Trovati 24 documenti.
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Beatles '68 / a cura di Umberto Buttafava e Enzo Gentile
Milano : Mazzotta, [2008]
[Milano] : Rizzoli, 2008
Abstract: Questo è un rullino del '68, vale solo per la musica popolare e leggera ma, se ci credete, vale. Avremmo potuto operare una selezione e presentare solo una parte del materiale, quella più coerente, magari quella che più ci faceva comodo, ma ci è sembrato più bello e anche un po' perfido sviluppare tutto il rullino. Un'operazione esagerata, ridondante, soprattutto incoerente. Tante storie musicali che si raccontano del '68 non sono accadute in quell'anno, ma questo già si sapeva: Sessantotto è diventato quasi subito un modo di dire, un ipse dixit. Ma tante leggende che si tramandano non sono proprio mai accadute mentre sono successi fatti che con il Sessantotto mitologico c'entrano poco o proprio stridono. Questo libro è senza garanzia. Se ci capirete poco, se vi girerà la testa, se avrete un travaso di bile perché Ivan della Mea e Paolo Pietrangeli non ci azzeccano con i Jefferson Airplane e La ballata di Bonnie & Clyde, sappiate che non vi risarciremo né ci sentiremo un peso sulla coscienza. Ma che colpa abbiamo noi? La musica dell'anno 1968 dopo la nascita di Cristo è stata questa, tutta questa, almeno per come è stata percepita dalle nostre parti, fra il 37° e il 46° parallelo, dal 7° al 19° meridiano.
1968 : l'autunno di Praga / Demetrio Volcic ; con una nota di Sergio Valzania
Palermo : Sellerio, copyr. 2008
Abstract: Quando il 20 agosto 1968 i carri armati sovietici invasero le strade di Praga spezzando quella tranquilla giornata estiva, Demetrio Volcic si trovava lì come corrispondente della Rai. E fu perciò fra i primi testimoni degli avvenimenti tragici che insanguinarono la Cecoslovacchia. Questo libro è il racconto, lucido, appassionato, commosso della primavera di Praga, di quella breve stagione, iniziata nel gennaio 1968, in cui in Cecoslovacchia ci si illuse di poter sfuggire al dominio dell'Unione Sovietica e di restituire al paese un socialismo dal volto umano sotto la guida di Dubcek. Volcic ricostruisce gli avvenimenti e gli stati d'animo giorno per giorno l'alimentarsi delle speranze, l'illusione che il Partito Comunista Sovietico avrebbe lasciato fare, le reazioni dell'Occidente. Con il temperamento narrativo del grande giornalista e l'oggettività di chi fu testimone diretto.
Il sogno di Telemaco : l'eredità del '68 e i nuovi padri / Diego Colombo, Angelo Villa
Ancora, 2008
Abstract: Un pamphlet-saggio, scritto con linguaggio giornalistico, ricco di riferimenti a slogan, canzoni, film, libri dell'epoca. Per dimostrare che la vera rivoluzione il Sessantotto l'ha compiuta non nel pubblico, ma nel privato. E al centro di questo mutamento è stata proprio la "questione del padre", la contestazione della sua figura e del suo ruolo, ma anche la ricerca di un interlocutore, di un "qualcuno" che rispondesse alle domande di chi si affacciava alla vita "adulta" scontento di ciò che vedeva intorno a sé.
Venti dell'Est : il 1968 nei paesi del socialismo reale / Diego Giachetti.
