Trovati 10 documenti.
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Crescere senza violenza : politiche, strategie e metodi
Torino : Animazione sociale, 2010
Supplementi
Il diavolo ha gli occhi azzurri / Lisa Kleypas ; traduzione di Roberto Agostini e Martha Agostini
Milano : Oscar Mondadori, 2010
Abstract: Hardy Cates è un uomo affascinante e ambizioso, un milionario nato in una famiglia povera, che ha costruito la propria fortuna da solo. Ed è detcrminato a portare avanti una sua vendetta privata contro i più ricchi petrolieri di Houston, i Travis. Haven è la figlia ribelle dei Travis, tornata a casa dopo due anni di matrimonio fallimentare con un uomo che non è mai piaciuto ai suoi, e ben decisa a non dare più retta al proprio cuore. Ma quando il suo sguardo incrocia quello di Hardy, la giovane donna si renderà conto che non si può resistere alla tentazione di un diavolo dagli occhi azzurri. Entrambi finiranno preda di un sentimento che nessuno dei due può - o vuole contrastare. Soprattutto quando una minaccia terribile emergerà dal passato della ragazza, e solo Hardy potrà salvarla...
Milano : Salani, 2010
Abstract: In Angola è ancora viva una tradizione secondo la quale in presenza del 'male' si deve trovare un capro espiatorio. Le vittime sono per la maggior parte bambini, spesso piccolissimi, che una volta accusati subiscono ogni genere di soprusi: dai maltrattamenti agli abusi, dall'allontanamento dalle proprie famiglie e dalla comunità di appartenenza, allo sfruttamento fino ad arrivare, in casi troppo spesso frequenti, anche alla loro uccisione. Il volume si dipana in una serie di storie raccolte dal vivo dall'autrice, durante la sua permanenza come operatrice di pace in quella terra martoriata. Storie che denunciano apertamente gli abusi. Storie che grondano di dolore e di disperazione come se il grido d'aiuto delle vittime si facesse, prima ancora che denuncia, accorata preghiera. Di qui il duplice obiettivo del testo: per un verso, offrire uno spaccato della realtà quotidiana angolana dando voce agli innocenti sottoposti alle torture di una perversione frutto del disfacimento socioculturale, per l'altro portare alla luce gli effetti devastanti del colonialismo e del periodo postbellico. Un manifesto contro i soprusi, un libro di approfondimento, una testimonianza diretta su una pagina poco nota della geografia del mondo.
Eravamo solo bambini / Massimo Polidoro
Milano : Piemme, 2010
Abstract: Lo chiamano il nido degli angeli perché è un istituto che accoglie bambini senza famiglia. Mario è uno di loro, ha dodici anni, è stato abbandonato alla nascita ed è solo al mondo. Quando vi arriva, ha già alle spalle una lunga esperienza di brefotrofi e collegi, ma spera di trovare finalmente calore umano e affetto. Tanto più che la direttrice, una ex suora che gode fama di donna caritatevole, afferma di voler essere per i suoi sfortunati ospiti la mamma che non hanno mai avuto. La realtà è ben diversa. Quello che dirige con spietata crudeltà è un vero e proprio inferno in cui i bambini devono fare i conti con la fame, il freddo, i maltrattamenti, le infami punizioni corporali. Eppure la luce della speranza non si spegne, alimentata da gesti semplici e quotidiani. Mario riesce perfino a trovare un amico, Francesco. Insieme condividono piccole gioie e grandi sofferenze, ma una notte Francesco scompare nel nulla e a Mario non resta che sperare che sia riuscito a realizzare il suo sogno di fuga. Fino a quando, sfidando una ragnatela fittissima di protezioni e omertà, un carabiniere coraggioso non riesce a fare irruzione nell'istituto. E a scoperchiare l'orrore. Molti anni dopo la liberazione da quell'incubo, durante i lavori di demolizione di quel luogo di dolore, il ritrovamento di un corpicino avvolto nel cellophane riapre una ferita che non si era mai rimarginata, e Mario deve affrontare di nuovo i fantasmi della sua infanzia rubata.
