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Congetture su April
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Banville, John

Congetture su April

Guanda, 31/12/2010

Abstract: John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L'intoccabile "un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant'anni" per "la vastità, la ricchezza, il terribile riso"), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l'Irish Book Awards, l'European Literary Award, l'Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un'inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di "romanzi gialli" di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni '50, che hanno come protagonista l'anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. April Latimer, giovane medico di buona famiglia e dubbia reputazione, sembra svanita nel nulla: gli amici non la sentono da giorni, al lavoro la credono malata, nulla nel suo appartamento lascia presagire una partenza programmata. Nell'indifferenza generale, solo la sua amica Phoebe, figlia dell'anatomopatologo Quirke, sembra porsi delle domande, sorretta nella sua ostinazione da un brutto presentimento che le circostanze non fanno che incoraggiare. Troppe, infatti, le resistenze inaspettate, le zone d'ombra, l'imbarazzo contro cui si scontrano i suoi cauti tentativi di saperne di più: d'un tratto tutto appare più confuso e compromesso di quanto potesse immaginare, caliginoso e denso come la nebbia che incombe su Dublino, fredda e ostile come non mai negli ultimi scampoli d'inverno. Forse April non è quella che ha fatto credere di essere, né c'è da fidarsi della sua fin troppo rispettabile famiglia; anche all'interno del loro gruppo all'apparenza compatto – scopre Phoebe – c'erano segreti, intese, rivalità ben più profonde di quanto lei abbia mai sospettato. L'unico su cui contare è Quirke, reduce da un soggiorno in una clinica di riabilitazione per alcolisti e intenzionato a fare il padre come si deve, ma ancora vulnerabile alle più umane delle tentazioni: un'auto sportiva che non sa guidare, un whisky di troppo di tanto in tanto, per scaldarsi cuore e ossa, e, forse, un nuovo amore. Così, tra colpi di scena e rivelazioni dolorose, padre e figlia si sperimentano con timidezza in un inedito gioco di squadra – per una volta alleati, se non proprio famiglia – e si avviano insieme alla scoperta dell'impietosa verità."John Banville è indubbiamente una delle figure di maggior spicco tra gli scrittori di lingua inglese degli ultimi decenni, e in particolare nel quadro della singolare, quasi irresistibile fioritura letteraria irlandese... Banville scandaglia i suoi personaggi travagliati, quasi fantasmatici, spesso peccatori per la morale comune. I suoi romanzi procedono come serrate partite a scacchi."Claudio Gorlier"Un maestro la cui prosa regala un piacere continuo e quasi fisico."Martin Amis

Cicatrici
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Morozzi, Gianluca

Cicatrici

Guanda, 31/12/2010

Abstract: In una grande città del Nord Italia, un uomo insospettabile ha compiuto un efferato delitto davanti a centinaia di testimoni. Nemo Quegg, un grigio e tranquillo tipografo di periferia, ha ucciso una persona con un coltello da cucina, in mezzo a una folla di bambini e genitori che assistevano alla sfilata di un circo. Poi ha gettato il coltello e ha aspettato con calma l'arrivo della polizia. Alla psicologa che dovrà stilare la perizia sulla sanità mentale, Nemo Quegg racconta la sua agghiacciante storia: quella di una ragazza che compariva su un autobus notturno sempre alla stessa ora, di una nave in bottiglia, e di un famoso medico dagli occhi freddissimi. Cosa c'entra in tutto questo un padre che, senza motivo, una notte stermina la propria famiglia nella sala da pranzo, vedendo sfuggire solo la figlia minore? Cosa c'entrano due bambini che calciano un pallone su un promontorio, sotto un cielo pieno di nuvole vorticanti e di stormi di uccelli? E cosa significa quel foglio coperto da scritte indecifrabili, date lontane nel tempo, frasi dei Beatles, e un nome di donna al centro di tutto? Come in Blackout, il romanzo che ha rivelato il talento di Gianluca Morozzi, una storia forte e un intreccio complesso che trovano una spiegazione – folgorante – solo alla fine.

