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Orfeo. La nascita della poesia
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Mussapi, Roberto - Renna, Salvatore - Mussapi, Roberto - Guidorizzi, Giulio

Orfeo. La nascita della poesia

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Orfeo il poeta, Orfeo il musico, che per amore della 10 moglie Euridice – morta per il morso di un serpente – riuscì a scendere al regno degli Inferi, precluso ai viventi, commuovendo con il suo canto i cupi Plutone e Proserpina, sovrani di Ade, e ottenendo di riportarla al mondo dei vivi. E poi, quel gesto, forse per il desiderio irrefrenabile di vederla: Orfeo si voltò prima del ritorno alla luce, violando la condizione sancita dagli dèi, e in un attimo Euridice sparì per sempre. Così il canto di Orfeo, il primo dei poeti, i cui versi commuovevano animali, piante e rocce, ci racconta un amore profondo, quel sentimento che proprio come questo mitico personaggio è destinato a non morire mai, tanto da arrivare alla modernità nei versi di Whitman, di Rilke, di Dino Campana che non esita a dedicare il suo capolavoro Canti orfici proprio a colui che della poesia seppe fare consolazione per un'assenza che mai si sarebbe colmata.

L'impero bizantino
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Cardini, Franco - Cardini, Franco

L'impero bizantino

Pelago, 03/12/2021

Abstract: Nei suoi mille anni di vita, l'Impero bizantino ha deciso in buona parte i futuri assetti geopolitici, culturali e religiosi dell'Europa. Ha rappresentato l'argine all'espansione araba nel Vecchio Continente e ha portato la religione ortodossa, insieme alla cultura romano-greco-bizantina, nei paesi slavi, a cominciare dalla Russia, che proprio per questo si definì poi erede dell'Impero d'Oriente e "Terza Roma". Fu un impero multietnico che agì anche da baricentro per gli scambi culturali tra Est ed Ovest con i quali la cultura classica poté sopravvivere nel mondo arabo per poi rientrare in Europa a partire dal XII secolo. Nonostante i rovesci militari degli ultimi secoli, che ne ridussero progressivamente il territorio, l'Impero bizantino godette di una forte stabilità amministrativa ed economica e fu tenuto insieme soprattutto dalla Chiesa, sia pure sottomessa all'imperatore, che si riteneva il vicario di Cristo sulla Terra.

Medea. La condizione femminile
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Pucci, Giuseppe - Pucci, Giuseppe - Guidorizzi, Giulio

Medea. La condizione femminile

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Medea viene da un mondo arcaico e selvaggio, la Colchide, da dove porta conoscenze magiche che risalgono a tempi antichissimi, per questo infatti è – insieme a Circe – la maga per eccellenza della mitologia greca. La sua storia a noi è nota soprattutto attraverso Euripide e Apollonio Rodio – e i loro emuli latini – che la raccontano in momenti diversi: il primo trasmette alla cultura europea l'immagine di Medea assassina, il secondo la descrive come una fanciulla innamorata. Due facce di un'unica medaglia che hanno contribuito a innervare poderosamente il mito di Medea prima nella cultura antica e poi in quella moderna.

Arianna. Le insidie dell'amore
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Romani, Silvia - Dadati, Gabriele - Romani, Silvia - Guidorizzi, Giulio

Arianna. Le insidie dell'amore

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Decifrare il nome di questa eroina sembra difficile, ma in realtà non lo è poi così tanto: la potremmo chiamare la "tutta pura", la "tutta bella", la "tutta luminosa". Niente di strano se pensiamo che Arianna è la figlia di Pasifae, la "luminosa" per l'appunto, a sua volta nata dal Sole; e che suo fratello Asterione (uno dei nomi con cui veniva chiamato il Minotauro) aveva radici di stella. La figlia di Minosse ricorda, quindi, una stella cadente e non è difficile immaginarla nel ruolo di signora del labirinto, capace di attrarre senza rimedio lo sguardo e il cuore del capitano di una nave che viene da Atene, portando con sé un presagio di morte.

