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Buon vento dell'Ovest
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O'Brian, Patrick

Buon vento dell'Ovest

Longanesi, 20/02/2014

Abstract: "I libri di O'Brian hanno appassionato generazioni di lettori e continuano a farlo."Il Sole 24 Ore"Personaggi indimenticabili, avventure mozzafiato... I romanzi di O'Brian non finiscono mai di stupire."The New Yorker"Ci sono due categorie di persone nel mondo: chi è già fan di Patrick O'Brian, e chi non lo è ancora."The Guardian"Appassionarsi ai romanzi di O'Brian è facile, rinunciarvi è impossibile."Boston GlobeAl tempo in cui i vascelli inglesi sembrano l'unico baluardo in grado di opporsi validamente allo strapotere napoleonico, Jack Aubrey, abilissimo ufficiale della Royal Navy in perenne lotta non soltanto con il nemico, ma anche con ammiragli restii a riconoscergli i benefici derivanti dalla cattura delle prede di guerra, assume il comando di una piccola fregata, la Surprise, con l'incarico di far giungere in Indonesia un inviato di Sua Maestà britannica. Ma il viaggio, compiuto insieme all'inseparabile amico (nonché agente segreto ed erudito medico di bordo) Stephen Maturin, si rivelerà ben presto una delle traversate più difficili della sua carriera. Infatti, poiché il capo di Buona Speranza non è più in mano inglese, la Surprise dovrà scendere fino a incontrare il buon vento dell'ovest delle basse latitudini per compiere il periplo dell'Africa e affrontare poi l'oceano Indiano... Giunti infine, tra furiose tempeste e interminabili giornate trascorse nell'attesa di prendere il vento, a Calcutta, Jack e Stephen ignorano però che la loro avventura è appena cominciata, perché l'India, con il suo fascino esotico, il profumo inebriante delle spezie e i ruggiti sacri delle tigri, riserverà loro mille (e non sempre gradite) sorprese, non esclusi duelli all'ultimo sangue e cocenti delusioni d'amore... Con questo romanzo, che, come sempre, unisce con inarrivabile abilità l'invenzione alla scrupolosa fedeltà alle vicende storiche, Patrick O'Brian si conferma scrittore di straordinario talento, per il particolare soffio epico (sorretto da una rara competenza tecnica) che anima le vicende narrate, in cui uomini della più varia natura s'incontrano e si scontrano sul mare, sconfinato teatro di battaglie vinte e perdute, di sogni che diventano realtà oppure sono destinati ad arenarsi nelle secche del disincanto.

Bottino di guerra
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O'Brian, Patrick

Bottino di guerra

Longanesi, 20/02/2014

Abstract: "Appassionarsi ai romanzi di O'Brian è facile, rinunciarvi è impossibile."Boston Globe"Personaggi indimenticabili, avventure mozzafiato... I romanzi di O'Brian non finiscono mai di stupire."The New Yorker"Ci sono due categorie di persone nel mondo: chi è già fan di Patrick O'Brian, e chi non lo è ancora."The Guardian"I libri di O'Brian hanno appassionato generazioni di lettori e continuano a farlo."Il Sole 24 OreNon mancano certo d'iniziativa, quei due. Stiamo parlando, naturalmente, di Jack Aubrey e dell'inseparabile amico Stephen Maturin che, lasciata l'isola della Desolazione dopo aver provveduto a far riparare la chiglia della Leopard, uscita malconcia dall'incontro troppo ravvicinato con un iceberg nelle gelide acque dell'Antartide, giungono finalmente in Malesia quando ormai erano dati per dispersi con tutto l'equipaggio. Lì s'imbarcano sulla Flèche, una nave inglese diretta in Inghilterra, dove Aubrey è atteso per assumere il comando di una fregata e Maturin per riprendere la consueta attività di agente segreto. Ma i loro guai, che sembravano finiti, stanno per ricominciare: il naufragio tante volte sfiorato si materializza tra le fiamme della Flèche, i cui pochi superstiti vagano per molti giorni alla deriva nell'oceano Indiano, finché non vengono raccolti da una fregata inglese, la Java, cui non tocca una sorte migliore: viene colata a picco da una nave americana perché nel frattempo è scoppiata la guerra con gli Stati Uniti. Jack, Stephen e gli altri, divenuti bottino di guerra, sono trasferiti a Boston. Jack, malato di polmonite e ricoverato in una clinica, può osservare le navi nel porto, soffrendo per le ripetute sconfitte della Royal Navy. Da parte sua, Stephen ritrova due vecchie conoscenze, una delle quali, Diana Villers, è una ferita ancora aperta non solo del suo passato, ma anche del presente... Costruito con la consueta perizia (che non riguarda soltanto l'accuratezza con cui le vicende vengono inserite in un contesto assolutamente fedele alla realtà storica), ricco di colpi di scena, questo romanzo si segnala per la particolare varietà delle situazioni narrative: in esso O'Brian scandaglia non soltanto il mare e tutto ciò che avviene sopra (e sotto) la sua superficie, ma soprattutto l'animo dei personaggi che lo vivono come una presenza ora ostile ora benigna come può esserlo il migliore degli amici: una scuola per la vita.

