Trovati 126 documenti.
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Emarginati : una storia d'amore / Susan M. Papp ; traduzione di Vittoria Dentella
Giuntina, 2020
Abstract: Hedy Weisz, ebrea, e Tibor Schroeder, cristiano, si innamorano, ma in un mondo dove è proibito il matrimonio tra cristiani ed ebrei la realtà non può che spezzare il loro legame d’amore. La famiglia Weisz sarà trasferita nel ghetto di Nagyszollos e da là deportata ad Auschwitz. Anche la famiglia di Tibor verrà sradicata dalla propria terra d’origine e, per non soccombere, sarà costretta a vagare e disperdersi. Con grande sensibilità Susan M. Papp ci racconta una storia vera di amore e perdita, di coraggio e sacrificio, riportando in vita un mondo che, prima della barbarie, è vissuto con le sue speranze e i suoi amori, nel cuore dell’Europa.
Soldato tartaruga / Melinda Nadj Abonji ; traduzione di Roberta Gado
Keller, 2021
Abstract: Il giovane Zoltán Kertész ha occhi di uno stupendo azzurro e vive sul confine tra Serbia e Ungheria, ma da quando è caduto dalla moto di suo padre non è più lo stesso. Non riesce più a fare quel che faceva prima, così passa dall'impastare il pane al magazzino dove il suo unico incarico diventa quello di spostare sacchi di farina. Il resto del tempo lo trascorre a riempire di lettere le caselle delle parole crociate e a coltivare il suo giardino pieno di fiori e piante e a giocare con il cane Tango. Ma siamo all'inizio degli anni Novanta, la Guerra della Jugoslavia dissolta è scoppiata e a casa sua si presentano i militari per arruolarlo nell'Armata popolare jugoslava. Ma cosa può fare un outsider, lo scemo del villaggio, in un mondo di odio e obbedienza cieca?
Canone inverso / Paolo Maurensig
Mondadori libri, 2019
Abstract: Il canone inverso è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' per scherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulante la esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallo stupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra di nuovo il singolare musicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientata nel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storia terribile. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Maurensig costruisce un'avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.
Storia vera e non vera di Chaim Birkner / Omer Meir Wellber ; traduzione di Margherita Carbonaro
Sellerio, 2021
Abstract: In un futuro prossimo, Chaim Birkner, che è stato un undicenne nel 1941 quando la furia hitleriana si era rivolta verso est, sta per compiere centootto anni. È l’uomo più vecchio di Israele, forse l’ultimo che sia stato contemporaneo della Shoah. Così lo vogliono celebrare, ma rifiutandosi a tutti e scandalizzandoli, decide d’impeto di tornare nella città natia. Questo accende in lui la visione di ciò che gli è successo in quasi un secolo. Accumula, accosta e sovrappone ricordi, andando avanti e indietro nel tempo, in un modo che è spesso ironico, a volte ingannevole, ma sempre lucido. Ebreo di Budapest, qui aveva vissuto adolescente il più puro amore della sua vita, qui aveva compiuto, guidato dal padre, il gesto più eroico, qui aveva conosciuto il legame ambiguo della famiglia con il ghetto ungherese.Da Budapest il padre lo aveva fatto fuggire in Palestina, in un modo, però, che gli toglieva il diritto sincero di dirsi una vittima. Dopo, la vita: il kibbutz, il matrimonio, lo strappo da entrambi, i lavori saltuari, gli imbrogli, le altre donne, i tanti incontri, i nascenti contrasti tra chi era venuto fuggitivo dal vecchio mondo e chi invece nella nuova terra di Israele era nato; ma soprattutto le molte verità via via sorprendenti, sempre trionfanti sulle illusioni, sugli equivoci beffardi, sui tanti fatti reputati certi. Gli enigmi irrisolti di una vita: da essi il desiderio di tornare e, pietosamente, di raccontare.