Carlo Magno e il Sacro Romano Impero
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Cardini, Franco - Montesano, Marina - Cardini, Franco - Montesano, Marina

Carlo Magno e il Sacro Romano Impero

Pelago, 03/12/2021

Abstract: Nato da una stirpe di re guerrieri, Carlo Magno unì a questa caratteristica una visione globale della sua missione di conquistatore, che gli permise di gestire il suo vastissimo Impero con abile capacità di governo, di unificarlo nella religione cristiana e di riportare al suo interno i valori della civiltà e della cultura del passato greco-romano così da invertire la tendenza di progressivo abbandono registrata nei secoli precedenti. La sua incoronazione a imperatore da parte del pontefice Leone III segnò il consolidamento di quel legame profondo e tempestoso tra Papato e Impero che si sarebbe protratto a lungo. Oggi si discute molto se Carlo Magno sia stato il primo "padre" dell'Europa e se il suo Impero, più tardi chiamato Sacro Romano, l'erede di quello d'Occidente. Ma è innegabile che della sua opera sia rimasta nell'Europa occidentale un'impronta duratura, sopravvissuta alla disgregazione dell'unità territoriale carolingia.

Ulisse. Il viaggio della ragione
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Beta, Simone - Marfé Luigi - Beta, Simone - Guidorizzi, Giulio

Ulisse. Il viaggio della ragione

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Il primo personaggio della letteratura occidentale e il primo uomo moderno, Ulisse, l'eroe che i Greci chiamavano Odisseo: l'eroe che osò superare le colonne d'Ercole, il viaggiatore inquieto simbolo dell'eterna ricerca, l'uomo diviso fra l'amore per la propria patria, la casa, la sposa e il fascino dell'ignoto, dell'inesplorato: forse l'eroe che più di ogni altro ci è vicino, un eroe imperfetto, che non si sottrae all'avventura, che dubita, si contraddice, ma sempre alza lo sguardo all'orizzonte, mai sazio di esplorare, di scoprire, di superare i propri limiti, di sperimentare e di conoscere. Dante nel XXVI canto dell' Inferno gli fa dire: "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Celebri terzine che riportano l'attenzione sulla vocazione più alta dell'uomo che Ulisse ci invita, come lo stesso Dante, a non tradire.

D'Annunzio
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Oliva, Gianni - Oliva, Gianni

D'Annunzio

Pelago, 13/12/2021

Abstract: Gabriele D'Annunzio creò, tra Ottocento e Novecento, un nuovo tipo di letteratura, in cui superò le correnti culturali europee dell'epoca per approdare a uno sperimentalismo linguistico che aveva come connotato la ricerca della bellezza, quale antidoto nobilitante a una società materialista e gretta. La poesia dannunziana, considerata a lungo come una prova assoluta di disimpegno e di pura evasione, esalta in realtà il potere accordato alla parola e diviene vivificatrice e formatrice della persona e delle sue fondamentali coordinate culturali, come testimonia l'apprezzamento che ricevette all'estero. La sua opera, da qualche tempo rivisitata e spogliata della retorica del personaggio D'Annunzio – di cui fu il minuzioso artefice e che finì per nuocergli –, viene ora riconosciuta come uno dei maggiori contributi alla modernità letteraria europea.

Calvino
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Palmieri, Nunzia - Palmieri, Nunzia

Calvino

Pelago, 13/12/2021

Abstract: Italo Calvino esordisce nel secondo dopoguerra interpretando in modo originale le coordinate della nuova narrativa neorealista, da cui si allontana progressivamente alla ricerca di nuove forme espressive. Nascono così i grandi classici della letteratura d'ispirazione fantastica, come Il barone rampante, Marcovaldo e Le cosmicomiche – ispirate alle teorie delle scienze esatte – o le strutture calibrate e levigatissime che danno forma a Le città invisibili: opere che presentano realtà parallele, perfettamente ordinate, con cui cercare di dare un senso all'esistenza e liberarla dal caos. Alla fine degli anni Settanta, con il romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore, Calvino sceglie di rendere protagonista il lettore, chiamandolo a comporre insieme al narratore l'opera che viene presentata nel suo processo di creazione. L'ampiezza di raggio della sua ricerca letteraria, aperta ai diversi campi del sapere, e la molteplicità dei temi culturali e politici su cui ha avuto occasione di intervenire, hanno fatto di Calvino un punto di passaggio obbligato per una definizione della letteratura e del mondo contemporaneo.