Duello nel mar Ionio
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O'Brian, Patrick

Duello nel mar Ionio

Longanesi, 20/02/2014

Abstract: "I libri di O'Brian hanno appassionato generazioni di lettori e continuano a farlo."Il Sole 24 Ore"Ci sono due categorie di persone nel mondo: chi è già fan di Patrick O'Brian, e chi non lo è ancora."The Guardian"Appassionarsi ai romanzi di O'Brian è facile, rinunciarvi è impossibile."Boston Globe"Personaggi indimenticabili, avventure mozzafiato... I romanzi di O'Brian non finiscono mai di stupire."The New YorkerLe gioie della vita sulla terraferma annoiano in fretta chi ama navigare, perciò il comandante Jack Aubrey e l'amico medico Stephen Maturin, seppur sposato da poco con la bella Diana Villiers, sono ansiosi di riprendere la via del mare. Ma stavolta rimpiangeranno entrambi di aver lasciato troppo presto le loro famiglie: mai una navigazione dall'Inghilterra al Mediterraneo, su una vecchia nave di linea, la Worcester, sarà tanto monotona e priva di occasioni propizie per attacchi alle navi nemiche, francesi o americane; ma, soprattutto, mai la partecipazione a un'azione di guerra sarà tanto snervante: il blocco navale del porto di Tolone, roccaforte della flotta napoleonica, dura ormai da molti mesi e l'ammiraglio Thornton, afflitto dagli acciacchi dell'età e dall'inattività, dispera ormai che si possa attaccare battaglia. Come se tutto ciò non bastasse, il vice ammiraglio è nientemeno che Harte, l'acerrimo nemico di Jack Aubrey. Così, mentre i marinai cominciano ad allestire una rappresentazione dell'Amleto e gli ufficiali trascorrono le lunghe ore di calma piatta sfidandosi in gare di poesia, Aubrey e Maturin si dedicano al loro passatempo preferito, la musica. Sarà perciò con estremo entusiasmo che, dopo sterili accadimenti, Aubrey eseguirà l'ordine di trasferirsi sulla piccola e familiare fregata Surprise con l'obiettivo di scacciare i francesi da una località costiera sullo Ionio. Tre dei bellicosi bey turchi della regione offriranno agli inglesi il loro aiuto: di quale fìdarsi? Aubrey avrà bisogno di tutta la sua sagacia e in particolare della sua proverbiale fortuna per affrontare un epico duello nel mar Ionio... In questa nuova avventura, ancor più che nelle precedenti di Aubrey e Maturin, si dispiega l'abilità di Patrick O'Brian nel tratteggiare con raffinata maestria anche i momenti meno conosciuti ma non per questo meno veri della vita sui brigantini inglesi nei primi decenni dell'Ottocento; e il risultato è un eccellente romanzo che appassiona anche chi legge O'Brian per la prima volta.

Il porto del tradimento
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O'Brian, Patrick

Il porto del tradimento

Longanesi, 20/02/2014

Abstract: "Appassionarsi ai romanzi di O'Brian è facile, rinunciarvi è impossibile."Boston Globe"Evviva gli scrittori che sanno divertire, provocare e stupire. Evviva O'Brian."The New York Times"O'Brian sa accendere una scintilla nella polvere del tempo. "TimeCosmopolita e vivace è la folla che si aggira nel porto di La Valletta, a Malta: marinai e civili passeggiano sotto un sole così brillante da far sembrare allegre perfino le faldette, i cappucci neri delle donne maltesi, mentre le uniformi degli ufficiali, splendenti come magnifici fiori, accostano il rosso e l'oro dell'esercito inglese al rosa corallo dei croati di Kresimir, al blu bordato d'argento degli ussari napoletani. Ma le apparenze ingannano, perché, dietro le quinte di quell'allegro spettacolo, numerose sono le spie francesi che, approfittando del vuoto di potere creatosi nel comando della flotta inglese con la morte dell'ammiraglio Thornton, sono ben determinate a non lasciarsi sfuggire l'occasione di scardinare la rete del servizio segreto britannico, infliggendo così un duro colpo ai loro nemici di sempre, diventati altresì da poco padroni dell'isola. Grimaldello nelle loro mani è Laura Fielding, giovane e affascinante moglie di un ufficiale detenuto in Francia: per ottenere preziose informazioni, la donna deve sedurre nientemeno che Stephen Maturin, il quale, pur non indifferente al suo fascino, intuisce la verità. È dunque con sollievo che si allontana dall'isola per accompagnare Jack Aubrey in una nuova – e mai come questa volta ambita – missione, che porterà i due amici nel mar Rosso con la prospettiva di. catturare una fregata francese e d'impadronirsi del suo favoloso carico. Ma ad attenderli, oltre agli squali che infestano quelle acque, c'è una trappola progettata per non lasciare scampo. Chi sarà mai il Giuda, l'insospettabile traditore che vuole far richiudere per sempre il mare sopra Aubrey e Maturin? Per trovare risposta a questa domanda, i due amici dovranno fare ritorno a Malta, divenuta ormai per loro l'isola dei veleni...