Guerini, 2012
Abstract: Nelle società europee delle migrazioni globali la violenza sulle donne è affrontata con la presunzione di un'efficacia universale dell'approccio occidentale e post-patriarcale ai diritti, alle libertà e alle modalità di riparazione delle violenze. Le differenze dei vissuti e dei significati culturali delle esperienze subite vengono interpretate in base alla vicinanza o lontananza rispetto ai saperi e alle culture egemoni, disattente rispetto ai loro stessi processi di riproduzione del dominio maschile. La violenza sulle donne da parte degli uomini autoctoni tende a essere considerata una patologia individuale, mentre quella esercitata dai migranti è sovente rappresentata come barbarie culturale. In ambedue i casi, prevale un'immagine della donna-sempre-vittima che ostacola l'attivazione delle risorse e delle capacità femminili. Occorre sviluppare pratiche di prevenzione e contrasto della violenza di genere che restituiscano la parola alle donne rafforzando le loro prospettive di empowerment. La rete DUG (Diritti Umani di Genere) tra le città di Venezia, Adria, Bassano del Grappa, Rovigo e Schio ha lavorato in questa direzione, proponendo un approccio gender sensitive per la formazione e la ricerca-azione nel campo delle politiche antiviolenza.
Il bambino inascoltato : realtà infantile e dogma psicoanalitico / Alice Miller
Nuova ed
Torino : Bollati Boringhieri, 2010
Abstract: Alice Miller prosegue qui nel suo intento di smascherare ogni possibile forma di pedagogia nera, l'educazione volta a occultare le esigenze dei genitori e degli educatori e a infondere il più presto possibile nei bambini il senso della loro colpevolezza e cattiveria. In questo quadro, anche la freudiana teoria delle pulsioni, che nel 1897 sostituì la ben più dirompente e scandalosa teoria della seduzione, può essere vista come una specie di psicoanalisi nera, in sintonia con l'idea tradizionale del bambino colpevole: essa distoglie infatti l'attenzione dalla realtà infantile, e dunque anche dagli abusi subiti dal paziente, considerandoli un semplice prodotto delle sue fantasie inconsce o delle sue proiezioni. Al bambino presente in noi, dunque, non si dà retta neppure nello studio dell'analista, se questi bada più ad applicare dogmaticamente le sue teorie che non a recepire le angosce e le esperienze traumatiche dell'analizzando. Se nella nostra società la rimozione collettiva dei traumi infantili è un dato ormai generalizzato, la verità sull'infanzia parrebbe invece affiorare ancora nei sogni, nelle fiabe e nelle opere letterarie. Sulla scorta di alcuni testi di Flaubert, Kafka, Beckett e Virginia Woolf, oltre che di molti esempi tratti dalla pratica analitica, la Miller illustra la sua tesi: sia le messe in scena attuate dai pazienti, sia l'opera poetica in generale vanno intese come messaggi cifrati relativi alla realtà della prima infanzia.