Antigone. La ragione di stato
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Macrì, Sonia - Macrì, Sonia - Guidorizzi, Giulio

Antigone. La ragione di stato

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Erede di una terribile colpa – l'incesto del padre-fratello Edipo –, Antigone è colei che ama eroicamente e che moltiplica i suoi volti nelle riscritture del mito, mostrandosi ora donna innamorata e adolescente inquieta, ora eroina della giustizia, ribelle e martire della ragion di Stato. Pensiamo ad Antigone come alla figlia pietosa e alla sorella devota delle tragedie di Sofocle ma la ritroviamo soprattutto nelle vesti di paladina della libertà individuale contro tutte le forme di sopraffazione da parte di chi sta al potere. Da Stazio ad Alfieri, da Hölderlin a Hegel, da Brecht ai nostri giorni, Antigone non cessa di porre interrogativi di natura etica, filosofica, politico-giuridica. D'Annunzio invoca la sua presenza in una lirica di Alcyone chiamandola "Antigone dall'anima di luce", ed è così che la immaginiamo nel continuo rinnovarsi del suo destino. Chi s'innamora di Antigone, diceva il poeta Shelley, non sarà mai soddisfatto di nessun altro legame mortale.

Fedra. L'insana passione
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Lentano, Mario - Dadati, Gabriele - Lentano, Mario - Guidorizzi, Giulio

Fedra. L'insana passione

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Fedra nasce a Creta, l'isola che aveva ospitato l'infanzia di Zeus e rappresenta una sorta di ombelico dell'universo mitico dei Greci. Suo padre è Minosse, re saggio e spietato, sua madre Pasifae, che Afrodite fece innamorare di un bellissimo toro per punirla di aver trascurato il suo culto, sua sorella Arianna, anche lei vittima di una passione folle e infelice per il giovane Teseo, dal quale sarà abbandonata su un'isola deserta. Fra tutte le eroine del mito greco, Fedra è quella che più dolorosamente sperimenta su di sé la potenza sconvolgente e incontenibile di Eros: prima si invaghisce perdutamente del figliastro Ippolito, poi, di fronte al suo rifiuto, decide di togliersi la vita. La storia di Fedra diventa così non solo un intreccio perfetto per la tragedia, ma anche la sede privilegiata per una riflessione sull'amore, sulle sue manifestazioni, e soprattutto sul suo rapporto sempre tendenzialmente conflittuale con le regole stabilite dalle società umane.

Pirandello
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Gigliucci, Roberto - Gigliucci, Roberto

Pirandello

Pelago, 13/12/2021

Abstract: Agli inizi del Novecento, l'epoca dell'ansia e dell'incertezza, Pirandello ha rifondato il teatro spostandolo dalla classica, didascalica rappresentazione del mondo a un "teatro nel teatro" in cui drammaturgo, attori e perfino spettatori abbandonano ruoli e significato tradizionali trasformandosi in entità fluide, sfocate, in un relativismo che muta anch'esso indefinitamente. È un gioco di molteplici specchi che mostrano una realtà sempre diversa di sé, degli altri e del riflesso di sé negli altri: il teatro torna a essere una rappresentazione della vita ma solo in quanto la vita stessa è "una, nessuna e centomila", un palcoscenico in cui ogni personaggio cerca un autore, dove si recita a soggetto e nulla è definito, una "mascherata, continua, d'ogni minuto, di cui siamo i pagliacci involontarii". Pirandellianamente, così, la scena torna a essere per paradosso il theatrum mundi, ma solo in quanto "teatro" e "mondo" sono due facce indissolubili: ciascuna è l'illusione di se stessa e dell'altra; si torna al passato, ma solo come estrema, diabolica finzione.

Foscolo
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Lombardi Maria Maddalena - Lombardi, Maria Maddalena

Foscolo

Pelago, 13/12/2021

Abstract: È stato necessario attendere la seconda metà del Novecento affinché la figura di Ugo Foscolo, tramandata dalla critica ottocentesca come quella del nume tutelare del Risorgimento italiano, antesignano di tutti i patrioti, venisse sfrondata dall'armamentario retorico. Di certo, Foscolo è stato un combattente nel senso letterale e poetico del termine, ma, al di là dell'amor patrio, lo è stato nei confronti della vita, delle vicende storiche cui ha preso parte, delle mille traversie personali vissute inseguendo costantemente ogni illusione possibile pur sapendo che dietro ciascuna si celava un inevitabile disincanto. Dotato di una vitalità sempre al di sopra delle righe (cui non era estranea una forma di autocompiacimento) sia nella sua vita sia nella sua opera, ha scritto con l' Ortis il primo romanzo italiano che, attraverso la poetica del dolore irrequieto di protagonista e autore, ha abbandonato schemi e stilemi neoclassici per proiettarsi verso la modernità.

