Trovati 4 documenti.
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Sangue kosher / María Inés Krimer ; traduzione di Raul Schenardi
Atmosphere, 2015
Abstract: Ruth Epelbaum è una donna ebrea argentina di una certa età, ex archivista, ossessionata dalla "tratta delle bianche" dell'organizzazione Zwi Migdal, che reclutava ragazzine dai tredici ai sedici anni nei villaggi russi e polacchi con promesse di matrimonio per poi farle lavorare nei bordelli. Ruth diventa detective senza aver prestato servizio in polizia. Trasferita a Buenos Aires si mette in contatto con Oro Chiquito che le affida l'incarico di ritrovare la figlia Débora, scomparsa senza lasciare traccia. Il suo modo di indagare la porta a conoscere un mondo variopinto di personaggi attraverso una serie di eventi in cui rischia la vita. Per raggiungere Débora dovrà penetrare il mondo della notte.
Giuntina, 2015
Abstract: Questo volume è il risultato del Convegno internazionale che la Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah ha organizzato in collaborazione con l’Archivio di Stato di Ferrara nel novembre 2014. Il titolo del convegno ha voluto evocare la duplicità della funzione femminile nell’Ebraismo: Vicino al focolare... rappresenta la discendenza ebraica di chi nasce da una donna ebrea, attraverso la quale è trasmessa l’appartenenza alla stirpe e all’ascendenza ancestrale del popolo di Dio; ...e oltre amalgama la visione muliebre del futuro che è strategica e visionaria (proprio per la sua prerogativa di procreare, tanto da avere a volte orientato l’uomo nelle sue valutazioni, insieme alla capacità tutta femminile di coniugare gli imprescindibili compiti familiari e domestici con le esigenze professionali e l’impegno sociale e culturale. I due giorni di studio hanno inteso sia mettere a fuoco alcuni dei più recenti e qualificati esiti degli studi in atto, sia fornire nuovi spunti di ricerca sulle tematiche inerenti la presenza femminile ebraica in Italia.
Tutti i russi amano le betulle / Olga Grjasnowa ; traduzione di Fabio Cremonesi
Keller, 2015
Abstract: Maaa è giovane e testarda, è un'azera ebrea, ma quando serve anche turca o francese. Conosce cinque lingue e sa cavarsela in ogni situazione come molti altri ragazzi della sua età. Vive con il fidanzato Elias e i suoi migliori amici sono musulmani che lottano quotidianamente per ottenere i permessi di soggiorno. Maaa ha quasi completato gli studi per diventare interprete e sperare così in una carriera alle Nazioni Unite quando, improvvisamente, qualcosa di imprevedibile e di tragico interviene a scombinare i piani e la lascia sola davanti alla sua sofferenza e al suo destino. Decide allora di abbandonare tutto e di andare in Israele dove affronterà un passato che l'ha tormentata per anni. Olga Grjasnowa sa muoversi con acume e ironia tra quelli che sono temi essenziali del nostro tempo, quali la multiculturalità, l'amicizia, le proprie origini. Dà voce a una generazione che ha imparato a vivere ovunque ed è in grado di cambiare lingua e abitudini, ma che allo stesso tempo è impreparata ad affrontare il dolore, e questa grande umanità rende le vicende di Maaa agrodolci, commoventi e familiari.
Piemme, 2015
Abstract: "Sei incinta?" chiese l'angelo della morte Josef Mengele alla giovane donna nuda e dalla testa rasata che tremava di freddo, di paura e di vergogna ad Auschwitz-Birkenau. Doveva decidere, in pochi secondi. Rivelare che era incinta di due mesi l'avrebbe salvata o condannata? Rispose, in un sospiro: "no". Tre donne ebree sono scampate ai folli esperimenti di Mengele ad Auschwitz riuscendo a nascondere di essere incinte. Costrette ai lavori, sono state poi mandate, con un viaggio in treno di 17 giorni, al campo di Mauthausen, in Austria. Lì sono sopravvissute fino all'arrivo delle truppe americane. Una dà alla luce il figlio appena prima del viaggio, un'altra sul treno, e la terza appena arrivata al campo. I neonati alla nascita pesavano poco più di un chilo. I mariti delle tre donne sono morti ad Auschwitz, e loro non sapevano dell'esistenza l'una dell'altra. Fino al 2010, quando i tre figli si sono trovati a Mauthausen per i 65 anni della liberazione. La loro storia è un inno all'amore, alla resistenza e alla vita.