Trovati 3 documenti.
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Ho appena ucciso mia moglie / Emmanuel Pons ; traduzione di Paola Checcoli
Firenze : Barbes, 2011
Abstract: Emmanuel ha appena ucciso la moglie e deve decidere cosa fare, ma intanto ha una gran voglia di dirlo a qualcuno. Va dagli anziani vicini Derangon, che alla notizia si mettono a ridere, e finiscono sgozzati. Lo dice al pescatore Raymond, che gli confessa di aver fatto altrettanto con la propria moglie e si offre di aiutarlo a fare a pezzi il cadavere. Emmanuel accetta, ma poi non può sopportare di far toccare il corpo della sua Sylvie a quel mostro, e uccide anche lui. E Sylvie, nel congelatore in cantina, è sempre più bella, sempre più comprensiva, sempre più sua, e lui la ama sempre di più. Un romanzo sconvolgente e a tratti durissimo, tra atrocità e ironia, tra tragico e grottesco, nel quale il male che è dentro l'uomo appare quasi normale e si confonde con una strana forma di amore.
I colori dell'odio : analisi di una passione e delle sue maschere / Niels Peter Nielsen
Milano : Raffaello Cortina, 2011
Abstract: Insieme all'amore, l'odio è uno dei temi fondamentali della vita. Si accumula sulle tracce delle mancanze ma è anche un elemento costitutivo dell'animo umano. Utile segnale di pericolo, è una risposta emotiva alla minaccia contro l'integrità dell'Io. Usato come farmaco, è spesso l'ultimo baluardo contro il crollo psicotico, protegge dalla disintegrazione mentale e aumenta la coesione del Sé. L'ascolto dell'odio che serpeggia nella relazione analitica l'odio dell'analista e l'odio per l'analista - risulta una bussola insostituibile per l'itinerario analitico. L'accoglimento e l'elaborazione dell'odio da parte dell'analista possono avviare un processo evolutivo. All'odio gratuito si contrappone quello trasformativo, che induce al cambiamento. Come mostrano le numerose esemplificazioni cliniche, l'odio è correlato non solo ad aspetti distruttivi ma anche a momenti evolutivi sia del pensare sia dell'esistere. L'odio è il protagonista di questo volume. Oltre a innumerevoli analisti, da Freud a Winnicott, da Lacan a Bion fino alla Klein, sono stati chiamati a parlarne poeti, scrittori, filosofi, musicisti e pittori.
Il gatto / Georges Simenon ; traduzione di Marco Bevilacqua
Milano : Adelphi, 2011
Abstract: Da anni, ormai, Émile Bouin e Marguerite Doise non si rivolgono più la parola, e comunicano solo attraverso laconici, ma non per questo meno crudeli, bigliettini. Ciascuno fa la spesa per conto suo, ciascuno ha una sua dispensa, e ciascuno mangia, da solo, a un orario diverso da quello dell'altro. Del resto, niente li predisponeva a formare una coppia armoniosa: lei è magra, pallida, impettita e irreprensibile; lui tarchiato e sanguigno; lei ha alle spalle gli splendori di una famiglia dell'alta borghesia caduta in rovina e il ricordo di un primo marito musicista; lui viene dal mondo operaio, e nel suo passato ci sono le balere in riva alla Senna, i piaceri semplici del proletariato della banlieue, e una moglie allegra e polposa morta troppo presto. Lei detesta l'odore del sigaro toscano e i modi rozzi dell'uomo; lui trova irritanti le leziosità della donna. L'odio ha preso corpo in un momento preciso, quando Émile si è convinto che sia stata Marguerite a uccidergli l'amatissimo gatto - e si è vendicato sul pappagallo da lei prediletto. Un odio che da allora si è solidamente installato tra loro, diventando, come scrive Benoît Denis, un sentimento puro, senza ombre e senza contaminazioni, del quale non possono fare a meno perché è per entrambi l'unica ragione di vita, e l'unica barriera contro la morte.