Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Soggetto Linguaggio JavaScript
× Soggetto Conflitto

Trovati 854082 documenti.

Higgs e il suo bosone
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Sample, Ian

Higgs e il suo bosone

Il Saggiatore, 06/06/2013

Abstract: Sono tutti lì, fuori dai cancelli del CERN, per farsi dire che è vero: il bosone di Higgs esiste. È il 4 luglio 2012. Sono trascorsi cinquant'anni da quando Peter Higgs abbozzava nel suo taccuino la possibilità di una nuova particella; quattro da quando è entrata in funzione la più grande e sofisticata macchina che l'uomo abbia mai concepito e costruito, un colossale anello sotterraneo di otto chilometri di diametro, il Large Hadron Collider. L'obiettivo è completare il Modello Standard, l'insieme delle leggi che governano tutte le particelle dell'universo. Per riuscirci, l'lhc deve catturare e osservare l'ultima di esse che ancora sfugge agli sforzi degli scienziati: il bosone di Higgs, la particella di Dio. In Higgs e il suo bosone, Ian Sample racconta l'epopea scientifica che ha appassionato il mondo intero. Intelligenza, tenacia, talento, scoramenti e coraggio. Big Bang, universo, velocità della luce, urti di particelle. Sperimentare. Caparbiamente. Sperimentare ancora. Cercare l'inesistente per dimostrare che esiste. Oltre dieci anni di lavoro, venti nazioni coinvolte, miliardi di dollari investiti e diecimila scienziati impegnati in tutto il mondo per rispondere a un'unica domanda: perché gli elementi dell'universo hanno assunto una massa? Perché si è passati dal turbine di particelle prive di massa e vaganti alla velocità della luce alle forme conosciute? E che parte ha il bosone in tutto questo?

Il faccendiere
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Beccaria, Antonella

Il faccendiere

Il Saggiatore, 25/04/2013

Abstract: Fingere di sapere. Mescolare il falso al vero. Far correre gli investigatori per due continenti, dall'Europa all'America Latina, alla ricerca di riscontri. E poi ritrattare, sostenere che era tutto falso. O quasi, accampando presunte minacce e non rivelandone gli autori. Rimanere nell'ombra, artefice misterioso del depistaggio della strage di Bologna. E nell'ombra plasmare trent'anni di misteri d'Italia, fatti di massoni, servizi segreti, banche svizzere, giudici raggirati e politici in odor di mafia. È Elio Ciolini il depistatore. Di lui circola un'unica fotografia e la fuggevole ripresa di un volto immediatamente coperto. È il 26 novembre 1981 quando Ciolini comincia a parlare. Si trova in Svizzera, detenuto nel carcere di Champ-Dollon per truffa. Si sta comprando la libertà, ma non solo. Invoca come mandante della strage del 2 agosto 1980 la sconosciuta Loggia Riservata, i cui adepti altro non sono che la crème della P2, e ne snocciola i nomi. Fra i più pesanti: Gelli, Andreotti, Ortolani, Rizzoli. Movente: distrarre l'attenzione delle autorità da un'operazione di acquisto in massa di azioni Eni, condotta in pieno scandalo Eni-Petronim. La fase organizzativa sarebbe stata affidata a Stefano Delle Chiaie, il fondatore della neofascista Avanguardia Nazionale espatriato in Argentina. È abile, Elio Ciolini, sa mescolare organizzazioni false e sospettati veri, fantomatiche operazioni in seno a scandali reali. Ed essere sempre presente: alle riservatissime riunioni massoniche di Montecarlo come agli incontri logistici a Buenos Aires. Non male per un sedicente infermiere, imprenditore, operatore finanziario, uomo dell'intelligence francese come del Sismi, un faccendiere divenuto collaboratore di giustizia, pare anche dietro notevole compenso. Si rivelerà tutta un'invenzione, lo ammetterà lui stesso e verrà condannato per calunnia e falso aggravato. Dodici anni dopo la bomba alla stazione di Bologna, Ciolini conferma la sua vocazione (o la necessità?) a essere un protagonista dei momenti più bui della storia italiana, e diventa l'anello di congiunzione con la trattativa Stato-mafia. Accade quando dal carcere "predice" i delitti eccellenti della Siciliadel 1992, gli omicidi di Salvo Lima, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle loro scorte, che innescano la crisi politica da cui nasce una nuova strategia della tensione. E ancora oggi non si arresta la "carriera" di un personaggio che non si è dimostrato affatto riservato. Anzi, ha parlato così tanto e su così tanti argomenti da essersi attirato l'etichetta di "pataccaro", una specie di burattino manovrato da figure rimaste senza nome. Antonella Beccaria ripercorre le sue gesta, consulta quarant'anni di carte giudiziarie, intervista giudici, carabinieri, testimoni che scelgono di rimanere nell'anonimato, e traccia, in un'inchiesta sbalorditiva, il profilo di un uomo incredibile, una macchietta in apparenza, un criminale nei fatti, che ha tessuto una spy story italiana, che di romanzesco non ha nulla e che di reale ha un centinaio di vittime in attesa di giustizia.