Quando il mondo era nostro : romanzo / Roxanne Veletzos ; traduzione di Anna Ricci
Nord, 2022
Abstract: Ungheria, 1943. Eva credeva di sapere cosa fosse l'amore. Fidanzata con un brillante studente di medicina, pensava di avere tutto ciò che potesse desiderare. Ma, da quando il suo sguardo ha incrociato quello di Aleandro, un giovane artista dalle grandi ambizioni, Eva non ha più certezze. L'unica cosa che sa è che nessuno la fa sentire così, come se si fosse svegliata da un lungo sonno. Tra i due nasce un sentimento che si fa ogni giorno più forte: non importa che lei sia già promessa a un altro e che suo padre - fervente sostenitore del nazismo - impazzirebbe di rabbia se sapesse che la figlia frequenta un uomo di una razza inferiore. Eva è disposta a lottare con ogni mezzo per affermare il suo diritto alla felicità. Quel sogno, però, sta per essere spazzato via dalla guerra che infuria in tutta Europa e che, alla fine, travolgerà anche le loro vite. Eppure, nonostante gli anni e i chilometri di distanza, Eva e Aleandro non smetteranno mai di cercarsi e credere che il loro amore sia più forte anche del destino... Ci sono momenti in cui tutto sembra perduto, periodi in cui pare esserci spazio solo per la sofferenza. La storia di Eva e Aleandro invece ci ricorda di non perdere mai la speranza, perché l'amore può illuminare anche le epoche più buie.
Morire in primavera / Ralf Rothmann ; traduzione dal tedesco di Riccardo Cravero
BEAT, 2017
Abstract: Nel tardo inverno del 1945, nella Germania del nord, Walter e Fiete, diciassette anni ciascuno, lavorano come mungitori in un podere dal magnifico stemma con un cavallo nero sotto due falci incrociate. Il podere mostra tutti i segni della guerra. Lo stemma giace a terra in giardino, le travi della torre dell’orologio si ergono carbonizzate nel cielo, il portico è storto e danneggiato dopo un attacco dei caccia. «Il soldato Ivan è già sull’Oder», sussurrano le donne e sperano che quell’ultimo sussulto di guerra non si porti via, dopo gli uomini, anche i ragazzini del podere, come Walter e Fiete, mungitori dalla faccia pulita. Walter pensa che non lo spediranno mai al fronte. Sparava storto già nella Gioventú Hitleriana, ha gli occhi che non vanno, munge mucche, fa un lavoro che qualcuno deve pur fare. Inoltre, deve ancora finire di brigare con Elizabeth, la ragazza che fuma come una ciminiera e, con le sue sopracciglia, i riccioli neri e una sfrontatezza senza pari, sembra una zingara. Fiete, il suo amico piú caro, ha il volto scarno, la carnagione imberbe, le ciglia lunghe e ricce e, se chiude gli occhi pesti, pare una ragazza. Quando beve, anziché dire «Heil Hitler», dice «Drei Liter». Ha già la fidanzata: Ortrud, dalle labbra rosse come nessuna. Insomma, è tutto fuorché un soldatino di piombo pronto a difendere l’onore della grande Germania. A una festa, però, lungo il canale, tra barili di birra e un’orchestrina di otto elementi, compaiono anche le Waffen-SS, con le loro divise grigioverdi pulite, stivali lustri e un invito cui nessuno può sottrarsi, pena ritrovarsi un cappio attorno al collo: arruolarsi per sancire la fedeltà al Führer, al popolo, alla patria e alla fede incrollabile nella vittoria! Walter e Fiete si ritrovano cosí in Ungheria. Walter a trasportare rifornimenti per le truppe e Fiete nell’orrore del fronte. Fiete rimedia una scheggia sotto la clavicola, viene curato alla meglio e rispedito in prima linea, dove gli ufficiali tirano le bombe a mano sui talloni dei loro stessi uomini per riuscire a mandarli all’attacco. In un giorno di primavera, Walter apprende che Fiete non ha resistito all’orrore: ha disertato, è stato riacciuffato, sprangato e chiuso a chiave proprio nella cantina della sua camerata. L’indomani tocca proprio alla sua camerata l’onore di «rispedire al mittente», davanti a un plotone d’esecuzione, il giovane amico.