Roma : Manifestolibri, [2008]
Esplorazioni
Abstract: Nell'Est europeo, il 1968 non fu solo il nuovo corso cecoslovacco brutalmente interrotto dall'invasione sovietica, ma anche l'irruzione di forme culturali e comportamenti giovanili che avrebbero lentamente eroso i rigidi schemi di vita dei paesi socialisti. In alcuni stati come la Polonia e la Jugoslavia, la ribellione giovanile e studentesca si espresse pienamente in un tumultuoso movimento che sarebbe andato incontro alla repressione. Ma anche in altri paesi come l'Urss o la RDT nuovi stili di vita, mode, fenomeni musicali, si diffusero ampiamente entrando in attrito con il galateo del socialismo reale e con l'assenza di libertà individuali e collettive. E a questi ultimi aspetti, meno eclatanti ma profondi, tanto da alimentare un lento processo che avrebbe condotto al 1989, che Diego Giochetti dedica la sua attenzione e la sua ricerca.
Documenti della rivolta studentesca francese / a cura del Centro di informazioni universitarie
Ed. anast
Roma : Laterza, 2008
Abstract: C'è in noi un potenziale di vitalità che, a forza di frustrazione, passa sul piano dell'atto aggressivo. In pochi giorni, in maggio, nasce un grande movimento rivoluzionario. Rivoluzionario perché contesta i fondamenti, i postulati primi della nostra società. E tutta una civiltà cui si ingiunge di spiegarsi. Dalle commissioni di lavoro, dai comitati di base, dalle assemblee generali nascono nuove forme di intervento e un linguaggio politico originale: la volontà di affrontare di petto i problemi essenziali, di procedere a una revisione totale, senza debolezza, senza cedimenti di fronte all'inerzia e all'abitudine. Istigato anche dalla repressione, il movimento trova la sua unità nella contestazione. Contestazione dell'università oppressiva per i suoi metodi, arcaica nelle sue strutture, inadatta nel suo contenuto. Contestazione di una società insipida nelle sue ambizioni, inumana nei suoi rapporti, alienante nella sua organizzazione.
Soveria Mannelli : Rubbettino, copyr. 2008
Abstract: Il libro desacralizza l'evento della rivolta studentesca del 1968, riducendone l'aura mitica e andando invece a studiare approfonditamente le dinamiche che lo caratterizzano. Secondo Aron la rivoluzione non è in realtà tale, ma è solo un delirio, uno psicodramma collettivo in cui ognuno recita una parte. Aron rifiuta nel libro di fare profezie e di dire cosa accadrà, ma a distanza di quarant'anni da quegli eventi, ci si può facilmente rendere conto di come molte delle sue analisi portassero a conclusioni che oggi sono facilmente condivisibili da tutti.
Milano : Angeli, copyr. 2008
Abstract: Il '68 fu rottura, controinformazione, agitazione politica: ma innanzitutto modernizzazione culturale. Da un'Italia arretrata e conformista si passò in un tempo breve ad un paese più aperto e cosmopolita, quel paese che avrebbe avuto le leggi sul divorzio, sull'aborto, sulla soppressione dei manicomi, sulla Rai, sui canoni di affitto. E che visse una stagione nel cinema, nel teatro, nella musica e un po' anche nella letteratura irripetibile. E che conobbe la cultura laica e si incontrò con lo straordinario movimento femminista. Con il cattolicesimo democratico del Concilio Vaticano secondo. L'occasione per questo saggio lungo (o libro breve) è il quarantesimo anniversario di quell'anno straordinario, certo. È, però, qualcosa di più. È un invito apparentemente paradossale - all'ottimismo della volontà, dando per scontato il pessimismo della ragione. Rileggere quella fase significa coglierne, appunto, la parte di maggiore attualità. Ora che la politica è soprattutto una grande questione di culture, un nuovo appuntamento identitario. E ora che serve una vera 'rivoluzione culturale', per immaginare uno sviluppo rispettoso delle vicende umane e dell'ecologia del sistema. E della mente. Per superare la 'violenza simbolica' insita nella nuova destra italiana: schizzi nostalgici, populismo elettronico, dirigismo berlusconiano, localismi proprietari ed egoisti. Ma la storia è lunga, e anche il Capitale, ammoniva proprio Mao.