Ai confini del mare
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O'Brian, Patrick

Ai confini del mare

Longanesi, 20/02/2014

Abstract: "Evviva gli scrittori che sanno divertire, provocare e stupire. Evviva O'Brian."The New York Times"... agguati, insidie, pericoli, in un viaggio estenuante che condurrà i nostri eroi veramente 'ai confini del mare'. [Un romanzo che], al pari di tutte le altre opere di O'Brian, è avvincente e filologicamente corretto. Un libro davvero da non perdere."Gazzetta di Parma - Felice Modica"O'Brian sa accendere una scintilla nella polvere del tempo."TimeDa questo libro è tratto il film Master & Commander - Sfida ai confini del mare vincitore di due premi OscarJack Aubrey ha una fretta del diavolo: non c'è un minuto da perdere. Questa volta, partendo da Gibilterra con la sua fedele Surprise, deve lanciarsi all'inseguimento della fregata americana Norfolk, che veleggia al largo delle coste brasiliane e minaccia le baleniere di Sua Maestà nei mari del Sud. Deve farlo nel più breve tempo possibile, altrimenti sarà costretto a proseguire la caccia fino a capo Horn, terrore di ogni marinaio e teatro di tempeste e naufragi, o addirittura oltre. Ma numerosi ostacoli rallentano la corsa della Surprise. La zona delle calme equatoriali sembra non avere mai fine e, per di più, il timore di rimanere senz'acqua serpeggia tra l'equipaggio, già male assortito: ai marinai che da sempre navigano sulla Surprise si sono infatti aggiunti uomini della Defender, poco più che vili terrazzani inclini alle risse. Inoltre, la presenza del tutto inconsueta di tre donne a bordo sarà fonte di rivalità e gelosie che sfoceranno in tragedia, gettando sul già estenuante inseguimento un cupo alone di malasorte. Nemmeno dopo aver messo alle spalle l'infido capo Horn la situazione migliorerà, anzi. La Norfolk è una preda sfuggente, un autentico fantasma dei mari. E quando, dopo aver raccolto lungo la strada gli equipaggi di baleniere catturate dal nemico, Aubrey vedrà profilarsi in lontananza le misteriose isole Galápagos – un vero paradiso naturalistico per il serafico dottor Maturin e il reverendo Martin, che già ne pregustano l'osservazione – per lui e i suoi marinai cominceranno nuove avventure, ricche soprattutto di incognite e di insidie. Tutt'altro che un paradiso, insomma, in un viaggio che li condurrà davvero ai confini del mare...

Il rovescio della medaglia
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O'Brian, Patrick

Il rovescio della medaglia

Longanesi, 20/02/2014

Abstract: "Patrick O'Brian, irlandese, ex agente segreto di Sua Maestà britannica, sa tessere uno stupefacente affresco storico di vita marinara. Basta issare le vele..."Quark"Personaggi indimenticabili, avventure mozzafiato... i romanzi di O'Brian non finiscono mai di stupire."The New Yorker"Evviva gli scrittori che sanno divertire, provocare e stupire. Evviva O'Brian. "The New York TimesDopo una proficua missione nei mari del Sud, la fortuna sembra aver voltato le spalle al comandante Jack Aubrey, anche perché, una volta raggiunta l'Inghilterra, la fedele Surprise, a bordo della quale ha solcato le acque di tutti gli oceani, sarà venduta e smantellata. Il viaggio, comunque, si prospetta tutt'altro che malinconico, giacché Aubrey è fermamente intenzionato a catturare la Spartan, una nave corsara franco-americana diventata l'incubo dei mercantili inglesi sulle rotte dell'Atlantico. Ma, dopo un accanito inseguimento, la Spartan si rivela una preda inafferrabile e il comandante, a mani vuote, è costretto a far rotta verso la madrepatria, andando così incontro a un destino ben più gramo. Una volta a Londra, infatti, viene convinto da un individuo insospettabile a investire buona parte dei suoi beni in Borsa. Del tutto ignaro delle insidie della City, Jack già pregusta di ampliare l'amato buen retiro di Ashgrove Cottage e, addirittura, di acquistare la Surprise, ma ben presto scopre di essere caduto in trappola: viene arrestato con l'accusa di cospirazione e frode, condannato a subire l'onta della gogna e, supremo disonore, a essere espulso dalla Royal Navy. Per lui, che ha dedicato la vita alla marina, sembra la fine. L'unico a non voltargli le spalle, ancora una volta, sarà il fidato Stephen Maturin che, pur in un dolorosissimo frangente personale, cercherà in ogni modo di tirarlo fuori dei guai e, avvalendosi delle proprie conoscenze nei servizi segreti, scoprirà persino che, dietro la disgrazia abbattutasi sull'amico, si nasconde un complotto...