Tutti gli anni buttati via
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Bukowski, Charles

Tutti gli anni buttati via

Guanda, 16/05/2013

Abstract: Ci sono innanzitutto i luoghi: i bar di terz'ordine, le logore stanze di logori motel, gli ippodromi e le sale per le scommesse, le strade secondarie, i vicoli. E poi ci sono naturalmente gli uomini e le donne che popolano questi luoghi: e sono quasi tutti esseri umani sconfitti, abbattuti, lasciati in un angolo dal mondo che prima li ha illusi e poi tragicamente derisi. Ma più forte e intensa di ogni altro luogo e di ogni altro uomo, c'è la voce del poeta che li racconta: Bukowski non tradisce il suo mondo, non abbandona i disperati al loro destino; anzi, la sua voce suona sempre come la voce del loro riscatto. Non c'è poesia di questa raccolta in cui non si senta la feroce volontà di aderire al mondo degli ultimi, siano essi operai "senza volto", che il lavoro distrugge di fatica, siano prostitute o alcolizzati, siano artisti morti senza aver conosciuto la gloria, siano vecchi abbandonati su una panchina di un parco, siano addirittura dive di Hollywood distrutte dal successo, come Marilyn Monroe, "fiore appassito e poi but tato via" a cui il poeta dedica un breve ma struggente canto funebre. Le poesie di Bukowski, spigolose e persino crudeli, sono il controcanto al mondo del successo e del benessere: e nel loro disperato modularsi sopra le rovine risuonano le note più oscure e straziate del sogno americano.

Ritratto di gruppo con assenza
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Sepúlveda, Luis

Ritratto di gruppo con assenza

Guanda, 31/12/2010

Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeLa vita, come dice Luis Sepúlveda, è piena di storie. E per raccontare la magia della realtà in tutte le sue sfaccettature – meschinità, tormenti, gioie, peripezie – questa raccolta prende il via dai ricordi, dal vissuto recente e passato, per offrirci un Ritratto di gruppo con assenza: quello di alcuni ragazzini sorridenti immortalati in una fotografia che induce l'autore, dopo quattordici anni di esilio, a ritornare per la prima volta in Cile, sulle tracce dei loro destini personali, ma anche del destino di un paese appena uscito dalla dittatura. Da vero cosmopolita, di quelli che hanno vissuto nel Nord e nel Sud del mondo, Sepúlveda tratteggia con uguale partecipazione vicende lontane fra loro nel tempo e nello spazio: racconta di combattenti valorosi e di bambini senza futuro, di una Miss colombiana che muore durante un intervento di chirurgia plastica, di una signora sovietica – la voce di Radio Mosca – che offriva un po' di conforto ai cileni della resistenza. Ma non manca l'ironia: nei ritratti degli amici, nel mettere alla berlina certa intellighenzia, o nel descrivere un'esperienza di lavoro per la televisione ecuadoriana. E la preoccupazione per l'ambiente. Tra i tanti incontri, spicca quello con un vecchio che, nella foresta amazzonica, vive isolato in una capanna e legge romanzi d'amore: il personaggio che vent'anni fa ha ispirato all'autore il suo fortunatissimo romanzo. Quello di Sepúlveda resta un mondo di purezza e bellezza ferite, raccontato con uno sguardo essenzialmente e modernamente etico. Si riscopre, leggendolo, un sentimento troppo spesso sopito: la giusta indignazione, la stessa dei suoi eroi teneri e fragili, ma duri e solidissimi nel loro proposito di non dimenticare né perdonare la barbarie.