1968 [[Videoregistrazione] :] : la grande contestazione / / Marco Revelli
[Roma] : La repubblica-L'espresso : Laterza, 2008
Rovesciare il 68 : pensieri contromano su quarant'anni di conformismo di massa / Marcello Veneziani
Milano : Mondadori, 2008
Abstract: Il '68 ha fatto i figli e perfino i nipoti. È andato al potere ed è diventato conformismo di massa, anzi, sostiene Marcello Veneziani, canone di vita. Ha creato luoghi comuni e nuovi pregiudizi, codici ideologici, da rispettare implacabilmente per essere ammessi al proprio tempo, come il politically correct. Ma nel 2008, quarant'anni dopo, i sessantottini cominciano a farsi sessantottenni, ed è forse giunto il momento di fare i conti con la loro opera e la loro eredità. Questo viaggio nella piccola preistoria degli attuali pregiudizi è compiuto con spirito omeopatico: un veloce insieme di schizzi e frammenti, di flash e immagini, foto di gruppo e istantanee di pensiero. Uno zapping lampeggiante animato da un triplice progetto: descrivere in breve cosa fu il '68, narrare cosa resta e quali sono le sue rovine oggi ingombranti e, infine, capovolgere il '68 attraverso l'uso creativo e trasgressivo della tradizione.
Invasione Praga 68 / Josef Koudelka
Roma : Contrasto, [2008]
Abstract: Nel 1968, durante l'estate dell'invasione russa in Cecoslovacchia che mette fine a ogni sogno di primavera, Josef Koudelka - allora giovane fotografo di talento, curioso soprattutto di fotografia di scena - è a Praga. Quell'alba del 21 agosto, quando l'occupazione del paese dalle truppe alleate diventa realtà, scende in strada come tutti e, con la sua macchina fotografica, scatta. Scatta senza sosta, senza pausa, con il bisogno di farlo semplicemente perché è lì, nella città che conosce e dove vive. Le foto raccontano i carri armati nelle strade, la rabbia di tanti che cercano di fermare la violenza anche solo con il proprio corpo, le manifestazioni, le case, il pianto e la disperazione. La documentazione di quell'estate tragica e fatale diventerà una tra le testimonianze più forti del periodo, aiuterà Koudelka a lasciare il paese, lo spingerà a entrare a Magnum, contribuirà a fare di lui uno degli autori più celebri della fotografia e lascerà una traccia indelebile, un segno forte e vistoso, incancellabile, nella storia della fotografia.
La vita bassa / Alberto Arbasino
Milano : Adelphi, copyr. 2008
Abstract: E se la vita bassa, per i prossimi Lévi-Strauss, diventasse un Segno antropologico tribale ed elettorale non solo giovanile, in un Musée de l'Homme con foto di addomi e posteriori aborigeni di fronte e profilo? O non diventerà una Metafora, nella pubblicistica easy satura di cose che sono metafore di altre cose, dai nostri tempi alla condizione umana, al Paese, a tutto?
L'altro sessantotto / Sandro Becchetti
Roma : Gaffi, [2008]
I sassi ; 26
Abstract: Chi ricorda il 68' tende a circoscrivere quell'anno fatidico nell'ambito di un fenomeno esclusivamente giovanile, quello de l'immaginazione al potere: in realtà quel movimento giovanile fu soltanto il coperchio sotto il quale ribolliva una pentola di rabbie, dolori e disillusioni che fecero saltare quel tappo. Il '68 non fu soltanto Valle Giulia, ma furono i 100 mila metalmeccanici a Roma, le lotte degli edili, lo sciopero per la casa, le donne che portavano in piazza collera e dignità. Oltre ai sindacati, ai comizi in piazza San Giovanni e alle feste di partito, furono soprattutto gli impiegati, in corteo per la prima volta, i cantieri contro le morti bianche, fu il Sud, venuto a Roma in cerca di un sogno da realizzare per sé e per quelli rimasti a casa, costretto a vivere nelle baracche all'ombra dei palazzoni che al di fuori di ogni piano regolatore, divoravano le campagne. Sandro Becchetti, armato della sua Laika, fotografa un'altra Italia, un altro '68: dietro il corteo, appena più in là degli striscioni con gli slogan, ci mostra gli altri italiani del '68: quelli che vivevano nelle baracche delle borgate, nei palazzoni di periferia, la povertà della campagne, i terremotati del Belice, i panni stesi nel cortile e i bambini che giocavano scalzi e mezzi nudi.
