Trovati 2 documenti.
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Piemme, 2017
Abstract: Non ci sono mezzi termini nei fogli che un giorno papa Francesco riceve. Dopo quasi vent'anni di silenzio, Daniel Pittet ha deciso di raccontare la sua storia di bambino abusato per quattro anni da un prete. Usa parole crude, pesanti, sconvolgenti per descrivere quello che ha subito, perché solo così si può dipingere l'abisso in cui una violenza trascina un bambino. Papa Francesco legge e decide di scrivere una prefazione a quelle pagine che diventeranno questo libro. È un'iniziativa coraggiosa, non è mai successo che un papa si esponesse così per una testimonianza tanto scottante, infatti sono in molti a sconsigliarlo. Ma la "tolleranza zero" di Bergoglio contro la pedofilia passa anche da questo gesto senza precedenti, da questa assunzione di responsabilità della Chiesa e di condanna totale dei colpevoli e della parte di gerarchia - vescovi o cardinali - che li proteggesse. Daniel oggi è un padre di famiglia, ed è riuscito ad affrontare l'inferno e a conservare la fede nonostante tutto. Il suo percorso non è stato facile, le cicatrici sono tutte lì, ma ha deciso di costruire la sua vita sul perdono, all'interno della Chiesa, e di impegnarsi per aiutare altre vittime come lui, per fare in modo che non ci siano più altre vittime come lui. Ci sono molte ragioni per cui questo libro è destinato a lasciare un segno profondo: la trasparenza del racconto, che spazza via decenni di omertà e rimozioni nel raccontare queste vicende; l'intervista al sacerdote responsabile dell'abuso, un documento rarissimo e a suo modo illuminante. E soprattutto, l'inequivocabile presa di posizione del pontefice contro l'anima nera che può insinuarsi all'interno della Chiesa stessa. Pagine che solo questo papa poteva scrivere.
Roma : Newton Compton, 2017
Controcorrente ; 138
Abstract: È possibile amministrare bene Roma? No. Perché è altrettanto impossibile amministrare bene l’Italia. Nella capitale questa realtà si tocca con mano perché, a un insieme di regole assurde, che condiziona la vita di tutti i Comuni, le Regioni e gli enti locali, si somma una città con una geografia, un’estensione, una struttura istituzionale e burocratica tali da renderla ingovernabile anche per un politico ben intenzionato. Inoltre la presenza sul territorio urbano di tutti gli uffici pubblici e le sedi centrali di associazioni di categoria del Paese rende il quadro ancora più caotico. La combinazione di questi fattori ha creato un groviglio esplosivo che viaggia spedito verso il momento della deflagrazione. Marco Bettini racconta il disastro romano con un duplice sguardo: quello del dirigente che ha lavorato per l’amministrazione capitolina e si è trovato quotidianamente a che fare col “sistema”, e quello del giornalista che ricostruisce alcuni dei fatti e delle dinamiche che hanno condizionato la vita della capitale negli ultimi anni. Guardare con attenzione il “caso Roma” vuol dire comprendere meglio i tanti difetti della complessa macchina dell’amministrazione pubblica.