Asino chi legge
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Cilento, Antonella

Asino chi legge

Guanda, 31/12/2010

Abstract: Asino chi legge si scriveva una volta sui muri delle scuole, per sbeffeggiare un compagno ingenuo o gli adulti noiosi. Un tempo, neanche tanto lontano, avere libri in casa e un figlio laureato era considerato un valore aggiunto, il trionfo per una famiglia in risalita sociale. Da qualche anno, invece, leggere è considerato un errore, una perdita di tempo, un insignificante vizio. Studiare e leggere, è ormai noto, non ti porterà da nessuna parte, non ti aprirà le porte del mondo del lavoro, non farà di te una persona migliore, tanto vale trovare false scorciatoie. Questo libro racconta la sfida di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non è mai nata o si scontra con difficoltà inenarrabili: a Napoli, in Irpinia, in Trentino, in Sicilia e in altre province d'Italia. Antonella Cilento, perennemente in viaggio fra treni e scuole pubbliche, dove da anni offre servizio come esperto esterno di scrittura creativa, raccoglie storie divertenti, assurde e tristi: dai figli dei capo¬clan napoletani ai timidi ragazzi della ¬Nusco di De Mita, ai giovani pakistani di Bolzano, fissando una fotografia disincantata delle ultime generazioni, della percezione dello scrittore nelle scuole, e di un Paese in piena crisi di idee. I ragazzi e i loro insegnanti sono, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro vicende e la domanda più grave: cosa stiamo facendo del nostro futuro? Un viaggio alla ricerca di quel che stiamo perdendo o, in certi casi, abbiamo già perso, ma che niente, salvo noi stessi, può impedirci di riconquistare.

Una vita da eroe
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Doyle, Roddy

Una vita da eroe

Guanda, 31/12/2010

Abstract: "Immergetevi in questo libro. È grandioso."Financial Times su Una vita da eroe"Uno dei maggiori scrittori irlandesi viventi."la RepubblicaAll'inizio degli anni Cinquanta, dopo un lungo esilio negli Stati Uniti, Henry Smart fa ritorno nella sua Irlanda. Ma l'eroe della guerra di indipendenza, l'impavido combattente che era stato l'uomo di fiducia di Michael Collins, è ormai l'ombra di se stesso. Solo, affranto, con la memoria a brandelli, deve rimettere insieme i ricordi: la sua misera infanzia, il riscatto nelle file dell'IRA e l'incontro con la giovane insegnante rivoluzionaria che sarebbe diventata la donna della sua vita. A dipanare i ricordi lo costringe John Ford, il grande regista di origine irlandese, che ha deciso di ingaggiarlo come co-sceneggiatore per girare un film sulle sue imprese. Si intitolerà Un uomo tranquillo, e la parte del protagonista sarà interpretata da John Wayne. In un crescendo di surreali scambi di opinioni con il regista, Henry si rende conto, però, che le regole di Hollywood impongono di edulcorare la violenza della guerra e trasformano la sua storia in un polpettone sentimentale. Esasperato, preferisce ritirarsi a vivere un'esistenza anonima lavorando come giardiniere e custode in una scuola, senza però rinunciare al sogno di ricongiungersi con la sua famiglia, di cui teme di essere l'unico sopravvissuto. L'illusione di una vita tranquilla si infrange anni dopo, quando Henry Smart per una serie di circostanze fortuite viene "scoperto" dalla stampa e dai nuovi militanti della Provisional IRA, che vedono in lui un eroe dimenticato, da celebrare e da portare in trionfo, tra raduni e comizi, obbligandolo a nuove scelte di campo.In un romanzo appassionante, intenso e sempre vivacemente ironico, Roddy Doyle affronta temi delicati come la politica, la storia, il mito, il senso di identità nazionale e racconta i profondi mutamenti di un paese alla ricerca di normalità ed equilibrio."Roddy Doyle è una specie di eroe nazionale. È colui che ha fatto conoscere al mondo la realtà dell'Irlanda d'oggi."Irish Independent"Roddy Doyle lascia ogni volta i suoi lettori senza fiato."The Sunday Times

Una canzone che ti strappa il cuore
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O'Connor, Joseph