Calma e quieta è la notte : la leggenda dei bagni di Szigetvár / Vittorio de Martino
La Lepre, 2019
Abstract: 1566: lo sterminato esercito di Solimano il Magnifico circonda una piccola cittadina ungherese. È destino che tutti debbano morire. Un vecchio si ritira nei bagni turchi deserti e, in quel silenzio irreale, aspetta la fine. Lì, apparentemente per caso, incontra un ragazzo che, nell'attesa, gli racconta una storia. Si dipanano così due trame parallele, fuori l'assedio, con l'orrore della morte che incombe, dentro invece il tempo sembra fermarsi durante il racconto: una storia d'amore tra due ragazzi che conoscono solo il presente. Lei scompare, lui la insegue. Prima a Venezia, poi su un'isola abitata da monaci banditi, dove un misterioso prigioniero prepara una nuova carta del mondo, poi a Istanbul. Lei è rinchiusa proprio nel palazzo di Solimano. Alla fine le due storie, l'assedio e il racconto d'amore, convergono, e il vecchio capisce che non può trattarsi di un caso. L'epilogo, a sorpresa, getta nuova luce sull'intera vicenda. L'inizio e fine di questa storia sono eventi storici, il resto appartiene al regno del possibile...
Castelvecchi, 2019
Abstract: Gli anni 1989-1991 sono stati, per tutti i popoli dell’Europa orientale, anni di liberazione dal dominio sovietico e dal suo indottrinamento ideologico. Tuttavia, come insegna Hannah Arendt, liberazione non significa ancora libertà, e il proliferare contemporaneo delle destre xenofobe nei Paesi dell’Est Europa lo dimostra. Ágnes Heller ci narra il caso ungherese, raccontando l’ascesa di Viktor Orbán e con essa i due cambiamenti di sistema che si sono susseguiti nel suo Paese d’origine: il primo, dalla dittatura alla democrazia liberale; il secondo, dalla democrazia liberale alla tirannia. Un libro unico, in cui la più celebre filosofa ungherese, anche mettendo a rischio la propria vita, denuncia frontalmente una feroce tirannia che l’Occidente finge di non vedere.
Nella camera oscura / Susan Faludi ; traduzione di Carlo Prosperi
La nave di Teseo, 2019
Abstract: L’indagine dell’autrice sul tema dell’identità nel mondo moderno assume toni personali quando scopre che il padre settantaseienne – ormai straniero per lei e residente in Ungheria – aveva affrontato un intervento di chirurgia per cambiare sesso. In che modo questo nuovo genitore che sosteneva di essere “una vera donna” adesso era collegato al padre violento, silenzioso, rabbioso che lei aveva conosciuto, il fotografo che aveva costruito un’intera carriera sulla falsificazione delle foto? In un viaggio a ritroso nei recessi di un’infanzia e di una generazione, attraverso l’Ungheria e un labirinto di storie oscure, Susan Faludi porta avanti una ricerca identitaria che ha inquadrato un secolo e che, tra confini storici, politici, religiosi, di genere, pone la domanda di un’epoca: l’identità la si sceglie o è qualcosa a cui non ci si può sottrarre?
