Trovati 6 documenti.
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Roma : Laterza, 2004
Abstract: Uno spaccato essenziale della vicenda storico-teorica dello Stato attraverso la voce dei pensatori, da Machiavelli a Foucault, che maggiormente hanno contribuito a definirne l'identità o a smascherarne l'ideologia. Pier Paolo Portinaro insegna Filosofia politica e Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.
Il bisogno di patria / Walter Barberis
Torino : Einaudi, copyr. 2004
Abstract: L'Italia è una comunità nazionale leggera: ha scarso senso civico e non si riconosce in interessi generali. Si accende episodicamente come una comunità di sentimenti: il cordoglio per una scomparsa, la gioia per un successo sportivo talvolta denunciano il desiderio di condividere emozioni e sentire momenti di unità. L'unità, quando non sia frutto di conformismo, è un valore; ma raramente la storia italiana ha visto perseguito questo obiettivo. La patria ha sempre stentato a diventare una categoria del senso comune, perché gli italiani hanno coltivato con particolare passione l'interesse privato, perché sono spesso caduti nella tentazione delle lotte di fazione e delle guerre civili, perché sono soliti ignorare la loro storia e dividersi in estenuanti rese dei conti. In realtà, proprio la storia dice che la vera risorsa degli italiani è stata la loro diversità, l'incontro e lo scambio fra culture diverse, le addizioni di genti differenti. Ne sono testimoni l'arte e la letteratura, i modi di vivere e il gusto: questa è la patria che gli italiani possono vantare, un mondo aperto e non esclusivo; questa è l'idea da proporre contro la tentazione di nuove chiusure nazionalistiche e di improbabili definizioni identitarie. Oggi, in particolare.
Intercultura : è possibile evitare le guerre culturali? / Giuseppe Mantovani
Bologna : Il mulino, copyr. 2004
Abstract: Concepire la cultura come realtà omogenea, compatta, pura non ci sarà d'aiuto a vivere in un mondo al tempo stesso sempre più locale e sempre più globale. Più utile sarebbe riconoscere che identità e culture differenti costituiscono aree di scambio, narrazioni di volta in volta condivise o contestate dalle stesse persone che ne fanno parte. Non un mosaico multiculturale con le sue barriere erette in nome dell'appartenenza, ma spazi in cui dei noi particolari vivono in mezzo a dei loro altrettanto particolari, ciascuno con una faccia e una storia. Il cammino da intraprendere è dunque quello dell'intercultura, del decentramento del soggetto.
Moltitudine : guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale / Michael Hardt, Antonio Negri
[Milano] : Rizzoli, 2004
Abstract: Se Impero analizzava la nascita del potere sovranazionale che ha sottratto l'egemonia agli stati-nazione, questo saggio mostra come gli individui che vivono nel mercato globale e ne subiscono le ineguaglianze possono trarre vantaggio dalle trasformazioni apportate dall'Impero per sovvertire l'Impero stesso. Tra Impero e Moltitudine c'è stato l'11 settembre e le guerre in Afghanistan e in Iraq. Per questo Hardt e Negri dedicano la prima sezione del libro alla guerra e alle sue nuove forme, mentre l'ultima, che sconfina intenzionalmente nell'utopia e nell'immaginazione di un futuro possibile, si occupa della crisi della democrazia e della sua radicale trasformazione nello strumento di una vera liberazione dell'umanità.
Sulla guerra / Michael Walzer ; traduzione di Nane Cantatore
Roma : Laterza, 2004
Abstract: La guerra del Golfo, il Kossovo, l'Intifada, il conflitto arabo-israeliano, l'Afghanistan, l'Iraq. Ci sono ragioni per combattere con giustizia? Ci sono atti di aggressione e di crudeltà a cui abbiamo il dovere di opporci? L'uso della forza militare per fermare i massacri in Rwanda sarebbe stato, ad esempio, un caso di guerra giusta? Secondo l'autore, la guerra può essere in alcuni casi giustificabile, ma la sua condotta deve essere assoggettata alla critica morale. Walzer discute un tema moralmente ambiguo e complesso per affermare che della teoria della giusta guerra abbiamo bisogno, poiché essa consente di affrontare azioni eticamente problematiche, restringendone le occasioni e regolandone la condotta.
Petrarca, l'italiano dimenticato / Amedeo Quondam
[Milano] : Rizzoli, 2004
Abstract: Petrarca è stato per secoli il padre assoluto non solo della tradizione letteraria italiana, ma della stessa identità culturale nazionale. Poi, nell'Ottocento romantico e risorgimentale, la nuova Italia che stava per nascere aveva bisogno di un poeta dell'azione, di un poeta filosofo, capace di ribellarsi ai tiranni che opprimevano la patria. Per questo Dante prese il posto di Petrarca nella galleria degli antenati. Oggi, però è forse giunto il momento in cui Petrarca può tornare ad assumere il ruolo di modello estetico ed etico di un servizio letterario orgoglioso di essere, di per sé, un valore intellettuale. Quondam riflette sulla fortuna di Petrarca e si interroga sul ruolo della poesia in un mondo dominato dall'immagine e dalla prosa.