La nave corsara
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O'Brian, Patrick

La nave corsara

Longanesi, 20/02/2014

Abstract: "I libri di O'Brian hanno appassionato generazioni di lettori e continuano a farlo. "Il Sole 24 Ore"O'Brian sa accendere una scintilla nella polvere del tempo."Time"Evviva gli scrittori che sanno divertire, provocare e stupire. Evviva O'Brian. "The New York TimesIl comandante Jack Aubrey è stato espulso dalla Royal Navy per un crimine che non ha commesso e la sua vita, dedicata da sempre al servizio in marina, gli sembra ormai priva di significato. Conforto e aiuto, però, non gli mancano, giacché l'amico Stephen Maturin, grazie a un'eredità, ha potuto acquistare per lui la "cara, vecchia" Surprise, armarla per la guerra di corsa e arruolare un equipaggio d'eccezione, formato unicamente da ufficiali e marinai fedeli al comandante Aubrey. La Surprise, divenuta così una nave corsara, salpa per un viaggio che, se andasse a buon fine, potrebbe restituire l'onore ad Aubrey. E subito si presenta un'occasione d'oro: corre voce che la Spartan, la fregata franco-americana sfuggita a Jack poco tempo prima, incroci nelle acque delle Azzorre a caccia di ricchi mercantili. È tempo di rivalsa, e stavolta la buona sorte dà una mano ad Aubrey, che riesce a catturare la fregata nemica proprio mentre è impegnata in uno scontro a fuoco con un brigantino inglese, a bordo del quale c'è un preziosissimo carico. Per Jack, il ritorno in Inghilterra è un trionfo, eppure le sue speranze di essere reintegrato nella marina appaiono ancora assai labili, perché soltanto una vittoria con una nave di forza pari alla sua potrebbe fargli ottenere il perdono reale. Questa nave si chiama Diane, una fregata francese ancorata nel porto di Saint-Martin e in procinto di salpare per l'America del Sud. Si tratta però di un'azione rischiosa, per la quale ogni mossa va preparata con cura. Dopo un durissimo addestramento, Jack e i suoi uomini sono pronti, ma non sanno che cosa il futuro ha in serbo per loro...

Noi non siamo qui
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Margapoti, Italia

Noi non siamo qui

Io Scrittore, 20/02/2014

Abstract: Sono dieci giorni che Eden non si connette. Dieci giorni che non compare in chat, non scrive sul blog, non lascia messaggi su Facebook. I suoi amici di chat sono preoccupati: la loro relazione, per quanto virtuale, è molto stretta e non è mai capitato un silenzio così lungo. Ma come, dove cercare una persona di cui non si conosce nemmeno il nome, ma solo un nickname che nasconde e rivela al tempo stesso sogni, emozioni, pensieri? Ed è possibile che il silenzio di Eden sia da mettere in relazione con la scomparsa di Edvige, una giovane universitaria romana, avvenuta proprio nello stesso periodo? E ancora, si tratta di semplice allontanamento volontario, di suicidio o forse, addirittura, di omicidio? Le domande sono tante e trovare una risposta sembra impossibile, soprattutto perché dopo un primo interesse dei media per la scomparsa, c'è un improvviso, inspiegabile silenzio... I compagni di chat non cedono, insistono, vogliono sapere e sul web si susseguono le ipotesi. Ma quello che nessuno immagina è che cosa si cela davvero dietro la sparizione di Eden e la verità, quando verrà a galla, colpirà tutti con la violenza di un pugno.

I tre moschettieri
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Piumini, Roberto - La Franca, Mino - La Franca, Mino

I tre moschettieri

Gallucci, 20/02/2014

Abstract: O che, non narrerò una divertente storia di cappe, spade, fughe, battaglie e tradimenti?…Le avventure di D'Artagnan e dei suoi compagni nella brillante riduzione per ragazzi di Roberto Piumini, arricchita dalle immagini di Mino La Franca. Una versione del capolavoro di Dumas mai vista prima, piena di duelli, sorprese… e oche!

Colpo di luna
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Simenon, Georges