Di luce e polvere / Esther Kinsky ; traduzione di Silvia Albesano
Iperborea, 2025
Abstract: «Mozi» recita l'insegna di un edificio abbandonato in un paesino dell'Ungheria. Significa «cinema» e cattura lo sguardo della narratrice di questa storia. Straniera in viaggio nella vasta piana ungherese, che appare come una terra incantata di orizzonti infiniti e nostalgia, non resiste all'impulso di comprare il cinema in disuso che è stato un tempo il centro vitale del villaggio. E ricostruendo la storia romantica e leggendaria dell'uomo che lo aprì nel dopoguerra, lo rimette in funzione con l'aiuto di personaggi degni dell'impresa donchisciottesca, come Józsi, l'ex proiezionista ora meccanico di biciclette, e la moglie Ljuba, che di lui si innamorò quando un fulmine interruppe la proiezione del suo film preferito. Così il dimenticato Mozi riprende vita, con un accurato programma d'autore per un pubblico pressoché inesistente, con le foto incorniciate delle stelle del passato e il glorioso diploma vinto a un concorso socialista del 1975, con le pellicole recuperate per i suoi imponenti proiettori novecenteschi e il loro prodigioso fascio di luce
Il ritorno del barone Wenckheim / László Krasznahorkai ; traduzione di Dóra Várnai
Bompiani, 2019
Abstract: Giunto ormai al capitolo decisivo della vita, il barone Béla Wenckheim torna nel paese natio in una sperduta provincia ungherese. La sua è una figura avvolta nel mistero: chi lo incrocia lo descrive come inverosimilmente pallido, magro e alto come un grattacielo, occhi neri, sguardo trasognato. A causa dei debiti di gioco è fuggito da Buenos Aires, dove viveva in esilio, e non desidera altro che riunirsi al grande amore di gioventù, la sua Marietta o Marika: lui la chiama Marietta, ma per tutti gli altri è Marika. Il viaggio del barone si intreccia con quello del Professore, uno dei massimi esperti mondiali in muschi e licheni, che a sua volta si ritira dagli allori accademici per rinchiudersi in un selvatico eremitaggio e dedicarsi a faticosi esercizi di esenzione dal pensiero nelle immediate vicinanze della città di Béla Wenckheim. Il ritorno del barone, che nella tensione dell'attesa è foriero di ricchezza per tutti, è ammantato da un rincorrersi di voci e da un turbine di pettegolezzi; attraverso le pagine graffianti dei giornali scandalistici ci immergiamo nella realtà del mondo ungherese e nella condizione di precarietà non solo economica in cui versa. Ma cosa succede se il Messia tanto atteso non porta con sé la salvazione ma anzi il giudizio universale?
L'Ungheria dagli Asburgo a Viktor Orban : il passato come prigione / Stefano Bottoni
Scholé, 2024
Abstract: L'Ungheria ha rappresentato, e continua a rappresentare, un laboratorio per molte grandi questioni globali sorte a partire dall'Ottocento. Un filo rosso nella sua storia è costituito dall'impatto (segnato da conflitti aperti e rivoluzioni, ma anche da compromessi) con i grandi progetti imperiali che hanno segnato l'ultimo secolo: quello asburgico fino alla Prima guerra mondiale, quello sovietico durante la Guerra fredda e, ai nostri giorni, con l'Occidente, i suoi valori e le sue istituzioni. Dopo il 1989, l'instaurazione di un sistema democratico sembrava un processo irreversibile, eppure oggi, alla luce delle politiche illiberali di Viktor Orbán, ci confrontiamo con una storia che non è andata come gli studiosi si aspettavano. Per quale motivo? Questo libro cerca di dare una risposta a questo e a molti altri interrogativi. A tratti sconcertanti, come la storia di questo piccolo, grande Paese.
Hopefulmonster, 2024
Abstract: Un atleta muore in circostanze che non si sanno spiegare e a ricostruire la sua vita sarà la fidanzata Hildi, incaricata da una casa editrice di scrivere un mémoire. Hildi inizierà così ad indagare tentando di fare chiarezza sulla vicenda, sui colleghi del suo amato Bálint e sulla soffocante atmosfera postbellica che li circonda. Sullo sfondo di uno stadio chiuso, controllato, così come il regime socialista ungherese dell’epoca, un gruppo di amici è accomunato da un unico, agognato obiettivo: raggiungere un primato, nello sport e nella vita, attraverso la sfida e la conoscenza di se stessi. Scopriranno presto che quell’aspirazione è inafferrabile, come la verità e la morte stessa.