Una canzone che ti strappa il cuore

Guanda, 31/12/2010

Abstract: Nella Dublino oscurantista di inizio Novecento, la diciassettenne Molly Allgood muove i primi passi nel mondo del teatro e sogna un futuro da star in America. Ribelle, irriverente, bella, corteggiata da tutti, diventa l'amante di John Synge, il più importante drammaturgo irlandese, un genio inquieto, un poeta dal linguaggio forte e dalle passioni tempestose. Il loro è un amore tormentato, a volte crudele, spesso tenero, che sfida le convenzioni rigide dell'età edoardiana – anche quelle religiose –, la differenza di età e di estrazione sociale. Molti anni dopo, Maire O'Neill è una "reliquia del passato", un'anziana attrice logorata dalla malinconia, dalle ambizioni e dai rimpianti di una vita. "Molly", così l'hanno sempre chiamata, ormai si aggira sola e smarrita per le frenetiche strade di Londra. Nel suo mondo trasognato le figure reali si confondono con i fantasmi, con il vago chiarore dei luoghi e delle presenze che avverte intorno a sé: Dublino, le colline della contea di Wicklow, Londra, New York attraversano il tempo e lo spazio, come lo scenario di un immobile atto unico. L'antica storia d'amore proibita che Molly non ha mai dimenticato si riverbera negli oggetti e nei ricordi, "in strane irruzioni diurne". Come in un lungo monologo a mezza voce, o in una vecchia canzone appena sussurrata, "lo sgattaiolare del passato fuori dalle credenze" dà vita a un romanzo struggente, intessuto di una luce magica, una storia di abbandoni e riconciliazioni che è un omaggio all'arte stessa di narrare.

Dizionario delle idee non comuni
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Massarenti, Armando

Dizionario delle idee non comuni

Guanda, 31/12/2010

Abstract: Ogni dizionario che si rispetti è fatto di "definizioni", e definire "significa rinchiudere la sconfinata foresta dell'idea in un muro di parole". A Samuel Butler, autore di questo aforisma, è però toccato di ritrovarsi autore solo post mortem di un Dizionario dei luoghi non comuni scelti dai suoi taccuini. Neppure Armando Massarenti avrebbe mai pensato di comporre un Dizionario, sia pure sui generis come questo, se non lo avesse trovato già scritto ripercorrendo a ritroso il suo avventurarsi nella foresta, talvolta fittissima e irta di ostacoli, delle idee che hanno animato il dibattito culturale degli ultimi anni. Idee a prima vista piuttosto comuni, almeno per un dizionario filosofico-scientifico: argomentazione, assurdo, atarassia, bello, benevolenza e così via, fino a vendetta, verità, zero, passando per i meno usuali albi professionali, applauso o win for life. Ma di non comune in questo Dizionario non ci sono tanto le voci quanto la maniera in cui sono trattate. Lo spirito in apparenza da bastian contrario va interpretato come una lotta per non farsi ingannare dal dibattito attuale, che tende più a confondere che a chiarire, per fare in modo che queste idee – a partire da agnosticismo, fino a giustizia o vita – smettano di essere confuse nel guazzabuglio della neolingua di stampo orwelliano che si è venuta formando intorno a concetti filosofici di pubblico interesse. L'intenzione non è stupire, ma rimettere le cose a posto. Oppure rimettere le cose a posto suscitando stupore.

Anatomia di un istante
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Cercas, Javier - Cacucci, Pino