Colpo di luna

Adelphi, 26/02/2014

Abstract: Ai bianchi, soprattutto a quelli giovani, fragili e sprovveduti come Joseph Timar, capita, quando arrivano nelle colonie, di prendere un "colpo di luna". Dell'Africa sanno solo quello che hanno letto nei libri, e credono di partire per la grande avventura. Ma allorché si trovano di fronte la faccia vera e torbida del mondo coloniale – da una parte la massa apatica, inafferrabile, minacciosa dei neri, dall'altra la comunità dei bianchi, formata da mediocri funzionari più o meno cinici, più o meno corrotti, e da naufraghi della vita abbrutiti dal caldo, dall'alcol e dalle febbri tropicali –, qualcosa in loro si rompe, perdono il senso dell'orientamento e hanno l'impressione di essere rimasti irrimediabilmente invischiati in qualcosa di oscuro e sfuggente. Timar ha lasciato La Rochelle pieno di entusiasmo e di spavalderia. E quando si è seduto per la prima volta nella grande sala dell'Hôtel Central di Libreville, immersa nella penombra e con le pareti adorne di maschere tribali, e il boy gli ha servito un whisky, si è sentito un vero colono. Poi però c'è stata la sua prima notte africana, piena di fruscii, di rumori indefinibili, tutto un brulicare di insetti sconosciuti. Al suo risveglio, sulla porta c'era Adèle, la moglie del proprietario, che esaminava il suo corpo nudo di adolescente ancora odoroso di letto con uno sguardo carico di una sensualità vagamente intenerita, quasi materna – ma anche di ironia. E c'è stata la sera della festa, la sera in cui il boy dell'Hôtel Central è stato assassinato. Tutti sanno chi ha sparato, ma i codici di quel mondo impongono il silenzio. Solo che il silenzio, per Timar, si popola di fantasmi inquietanti. Scritto in un periodo di prodigiosa creatività, "Colpo di luna" è un romanzo che si addentra con chiaroveggenza in uno scenario di tenebre, raccontando la stessa Africa che, negli stessi anni, per ominosa coincidenza, evocava Céline nel "Viaggio al termine della notte".Scritto a Marsilly nel settembre del 1932 (al ritorno da un viaggio in Africa durato due mesi), "Le coup de lune" apparve a stampa nella primavera del 1933.

Il fidanzamento del signor Hire
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Simenon, Georges

Il fidanzamento del signor Hire

Adelphi, 26/02/2014

Abstract: Villejuif è l'estrema periferia di Parigi: oltre, non c'è che la campagna bianca di brina. È qui che la polizia ha rinvenuto, orrendamente mutilato, il cadavere di una prostituta. Solo un mostro può avere commesso un simile delitto. E chi altri può essere, il Mostro, se non il signor Hire, che tutti scansano con un brivido? Il signor Hire è piccolo, grasso, come se non fosse fatto né di carne né di ossa. Sul suo viso cereo spiccano baffetti che sembrano disegnati con la china. Tutti i suoi gesti hanno la rigida precisione di un cerimoniale. La sua stanza è "un blocco compatto, solido, uniforme di silenzio" dove non penetra la vita. La vita pullula nella stanza al di là del cortile dove vive Alice, la domestica dai capelli ramati, giovane, morbida e sensuale. Ogni sera il signor Hire la guarda spogliarsi, e fissa ogni dettaglio di quel corpo, di quella "polpa ricca, piena di linfa". La domenica, quando Alice esce con il suo innamorato, un ragazzo magro e cinico, il signor Hire la segue come un'ombra. Alice sa di quello sguardo puntato su di lei. Sa che dietro la finestra buia al di là del cortile c'è il signor Hire. Sono per lui quelle movenze piene di promesse? Anche lei lo spia. Perché? Quell'ombra esercita forse su di lei una perversa seduzione? O Alice è animata da un preciso disegno? Ed è davvero lui, il Mostro, ad aver commesso il delitto? Solo nell'epilogo ogni interrogativo troverà risposta, un epilogo nel quale tutto converge come per un disegno fatale – un epilogo preparato, momento per momento, eppure indicibilmente atroce."Il fidanzamento del signor Hire" è la storia di un uomo grottesco e commovente che non può più o non vuole più controllare il suo destino. Ed è insieme la storia di una passione senza limiti, gelida e ossessiva come lo sguardo di colui che la vive – tanto morbosa da trasformare anche i lettori in voyeurs. È un noir funesto, un crudele romanzo d'amore – e un feroce rito tribale. E sicuramente uno dei romanzi più belli di Simenon.

Il primogenito dei Ferchaux
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Simenon, Georges

Il primogenito dei Ferchaux

Adelphi, 26/02/2014

Abstract: In una Nota premessa al testo (procedimento che adotterà solo un altro paio di volte nella sua carriera), Simenon decide di rinfrescare la memoria dei lettori sullo scandalo che a metà degli anni Trenta aveva travolto l'immenso impero economico dei fratelli Ferchaux, giunti in Africa alla fine dell'Ottocento come passeggeri clandestini. Per alcune settimane l'affaire aveva occupato le prime pagine dei giornali: con quali mezzi era stata accumulata quell'enorme fortuna? Di quali complicità avevano goduto i due fratelli negli ambienti coloniali, politici, finanziari? E soprattutto: che fine aveva fatto il vecchio Dieudonné, il primogenito, il "bianco-con-una-gamba-sola", il "Satrapo dell'Ubanghi", il trafficante senza scrupoli che con un candelotto di dinamite aveva ucciso tre portatori neri che minacciavano di abbandonarlo – lo spietato uomo d'affari che dal suo rifugio in Normandia aveva turbato con le sue rivelazioni i sonni di molti potenti, ed era poi misteriosamente scomparso?È qui che comincia il romanzo, ed entra in scena colui che ne sarà il vero protagonista: Michel Maudet, un giovane spiantato e ambizioso che si fa assumere come segretario da Dieudonné Ferchaux. Più ancora dell'intreccio, più delle peripezie che porteranno i due uomini da Caen a Dunquerque e da Tenerife a Panama, dove la vicenda troverà il suo efferato epilogo, quello che interessa a Simenon è la partita che si gioca fra due esseri inizialmente legati da una segreta connivenza: il vecchio, che crede di ritrovare nel ragazzo qualcosa di sé ma ne intuisce anche l'inconsistenza e la crudeltà, e il giovane, che dopo aver subìto il fascino dell'avventuriero finisce per tenerlo in suo potere. Una lotta fra complici incompatibili, un duello che si svolge in una zona oscura, perfettamente congeniale a Simenon.Scritto nel 1943, "L'aîné des Ferchaux" apparve a stampa nel 1945. Nel 1963 Jean-Pierre Melville ne trasse un film (titolo italiano: "Lo sciacallo") con Charles Vanel e Jean-Paul Belmondo.