Passate col rosso / Roberto Tumminelli
Milano : Baldini Castoldi Dalai, [2008]
I saggi ; 358
Abstract: Il sessantotto viene generalmente interpretato come un evento da trattare in blocco, senza nascita, senza sviluppo, un'entità che improvvisamente nasce, disturba e zac, ecco gli anni di piombo, il riflusso, la morte. Lasciando in eredità la sinistra antagonista. No, non è andata così. È questo il cuore dell'interpretazione che l'autore offre del Sessantotto, un totem magari affascinante ma incomprensibile se non inteso quale culmine spettacolare di una mutazione sociale che occupa il ventennio 1957-1977. Per restituire l'autentica temperie di quell'epoca, per calare il lettore nel magma emotivo degli eventi luttuosi, ricostruire la fisionomia di idee e persone, e i radicali cambiamenti di mentalità, Tumminelli sceglie la combinazione di tre livelli di scrittura che corrispondono alle tre parti in cui il libro si articola: un saggio storico-politico, la finzione letteraria dei suoi racconti, la testimonianza di tanti protagonisti. Sono padre e figlio di quegli anni, allora ho iniziato la mia appassionata e dura militanza politica. Sono convinto di aver dato un contributo alla costruzione di quella rivoluzione culturale che ha tirato fuori il nostro Paese dal modello ottocentesco per proiettarlo in una moderna democrazia. La mia impostazione interpretativa è esplicitamente e totalmente di parte, quegli anni hanno cambiato la mentalità degli italiani, non meno della Resistenza e della nostra Costituzione.
Un viaggio lungo 40 anni : Senza orario senza bandiera / Antonio Oleari
Milano : Aereostella, stampa 2008
Abstract: Quello che apparentemente per molti rappresenta il semplice album d'esordio dei celebri New Trolls, è in realtà un'opera d'arte capace di riunire attorno a sé personalità diverse e dalla profonda valenza artistica come Riccardo Mannerini, Fabrizio De André, Gian Piero Reverberi e gli stessi New Trolls, guidati da Nico Di Palo e Vittorio De Scalzi. A fare da cornice, e non solo, la Genova degli anni sessanta, una città che da sempre riesce ad affascinare letterati e poeti, musicisti e pittori. Dare spazio alle molteplici porte che si aprono non appena ci si addentra nel sentiero musicale e poetico di Senza orario senza bandiera può significare riscoprire un mondo quanto mai ricco di sfumature e arditi collegamenti in cui la poesia e la musica si fondono a formare un linguaggio comune, quello di una generazione di ragazzi spinti alla scoperta del mondo.
Enciclopedia del '68 / [a cura di Marco Bascetta ... et al.]
Roma : Manifestolibri, copyr. 2008
Abstract: In circa 500 voci questo dizionario restituisce l'immagine dei movimenti del '68 come una straordinaria rete, con la sua diffusione, la stretta interconnessione di quell'insieme di eventi, di idee, di comportamenti collettivi e individuali che hanno cambiato in profondità il mondo in cui viviamo. La straordinaria sincronia, la confluenza delle idee e delle sensibilità in una prospettiva di rottura che investe tutti gli ambiti della vita, l'enorme diffusione geografica, sono gli aspetti che questa enciclopedia ha scelto di mettere in luce per comprendere a quarant'anni di distanza il movimento del '68 in tutta la sua globalità e radicalità.