Ade e Persefone. Gli dei degli inferi
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Braccini, Tommaso - Dadati, Gabriele - Braccini, Tommaso - Guidorizzi, Giulio

Ade e Persefone. Gli dei degli inferi

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Ade, il temuto signore degli Inferi, il dio defilato, quasi "invisibile", si racconta attraverso la sua origine divina – figlio di Rea e di Crono che appena nato lo inghiottì tutto intero – e la sua seconda nascita quando Zeus riuscì a somministrare al padre Crono un emetico che gli fece rimettere tutta la prole. Ma soprattutto si parla di lui descrivendone il regno, l'oltretomba, e il suo amore per Persefone, figlia di Demetra e di Zeus. La rapì un giorno mentre coglieva dei fiori: la ragazza all'improvviso vide la terra aprirsi e dal profondo apparire Ade, da tempo innamorato di lei, che la afferrò e la issò sul suo carro. Nessuno poté aiutare Persefone: piangente, la ragazza chiamava invano la madre lamentando il proprio infelice destino, che la trascinava lontano dalla luce del sole, per unirsi al re degli Inferi. Sulla terra rimase la disperazione della madre Demetra che avrebbe vagato tra gli dèi e gli uomini alla vana ricerca della figlia.

Pasolini
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Bazzocchi, Marco Antonio - Bazzocchi, Marco Antonio

Pasolini

Pelago, 13/12/2021

Abstract: In tutta la sua vita di intellettuale e di artista, di moralista sotto mentite spoglie e grande eretico, Pier Paolo Pasolini si è spinto dal centro verso l'esterno, dal cuore della cultura tradizionale verso i margini inesplorati di culture popolari o alternative – dal centro di Roma verso le borgate, dal Sud dell'Italia al Sud del mondo – esaltando la vitalità eccessiva, anomala, sregolata dei sottoproletari e condividendone la condizione di esclusi dal mondo dei vincitori. Ha usato tutti gli strumenti espressivi a disposizione: poesie, saggi, romanzi, articoli, sceneggiature, regia, drammi teatrali, per impossessarsi di ambienti prossimi a scomparire, non ancora corrotti dal Potere e denunciare la divisione della società in "soggiogatori" e "soggiogati". Con le sue prese di posizione ha spiazzato anche la parte progressista della società, mettendola di fronte alla sua cecità e alle sue ipocrisie nei confronti degli eventi di un'epoca al confine tra civiltà e barbarie.

Prometeo. Il dono del fuoco
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Pattoni, Maria Pia - Renna, Salvatore - Pattoni, Maria Pia - Guidorizzi, Giulio

Prometeo. Il dono del fuoco

Pelago, 16/12/2021

Abstract: Ingegnoso e ribelle, il Titano che "pensa prima di agire" è incatenato a una rupe per aver donato il fuoco all'umanità. Così il mito ce l'ha consegnato. Cosa lo condannò a tale supplizio? L'ira di Zeus sa essere impietosa e un'azione scellerata come quella di Prometeo, che preferì l'uomo alla divinità, merita una punizione esemplare: legato a una roccia, tormentato da un'aquila intenta a dilaniargli il fegato quotidianamente rigenerato. Un tormento che ci ricorda i futuri martirii; per questo Prometeo potrebbe, a ragione, essere accostato a chi per un'idea, un valore, un diritto da difendere non ha esitato a ribellarsi all'autorità. Un personaggio mitico che si fa storia e con le sue azioni, attraverso le parole di chi l'ha narrato – da Eschilo a Shelley, fino a Leopardi, Kafka e oltre –, accompagna anche noi oggi, impegnati a rifuggire tiranni e castighi mortali.

Machiavelli
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Bausi, Francesco - Bausi, Francesco

Machiavelli

Pelago, 13/12/2021

Abstract: Machiavelli è un frutto di quella grande tradizione fiorentina quattrocentesca di un umanesimo "pratico", non formalistico, né erudito o estetizzante, sempre ancorato alla realtà e alla vita. Ebbe il coraggio dell'incoerenza, adeguando il suo pensiero al mutare delle situazioni contingenti, subordinando la teoria alle esigenze del momento. Ridefinì l'idea tradizionale di virtù, spogliandola di connotazioni etiche e religiose per farla assurgere a quell'insieme di competenze e di comportamenti ritenuti efficaci a garantire il potere del principe e il bene della cosa pubblica, anche attraverso frode, crudeltà, avarizia, dissimulazione, se utili per la salvezza e la prosperità dello Stato. La sua figura fu a lungo equivocata (e lo è tuttora) quale teorico della tirannide e dell'immoralità politica; in realtà Machiavelli oggi può essere letto come il maestro di un approccio anti-ideologico alla realtà, capace di adeguare le risposte al mutare dei tempi e delle situazioni.