Il papa buono. La nascita di un santo e la rifondazione della Chiesa
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Tobin, Greg

Il papa buono. La nascita di un santo e la rifondazione della Chiesa

Il Saggiatore, 06/06/2013

Abstract: 8 ottobre 1958. A Roma si elegge il papa che succederà a Pio XII. Si chiama Angelo Giuseppe Roncalli. Giovanni XXIII. Quando riceve l'investitura dal conclave, ha già 78 anni. Sarà un perfetto papa di transizione, con un pontificato breve e tranquillo come la sua indole. Roncalli, però, rovescia tutte le previsioni. Dietro il carattere mite nasconde fermezza e lucidità rare: di lì a poco si farà promotore di un Concilio ecumenico che cambierà per sempre la Chiesa e il mondo. In "Il Papa buono", Greg Tobin racconta la storia straordinaria di un uomo semplice, nato in una famiglia contadina di Sotto il Monte, nel bergamasco, e un giorno asceso al soglio di Pietro. Roncalli entra in seminario a undici anni, per poi completare gli studi a Roma, dove nel 1904 è ordinato sacerdote. L'anno successivo, l'incontro chiave con il vescovo di Bergamo Giovanni Radini Tedeschi, che per Roncalli sarà guida e modello fi no alla morte. Dopo la Grande guerra, durante la quale è tenente cappellano nell'ospedale militare di Bergamo – esperienza che lo segnerà profondamente, non solo come uomo di Chiesa –, Roncalli è inviato all'estero come nunzio apostolico, prima in Bulgaria, poi a Istanbul, in Grecia e a Parigi, e ovunque si distinguerà per la vicinanza e il sostegno materiale agli ebrei perseguitati dal nazismo. Da papa, il suo genio si manifesta nell'introduzione dell'idea di "aggiornamento", quando per primo comprende l'urgenza di far entrare "aria fresca" nelle stanze vaticane. Tobin descrive le tappe principali del pontificato e le ragioni per cui Giovanni XXIII è considerato un rifondatore della Chiesa. L'attenzione ai problemi della gente comune e dell'infanzia in particolare. L'eloquio semplice e immediato dei discorsi in piazza San Pietro, come il celebre "discorso della luna". La posizione diplomatica di equilibrio durante la Guerra fredda e la corsa all'armamento nucleare. Il testamento dell'enciclica "Pacem in terris", con l'invito a un ecumenismo vero, in un mondo "senza blocchi". Infine, il grande lascito del suo papato: il Concilio. Suddiviso in quattro sessioni per più di quattro anni di durata, il Vaticano II ("una nuova Pentecoste" secondo Giovanni) demolì il muro secolare tra le gerarchie ecclesiastiche e il mondo laico e diede nuova vita alla missione pastorale della Chiesa, restituendole il ruolo di strumento universale di speranza, giustizia e compassione per i fedeli di ogni credo. Greg Tobin, da un'inedita prospettiva internazionale, racconta con una prosa appassionata e brillante come Giovanni XXIII è diventato un'icona del Novecento. Indimenticabile per l'umiltà e la bontà d'animo, popolare come pochi altri pontefici, decisivo per l'eredità spirituale e il contributo al rinnovamento del cattolicesimo.

Indigenti e indecenti
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

AA. VV.

Indigenti e indecenti

Autodafé Edizioni, 03/04/2013

Abstract: La ricchezza e la povertà. Ma anche la miseria morale, l'indifferenza, la superficialità gretta e la stupida furbizia. I narratori del presente, partendo dalla traccia data, tracciano, nella libera interpretazione della finzione letteraria, un realistico e impietoso affresco della crisi economica e culturale del nostro paese, rifacendosi a una quotidianità che diventa emblema di un modo di essere e chiama il lettore alla riflessione.Racconti di: Giordano Boscolo, Oriano Colombo, Alessandro Didoni, Pervinca Paccini, Martin Rius, Enzo Sopegno, Annamaria Trevale

La pena di morte in America
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