Anatomia di un istante

Guanda, 29/11/2010

Abstract: Un romanziere di infinito talento come Javier Cercas vuole raccontare in forma di romanzo il tentativo di colpo di stato del 23 febbraio 1981 in Spagna. Scopre, però, che "per una volta la storia è stata coerente, simmetrica e geometrica, e non disordinata, casuale e imprevedibile", che quella realtà possiede in sé "tutta la forza drammatica e il potenziale simbolico che esigiamo dalla letteratura". E allora decide coraggiosamente di rinunciare, o forse di fingere di rinunciare, alla fiction per fare l'"anatomia di un istante" ed esporre i fatti: quelli che videro il colonnello Tejero entrare armi in pugno nel parlamento di Madrid. Ma i "nudi fatti" non sono per nulla semplici: sono anche la loro interpretazione e il loro racconto. Ciò che Cercas vede in quell'istante cruciale, mentre le pallottole dei golpisti fischiano nelle Cortes e i parlamentari cercano riparo sotto i banchi dell'emiciclo, sono tre uomini – il primo ministro Adolfo Suárez, il tenente generale Gutiérrez Mellado e il segretario del partito comunista Santiago Carillo – simbolo di valori diversi e perfino opposti, che rimangono seduti ai loro posti a sfidare il golpe. Nel suo racconto, quel loro gesto dà senso alle rispettive traiettorie esistenziali, illuminando al contempo un'epoca, un Paese e il suo futuro. E noi, alla fine, ritrovandoci tra le mani un testo che, nella sua natura sui generis, sfida la forma romanzo, non possiamo fare a meno di riconoscere che si tratta di un'opera davvero unica e imprescindibile.

Il Silmarillion
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Tolkien, John R. R.

Il Silmarillion

Bompiani, 05/12/2018

Abstract: Il Silmarillion, iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. Opera prima, dunque, costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata, direttamente o indirettamente, la filiazione delle sue favole, da Lo Hobbit a Il Signore degli Anelli. Si tratta di un'opera che, nella vasta produzione di Tolkien, occupa una posizione di primato, non soltanto temporale, ma anche e soprattutto tematica e formale. Il Silmarillion, che comprende cinque racconti legati come i capitoli di un'unica "storia sacra", narra la parabola di una caduta: dalla musica degli inizi, il momento cosmogonico, alla guerra, eroica quanto disperata, di Elfi e Uomini contro l'Avversario. L'ultimo dei racconti costituisce l'antecedente immediato del Signore degli Anelli.

Atlante dell'ignoto
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James, Tania

Atlante dell'ignoto

Guanda, 31/12/2010

Abstract: Delle due sorelle Vallara, cresciute con il padre Melvin, autista vedovo e indolente, e la nonna Ammachi, donna severa e religiosissima, tra le risaie e le palme del Kerala, nel Sud dell'India, Anju è da sempre la più promettente. È un'ottima studentessa, allegra e amata da tutti, mentre Linno, la maggiore, dopo aver perso una mano a tredici anni per lo scoppio di un petardo, si è chiusa in se stessa, ha lasciato la scuola e pare rassegnata a una vita incolore spesa ad accudire il padre e la nonna e a curare la casa. E così, quando Anju, per vincere una borsa di studio negli Stati Uniti, spaccia per propri i disegni fatti da Linno, nessuno in famiglia sembra avere nulla da ridire: il successo di Anju aprirà a tutti, Linno compresa, la strada verso quel sogno americano cui l'intero paese sembra spasmodicamente aspirare. Ma sbarcata nella New York ostile del dopo 11 settembre, Anju si perderà, travolta dalle sue stesse fragili bugie e frastornata da un mondo in cui non riesce a orientarsi, mentre il talento di Linno troverà vicino a casa il modo di fiorire, dandole la forza di conquistare la propria libertà e indagare cosa davvero si nasconde dietro il mistero della morte di sua madre. Divise dal tradimento e dall'ostinata voglia di indipendenza e attratte da un legame incancellabile e dallo struggente bisogno di tornare alle proprie radici, Anju e Linno danno corpo e vita, in un appassionato dramma famigliare, all'eterno dilemma tra modernità e tradizione, tra la voglia di preservare il passato e il desiderio di sfuggirvi.

