota montagna egiziana, avviene un altro evento miracoloso. Un vecchio prete cattolico sente voci che gli ordinano di tenersi pronto per un'imminente, drammatica prova. Il religioso scompare senza lasciare traccia. La fine del mondo sembra vicina. I popoli di tutto il globo cadono nell'isteria. I credenti si preparano all'incontro con il Signore, atei razionalisti si interrogano sul futuro, peccatori e fedeli miscredenti e criminali, tutti si lasciano trascinare dal vortice della follia collettiva. In pochi mantengono salda la fede nella ragione e si lanciano alla ricerca della verità. E scoprono un complotto che ha dell'incredibile. Una cospirazione terribile e molto, molto umana.
Ed. integrali
Roma : Grandi tascabili economici Newton, 2010
Abstract: Il disagio della civiltà è un'opera di grande respiro culturale che apre la psicoanalisi alle tematiche legate alla situazione dell'uomo contemporaneo e al suo destino. Freud indaga il rapporto dell'individuo con la società da un punto di vista decisivo, volto a mettere in luce la necessaria limitazione delle possibilità di gratificazione del singolo. Il desiderio umano non può sfuggire alle imposizioni e alle restrizioni dell'ordine sociale, con conseguenze fatali sulla psiche degli individui. L'avvenire di un'illusione rappresenta un essenziale contributo all'approfondimento della natura della credenza religiosa. La psicoanalisi si ritiene in grado di legare la religione alla natura del desiderio umano, al suo strutturale restare inappagato. Si svela la genesi psichica delle rappresentazioni religiose in un confronto con il modo di procedere dei sogni, che mette in luce come esse nascondano, ma anche rivelino i processi più profondi dell'animo umano.
Per mare e per terra / Mitchell James Kaplan ; traduzione di Chiara Brovelli
Vicenza : Pozza, 2011
Abstract: Spagna 1481. Durante il regno di Ferdinando e Isabella la penisola iberica vive una delle pagine più oscure della sua storia: Tomàs de Torquemada, a capo della Nuova Inquisizione in Castiglia e in Aragona, dà avvio a una persecuzione senza pari nei confronti degli ebrei e dei conversos, i cattolici provenienti da famiglie giudaiche convertite. La violenza è inaudita, per essere sommariamente processati e gettati in carcere basta un sospetto anche non confermato, e gli accusatori vengono gratificati con laute ricompense.In quest'epoca di tumulti e sconvolgimenti, la vita di Luis de Santángel, cancelliere alla corte spagnola, scorre tra mille insidie e difficoltà.Uomo ricco e di successo, Santángel tiene nascoste le proprie origini di converso con grande apprensione, poiché il prestigioso ruolo che ricopre rende ogni suo gesto ancora più visibile agli occhi degli inquisitori.Quando nelle sue mani capitano dei misteriosi testi ebraici, la prima reazione non può quindi essere che di terrore cieco. Latore degli antichi testi è un giovane navigatore genovese, che ha accompagnato Santángel in un inutile viaggio a Roma per cercare di convincere il papa a frenare la follia di Torquemada. Il capitano, un uomo ambizioso che coltiva il sogno di raggiungere un giorno via mare le Indie, si chiama Cristoforo Colombo, e quei manoscritti gli sono stati affidati da un cartografo ebreo di Lisbona, con l'indicazione che tra essi vi è una pergamena di valore incalcolabile.Tornato nella sua città, Saragozza, Santángel cede alla tentazione di approfondire la fede dei suoi avi attraverso la comprensione dei manoscritti ricevuti, pur sapendo di esporre se stesso e i suoi familiari al rischio di una morte atroce.E quando uno scrivano ebreo reagisce alla lettura con stupore e sguardo angosciato, il rischio appare ancora più incombente e spaventoso: quella pergamena non dovrebbe esistere, molti ebrei sono stati massacrati nel tentativo di distruggerne tutte le copie in terribili autodafé.Evidentemente quell'unico esemplare si è salvato, e ora il suo possessore è in grave pericolo.Dopo sofferenze e lutti, dopo la consolazione e la perdita dell'amore, la prigione e la fuga, quando anche l'ultima speranza sembra abbandonare il cancelliere reale, un'unica, ultima fiammella rimane viva nel suo cuore: e se il progetto del capitano genovese non fosse poi solo un sogno?Basato su un'attenta ricostruzione storica, Per mare e per terra è un avvincente romanzo storico che illumina il regno di Ferdinando e Isabella e la tragica svolta segnata dall'editto di espulsione degli ebrei dalla Spagna.