David Garland

La pena di morte in America

Il Saggiatore

Abstract: Per quanto dall'Europa ci appaia disumana e inefficace, espressione di una cultura puritana e punitiva, negli Stati Uniti la pena di morte non è un barbaro retaggio del passato. In questo studio approfondito e sorprendente, David Garland dimostra che, dove è rimasta in vigore, la pena capitale ha saputo trasformarsi seguendo i grandi cambiamenti culturali e politici della società americana. Nel tempo, si è passati dal pubblico rituale del linciaggio alla procedura asettica e discreta dell'iniezione letale, e dalle torture sul patibolo a una rigida codificazione giuridica, mentre le urla della folla inferocita nelle piazze hanno lasciato spazio agli appelli delle associazioni per i diritti delle vittime. Le corti federali hanno dunque razionalizzato e "civilizzato" la pena di morte, che però continua ad accompagnarsi a discriminazioni, ritardi e incertezze nelle esecuzioni, oltre che a interminabili dibattiti e agguerrite campagne popolari. E la questione della pena capitale, soggetta com'è alle leggi dei singoli stati, si presta alle manipolazioni della politica locale, fornendo ai populisti un'arma impropria per la ricerca del consenso. Eppure questo "istituto peculiare", la cui efficacia deterrente e retributiva sembra ormai smentita dai fatti, assolve funzioni per nulla trascurabili nella vita pubblica statunitense. Offre ai media racconti drammatici e agghiaccianti, e per i cittadini costituisce, di volta in volta, un veicolo per l'indignazione morale, un intrattenimento solleticante o un'opportunità per esprimere forme aggressive altrimenti proibite, sfatando così il tabù della morte nel discorso pubblico. La pena di morte in America ripercorre le continuità e le discontinuità storiche di un istituto che rappresenta un unicum nei sistemi penali occidentali, mettendone in luce le implicazioni di tipo culturale, emotivo e simbolico: la radicatissima tradizione americana di federalismo e democrazia locale – ma in molti stati anche di violenza e razzismo –, la mitizzazione della volontà popolare, il fascino paradossale delle esecuzioni, che esorcizzano la repulsione e l'ansia della morte illudendo i cittadini di poterla controllare. Ne nasce una teoria "scientifica" della pena capitale statunitense che, senza cedere alla tentazione del giudizio etico e della presa di posizione polemica, sfida sia le convinzioni dei sostenitori, sia quelle degli abolizionisti.

Le ferite invisibili
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Mollica, Richard F.

Le ferite invisibili

Il Saggiatore, 25/04/2013

Abstract: "Non importa quanto possa essere diventata terribile la nostra vita, possiamo sempre renderla preziosa." Questa la grande lezione del padre dell'autore, un immigrato italiano negli Stati Uniti che vide assassinare il proprio genitore e divenne quasi cieco per una meningite. Eppure fu un esempio di vitalità e speranza, al punto che Richard Mollica si ispirò a lui per intraprendere la sua attività di volontariato. Nei primi anni ottanta, infatti, fondò a Boston un centro di accoglienza per i rifugiati asiatici scampati alla guerra del Vietnam. Una delle prime ospiti fu una donna cambogiana che aveva visto uccidere cinque figlie dai khmer rossi e che si riconciliò con la vita solo dopo avere eretto un piccolo tempio in riva all'oceano in collaborazione con i medici. Per favorire la guarigione di traumi psichici ed esistenziali, Mollica collabora con guaritori, uomini-medicina e monaci buddhisti, a seconda della cultura e dell'etnia del paziente. Ora il suo metodo olistico è d'esempio in tutto il mondo. Un libro che ci rivela il potere di guarigione insito in ognuno di noi: "Chi ha vissuto violenze estreme come la guerra e la tortura può insegnarci come superare le difficoltà in un mondo molto più ordinario e convenzionale".

Nel tempo della lotta
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Gramsci, Antonio

Nel tempo della lotta

Il Saggiatore, 17/04/2013

Abstract: "La rivoluzione francese ha abbattuto molti privilegi, ha sollevato molti oppressi; ma non ha fatto che sostituire una classe ad un'altra nel dominio. Però ha lasciato un grande ammaestramento: che i privilegi e le differenze sociali, essendo prodotto della società e non della natura, possono essere sorpassate." "Nel tempo della lotta" raccoglie una selezione delle 2000 pagine di Gramsci pubblicate dal Saggiatore nel 1964. Gli articoli precedenti il 1926 – in particolare su lotta di classe, guerra, rapporti con la borghesia e ascesa del fascismo – si uniscono ad alcune delle lettere dal carcere, restituendo con intensità la figura politica, umana e intellettuale di Gramsci.