Sono il numero quattro
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Lore, Pittacus

Sono il numero quattro

Casa Editrice Nord, 01/02/2011

Abstract: Siamo arrivati in nove. In apparenza, siamo uguali a voi: vestiamo come voi, parliamo come voi, viviamo come voi. Ma non siamo affatto come voi. Siamo in grado di fare cose che voi non potete neanche sognare. Abbiamo poteri che voi non riuscite neanche a immaginare. Siamo più forti, più veloci e più abili di qualsiasi essere vivente del vostro pianeta. Avete presente i supereroi dei fumetti e quelli che ammirate al cinema? Una cosa del genere, però con una grossa differenza: noi siamo reali. Ci siamo rifugiati sulla Terra e ci siamo divisi per prepararci: dovevamo allenarci, scoprire tutti i nostri poteri e imparare a usarli. Poi ci saremmo riuniti, tutti e nove, e saremmo stati pronti. A combatterli. Ma loro hanno scoperto che siamo qui e adesso ci stanno dando la caccia. Vogliono eliminarci, l'uno dopo l'altro. Così siamo costretti a scappare, a spostarci in continuazione, ad avere paura della nostra stessa ombra. Attualmente mi faccio chiamare John Smith, e mi nascondo a Paradise, in Ohio. Credevo di essere al sicuro, ma ho commesso un errore gravissimo: mi sono innamorato di una mia compagna di scuola. E non potevo scegliere un momento peggiore. Perché loro hanno preso il Numero Uno in Malesia. Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya. E li hanno uccisi. Io sono il Numero Quattro. Io sono il prossimo...

Buio d'amore
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Vichi, Marco

Buio d'amore

Guanda, 01/02/2011

Abstract: Ha tanti volti l'amore in questa raccolta di racconti che fin dal titolo evoca il buio. Un "buio d'amore" che è mistero insondabile, vuoto di certezze dove la ragione si smarrisce e rimane solo la forza inesplicabile della passione. Ricerca e offuscamento, gloria e confusione, e soprattutto paura: di non farcela, di non essere amati, di essere lasciati, di non capire e non essere capiti, di non saper scegliere. Come nel racconto Valentina, dove una ragazza bella e disinvolta non sa decidersi tra un grande amore del passato e il suo rapporto del presente, fino alla sorprendente, bizzarra, soluzione. O in Ci amavamo, nel quale la protagonista, dopo la morte del suo amore clandestino, semina sconcerto e dolore tra chi ha conosciuto l'uomo per onorare una promessa che gli aveva fatto. Ma l'amore può essere anche la saggezza centenaria della brillante nonna di Una, consapevole che il nipote "prende fuoco come un fiammifero e dopo una settimana corre già dietro a un'altra topina" e svelta a leggere nelle carte il complicato intreccio di relazioni fallimentari del ragazzo. Oppure la fantasia folle dell'emigrante slavo di Tu sei mia, che in mezzo all'oscurità e alla tragedia cerca la luce di un cuore nuovo, di una vita nuova. Un "diario intimo" provocante e originale, che esplora tutte le sfaccettature dell'essere in due, dell'amarsi e del perdersi.

Il regista di inganni
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Patterson, James

Il regista di inganni

Longanesi, 01/02/2011

Abstract: Da quattro anni Kyle Craig, alias Mastermind, il più acerrimo nemico di Alex Cross, è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Florence, in Colorado. Quattro anni di totale isolamento, a parte le visite del suo avvocato. Quattro anni passati a comportarsi da detenuto modello, a covare odio, a ordire una trama di inganni. Perché Mastermind ha una lunga lista di persone con cui pareggiare i conti... Intanto Washington è sconvolta da un nuovo, terribile serial killer. La prima vittima è una famosa scrittrice, scaraventata giù dal terrazzo del suo elegante appartamento, al cospetto di una folla attonita. Prima di ucciderla l'assassino ha documentato con una telecamera le torture e le umiliazioni che le ha inflitto. Questo infatti è il suo scopo: trasformare i suoi delitti in performance, uccidere per un pubblico, perché il mondo sia il suo immenso teatro, dove mettere in scena l'orrore. E questo è solo il primo di una lunga, agghiacciante serie di omicidi. Per Alex Cross, che ha deciso di dedicarsi interamente alla professione di psicologo, e per la sua nuova compagna, la detective Brianna Stone, la partita da giocare è doppia ed è una sfida mortale, senza esclusione di colpi...