E l'uomo incontrò il cane
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Lorenz, Konrad

E l'uomo incontrò il cane

Adelphi, 26/02/2014

Abstract: A Konrad Lorenz è stato conferito il Premio Nobel 1973 per la medicina in riconoscimento della sua opera fondatrice di una scienza che rivela sempre più la sua enorme portata: l'etologia. Ma Lorenz non è soltanto un grande scienziato: pochi libri hanno affascinato così tanti lettori in questi ultimi anni come le storie di animali da lui magistralmente raccontate nell'"Anello di Re Salomone". Ora, in "E l'uomo incontrò il cane", il lettore troverà una sorta di proseguimento di quelle storie, tutto dedicato all'animale che più di ogni altro crediamo di conoscere e sul quale però tante cose abbiamo da scoprire – il cane. Lorenz ci guida qui innanzitutto verso le origini dell'"incontro" fra l'uomo e il cane, quando il rapporto era piuttosto con i due, assai differenti, antenati dei cani attuali: lo sciacallo e il lupo. Queste origini lasciano le loro tracce in tutte le complesse forme di intesa, obbedienza, odio, fedeltà, nevrosi che si sono stabilite nel corso della storia fra cane e padrone. Spesso ricorrendo a dei casi a lui stesso avvenuti, Lorenz riesce in queste pagine a illuminare rapidamente tutto l'arco della "caninità" con la grazia di un vero narratore, con la precisione e la sottigliezza di uno scienziato che ha aperto nuove vie proprio nello studio di questi temi, con la fertile intelligenza di un pensatore che, attraverso le sue ricerche sugli animali, è riuscito a porre i problemi umani in una nuova luce.

La trasmigrazione dei corpi
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Herrera, Yuri - Cacucci, Pino

La trasmigrazione dei corpi

Feltrinelli Editore, 26/02/2016

Abstract: "A svegliarlo fu l'arsura, una sete micidiale, si alzò per andare a bere un po' d'acqua ma la caraffa era vuota e dal rubinetto scendeva soltanto un filo d'aria umida. Sbirciò con rancore la bottiglia di mezcal sul tavolo, ne restava a malapena un terzo, ed ebbe la sensazione che quella sarebbe stata una giornata orrenda."

Abbecedario di un pianista
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Brendel, Alfred

Abbecedario di un pianista

Adelphi, 26/02/2014

Abstract: "Questo libro è il distillato di quanto ho da dire, in tarda età, sulla musica, sui musicisti e su questioni relative al mio mestiere" dichiara Alfred Brendel, che, scegliendo la forma dell'abbecedario musicale – da "Accento" a "Zarzuela" –, rivela ancora una volta la sua duplice natura di musicista e acuto saggista, oltre a confermare la sua predilezione per l'aforisma e il frammento. Chi lo conosce sa che nei suoi scritti profonde riflessioni sui problemi dell'interpretazione musicale si alternano a irresistibili aneddoti, considerazioni illuminanti sulla tecnica pianistica a sapide testimonianze sui rapporti ora idilliaci ora burrascosi con direttori d'orchestra e cantanti: e questo vademecum lo conferma.Qui tutto ruota intorno al pianoforte, "mobile dai denti bianchi e neri" che sotto le mani dell'interprete diviene "luogo di metamorfosi", unico strumento che consenta di "evocare la voce umana nel canto, il timbro di altri strumenti, l'orchestra, l'arcobaleno o l'armonia delle sfere". Gli appassionati troveranno dunque risposte originali agli interrogativi che il testo musicale pone all'interprete, e suggerimenti anche inconsueti sulla costruzione del repertorio e sul significato della fedeltà esecutiva. Nonché illuminanti ritratti dei compositori che hanno accompagnato la vita di Brendel: da Bach a Liszt, passando per Scarlatti, Mozart, Beethoven, Chopin, Schubert, Schumann e Brahms.