Nello specchio di Cagliostro. Un sogno a Roma
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Giacopini, Vittorio

Nello specchio di Cagliostro. Un sogno a Roma

Il Saggiatore, 02/05/2013

Abstract: Siamo alla vigilia della Rivoluzione francese. In una Roma esoterica e labirintica, il Cardinale e il Mago si sfidano a distanza, in un duello ambiguo e senza requie. Il conte di Cagliostro e Francesco Saverio de Zelada custodiscono un segreto innominabile; un patto tacito e atroce li lega. Chi è veramente Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro? E cosa lo spinge ad abbandonare le spiagge d'Oriente e le coste della Trinacria per l'Europa, per Roma? Falsario, guaritore, massone, avventuriero, alchimista, uomo dai mille nomi e dalle molteplici identità, incarnazione dell'eterno arci-italiano, Cagliostro si muta nel vindice fantasma che ossessiona la mente allucinata di Francesco Saverio de Zelada, l'ultimo inquisitore, il religioso senza devozione e senza fede, l'uomo che con gesto audace e fratricida ha soppresso l'Ordine dei gesuiti per costruire, nell'abiura perfetta, la sua carriera ipocrita e magnifica. Attorno a loro vengono ordite trame oscure e grandi complotti, sottili giochi di potere intrecciati e smascherati. Tra le strade affollate di Roma, Parigi, passando per Cadice, Lisbona, Medina, Londra, sinistre figure agiscono nell'ombra: monsignori e pontefici, mercanti d'arte, falsari, pittori folli e bravacci di strada, ebrei, spie, un astronomo croato, il grande Goethe e l'oscuro Giulio Ripa, un frate invasato, l'affascinante contessa Serafina, un viaggiatore inglese, una badessa nera, orfanelli e puttane, giornalisti. La prosa corrosiva e avvolgente, il contenuto dissacrante, la ricostruzione attenta della realtà storica agiscono sul lettore come un incantesimo, dove perdersi significa ritrovare il piacere della lettura. Attraverso lo scrupoloso recupero di fonti e di documenti dell'epoca, l'Italia di ieri e l'Italia di oggi si intrecciano Nello specchio di Cagliostro. Con sapiente eleganza, Vittorio Giacopini miscela intrighi, eresie, processi, battaglie, discussioni teologiche e conflitti ideologici: ritratto attento di un'epoca e specchio delle attuali tensioni fra poteri globali e alternative politiche, morali e sociali.

Nutella nutellae 2.0
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Cassini, Riccardo

Nutella nutellae 2.0

minimum fax, 06/06/2013

Abstract: "Nutella omnia divisa est in partestres..." Con questo fulminante incipit dal gusto classico, venti anni fa, nel 1993, Nutella Nutellae di Riccardo Cassini iniziò la sua cavalcata verso il milione e mezzo di copie vendute e una tenuta da guinness dei primati di quattro anni consecutivi nella classifica dei best seller. Nutella Nutellae è una raccolta di racconti umoristici dedicati all'oggetto del desiderio di generazioni di italiani, scritti nelle lingue maccheroniche più disparate (dal latino dei grandi oratori allo spagnolo di Cervantes) e conditi con un italiano carico di battute memorabili, che lanciò la carriera di Cassini, oggi autore radiofonico e televisivo che scrive testi per i più acclamati comici italiani (da Fiorello a Max Giusti, da Giorgio Panariello a Paola Cortellesi) e firma di trasmissioni di successo (Viva Radio Due, Quelli che il calcio, I Cesaroni). Due decenni dopo, Nutella Nutellae – aggiornato e arricchito con nuovi racconti – torna in libreria con la sua dirompente carica umoristica che ha divertito fino alle lacrime lettori, golosi, linguisti, famiglie, insegnanti, scolaresche rendendolo un libro di culto che per anni ha continuato a circolare sotterraneamente in fotocopie fino a questa nuova attesissima edizione.Con una prefazione di Rosario Fiorello e una postfazione di Giorgio Panariello.

Patria senza padri. Psicopatologia della politica italiana
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Recalcati, Massimo

Patria senza padri. Psicopatologia della politica italiana

minimum fax, 06/06/2013

Abstract: La crisi dei partiti, la sfiducia verso le istituzioni e l'ascesa deinuovi populismi; una precarietà sempre più opprimente; il malessere diffuso che dà luogo ad apatia o a violenza incontrollata; le dimissioni di un pontefice e l'attardarsi al potere di una classe dirigente incapace di crearsi degli eredi: questi sono i fenomeni che si intrecciano nell'Italia degli ultimi anni, creando una situazione di instabilità profonda, difficile da interpretare e quindi da risolvere. In questo libro-intervista, uno dei più stimati psicoanalisti italiani di oggi propone una lettura della nostra vita politica e più in generale collettiva attraverso le categorie su cui basa da sempre il suo lavoro di ricerca e la sua pratica clinica: il desiderio e la Legge, il rapporto con l'Altro, il narcisismo, la dinamica del conflitto, la relazione fra padri e figli. È un percorso originale e affascinante che ci porta – superando le facili interpretazioni di giornalisti, politologi, sociologi – a capire non solo cosa accade davvero nella mente degli italiani (e di chi dovrebbe governarli), ma anche da dove possono ripartire un dibattito e un'attività pubblica psicologicamente sani, liberi da logoranti perversioni e fatti di responsabilità, testimonianza, coraggio.A cura di Christian Raimo.