Alfieri
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Camerino, Giuseppe Antonio - Camerino, Giuseppe Antonio

Alfieri

Pelago, 13/12/2021

Abstract: Vittorio Alfieri dette nuova vita, nella seconda metà del Settecento, al teatro tragico italiano, latitante da tempo sulle scene. Un teatro dove "gli uomini debbano imparar a essere liberi, forti, generosi, amanti della patria, ardenti, retti, magnanimi", con riferimento anche alle condizioni di un'Italia sottomessa al giogo straniero. Al centro dei fondamentali motivi-guida della sua complessa poetica tragica sono i tiranni, proiezione e strumento temibile e terribile del male e della perversità, quali forze oscure che travalicano la ragione umana. Un concetto che in alcune opere si allarga ai conflitti del cuore e della mente, della ragione e del sentimento, ma sempre in un'ottica che vede la ribellione dell'individuo contro le forze del male, la lotta dell'"innocenza oppressa" contro la tirannide del destino. Al di sopra di questi conflitti si eleva il drammaturgo, con la sua inviolabile libertà di pensiero e di azione e cui Alfieri attribuisce il compito di indicare agli spettatori la strada verso la coscienza civile.

Leopardi
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Centenari, Margherita - Centenari, Margherita

Leopardi

Pelago, 13/12/2021

Abstract: Giacomo Leopardi, poeta del "pessimismo", com'è sbrigativamente etichettato, ha unito in realtà, a questa visione del mondo, il desiderio di trovare un senso al deserto dell'esistenza umana, ricostruendolo ogni volta con la forza dirompente, perfino eversiva, delle sue poesie e della sua prosa. Le sue liriche aboliscono i confini fra poesia e filosofia, tra immaginazione e intelletto, sentimento e ragione, per trasformarsi in una forma di conoscenza, ma anche in strumento per muovere gli animi e invitarli all'azione. Ponendosi al di sopra delle mode letterarie, e al di là del suo tempo, hanno assunto un connotato universale che le rende – forse oggi ancor più di ieri – modernissime. Da qui, il fascino che esercitano tutt'ora sulle giovani generazioni che si preparano a fronteggiare il mondo.

Ungaretti
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Zoppi Garampi, Silvia - Zoppi Garampi, Silvia

Ungaretti

Pelago, 13/12/2021

Abstract: Etichettato sbrigativamente come poeta ermetico, Giuseppe Ungaretti si svincola in realtà dagli stilemi della poesia novecentesca per rifondare il linguaggio poetico, il concetto di parola quale pura essenza anche per i suoi significanti fonetici, per la sua posizione sintattica e per la frammentazione nel verso, nel quale gli spazi bianchi circondano le parole di silenzio. È un "miracolo" che conduce a un "mondo risuscitato nella sua purezza originaria", con il quale superare la dialettica tra creazione e distruzione, tra vita e morte, presente in tutte le sue liriche. La sua ricerca poetica è infatti indirizzata a considerare i propri stati psicologici, sempre legati alla sua biografia, come tappe per conoscere la realtà, per un disvelamento anche di carattere esistenziale; una concezione di vita come incessante vagabondaggio fino a spingere lo sguardo nella dimensione dell'infinito, cercando di toccarlo pur sapendo che non lo si potrà mai raggiungere.

Dante
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Bertin, Emiliano - Bertin, Emiliano

Dante

Pelago, 13/12/2021

Abstract: In pressappoco sette giorni di viaggio narrati nella Divina Commedia, l'anima umana, sotto forma del corpo di Dante, compie i più diversi, sterminati itinerari: dalla storia lontanissima al presente, dagli abissi nefandi dell'esistenza alla gloria dell'Empireo, dall'ignoranza bruta alla conoscenza teologica, politica, etica e filosofica della civiltà umana. La Commedia è tutto questo: un'enciclopedia dell'anima, sia dal punto di vista immanente sia da quello trascendente, che non ha paragoni in tutto l'Occidente. Per la prima volta Dante usa la poesia non per rappresentare il mondo nella sua astrattezza ma per riformarlo, e colloca al centro della scena non solo Dio, ma anche l'agire dell'uomo nell'esistenza terrena. E, tanto nella Commedia quanto in altre sue opere, Dante conduce a maturità, e a dignità, la lingua italiana, reinventandola e portandola integra fino a noi. "Sotto 'l velame de li versi strani", come i suoi possono apparire, c'è quasi tutto l'italiano del XXI secolo.