Trovati 7 documenti.
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Un tempo smarrito / Marie-Laure de Cazotte ; traduzione dal francese di Alberto Bracci Testasecca
E/o, 2015
Abstract: Éric Meyer è un potente quanto spietato uomo d'affari, il tipo che non guarda in faccia nessuno, abituato a vincere, con uno stuolo di belle donne sempre ai suoi piedi. La situazione precipita quando una delle sue amanti tenta il suicidio. La moglie, costretta ad aprire gli occhi, decide di lasciarlo. Il doppio shock è fatale all'equilibrio di Éric che, in stato confusionale, finisce nell'ospedale psichiatrico diretto dal professor Kaplan. In quel luogo diverso, confuso tra i "pazzi", per la prima volta in vita sua si ritrova a far parte del mondo degli emarginati, le persone che non hanno potere, quelle che lui ha sempre guardato dall'alto in basso. Per Éric Meyer è l'inizio di un viaggio a ritroso dentro se stesso alla scoperta delle menzogne accumulate negli anni e di memorie rimosse: un lento lavoro di ricostruzione, pilotato dal professor Kaplan, che lo porterà a rivalutare certi affetti e legami e che, soprattutto, gli farà capire come l'arroganza e il cinismo non possono costituire gli unici valori di un uomo, per quanto baciato dal successo. Attenzione, però: a innescare la guarigione profonda di Éric Meyer non saranno né farmaci né terapie, bensì la medicina più soave di tutte: la poesia.
Marsilio, 2015
Abstract: Per il piccolo Josse, figlio del direttore di un ospedale psichiatrico per l'infanzia e l'adolescenza, crescere in mezzo a centinaia di malati di mente è del tutto naturale, anzi, la cosa gli piace moltissimo. I "dementini", come affettuosamente e spietatamente ama chiamare i pazienti, sono parte della sua famiglia; la grande area dell'ospedale è la sua casa. Qui Josse è felice di galoppare sulle spalle di un ragazzo gigantesco che se ne va in giro facendo suonare due pesanti campane dorate; qui si addormenta cullato dalle urla tranquillizzanti che ogni sera lo accompagnano nel sonno. Ama l'eccesso, l'isteria festosa, la gioia incontrollata, la normalità per lui ovvia di quel luogo della follia. Questo mondo a sé, che alte mura proteggono dall'esterno, è soprattutto il regno di suo padre, l'uomo grasso dagli occhi gentili e curiosi che lui ammira sopra ogni cosa e che gli ha insegnato a diffidare delle apparenze e a cercare la bellezza dove davvero si fatica a trovarla. Un padre che sembra avere tutto sotto controllo e che troppo spesso finisce col mancare i propri obiettivi. Con infinita tenerezza e molto buon umore, Meyerhoff ricostruisce la storia di un'insolita famiglia - padre, madre, tre figli maschi e un cane - che vive in un insolito luogo.
La barca dei folli : viaggio nei vicoli bui della mia mente / Stefano Dionisi
Mondadori, 2015
Abstract: "Noi eravamo lì per un miracolo, per un'assoluzione laica per le nostre follie e i nostri amori... Noi eravamo lì per non dover più piangere per i nostri cari, per non suicidarci, per riprendere a mangiare..." A scrivere è Stefano Dionisi, che una notte in Estremadura, dove sta girando un film, perde la drammatica battaglia con i fantasmi che da tempo lo cingono d'assedio. L'inevitabile ricovero coatto in una struttura psichiatrica diventa così la prima stazione di un tormentato viaggio nella malattia mentale, sia dentro di sé sia dentro le cliniche pubbliche e private, dove ogni giornata è identica alla precedente, scandita dalle visite del Prof e dei suoi assistenti Tacchi a Spillo e Sbrano, dal cigolio delle ruote del carrello con i pasti sottovuoto e di quello con la "terapia", dai fugaci incontri con i familiari e con gli altri pazienti, e da ore e ore passate sdraiati sul letto o in piedi davanti a una finestra ermeticamente chiusa, nell'ansiosa attesa di "un treno che è sempre in ritardo". Nelle stanze, nei saloni e nei corridoi illuminati giorno e notte dalla fredda luce dei neon si muovono Ciuf Ciuf, il Conte, il Pilota, il Toscano e molti altri uomini e donne fragili, bisognosi, ciascuno con la propria angoscia, ma tutti disperatamente aggrappati a ciò che resta della loro identità e a ogni minimo spazio di libertà. Per continuare a nutrire e a manifestare, in condizioni estreme e contro il regolamento, sentimenti di amicizia, affetto, tenerezza e un insopprimibile desiderio di amore...