Per un nuovo Occidente. Scritti 1919-1958
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Polanyi, Karl

Per un nuovo Occidente. Scritti 1919-1958

Il Saggiatore, 13/04/2013

Abstract: Durante l'ultimo World Economic Forum di Davos si è scritto che un fantasma stesse perseguitando i potenti della terra, riuniti nella cittadina svizzera: lo spettro di Karl Polanyi, lo scienziato sociale che, con "La grande trasformazione", raccontò l'impatto della società di mercato e dell'industrializzazione sulla civiltà occidentale, e colse meglio di chiunque altro gli effetti politici, culturali e antropologici della crisi degli anni trenta. Oggi, mentre imperversa una nuova Grande recessione, idee che parevano ormai relegate alle librerie polverose dei dipartimenti universitari sono riemerse in tutta la loro attualità. Prima fra tutte, la questione, fondamentale, del ruolo dell'economia nella società. Al centro dei saggi raccolti in queste pagine, scritti tra il 1919 e il 1958 e inediti a livello mondiale, c'è il tentativo di indicare la strada per tornare a un'economia ancorata alla società e alle sue istituzioni culturali, religiose, politiche, in aperta polemica con l'ideologia del laissez-faire. Storico, giurista, antropologo ed economista, decenni fa Polanyi parlava già dei problemi del nostro presente: le distorsioni della democrazia generate dal liberismo sregolato, le conseguenze del capitalismo sull'ambiente, la tendenza alla mercificazione di ogni cosa, il ruolo del potere pubblico nell'affermazione e nella tenuta del sistema economico. La riflessione dello studioso ebreo ungherese sulle filosofie e i modelli istituzionali anglosassoni, continentali, fascisti e sovietici, e sulle loro intersezioni con il sistema economico, sfocia in una proposta alternativa al mercato autoregolato: non un sistema centralizzato, ma un'economia cooperativa, capace di orientare verso un reale progresso umano la produzione e la tecnologia. Una forma di socialismo che elevi a suo valore fondante la libertà della persona, libertà irriducibile alla sola sfera economica e realizzabile soltanto nei legami sociali tra gli individui. Dopotutto, è questo il più formidabile patrimonio culturale dell'Occidente. E sebbene le scelte politiche e l'economicismo abbiano dilapidato tale patrimonio, è solo riscoprendolo che potremo aprirci a un incontro fecondo con le altre civiltà.

Rossi a Manhattan
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Salerno, Eric

Rossi a Manhattan

Il Saggiatore, 10/04/2013

Abstract: Luglio 2010. Un fascicolo dell'Fbi arriva su una scrivania nel cuore di Roma. Seduto alla scrivania c'è Eric Salerno e quel plico beige contiene la storia della sua vita: i documenti riservati riguardanti Michele Salerno, giornalista italiano comunista cacciato dall'America dopo ventotto anni trascorsi a combattere capitalismo e imperialismo. Quell'uomo era suo padre. Eric ricostruisce, ricorda, annota e rilegge il passato. È il 1923 quando Michele lascia Castiglione Cosentino per gli Stati Uniti. Non tollera il regime fascista nascente in Italia. Lui, comunista di famiglia cattolica, desidera un vivere intenso, dove la diversità di idee tra i popoli, le nazioni, sia elemento di incontro e non di conflitto. Ha voglia di guardare avanti e ora è nel paese giusto per farlo. Elizabeth Esbinsky, detta Betty, è poco più che una bambina quando viene portata in salvo in America. Alle sue spalle Chojniki, cittadina oggi incastonata tra Belarus e Ucraina, e una lunga scia di morte: le guardie bianche dello zar che combattevano contro i rossi, i pogrom, la guerra civile, le lotte antisemite. Betty porta con sé la coscienza ebraica e l'amore per la libertà di espressione. Michele e Betty si incontrano a New York, si amano. Fanno delle loro singole lotte una lotta comune e assieme assistono alle azioni degli antifascisti in Italia, all'ascesa della dittatura del generale Franco in Spagna, alla persecuzione dei comunisti americani durante la Guerra fredda. Sui giornali e in piazza, l'impegno nella difesa dei diritti umani e civili è la loro motivazione esistenziale. Eric Salerno racconta la storia della migrazione da un paese del Sud Italia, la lotta per sopravvivere nel Bronx, l'amore per una donna incontrata nel nuovo mondo, ma anche la caccia alle streghe anticomunista; e il 23 novembre 1950, il giorno della deportazione in Italia, quando i Servizi, che avevano bollato la lotta al capitalismo di Michele come un'attività di spionaggio, ebbero la meglio. Intenso, affilato, nostalgico, Rossi a Manhattan è il racconto del Novecento attraverso la storia di una famiglia italiana.