1968 : l'anno che ha cambiato una generazione
Digital Adventure, copyr. 2008
Abstract: Nel 1968 le tensioni sociali, i problemi politici e la sete di cambiamento che da tempo erano nell'aria, arrivarono al culmine. Immagini di repertorio fanno rivivere il clima di quell'anno, denso di eventi drammatici: l'offensiva delTet in Vietnam, le occupazioni nelle universita' californiane, gli assassiniidi Martin Luther King e di Bob Kennedy, la primavera di Praga, il massacro di Citta' del Messico, il maggio francese e le contestazioni studentesche che sconvolsero anche l'Italia.
Torino : Einaudi, 2008
Einaudi stile libero. DVD
Abstract: Le barricate a Parigi nel Quartiere latino, l'allegria dell'agire, la scoperta della contestazione collettiva, fino alla disillusione finale. Il pubblico e il privato, la rivoluzione e l'amore. Nel film di Garrel c'è tutta la verità, la freschezza, la forza e la debolezza della generazione del Maggio. Quarant'anni dopo. Il libro, "Il cinema, il Maggio e l'utopia", a cura di Daniela Basso, raccoglie percorsi di oggi intorno al '68, a partire dal film di Garrel, una conversazione con Philippe Garrel su "Les amants réguliers", interviste-conversazione con Bernardo Bertolucci, Gianfranco Battili, Silvia Ballestra, Ascanio Celestini, uno scritto di Serge Quadruppani.
Cantavamo Dio è morto : il '68 dei cattolici / Roberto Beretta
Casale Monferrato : Piemme, 2008
Abstract: II Sessantotto è nato cattolico. Cattolici furono i primi leader del movimento e cattolica fu pure la prima università occupata. Non solo: i contestatori riuscirono a inviare un loro messaggero in Vaticano, dove venne ricevuto dal sottosegretario di Stato, mentre Paolo VI in persona diceva di voler incontrare gli studenti in rivolta... Poi le strade imboccate sono state più laiche, anzi secolarizzate, fino all'occupazione della cattedrale di Parma, alle polemiche sul Catechismo Olandese e alle critiche all'enciclica Humanae Vitae. E da queste strade ha preso vita il Sessantotto come lo conosciamo noi, oggi. Per capire la vera natura di questo fenomeno, occorre però ritornare alle origini, per scoprire quali fossero i veri ideali della prima ora - traditi in seguito per essere rimpianti oggi - e quali invece i falsi miti elaborati a posteriori. Quei miti che fecero del Sessantotto una rivoluzione formidabile, un moto spontaneo, nonviolento e democratico. Invece, nulla di tutto questo. Come ben dimostrano documenti e interviste ai protagonisti di allora.
Casale Monferrato : Piemme, 2008
Abstract: Che cosa resta, quarant'anni dopo, del Sessantotto? Valori o macerie? L'evento fondamentale di quegli anni che si vogliono formidabili sono state le manifestazioni in Francia, in Italia, nei campus americani, o piuttosto i carri armati russi che hanno schiacciato nel sangue la Primavera di Praga? E la sinistra ha finito per morire avvelenata di Sessantotto? Ogni nuovo libro di André Glucksmann è sempre un evento. Ma, controcorrente e illuminante come sempre, questo nuovo lavoro sorprende anche per la sua forma: un dialogo tra un grande filosofo e un giovane intellettuale. Tra un uomo maturo che ha combattuto il totalitarismo sovietico ed è stato protagonista degli avvenimenti del Maggio '68 e un ragazzo cresciuto in un mondo che ha visto crollare il muro di Berlino. Tra un padre e un figlio. Uno scambio appassionato e provocatorio sull'eredità del Sessantotto e sulle conseguenze, in Europa e nel mondo di quella stagione contraddittoria. Feconda e impotente. Generosa e tragicamente narcisistica. Ipocritamente smemorata eppure indimenticabile.