Fred cane pazzo
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Harlen, Jonathan - Piumini, Michele

Fred cane pazzo

Salani Editore, 02/02/2011

Abstract: Samantha Tucker, detta Sam, vive con la famiglia in una fattoria australiana, dove il padre alleva vombati e dove la gente non si sposta in bici o in auto ma 'in canguro'. Suo padre, Fred Cane Pazzo, ha in effetti qualche rotella fuori posto e ne dà prova quando scappa da casa armato di boomerang con un secchio in testa a mo' di elmo: vuole svaligiare una banca per far fronte alle ristrettezze economiche. Sam lo insegue e... l'avventura comincia. In fuga dagli agenti di polizia, tra pitoni assassini, il rischio di un'impiccagione e un terribile test da superare al cospetto di un dingo parlante, padre e figlia ne vedranno delle belle. E forse, avverrà anche un miracolo...

L'aritmetica di cupido
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Toffalori, Carlo

L'aritmetica di cupido

Guanda, 10/02/2011

Abstract: Nel settimo libro della Repubblica Platone sembra vagheggiare un mondo governato dai matematici, ma la storia – purtroppo o per fortuna? – non ha dato seguito al suo suggerimento. Ci sono stati politici di estrazione matematica, o tentativi più o meno riusciti di socialismo "scientifico", quell'utopia però è rimasta tale. Non così in letteratura. I classici ci propongono infatti svariati modelli di società matematiche, come l'isola del terzo viaggio di Gulliver, sperduta tra le nuvole e popolata di abitanti goffi e sbadati. In realtà, tra gli scrittori "matematica " è spesso sinonimo di rigidità, oppressione, predeterminazione soffocante contro cui ribellarsi: la vita è "pur sempre la vita, e non solo una radice quadrata " protesta Dostoevskij. Ma forse le cose non stanno proprio così, e anche in letteratura – nei testi di Borges, Carroll, Musil, Queneau e molti altri – emerge un'altra immagine della matematica, che è invece gusto del paradosso e dell'aforisma, libertà dagli schemi, fantasia di inventarne di nuovi, levità e giocosità. È di queste matematiche esotiche e variegate che ci parla Carlo Toffalori, presentandole come ci vengono dipinte da vari autori. Senza trascurare qualche divagazione stuzzicante, su matematica e teologia, per esempio, o sulla matematica dell'amore, dai matrimoni a tre sessi di Asimov alle prodezze aritmetiche di Don Giovanni e Casanova.

Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta
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Perotti, Simone

Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l'ha fatta

Chiarelettere, 10/02/2011

Abstract: Superare le paure e riguadagnare il tempo Il libro che ha introdotto in Italia il fenomeno del downshifting: scalare marcia, rallentare, cambiare vitaNe abbiamo abbastanza. Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscirne? Cambiare vita da soli sembra una scelta troppo faticosa. Addirittura impossibile. Invece no. Il downshifting ("scalare marcia, rallentare il ritmo") è un fenomeno sociale che interessa milioni di persone nel mondo (complice anche la crisi). Ma non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero. Simone Perotti propone qui un cambio di vita netto, verso se stessi, il mondo che ci circonda, le abitudini, gli obblighi, il consumo. La rivoluzione dobbiamo farla a partire da noi, riprendendoci la nostra vita per essere finalmente liberi. Come ha fatto l'autore, che racconta la sua esperienza entrando nel merito delle conseguenze economiche, psicologiche, esistenziali, logistiche. Dire no non basta per essere felici. L'insicurezza economica cui andiamo incontro è anche un'occasione per ripensarci.