Acque di primavera
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Turgenev, Ivan

Acque di primavera

Faligi Editore, 07/06/2013

Abstract: L'opera "Acque di primavera" parla d'amore. In questo racconto di Ivan Turgenev l'amore viene presentato come un sentimento forte, davanti al quale l'uomo è impotente, come lo è anche davanti alle forze della natura. Nei suoi romanzi e racconti degli anni Settanta Turgenev ha esposto soprattutto temi tratti dai ricordi del suo passato. Lo scrittore si è servito di materiale autobiografico per creare in questo racconto una nuova versione dell'uomo superfluo, di un nobile intellettuale che ha sprecato inutilmente le forze della gioventù. Questa è una storia d'amore e di tradimento di un russo all'estero dove il protagonista, prima si innamora inaspettatamente di una bella ragazza italiana che vive con la famiglia a Francoforte e poi, nello stesso inaspettato modo, la tradisce con una donna malvagia. Qui l'autore sviluppa un profondo studio delle emozioni umane di entrambi i temi del racconto: l'amore puro e di grande ispirazione da una parte e la passione cieca e avvilente dall'altra. In entrambe le parti del romanzo, Sanin il protagonista, è la stessa persona di carattere debole, e si comporta come gli uomini superflui delle prime opere di Turgenev. Sanin non ha idee nobili, è una persona mediocre, e lo scrittore misura la sua personalità usando come metro di giudizio l'amore. E in amore Sanin, come vediamo nel racconto, è una persona passiva. Sembra che il protagonista non sia neppure Sanin, ma il flusso della vita che lo incalza, senza dargli il tempo per riprendersi e pensare seriamente a quanto gli sta accadendo. Turgenev descrive il protagonista di "Acque di primavera" come una persona che non riesce nemmeno a stare fermo in una posizione, non è capace di definire lui stesso la propria vita, e per questo motivo segue la direzione del flusso e praticamente si scioglie nel flusso della vita. Il primo tenero amore per Gemma cede il posto alla divorante passione per Maria Polozova che lo trascina, senza fermarsi, verso il tragico finale dove lo attendono la promessa solitudine e la condanna allo strazio spirituale. Perché è accaduto tutto questo, nonostante l'eroismo che era in lui? La colpa è di Maria Nikolaevna? Sembra che Sanin sia diventato vittima delle circostanze, ma il grande scrittore ci fa anche capire che il protagonista non ha nemmeno cercato di padroneggiarle. Verso la fine del racconto si scopre che l'amore per Gemma è stato l'apice della sua vita, mentre il rapporto con Polozova ha delineato una "esistenza senza gioia". Come sempre, Turgenev non ci rivela l'intero processo psicologico del protagonista, ma si ferma solo su alcuni momenti di crisi, e a quel punto tutti i sentimenti e tutte le emozioni che si erano accumulati nel suo animo straripano all'esterno tramite un suo sguardo, un'azione, un impulso.Non possiamo ignorare la forza poetica di Turgenev con la quale accompagna i vari passaggi della narrazione. La prosa di Ivan Sergeevič Turgenev, forse, è la più elegante e la più espressiva di tutta la letteratura russa classica. I paesaggi di Turgenev sono descritti in modo preciso e particolareggiato e, allo stesso tempo sono permeati di una poesia malinconica che stringe il cuore. La natura è presente e rafforza, con un fulmine o una pioggia, lo stato d'animo dei personaggi di "Acque di primavera". Anche i fiori hanno il loro "linguaggio" nel racconto di Turgenev. La rosa rappresenta simbolo dell'amore tra Sanin e Gemma (basta pensare al cognome Roselli). Sanin stesso viene paragonato ad un melo, che nelle fiabe russe rappresenta il simbolo della vita, ma nelle scritture bibliche la mela è il simbolo della caduta nel peccato. Sanin fa la sua dichiarazione d'amore a Gemma nelle vicinanze di un cespuglio di lilla fiorito. E per un motivo ben preciso Turgenev associa alla Polozova i gigli di colore giallo. Il giglio, secondo le leggende, è il fiore della purezza, ma il colore giallo, scelto dallo scrittore, vuole ricordarci che abbiamo di fronte un elemento proprio della perfidia.Turgenev descrive con numerosi dettagli i suoi personaggi di "Acque di primavera". Lo scrittore sceglie di esaltare la personalità di ciascuno di loro facendoli parlare lingue diverse: francese, italiano, tedesco, russo. Grazie a questa stilistica dell'autore, come anche alla descrizione sempre accurata e colma di particolari, leggere il racconto diventa un tuffo piacevole nel mondo dei suoi "attori". Augurando buona lettura aggiungo solo che nel farci soffrire insieme ai suoi eroi Turgenev ci ricorda con insistenza che l'uomo ha sempre la possibilità di scegliere se restare incatenato alle sue debolezze o assecondare la forza del proprio essere.