La protesta è l'anima : la lotta della società civile in Ungheria e Polonia / di Massimo Congiu
Feltrinelli, 2024
Abstract: Viktor Orbán guida l’Ungheria dal 2010. In Polonia, i nazionalisti ultra-conservatori del PiS sono stati al potere per otto anni. I due Paesi del Gruppo di Visegrád sono stati, in questi anni, un laboratorio di riforme illiberali, tanto da finire nel mirino dell’Unione europea per politiche considerate lesive dello Stato di diritto. La propaganda penetra ogni fessura della società. La stampa viene silenziata. Immigrazione, diritti LGBTQ+ e aborto sono i nemici dichiarati. Patria, famiglia e tradizione i valori da difendere. Eppure, mentre cresce l’autoritarismo, una scintilla di democrazia emerge dal basso: la società civile scende in piazza, alza la voce, lotta contro i soprusi e gli abusi di potere.
Il Barone colonnello Alessandro Monti e la sua azione in Ungheria nel 1849 / Guido Zadei
Gatti, 1929
Raffaello Cortina, 2024
Abstract: Hannah Arendt scrive questo testo, uscito nella seconda edizione americana di Le origini del totalitarismo e mai pubblicato nella sua versione integrale in italiano, nel 1958. Sono passati due anni dalla rivoluzione ungherese, repressa dall’intervento dell’Armata Rossa. Arendt analizza come in dodici anni l’Ungheria abbia vissuto sotto il totalitarismo sovietico, per poi ribellarsi nel 1956 per dodici giorni che hanno fatto storia. La rivoluzione colse tutti di sorpresa, fu spontanea, non aveva leader, non era organizzata o diretta da qualcuno, era mossa solo dal desiderio di libertà. Non ne derivò una guerra civile, né caos o anarchia, ma l'improvvisa nascita dei consigli rivoluzionari che, tuttavia, vennero immediatamente soppressi dalla soverchiante forza dell'URSS. Le ultime parole che giunsero dall’Ungheria libera furono pronunciate da Radio Kossuth: “Oggi tocca a noi, domani o dopodomani sarà un altro paese, perché l’imperialismo di Mosca non conosce limiti e sta solo cercando di prendere tempo”.
Storie dell'orrore / Péter Nádas ; traduzione di Laura Sgarioto
La Nave di Teseo, 2024
Abstract: La vita di un villaggio ungherese sulle rive del Danubio negli anni sessanta potrebbe sembrare, a prima vista, semplice e idilliaca nella sua tranquillità bucolica, ma la realtà è molto più complessa. In questo romanzo Péter Nádas, con un linguaggio potente e a più voci, racconta la storia di un piccolo paese senza nome, e quella dei suoi abitanti: ci sono i contadini e i braccianti, il prete cattolico e il pastore protestante, il maestro, una ragazza con un handicap mentale e una forza incredibile, una donna che ha perso l’onore e combatte con i pregiudizi e l’odio dei paesani, un fornaio posseduto dal demonio, aristocratici decaduti in vacanza, un giovane intelligente e sensibile, costretto su una sedia a rotelle, innamorato della bella ragazza di città e futura insegnante. Sotto la superficie più o meno limpida di questo fiume di vita, scorrono correnti subdole, che trascinano a fondo chi ne rimane vittima, cambiandolo per sempre. Nelle menti degli abitanti non fanno altro che muoversi e intrecciarsi emozioni romantiche e istinti animaleschi, bisogni inquietanti ma insopprimibili, e desideri agghiaccianti. È solo questione di tempo prima che l’enorme, impetuoso e sinistro flusso di emozioni che si viene a creare tra le strade e le case si trasformi in un’onda selvaggia di violenza che stravolgerà completamente le sorti del villaggio. Un romanzo che ricorda Céline e Čechov, in cui il linguaggio si trasforma nel suo opposto, l’incapacità di comunicare. Una cronaca di vite comuni diviene una profonda e impietosa analisi storica e sociologica, nella quale Péter Nádas, uno dei grandi maestri della letteratura ungherese contemporanea, ritrae l’essere umano in ogni suo aspetto, anche quello più vile e turpe.
Deportati lombardo-veneti in Ungheria dal 1831 al 1848 / Alberto Gianola
Modena : Società tipografica modenese, 1934
Collezione storica del Risorgimento italiano ; 10