Nabateo lo scriba / Youssef Ziedan ; traduzione di Daniele Mascitelli
Vicenza : Pozza, 2011
Il sigillo maledetto dei templari / David Gibbins
Newton Compton, 2012
Abstract: A bordo della Seaquest II, intraprendono la ricerca di un tesoro avvolto nel mistero: l'oro dei crociati. Forse si tratta della menorah ebraica, il prezioso candelabro d'oro rubato dai Romani nel 70 d.C. e scomparso da Costantinopoli all'epoca delle crociate. A partire dagli affreschi della cattedrale di Santa Sofia che ritraggono Harald Hadrada, un mistico che fu in possesso della menorah, tra scoperte e indizi archeologici da decifrare, gli studiosi raggiungeranno lo Yucatan, i fiordi nell'Artico, Kiev, inseguiti e incalzati da Reksnys, un mercante d'arte senza scrupoli a capo di una sorta di setta neonazista. Ma dietro il mistero del tesoro perduto dei Templari c'è anche la Chiesa, che ha imposto nei secoli il silenzio su quella che fu una testimonianza dei soprusi e delle stragi perpetrate dai cristiani in Terrasanta.
Il serpente piumato / D. H. Lawrence ; cura e traduzione di Walter Mauro
Roma : Newton Compton, 1995
Terrore suicida : religione, politica e violenza nelle culture del martirio / Fabio Dei
Donzelli, 2016
Abstract: Il «terrorista suicida» è una figura che sembra sfuggire a ogni possibile comprensione. L’inquietudine che suscita dipende anche dal fatto che alcune caratteristiche del suo comportamento non ci sono così estranee, ma fanno parte di una nostra storia: il martirio volto alla diffusione di ideali religiosi e politici è centrale nelle grandi tradizioni religiose, così come in tutti i movimenti nazionalisti che hanno plasmato l’Occidente moderno. Nelle forme di terrorismo suicida contemporaneo questi tratti si manifestano però in modalità che ci appaiono diverse e «distorte» – tanto più perturbanti, dunque, in quanto fondono il familiare e il mostruoso. L’opinione pubblica rappresenta il terrorista suicida per lo più in termini di devianza, follia, fanatismo; un soggetto irrazionale, che è stato plagiato o agisce sulla base di credenze religiose «primitive», quali l’attesa di un premio in paradiso. Per quanto riguarda gli studiosi, alcuni tentano di ricondurre queste scelte estreme a gravi disagi psicologici acuiti da condizioni di vita particolarmente critiche; altri le collegano a motivazioni esclusivamente razionali e tattiche. Si tratta però di approcci del tutto insufficienti: il terrorismo suicida non può essere compreso solo in riferimento a scelte strategiche politiche e militari, o a disposizioni psicologiche individuali, o a situazioni di vita drammatiche. Questi fattori hanno di certo un ruolo determinante, ma perché un individuo decida di aderire a un’organizzazione terroristica e di votarsi al martirio è necessaria una cornice culturale socialmente condivisa e radicata, un contesto profondamente morale, con una concezione socialmente plasmata del bene e del male, che attribuisca a quel gesto un valore alto e condiviso. E un ruolo cruciale in questo senso è giocato dalla religione: troppo spesso intesa in modo caricaturale e «primordialista», agisce in realtà come un lessico morale, nel quale si esprimono valori come la sacralità dei rapporti familiari, la solidarietà comunitaria, la morale pubblica – il senso dell’essere umani, in definitiva. Non si può dunque pretendere che le violenze islamiche – e le pratiche di martirio in particolare – divengano comprensibili solo se depurate da una «superficie» religiosa: quest’ultima è una componente costitutiva del loro significato. Il che non vuol dire che le religioni, e in specie l’Islam, siano in sé violente o portino alla violenza. Vuol dire però che i protagonisti del terrorismo suicida jihadista plasmano con forza la propria soggettività nel linguaggio e nella pratica islamica: dobbiamo tenerne conto se vogliamo comprendere, oltre che condannare.