Destino
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Fuentes, Carlos

Destino

Il Saggiatore, 23/05/2012

Abstract: Nel Messico del nuovo millennio, la testa di Josué Nadal, recisa dal corpo durante l'ennesimo episodio di sangue, racconta, ricorda e divaga. Ci presenta personaggi reali e incredibili al tempo stesso: il prete ribelle Filopáter, il magnate Max Monroy, l'avvocato Antonio Sanguínes, la matriarca Antigua Concepción, ma anche il passato, i miti e le speranze tradite di una nazione. Nel nuovo romanzo di Carlos Fuentes la narrazione è drammatica, tenebrosa, angosciante, magnetica. Sullo sfondo, l'atmosfera oscura e desolante di un Messico devastato dalla violenza e dal cinico potere criminale.

Il maledetto United
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Peace, David

Il maledetto United

Il Saggiatore, 12/06/2013

Abstract: "Loro sono la sua squadra. Il suo Leeds. Il suo sporco, maledetto Leeds e lo saranno sempre. Non la mia squadra. Mai. Non la mia. Mai. Non questa squadra. Mai." Nel 1974 l'eccentrico Brian Clough accetta di allenare una delle più difficili squadre del campionato di calcio inglese: il Leeds United. Giocatori altezzosi, in cima alla classifica, ma aggressivi e scorretti. Disposti a tutto pur di vincere. Clough sa che non sarà semplice far funzionare le cose, eppure non rifiuta l'incarico e, spinto da un orgoglio infinito, accetta nella convinzione di poter trasformare il Leeds in una squadra che vince senza imbrogliare. Inizia così la cronaca avvincente e disperata dei quarantaquattro giorni del più carismatico e controverso allenatore del Leeds. Il maledetto United è un romanzo che rimbalza tra passato e presente, paranoia e lucidità, che scava nella realtà e la trasfigura fino a riportarla alla sua essenza più brutale.

Io sono Spartaco!
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Douglas, Kirk

Io sono Spartaco!

Il Saggiatore, 12/06/2013

Abstract: La chiamano fabbrica dei sogni. Fucina di mondi infiniti in cui tutto è credibile, in cui l'impossibile è la regola. A volte, però, la Storia irrompe e spezza l'incanto. E i sogni diventano incubi. Così il maccartismo, negli anni cinquanta, scrisse una delle pagine più nere della storia del cinema. Kirk Douglas lo osteggiò in prima persona, e ora racconta come la lavorazione del suo Spartacus si legò in maniera indissolubile con la caccia alle streghe. Figlio di immigrati ebrei bielorussi, Douglas arriva a Los Angeles alla fine della guerra, appena trentenne. Si chiama ancora Issur Danielovitch ed è del tutto ignaro delle controversie politiche che già da tempo turbano l'ambiente del cinema. Quando, nel 1947, la Commissione sulle attività antiamericane chiama alcuni personaggi dell'industria cinematografica a rendere conto delle proprie simpatie comuniste, molti a Hollywood decidono di collaborare con le indagini, incriminando i colleghi: in caso contrario, il rischio è di finire sulla "lista nera" e di non poter più lavorare per gli studios. Su quella lista compaiono anche Dalton Trumbo e Howard Fast. Il primo, uno degli sceneggiatori più rispettati e pagati dell'epoca, fa parte degli Unfriendly Ten, i "dieci ostili" che si sono rifiutati di rispondere alle domande del comitato d'inchiesta e che per questo sono finiti in carcere, costretti da lì in poi a lavorare dietro pseudonimo. In veste di produttore con la sua compagnia Bryna, creata nel 1955, Douglas incarica Trumbo di scrivere l'adattamento per un nuovo film sulla figura di Spartaco, il gladiatore trace che capeggiò la rivolta degli schiavi contro la Repubblica romana. La base di partenza sarà Spartacus, il romanzo che Fast ha scritto in prigione dopo l'arresto per la sua dichiarata affiliazione al Partito comunista. In un clima di sospetto e isteria collettiva, Kirk Douglas deve affrontare molte sfide, sullo schermo e fuori, tra il timore per il futuro dei propri figli e i momenti esplosivi con il giovane regista Stanley Kubrick e con attori già affermati come Sir Laurence Olivier, Peter Ustinov, Jean Simmons e Tony Curtis. Ma la sua tenacia e la sua forza morale sono infine premiate: Spartacus vede la luce nel 1960, e con i nomi di Dalton Trumbo e Howard Fast nei titoli di testa. In "Io sono Spartaco!" – arricchito da immagini inedite del set e del dietro le quinte – Kirk Douglas ripercorre le scelte audaci che portarono alla cancellazione definitiva della lista nera, riscrivendo con lucidità e ironia una pagina dolente della storia americana. Quando il potere, cieco, scagliò gli amici contro gli amici, mandò in pezzi famiglie, atterrì e divise un'intera nazione. Quando a rovinare una vita bastava un tratto di penna.