Il Saggiatore, 2015
Abstract: Un maniero nell'Alta Savoia, arroccato su un monte impervio e ora trasformato in clinica psichiatrica per l'alta società; una dottoressa impressionabile ma decisa a dimostrare il proprio valore; un medico dai modi suadenti, che non è chi dice di essere: sullo sfondo di una vallata in cui il sole fatica a insinuarsi, fra le bizzarrie sinistre e raccapriccianti dei pazienti sempre più inquieti, si consuma la storia di una fascinazione pericolosa. Letale. Apparso per la prima volta nel 1927 e salutato come uno degli ultimi romanzi gotici di tradizione inglese - sulla scorta di Horace Walpole e del suo "Castello di Otranto" -, "Io ti salverò" colloca gli elementi tipici del genere, dalla fanciulla in pericolo al gusto per il macabro, in un intreccio serrato che ha il suo maggior punto di forza nella rappresentazione, allora pionieristica, delle teorie freudiane del rimosso e dell'inconscio. Quasi vent'anni più tardi, sarà questo aspetto a attirare l'attenzione di Alfred Hitchcock quando, alla ricerca di un soggetto di argomento psicoanalitico, deciderà di comprare i diritti del romanzo, che nella famosa intervista-confessione con François Truffaut avrebbe definito "melodrammatico e folle". Con "Io ti salverò", il Saggiatore continua la pubblicazione delle opere che colpirono il genio di Hitchcock risuonando con le sue personali, onnipresenti ossessioni...
Il manicomio chimico : cronache di uno psichiatra riluttante / Piero Cipriano
Elèuthera, 2015
Abstract: Oggi il manicomio non è più costituito da fasce, muri, sbarre, ma è diventato astratto, invisibile. Si è trasferito direttamente nella testa, nelle vie neurotrasmettitoriali che regolano i pensieri. Il vero manicomio, oggi, sono gli psicofarmaci. Stiamo oltretutto assistendo a una vera e propria mutazione antropologica: agli psichiatri, e alle case farmaceutiche, non bastano più i malati da curare, ma servono anche i sani. Lutto, tristezza, rabbia, timidezza, disattenzione, non sono stati d'animo fisiologici, ma patologie da curare con il farmaco adatto. Cipriano sottopone a una critica severa i principali dogmi della psichiatria "moderna": a cominciare dalla diagnosi, ovvero l'urgenza burocratica di considerare "malattia" qualunque disagio psichico, a cui segue l'immancabile prescrizione di un farmaco. E quando i farmaci non sono sufficienti, ritorna l'uso nascosto delle fasce e dell'elettrochoc. È questo il nuovo manicomio, meno appariscente, più discreto, in cui diagnosi e psicofarmaco dominano la scena.
Cuore inquieto / Claudio Vergati
Forme libere, 2015
Abstract: Agosto 1944. Corrado, un tredicenne narcolettico che vive in uno sperduto paese delle Alpi Apuane, sfugge per caso a una strage nazista che annienta l'intera comunità. Si rifugia alla Colonia, che si rivela essere un ospedale psichiatrico militare abbandonato dopo l'armistizio dell'otto settembre. Qui i malati rimasti si sono riorganizzati per sopravvivere, fondando una comunità autonoma e autosufficiente che ha proclamato proprie regole improntate all'uguaglianza e al rispetto reciproco. Col passare dei giorni e con l'arrivo di Angelina, una ragazza scampata alla strage, Corrado si renderà conto che la Colonia non è il castello incantato delle favole ma un luogo pericoloso e ambiguo come alcuni dei suoi occupanti.
Il celeste scolaro / Emilio Jona
2. ed.
Neri Pozza, 2015