Un segreto non fa rumore / Sofie Laguna
Milano : Garzanti, 2010
Abstract: Hester non ha mai visto quello che si nascon¬de fuori dalla porta di casa e non ha mai giocato con altri bambini. Matita, Cucchiaio, Gatto, Maniglia sono i suoi unici amici, i soli che le parlano con amore e che, a volte, le dicono cosa fare. Il Fuori è proibito, camminare sull'erba vietato, scaldarsi al sole e ascoltare il canto delle foglie sui rami dell'albero è pericoloso. Così le hanno raccontato i suoi genitori, che da sempre la tengono segregata tra quattro mura. Il solo libro che le è concesso possedere è una Bibbia illustrata per ragazzi, grazie alla quale reinventa il suo universo e crea una versione personale di tutto quello che la circonda. Ma un giorno Hester si fa coraggio e, come Alice nel Paese delle Meraviglie, intraprende un viaggio nel «Fuori proibito». Un nuovo mondo le si apre davanti agli occhi. Un mondo senza pareti né finestre a sbarrarle la strada, dove il cielo è la casa del sole e il vento disegna le nuvole. Dove nessuno potrà rubarle le risate. Da questo momento in poi niente sarà più lo stesso, e la bambina capisce che è qui che vuole vivere. Ma per farlo ci sono cose che non deve dire ai genitori. Mentre la voce del segreto nascosto dentro di lei diventa sempre più forte e impossibile da far tacere, Hester inizia a cercare un modo per essere davvero libera. Costi quel che costi. Perché le stelle brillano più luminose in un cielo buio.
Special extended DVD ed
Burbank : Nation Earth, c2010
L'innocenza rubata / Elissa Wall ; con Lisa Pulitzer
Milano : Piemme, 2010
Abstract: Nel settembre del 2007, a St. George (Utah), Elissa Wall fu la testimone chiave nel processo contro il sedicente profeta Warren Jeffs, fondatore e capo della Chiesa Fondamentalista degli Ultimi Giorni. Fra le lacrime rilasciò una deposizione sconvolgente: raccontò di come fu costretta - per volere della comunità e del suo leader - a sposare, all'età di soli tredici anni, un cugino, più vecchio di lei di quasi vent'anni, da cui ebbe due figli prima dei diciotto anni. La storia di Elissa, narrata in prima persona, ci conduce all'interno delle patologie di una setta religiosa che ha prosperato negli USA fino alla fine degli anni '90, all'interno di un contesto ammantato di religiosità e di deformazioni misticheggianti. La Wall racconta la sua infanzia inquieta, sottoposta a un'educazione severa e autoritaria, la sua segregazione lontana dalle notizie del mondo, fino al giorno del matrimonio, che secondo gli anziani della comunità avrebbe domato per sempre il suo carattere ribelle. Una volta sposata, Elissa sarebbe stata sottomessa per sempre mente, corpo e anima ai voleri del suo consorte. Sono anni di stupri e abusi da parte di un marito crudele, di umiliazioni insopportabili, fino alla decisione di fuggire a diciotto anni e di denunciare le violenze subite. Una storia commovente di libertà e dignità ritrovate.
Il bambino della casa numero 10 / Alan Philps, John Lahutsky
Milano : Piemme, 2010
Abstract: John va ancora al college, eppure è già alla sua seconda vita. La prima l'ha vissuta segregato in un lettino a sbarre in un istituto di Mosca, una di quelle Case dei bambini ideate da Stalin e ancora esistenti. Trattato come un bambino fallato, come vengono considerati i piccoli che dopo diagnosi frettolose ricevono l'etichetta di idioti. John aveva un altro nome allora, Vanja, anche se quasi nessuno si rivolgeva a lui. Nessun legame con i bambini, questa è la regola per il personale. Nutrirli e cambiarli, senza guardarli, toccandoli il meno possibile. Un inferno in terra a cui sono condannati i bambini destinati all'oblio, che non possono nemmeno sperare in un'adozione. Ma Vanja non è ritardato. Vanja è un bambino sveglio, dagli occhi curiosi, ingordo di affetto e di contatti umani, l'unico in grado di parlare nella stanza in cui è prigioniero con una dozzina di sfortunati come lui. È grazie alla parola che per lui si accende una speranza. Un giorno una donna, una straniera, si affaccia alla sua stanza e gli regala una macchinina. Torna ancora le grida Vanja. Una richiesta d'aiuto che non si può ignorare. La donna, Sarah, moglie di un giornalista inglese, è in contatto con associazioni internazionali che cercano tra mille difficoltà di aiutare quei bambini. Torna Sarah, perché ci sono promesse che non è possibile disattendere, per nessun motivo.