Un uomo migliore
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Nair, Anita

Un uomo migliore

Guanda, 10/02/2011

Abstract: "Uno humour felice, una scrittura elegante, una grazia straordinaria."Library Journal"Anita Nair si colloca nel filone maestro della narrativa indiana, che fonde con assoluta naturalezza modernità e tradizione, cielo e terra, realtà e simbolo, umano e divino."Claudio GorlierNon si è mai soli a Kaikurussi, piccolo villaggio del Kerala. C'è sempre un vicino che dispensa consigli, che vuole sapere, che ficca il naso nella vita degli altri, pronto a giudicare e a commentare quello che ha scoperto. Una rete di chiacchiere che potrebbero portare anche il migliore degli uomini a comportarsi male. Ma esiste un uomo migliore di altri a Kaikurussi? È forse Mukundan che, pensionato, torna al paese dei genitori e si trova a combattere con i fantasmi del passato e con gli incubi del presente? O magari è Bhasi il pittore, laureato con il massimo dei voti, ma rassegnato a passare il resto della vita appollaiato su una scala di bambù a dipingere pareti, ascoltare le lamentele dei clienti e curare a modo suo chi ne ha bisogno? Di sicuro non è Achuthan, il padre tiranno di Mukundan, che il figlio, nonostante non sia più un ragazzo e abbia una sua vita, ancora teme, né il ricchissimo Ramakrishnan, intenzionato, nonostante i moltissimi soldi vinti alla lotteria, ad arricchirsi ancora di più calpestando chiunque osi mettersi sulla sua strada. Toccherà a Mukundan scoprirlo sulla propria pelle, imparando per la prima volta nella vita ad avere fiducia in se stesso, a non lasciarsi condizionare dal giudizio di nessuno, ad aprirsi alle emozioni curandosi solo di chi gli è veramente vicino. In questo coinvolgente romanzo di Anita Nair rivivono intensissime le atmosfere, i colori, i profumi della vita in un piccolo villaggio indiano, un universo nel quale si ritrovano, concentrate e narrate con levità e grande sense of humour, tutte le passioni e le sofferenze del mondo.

Spirited
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Rosen, Rebecca - Rose, Samantha

Spirited

Corbaccio, 10/02/2011

Abstract: In parte memoir, in parte manuale di self help, Spirited di Rebecca Rosen aiuta a sviluppare delle capacità innate in ognuno di noi. Rebecca Rosen si descrive come una donna del tutto normale: va in palestra, accompagna i figli a scuola... e come lavoro fa la medium, parla con i defunti. Ha scoperto di avere questo dono da ragazza, in un periodo difficile della sua vita che è riuscita a superare grazie ai consigli della nonna che, dall'aldilà, si è messa in contatto con lei attraverso la scrittura automatica. Da allora Rebecca tiene conferenze, seminari e ha offerto la sua consulenza a personaggi celebri del mondo di Hollywood come Jennifer Aniston e Courtney Cox Arquette. Ma soprattutto ha elaborato un metodo per condividere il suo dono con chiunque lo desideri. Ognuno di noi, infatti, è nato con la possibilità di crescere spiritualmente e di accrescere i propri poteri psichici: in questo libro troviamo esercizi di meditazione e altre tecniche per attingere all'energia spirituale che è in noi e che dobbiamo. Solo risvegliare per vivere meglio, con maggiore consapevolezza e successo.

Le regine di Freeville
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Dickinson, Amy

Le regine di Freeville

Corbaccio, 10/02/2011

Abstract: La storia di una donna, la storia di una famiglia declinata al femminile, fatta di madri, di figlie, di sorelle, di zie: questa è la comunità delle "Regine" di Freeville, una cittadina nello Stato di New York, dove Amy Dickinson è cresciuta e dove ha cresciuto la propria figlia fra un viaggio di lavoro a Londra e uno a New York, a Washington, a Chicago... per mantenere se stessa, la figlia e il gatto di casa, dopo essere stata mollata dal marito di punto in bianco. Distrutta ma combattiva, Amy ha trovato il sostegno di tutte le donne della sua vita, in primo luogo la madre, che l'hanno aiutata a rimettere insieme i pezzetti sparsi della sua vita e a trasformarla in qualcosa di nuovo. E grazie a loro, Amy ha continuato a fare il suo mestiere, la giornalista, e ha scoperto che alla gente interessava leggere la storia della sua lotta quotidiana per la sopravvivenza: una lotta fatta di frequenti insuccessi e insperati successi, tutti affrontati con buon senso e soprattutto con un gran senso dell'umorismo...