Archeologia e progetto. Paesaggi antichi lungo la via Clodia. Ediz. illustrata
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Franciosini, Luigi - Franciosini, Luigi

Archeologia e progetto. Paesaggi antichi lungo la via Clodia. Ediz. illustrata

Gangemi Editore, 2/3/2016

Abstract: È un paesaggio culturale, opera congiunta della natura e dell'uomo, quello che a metà Ottocento George Dennis raccontò nelle Cities and cemeteries of Etruria, in una visione romantica di rovine, memorie e misteri, illustrata dai suoi schizzi e da quelli dell'amico pittore Samuel James Ainsley. Se ne percepiscono ragioni e tratti peculiari soltanto camminandovi dentro senza sosta come fece Dennis, viaggiatore ed esploratore britannico già abituato ad analoghe fatiche in Portogallo e in terra di Andalusia. Ricognizioni, citazioni antiquarie, racconti e disegni realizzati con la camera lucida gli permisero di individuare e studiare le identità dei luoghi e di raccontarle a studiosi, turisti e studenti di allora. E con tutti loro, alla fine della prefazione, si scusava per l'incompletezza e i possibili errori spiegando con le parole di Plinio il Vecchio quanto fosse difficile "trovare il senso di ogni cosa e prendere ogni cosa nel suo vero senso". Alla ricerca e alla rivelazione del senso dei paesaggi antichi, alcuni un tempo lungo un percorso che poi prese il nome di via Clodia - Cerveteri e Tarquinia, San Giovenale, Luni sul Mignone e Norchia -, contribuisce il lavoro che segue, frutto dell'amore di Luigi Franciosini per questi luoghi e dell'attenta e appassionata attività di ricerca e formazione da lui promossa nel Dipartimento di Architettura di Roma Tre. I progetti e gli studi delle tesi di laurea, i disegni e i plastici soprattutto, raccontano natura, orografia e architettura sepolcrale, strade, forre, fossi e pianori, rocce tufacee della terra e dell'uomo. È uno degli sguardi possibili, un modo di riscrivere oggi il paesaggio degli Etruschi e di raccontarlo a chi lo percorre, dopo secoli di oblio o di trasformazione, in coda alle ricostruzioni poetiche e materiali che lo hanno reinventato dal Settecento in poi, dall'antiquaria alla scienza storica e archeologica, alla letteratura di pilgrimage e alla poesia di Dennis, Carducci, Lawrence, Cardarelli e Huxley, ai restauri novecenteschi di Raniero Mengarelli, instancabile nuovo artefice della Necropoli della Banditaccia. Anche la cultura contemporanea degli architetti può declinare con diversi accenti il suo amore per questi luoghi e dedicare al paesaggio dell'Etruria meridionale sguardi e azioni di valorizzazione capaci di affiancare archeologia, scienze del patrimonio e del territorio, restauro e progetto del paesaggio e dell'architettura. Ne sono un esempio di grande interesse le tesi che qui si pubblicano, un'esperienza didattica che prende le mosse da un finanziamento regionale del 2010-2012 per una ricerca dal titolo Regione Lazio: luoghi d'identità diffusa per il turismo culturale che Alessandra Carlini e Paola Porretta hanno svolto per due anni sul territorio della Tuscia, come è brevemente riassunto nel loro testo. Su questo tema nuove pubblicazioni di studi e di tesi sono in programma e diverse iniziative sono in corso nelle attività didattiche e di ricerca delle lauree magistrali e del terzo livello del Dipartimento di Architettura, anche in risposta ai numerosi progetti di valorizzazione che strutture ministeriali, Regione Lazio e associazioni promuovono in questi mesi. La ricerca sul paesaggio culturale è ancora all'inizio e si presenta come un orizzonte molto promettente di attività universitaria multidisciplinare e interdipartimentale, capace di istruire una programmazione integrata di valorizzazione del territorio storico e del suo patrimonio: gli studi e i progetti architettonici pubblicati in questo volume ne sono un bellissimo esempio e costituiscono un modello di integrazione tra ricerca e didattica.

Italia yes Italia no
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Soffici, Caterina

Italia yes Italia no

Feltrinelli Editore, 26/02/2016

Abstract: "Sei seduto in metropolitana, con tutti questi inglesi educati e silenziosi, immersi nelle loro letture, e ti chiedi: che ci faccio qui? Perché ce ne siamo venuti via? Perché a Londra si vive peggio, ma si sta meglio. Sembra un controsenso, ma chi avrà voglia di leggere queste pagine capirà."