Lavorare con Microsoft PowerPoint 2013. Guido all'uso
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Valli, Alessandro

Lavorare con Microsoft PowerPoint 2013. Guido all'uso

Edizioni FAG, 12/06/2013

Abstract: Il libro si rivolge a utenti che hanno già acquisito un minimo di conoscenza di PowerPoint. Nel corso del testo si impara a creare una presentazione di successo, affrontando argomenti come la possibilità di creare applicazioni interattive e multimediali per la realizzazione di presentazioni e chioschi informativi. Vengono illustrate in particolare le funzionalità avanzate di PowerPoint; quelle di base (creazione di una nuova presentazione, aggiunta di diapositive e così via) vengono comunque ripassate nel primo capitolo per chi ancora non le conosce.Il libro è orientato a chi desidera utilizzare PowerPoint in maniera efficace nel proprio lavoro. Vengono quindi spiegati molti trucchi per la realizzazione di vere e proprie applicazioni multimediali e un intero capitolo è dedicato a come tenere una presentazione in pubblico; inoltre, sono illustrate le tecniche più efficaci per creare presentazioni di forte impatto.

Le avventure di Héctor Belascoarán
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Taibo, Paco Ignacio II

Le avventure di Héctor Belascoarán

Il Saggiatore, 12/06/2013

Abstract: "Ogni città ha il detective che si merita." Orbo, sfortunato e disilluso, Héctor Belascoarán è uno dei personaggi più memorabili creati da Paco Ignacio Taibo II. Abbandonato un lavoro sicuro e un matrimonio rodato, improvvisatosi detective privato (o "indipendente", come precisa lui stesso), Belascoarán attraversa Città del Messico inseguendo serial killer, poliziotti corrotti, rapinatori e fantasmi. Rancida, tentacolare, matrigna, la capitale messicana è la protagonista di questi racconti e incarna perfettamente il carattere anarchico e disincantato dei suoi abitanti. Questo volume raccoglie le prime tre avventure di Belascoarán: "Giorni di battaglia", "Il fantasma di Zapata" e "Qualche nuvola".

L'ultima avventura di Héctor Belascoarán
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Taibo, Paco Ignacio II

L'ultima avventura di Héctor Belascoarán

Il Saggiatore, 12/06/2013

Abstract: "Cazzo, era proprio innamorato del Distretto federale. Un altro amore impossibile della sua lunga lista. Una città da amare, da amare pazzamente. Con impeto." Héctor Belascoarán, orbo, disilluso e con una malsana ossessione per la verità, è un detective privato che potrebbe vivere solo in un posto come Città del Messico. Un cadavere vestito da antico romano con tanto di elmo e corazza, una mora dal sorriso magico, poco convinta del suicidio della sorella sono i casi che Héctor affronta, aiutato dai professionisti con cui condivide l'ufficio (un tappezziere, un imbianchino e un esperto di fogne). Anche stavolta le sue indagini si snodano nell'atmosfera sulfurea della capitale messicana, in cui si mescolano violenza e intrighi politici, dove si muore con facilità e talvolta si resuscita. Questo volume raccoglie i romanzi "Niente lieto fine" e "Stessa città stessa pioggia".

Atti mancati
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Marchesini, Matteo

Atti mancati

Voland, 30/04/2013

Abstract: Nel cuore di Bologna, Marco, trentenne diviso tra le incombenze giornalistiche e il tentativo di finire un romanzo, vive in una solitudine cocciuta e il più possibile asettica, fino a quando ricompare Lucia, la ragazza che lo ha lasciato qualche anno prima. Ora Lucia cerca Marco, lo assedia e lo porta in giro per paesi e campagne, a visitare i loro luoghi di un tempo, a ritrovare gli amici vivi e gli amici morti. Tra Bassa e Appennini, tra cliniche e osterie, Lucia – come una fragile ma tenace erinni – costringe Marco a rianalizzare le zone più oscure del loro passato.Atti mancati è una storia d'amore e di suspense. È una parabola sul tempo trascorso ostinatamente a occhi chiusi e su quello vissuto a occhi spalancati. È il referto di una malattia, steso con furore analitico e insieme con uno stile semplice, da presa diretta.