Le vite di Monsù Desiderio
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Garavini, Fausta

Le vite di Monsù Desiderio

Bompiani, 26/02/2014

Abstract: Il mistero circonda François de Nomé, detto Monsù Desiderio, uno straordinario pittore del Seicento.Ben poco si sa di lui: nato a Metz, in Lorena, visse in Italia, tra Roma e Napoli. Dipinse architetture fantastiche squassate da silenziosi cataclismi, abitate da statue spettrali che sembrano muoversi come figure viventi. Scenari da incubo, sogni pietrificati, il gran teatro della morte e della notte. Su questi quadri densi di ambigue valenze Fausta Garavini costruisce il romanzo di Monsù Desiderio, disegnandone una possibile biografia. La difficile infanzia lorenese, poi l'adolescenza a Roma, dove impara la pittura, incrocia gli artisti del momento e partecipa alla variopinta e tumultuosa vita della città: conosce la corruzione della corte papale, il sesso, i bassifondi, le feste, i soprusi contro gli ebrei, le prediche infuocate dei frati contro le forze demoniache, ma orecchia anche i segreti che filtrano dai circoli ermetici in cui si riuniscono i seguaci di Bruno e Campanella. In questo clima eterogeneo e straniante s'insinua in lui la fascinazione per le antiche rovine, simbolo di una sofferta inclinazione a registrare i crolli interiori, il senso della vanità del tutto. Ventenne, si sposta a Napoli e altre esperienze lo segnano: l'amore per Isabella, l'incontro con lo scienziato, astrologo e "mago" Giambattista Della Porta, la miseria del popolo, le crudeltà del governo spagnolo.Ed ecco che i suoi quadri si caricano di celata rivolta, e l'elemento magico diventa forza visionaria, deformazione della realtà, capacità di dipingere non quello che si vede, ma quello che si intravede: il futuro di distruzione verso cui ogni cosa corre inesorabilmente. Non riuscirà a trovar pace il suo spirito inquieto. Il nuovo libro di Fausta Garavini racconta un secolo controverso, traboccante di violenza e di bellezza, percorso dai tormenti della fede e dai fermenti della nuova scienza. Umori e colori che ci vengono restituiti da una scrittura elegante, coinvolgente come il ricamo di uno splendido arazzo.

Il collare della colomba
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Alem, Raja

Il collare della colomba

Marsilio, 26/02/2014

Abstract: Ad Aburrùs, antico vicolo della Mecca, giace il cadavere nudo di una donna. Il volto è sfigurato, è impossibile identificarla Gli abitanti della zona sono scossi, temono che la polizia possa scavare nelle loro vite e portare alla luce segreti custoditi gelosamente. Storie di famiglia, amori proibiti, intrighi di una città preda di società immobiliari senza scrupoli. Incaricato delle indagini, mentre cerca di scoprire chi sia la vittima, l'ispettore Nasser si immerge nelle tormentate esistenze di Aischa e Azza, misteriosamente scomparse dal vicolo poco prima del ritrovamento del corpo. Insegnante ripudiata dal marito, Aischa intratteneva una corrispondenza amorosa con un medico tedesco, mentre alla ribelle Azza erano dedicate le pagine del diario del suo vicino Yusuf, giovane storico ossessionato dalla grandezza del patrimonio artistico e religioso della città più santa dell'Islam. Continuando a cercare la verità sulla donna uccisa, Nasser trova preziosi indizi tra gli scritti di Aischa e Yusuf. Scoprirà quanto la sua antica città sia minacciata dalla corruzione, e capirà che è il suo cuore sacro, la Kaaba, a dover essere salvato dallo scontro tra tradizioni ancestrali e una tensione brutale verso la modernità.Un romanzo toccante che esplora i cambiamenti radicali di un luogo simbolo di storia e tradizioni antiche attraverso la prospettiva di una donna saudita.

Le stelle non sono lontane
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Morvillo, Candida

Le stelle non sono lontane

Bompiani, 26/02/2014

Abstract: A 25 anni, Astrid è la stella del pomeriggio Tv e la fidanzata di Giangi di Settembrini, un giovane aristocratico, noto alle cronache rosa come campione di eleganza e playboy, ma che la sera si addormenta sul divano senza neanche guardarla.Arrivare a condurre lo show del sabato sera sarebbe per Astrid la svolta di un'intera carriera, il riscatto sociale di una vita, ma altre conduttrici, altrettanto agguerrite, le contendono lo stesso programma e i favori dello stesso potente: il presidente Cesare Gallia, capriccioso padrone della casta al governo. L'arrivo di una misteriosa busta verde sgretolerà in un attimo le speranze di Astrid, costringendola ad affrontare i suoi segreti e le sue paure.In un'unica, decisiva, settimana, scandita dall'attesa per la festa di compleanno del presidente e dall'attesa per la presentazione dei palinsesti, si intrecciano i destini di questi e altri personaggi e si dipana un romanzo corale, popolato di politici nevrotici, principesse sull'orlo di una crisi di nervi, escort mascherate da sante, minorenni disinvolte, faccendieri di ogni risma, insospettabili cripto gay. Per tutti, il passato riemergerà a presentare il conto e, presto, tutti si ritroveranno a rischio di perdere tutto.Candida Morvillo – al suo primo romanzo – racconta un'Italia abbagliata e inquieta, paese delle meraviglie e patria di compromessi.Lo fa con precisione e ironia e con compassione, creando personaggi vividi, umanissimi mostri di un'epoca che è la nostra e che non è detto che sia senza speranza.